etnocuranderi

Nella Rus’ gli ERBALISTI eran chiamati Zeleisc’ciki (Зелейщики), le erbe, ben conosciute e usate dai kolduny (volhvy e znahari), rivelavano i loro effetti solo se molto praticate, così rimase l’eco dei loro magici poteri: Trava-koljuka (la Pungente) Adamova golova (testa di Adamo), Trava-prikrysc (l’invisibile), Razryv-Trava, Kocedysc’nik (felce maschio), Trava-tirlic, Son-Trava (la Sognante) e Neciui veter (matraguna). Le medicine indigene di tutto il pianeta Terra fornirono, e forniscono, materia prima e know-how a tutti i rimedi della moderna farmacologia, un esempio è la classica tisana di corteccia di Salice (willow-bark) usata dalle nonne per curare infezioni e far scendere la febbre, da essa, i primi ricercatori della Bayer (che giravano tra i popoli in cerca di ricette curative da poter brevettare), derivarono l’aspirina. La produzione mondiale degli oli essenziali usati per aromi, alimenti, bevande, profumi e cosmetici (Cina, India e Brasile i produttori in testa) è 45 mila tonnellate, tuttavia tale commercio è oggi in mano a poche multinazionali: in Italia il 70% delle aziende bio è al sud mentre le aziende di trasformazione sono al nord. Taras porta nella sua borsa di medicina, un Pronto Soccorso di Erbe: tinture e unguenti di arnica, calendula, Iperico, ortica e ruta; lozione di eufrasia; unguenti di altea, ippocastano e ruta; preparati secchi di erbe: camomilla comune e romana, 4 purificatori del sangue (attaccamani, foglie-di-rovo, menta, sambuco, ecc), egli dice: “sebbene le terapie shock della medicina moderna sono preferibili in alcune situazione di emergenza, altrove i preparati ottenuti da coltivazione intensiva o allevamento coatto hanno efficacia ridotta, mentre, le biotecnologie, riproducono, accelerandoli e isolandoli, i meccanismi delle mutazioni e della selezione naturale, poichè è più facile patentare un processo di trasformazione (lieviti ogm che incorporano geni codificanti principi attivi) che brevettare una molecola”. Il leggendario Ippocrate diceva: “clima, dieta, idee, medicine e psiche dei pazienti, forgiano il comportamento umano. Un approccio unico nella difesa dai patogeni (uniformità terapeutica) può sfociare in una selezione dei ceppi resistenti. La scelta della terapia è un fatto culturale ed economico, giacchè, il mistero completa la nostra imperfezione. Se conosci la natura dei semplici, in un modo o nell’altro puoi ricavarne molti usi, alcuni van raccolti presto come il fior di Tiglio (appena inizia la sua fragranza), altri tardi, alcuni li trituriamo, altri li facciam seccare. La salute dipende anche dai rapporti del paziente con il mondo materiale e mitico che lo circonda“.
Nel ‘888, con la Legge per l’igiene e sanità pubblica, i guaritori popolari furono messi al bando o relegati al folklore.. oggi molti medici adottano le erbe medicinali nelle loro terapie, entro una visione scientifica che attribuisce le virtù delle erbe a molecole chimiche piuttosto che a forze spirituali. Il declino della visione animistica della natura fu catalizzata dalla Enciclopedia illuminista, sebbene Robespierre notò che la condanna del fanatismo religioso conduceva a una visione razionalista del cosmo ancor più fondamentalista e incapace di soddisfare le esigenze profonde dell’animo umano. Le comunità di migranti, mantengono la loro coesione anche a causa del loro attaccamento alle loro spezie ed eredità spirituali, rinnovando così l’espansione di molteplici riti e itinerari terapeutico-religiosi. I malesseri indotti da forze spirituali, diagnosticati dai veggenti (divinatori) e curati dai guaritori sono: 1_spavento e paura causate da volontà avverse, a seguito di incantesimi o incontri con spiriti/fantasmi che perturbano l’equilibrio spirituale. La vittima è affetta da perdite, manifeste nel rallentamento del sangue e delle funzioni vitali, nervosismi, disfunzioni digestive, inappetenza, vomito, abulia, pallore, spossatezza, arresto di crescita e mestruazioni, perdite economiche e materiali. 2_Arie e venti; 3_iettature e malocchio a mezzo di sguardo più o meno involontario, prevenibile e curabile con amuleti e versi ai santi o antenati; 4_fatture volontarie fatte da maghi e fattucchiere per conto di terzi, ai danni di persone, cose ed animali (poi tutto torna indietro).

Taras cita le piante/rimedi di nonno Sammel che, girando tra gli accampamenti nomadi, egli dava nei casi di infezione: Aglio, Tannino, Timo, Propoli, Aloe, Cannabis, Chiodi garofano, Malva (infezioni urinarie). Nelle febbri, lasciava sfogare e, sui 39°-40°, praticava impacchi di neve/acqua fredda su capo, braccia e gambe e decotti di Atropa e Cannabis; per la Diarrea usava Rosmarino-Propoli (antibatterico) frutti essiccati di Mirtillo; Tannino, vasocostrittore usato per emorragie, assieme ortica ed aloe; Argilla (o carbone in polvere), Belladonna e Oppio (inibitori della motilità addominale); zuppa calda di acqua-sale o tè il primo giorno, Riso bollito, Spirulina e sale il secondo; mele crude il terzo. Nelle emorragie di emergenza, Sammel tamponava con stoffa pulita, metteva un laccio a monte dell’arto colpito allentandolo ogni 5 minuti (per evitare ischemie) e teneva al caldo; nelle Ferite usava Rosmarino, Propoli, Timo, a volte mischiato a zucchero (evita il tetano), Tannino e Aloe (rigeneran tessuti), Centella e Liquirizia (cicatrizzanti), Iperico, Menta e Ortica (disinfettante); mentre nelle Emorroidi da stipsi, gravidanza, sforzi ripetuti, usava semicupi in acqua calda, Rosmarino-Propoli, Atropa, Centella, Tarassaco e olio di Ricino per ammorbidire le feci; nelle gastriti usava ancora Rosmarino, propoli, liquirizia, acqua e bicarbonato, Camomilla, Altea e Malva, dieta di riso, orzo e albicocche secche oltre a far bere latte tra i pasti ed evitare spezie; nell’Ipertensione (aumento pressione del sangue) per cause ormonali, renali, alimentari o stress, poteva vedere complicazioni dovute a lesioni di arterie del cuore (angina), cervello (svenimenti, ictus), reni, occhi e arti inferiori (gangrena), dava aglio da masticato a lungo; mentre per lenire il Dolore dava Aloe, Atropa (specie per cefalee), Cannabis, Oppio, Propoli/chiodi garofano e ghiaccio come anestetici locali. Cura importante è pure la pratica dell’incubazione: il malato dorme in luogo consacrato alla divinità guaritrice che lo risana o gli svela in sogno la causa e la cura. L’erboristeria popolare trae i suoi rimedi dalla flora selvatica e da quella coltivata: celidonia, malva, ortica, papavero, parietaria, ruta, sambuco, verbasco (foglie tritate su ferite), camomilla, rosmarino, salvia, aglio (ipotensivo e vermifugo), cavolo, cipolla, olivo. Crocifere, Labiate, Asterace, Ombrellifere, Solanace, Euforbiace, Apocinace, frutti minori, hanno essenze forti anche quando coltivate, sebbene, la digitale coltivata perde efficacia, la cicoria selvatica è più amara della coltivata. Le foglie son colte prima della fioritura, i fiori di buon mattino con tempo asciutto e prima che appassiscano, le radici in autunno-inverno; si usano succhi, infusi, tisane (mix di erbe), decotti, macerati a temperatura ambiente, in acqua, aceto, vino, olio, latte; unguenti e fumigazioni, impiastri di foglie-fiori freschi anche pestati. Le piante con sostanze tossiche (morella, stramonio, giusqiamo, belladonna, cicuta ed elleboro) sono usate quasi sempre esternamente. La medicina popolare scambia esperienze e nozioni tra popoli, erbe importate e nuovi esemplari portati dai viaggiatori: Limpeza è una doccia (o impacco) di acqua ed erbe macerate in essa, spesso seguita da un riposo ristoratore, e dall’eventuale apparizione del dio/spirito guaritore che, suggerisca il farmaco/pianta per guarire dalla malattia. Nel Rinascimento, negli orti dei conventi, venivano coltivate almeno 7 erbe medicinali annuali (aglio, basilico, borrago, equiseto, malva, menta e prezzemolo) e 7 perenni (alloro, biancospino, ginepro, rosmarino, salvia, timo e vischio), mentre, Paracelso fissava per iscritto la dottrina delle impronte: ogni pianta utile porta i segni delle sue proprietà, Iperico dalle foglie bucherellate ha virtù nel curar ferite e piaghe; il Noce cura lesioni al cervello, l’Ortica e le cura-tutto (alga spirulina, rosa canina), son ricche di microelementi e vitamine così integrano le diete povere, la Birra di Ortica è tonico dell’inverno inglese, contiene clorofilla delle foglie e silice degli steli; l’ortica mi punge, ma accanto cresce il romice e piantaggine, frantumo le loro foglie e le sfrego qual rimedio sulla pelle. Calendula è fiore del sole, i fior rossi son di Marte, le solanacee di Saturno. Paracelso, conoscitore della medicina alessandrina, scrisse: Alcuni mi accusano di superbia, altri di pazzia, altri di stoltezza, alcolismo o ateismo. In realtà io sono un panteista, convinto che la fede va vissuta dentro di sé, nel tempio del cuore, ognuno possiede dentro di sé le doti necessarie per esplorare il mondo e, i migliori insegnamenti, vengono dall’esperienza diretta (viaggi e intuizioni) della natura, dove esiste la cura per ogni sorta di malattia, grazie a forze guaritrici chiamate Arcana, le quali, recano guarigione al paziente che ha avuto abbastanza fede in esse. Laureato in medicina all’Università di Ferrara, lavorò nelle miniere di Germania e Ungheria, vagabondò in Europa ed Asia e, nella guerra, fece esperienza di medico militare (ospedali militari costruiti in ciascun castrum dell’impero della Rus’); alcuni valetudinaria avevano terme e latrine, mentre, gli accampamenti permanenti vennero posti nei pressi di corsi d’acqua, lontani da zone malsane (paludi malariche, regioni aride). Paracelso vedeva nel celibato un mezzo per dedicarsi alla cura dei pazienti, specie in caso di malattie contagiose e pericolose; egli riconosce che alcune figure femminili, nella sua vita, hanno contribuito a formarlo. La donna è matrix (matrice) del grande mistero della vita, e ciò la pone a stretto contatto col mondo degli arcana, la capacità immaginativa della donna incinta è decisiva per la formazione spirituale del figlio, così egli osservava il paziente e si immedesima nei suoi disturbi. Alla teoria dei contrari egli opponeva la teoria dei simili, presente presso i nativi, secondo cui una malattia può essere curata con la stessa sostanza da cui è stata causata. L’anatomia di Paracelso si basa sulla capacità del medico di ricollegare i segni del corpo all’agente interno causa della malattia, di cui esistono 5 cause: ens astrale, ens venale, ens naturale, ens spirituale ed ens dei. Un buon medico, per capire la causa della malattia, deve basarsi su tutti e cinque gli enti. La sua chirurgia è conservativa, non aggressiva: bisogna solo stimolare la natura ed essa provvederà da sé. Taras in Cina e Giappone riscopre la macrobiotica, ovvero l’uso dei CIBI a scopo di cura: Cibi più caldi (valli basse dei tropici): dolci, piccanti, astringenti; e cibi più freddi (di terra): aspri, amari, poco digeribili. Vede il riflesso tra 5 organi del corpo e i colori dei cibi: cuore-rosso, fegato-nero, polmoni-verde, stomaco-giallo, reni-bianco. “Nella macrobiotica i cibi son classificati qual miscele di yin-yang o rajas-tamas (in ayurveda): A può essere yin rispetto a B, ma A può essere yang rispetto a C, poichè yin e yang son sempre relativi, mai assoluti a questo mondo, così spesso, un cibo più ricco di acqua è yin rispetto a un altro, e viceversa. In questo universo, tutti i fenomeni e i caratteri delle cose sono determinati da queste 2 forze: la forza centrifuga Yang e la forza centripeta Yin. Secondo il Dao, tutte le cose possono venir classificate in una delle 3 categorie e poi coordinate in base alla rispettiva proporzione di yin e yang. La forza centrifuga Yang e data dal calore (movimenti molecolari), costrizione, pesantezza (tendenza a scendere), forme piatte, basse e orizzontali. La forza centripeta Yin produce freddo (rallentamento dei moti), dilatazione, espansione (tendenza a salire), leggerezza, forme grandi, alti e verticali. Tra yin (triangolo in basso) e Yang (triangolo in alto) vi possono essere tre tipi di relazione: yang-yin; yang-yang; yin-yin.. Confronta il pH del Sangue, Urina, Saliva e Feci a vedere se è acido o basico, debole o forte. Quello salivare indica il pH intracellulare; mentre il pH delle feci sia fra pH 6,8 e 7,4. Le urine del mattino rivelano il tipo di cibo mangiato il giorno prima. L’eccesso di acidità può essere riequilibrato con dieta cruda e povera e/o con respirazioni lente di pranayama e Tai-qi. Il Diabete, dal greco διαβαίνειν (gambe allargate, divaricate, sifone a U, compasso, recipiente che deborda, svuotamento eccessivo delle urine), in India è detto madhumeha (urina dolce che attira le formiche).. Sushruta e Charaka associarono il tipo 1 ai giovani e il tipo 2 agli obesi. Il termine “mellito”, di miele, fu aggiunto dal britannico John Rolle per distinguere il diabete insipido pur con frequente minzione. nel 1921, due canadesi scoprirono l’insulina che, nel fegato, sopprime il rilascio di glucosio. In condizione di insulino-resistenza, il fegato rilascia impropriamente glucosio nel sangue. Vi sono farmaci e problemi di salute che possono predisporre al diabete: glucocorticoidi, tiazidici, beta bloccanti, antipsicotici atipici e statine. Tale malattia cronica (diabete mellito) ha elevato glucosio nel sangue, a sua volta causato da una carenza (assoluta o relativa) di insulina nell’organismo umano. Il diabete tipo 2, la forma più comune negli adulti, inizia con la insulino-resistenza, ovvero, un eccesso di sostanze infiammatorie rilasciate dai tessuti adiposi, specie dell’addome (adipociti); questo spiega perchè l’obesità può condurre al diabete, così come i cibi con elevati zuccheri o dolcificanti, farina bianca, grassi transaturi, oli vegetali polinsaturi e carne lavorata: viene trattato con l’aumento di esercizio fisico, modifiche nella dieta e connessione a Terra (Earthing). Il diabete mellito tipo 1 ha carenza assoluta di insulina poichè il sistema immunitario, attacca le cellule pancreatiche che producono l’insulina, ormone che regola l’apertura delle porte cellulari allo zucchero usato a produrre energia; i sintomi classici sono: eccesso di sete, minzione frequente e fame costante (poliuria, polidipsia, polifagia). Sintomi potenziali: vista offuscata, prurito, neuropatia periferica, ricorrenti infezioni vaginali, ipotensione, diminuzione di coscienza, offuscamento vista/cecità, insufficienza renale, ipertiroidismo, deficit di testosterone, etc, fino alle complicanze a lungo termine da eccesso di glucosio (cardiopatie, ictus, retinopatie, insufficienza renale, scarsa circolazione sanguigna negli arti). Il Diabete si rileva dal pH delle urine e sintomi come l’eccessiva assunzione di acqua e abbondante urina. Tra sue complicazioni vi sono cecità, arteriosclerosi, piaghe e gangrena agli arti inferiori. Earthing, erbe amare crude o cotte, attività all’aria, ogni giorno, aiutano a contrastarlo; così la pruina di Susino, Mirtillo, decotto di Cicoria amara (pro insulina) e Lime. Il Limone nelle verdure aiuta a fissare il Ferro (nella emoglobina) il quale trasporta l’ossigeno necessario alla combustione dello zucchero (metabolismo cellulare), mentre Cipolla ed Aglio purificano il sangue:

Argilla e Carbone Vegetale sanno assorbir sia i gas del tratto gastroenterico che un eventuale eccesso di acidità gastrica. Il Cancro viene per una cattiva alimentazione (e/o fumo), per stress psico-fisico, carenza vitaminica, esposizione ad agenti cancerogeni, radicali liberi e ossidanti; se si eliminano questi fattori e si voglia guarire occorre, in primis, eliminare le cause che l’hanno prodotto. Il cancro per crescere ha bisogno di sostanze nutritive: saccarosio, zuccheri e dolcificanti raffinati, grassi animali, fritture, insaccati, formaggi con steroidi, cibi preconfezionati con conservanti e aromi sintetici, alcool, bibite gassate (troppi tannini riducono il ferro nel sangue). Alla valida cura dell’Aloe Arborescens si affiancano altre sostanze antiossidanti e anti-cancro. La vitamina B17 (Amigdalina, molto amara) ha effetti micidiali sulle cellule tumorali. Si trova nei semi di albicocche e mandorle amare (non mandorle dolci). Un seme di mandorla amara al giorno = 20 semi di albicocca. Poichè B17 ha effetto che dura 2-3 ore, occorre mangiare il seme della mandorla in 4 pezzetti, uno ogni 2-3 ore, nell’arco della giornata. Si sbuccia e si mangia, vicino o lontano dai pasti. Anche nel Digiuno, il corpo separa tutto ciò che è malato da ciò che è sano, ripristinando l’equilibrio tra acidità e alcalinità e rigenerando la flora batterica intestinale. Cibi ideali per curarsi: Pane, Pasta e Cereali integrali, Legumi, Pesce fresco o surgelato (da scongelare a temperatura ambiente), Pollo/carni di volatili, alghe e Vitamine (A, B, C, E), ferro, potassio e probiotici (fermenti lattici vivi), fondamentali per guarire. Vitamina C e bicarbonato di potassio non danno problemi da sovradosaggoi, acidità o tossicità, poichè acido e bicarbonato si neutralizzano. Ascorbato di Potassio: 1 gr. di bicarbonato di potassio pari a un cucchiaino da gelato + 1,8 gr. di Vitamina C (acido ascorbico) pari a 2 cucchiaini e mezzo da gelato in 1 bicchiere di tè verde o camomilla a temperatura ambiente Le due sostanze, dopo un minuto, per reazione chimica effervescente, creano 2 grammi di Ascorbato di Potassio (sotto 1 gr al dì la dose è inefficace), poi si beve. L’ascorbato è neutro (non ha acidità), ma per chi soffre di bruciori di stomaco è meglio assumerlo insieme ai pasti o usar solo Vitamina C. Il bicarbonato di potassio è simile al bicarbonato di sodio (un malato evita alimenti salati e fà una dieta ricca di potassio), entrambe pesano come il sale da cucina (1 cucchiaino da gelato, 1 grammo); la vitamina C pesa come lo zucchero (1 cucchiaino da gelato, 0,7 grammi), così ce ne vogliono 2 e mezzo per arrivare a 1,8 grammi. Gli antiossidanti a contatto di cucchiai metallici si ossidano, da evitare. La vitamina C si ossida facilmente all’umidità, aria, luce e coi metalli, meglio aprire il contenitore grande solo per riempire quello piccolo, che e si usa fin quando è vuoto, poi, questo si riempie nuovamente prendendo da quello principale. Linus Pauling, 2 premi Nobel, scopritore della vitamina C, la consiglia alle persone sane nella dose di 6 grammi al dì, poichè il suo livello nel sangue raggiunge il picco in 2-3 ore e la maggior parte vien eliminata in 4 ore dall’assunzione. In 12 ore ritorna ai livelli iniziali. L’ideale è prenderla ogni 4-6 ore (3 volte al giorno), in qualsiasi momento, durante, vicino o lontano dai pasti. Ai mali più comuni, I rimedi, consigliati ai miei pazienti erano: Tarassaco (10 pizzichi in mezzo litro, decotto 10m, tre bicchieri al dì) per disturbi al fegato; infuso di semi/fiori Finocchio per areofagia; infuso foglie Ulivo per ipertensione (o 2 capsule Biancospino tre al dì, o 1 Aglio tre volte al dì); infuso di Liquirizia per ipotensione; decotto di Artiglio del diavolo, ottimo come anti-infiammatorio dei dolori dell’artrite e dolore lombare, ha virtù analgesiche: 5 pizzichi in mezzo litro, bollire 10 min, riposo 1 notte, bere 3 bicchieri il dì seguente; infuso di Passiflora, melissa, tiglio e arancio amaro contro stress e insonnia.

L’infuso d’Issopo e sciroppo di fiori di gelsomino (Jasminum grandiflora), pianta dell’Iran, sono usate come sedativo delle crisi di asma; la lavanda (lavandula officinalis) per alleviare il mal di testa in caso di depressione; fiori di camomilla (matricaria recutita) per stress nervoso, disturbi digestivi, ulcere e coliti; infuso di Melissa officinalis per sedare influenze, raffreddori, febbri e alcuni spasmi nervosi (tranquillizzante), cardiaci e coliche e, poichè ha sostanze antistaminiche, è utile nella cura degli eczemi. Le steppe e le montagne dell’Indu-kush in Afganistan, sfruttate dalla pastorizia, ospitano flora selvatica ricercata dalla farmacopea mondiale; qui, la tradizione araba si è coniugata con quella tibetana e ayurvedica, nella diagnosi e terapeutica erboristica, favorita dai commerci della via della seta. La medicina afgana (Pashtun) riconosce 3 categorie eziologiche: 1_malattie causate da spiriti avversi e dal malocchio (in assenza di diagnosi certa); 2_malattie dovute a squilibrio dei 4 umori corporei (caldo-freddo, umido-secco) e 4 temperamenti della medicina greca, araba e indù, così, stagioni, età e secrezioni corporali, son classificate come combinazione possibile di 4 elementi: Est è Caldo-umido, primavera, infanzia, umore sangue, temp.sanguigno (khun); Sud è Caldo-secco, estate, giovinezza, umore bile gialla, temp.collerico (balgham); Ovest è Freddo-secco, autunno, maturità, umore bile nera, temp.melanconico (safra); Nord è Freddo-umido, inverno, vecchiaia, umore flegma, temp.flegmatico (saoda). Caldi sono i bimbi, donne e giovani; freddi gli adulti e anziani. 3_malattie contagiose naturali e inevitabili. Gli spiriti avversi son detti kafir (pagani) e si manifestano a mezzo di fitte dolorose, sudorazioni, pizzicorii; si cerca di sostituirli con spiriti musulmani a mezzo di preghiera e sonno. Il malocchio può essere prevenuto o eliminato bruciando il seme aromatico di asfand (peganum harmala) che purifica le case e le persone disturbate. Dieta e medicine han proprietà opposta a quella della malattia, così, sostanze amare come l’infuso di foglie e radici di banano, considerate fredde, sono impiegate nella cura delle malattie respiratorie e dei mal di testa estivi. Il vento (bad) si incontra nei cibi freddi (ravanelli, rape, patate, carote) e possono dare mal di stomaco, cattiva digestione, dolori articolari e dei muscoli, trattabili con massaggi, qi-gong delle articolazioni e applicazioni locali di calore. L’eccesso di sangue (caldo-umido) provoca eruzioni cutanee, curate con medicine fredde e secche. Infuso di fiori di Malva e semi di mele cotogne trattano il Mal di gola; frutti secchi di giuggiolo trattano le aritmie cardiache; infuso di semi di Plantago ovata curano mal di testa e debolezza collegata; Aloe macinata e data assieme al frutto cucurbita di citrullus, è anti-diarroico; semi di Entada scandens (leguminosa) curano mal di schiena; foglie e frutti di Berberis vulgaris per mal di schiena e di testa, purgare il sangue, curare mal di stomaco e febbri croniche; foglie, germogli floreali e semi di Canapa indiana come lassativo e sedativo; semi di Carum bulbo-castanum per fitte addominali e indigestioni; radici di Cicoria per fitte addominali e febri tifoidee; rami giovani di Efedra gerardiana per mal di schiena e dolori articolari; pianta intera di Nepeta cataria per indigestione, mal di schiena, ferite superficiali e interne; foglie e radici di Rumex nepalensis per indigestione, febbre tifoide e ferite. Così pure le farmacopee indigene americane (azteca, maya, inca, hopi, wirarika, etc), sotto il dominio spagnolo, si fusero con quelle europee, fondate su quelle arabo-mediterranee (teorie umorali), ad esclusione delle piante magico-psicotrope, avverse dal clero dominante. L’incontro tra culture portò a scambi che giovarono a entrambe: gli europei riscoprirono le piante sacre e i guaritori indigeni ampliarono le loro farmacopee per fronteggiare le patologie introdotte dall’Eufrasia. Figura tipica della medicina latino-americana è il pulsero, che tasta il polso e altre zone del corpo del paziente per riconoscere lo stato di squilibrio umorale, e mettersi in contatto con lui. Misure del polso: polso lento (eccesso di freddo), polso rapido (eccesso di calore), variazione del ritmo (tashu andino), scomparsa del polso (venti maligni); Tlaloc, dio della pioggia, provoca malattie da freddo più comuni: paludismo, gonfiori, indigestioni, gotta, atrofia, paralisi, ulcere, lebbra, affezioni cutanee. Il curandero, che funge anche da consigliere spirituale, matrimoniale, educativo, dietologo, etc, tratta influenze e reumatismi con erbe e massaggi (idem in Cina e India). I bagni di vapore (Temazcal in azteco), e le erbe, date come infusi freddi o caldi, hanno scopo di equilibrare Calore e Umidità, indispensabili per vivere ed essere felici. L’azione terapeuta delle erbe medicinali può risiedere: nella supplenza a carenze alimentari; risposta fisiologica alle cause del malessere; nelle proprietà antimicrobiche e analgesiche specifiche; nell’azione psicotropa di piante sciamane. L’origine di malattie psicosomatiche è attribuita a comportamenti dell’infermo, suoi nemici o malvolere dei defunti che provocano l’allontanamento dell’anima dal corpo. Sentimenti di odio, spavento (susto) e vergogna causano stati morbosi che i chilam curano con preghiere (senza erbe) rivolte a spiriti di natura e ai morti. Il susto è uno spavento che causa dolori di stomaco, nervosismo, insonnia, depressione, inappetenza e diarrea, è frequente nei bambini: la cura consiste in litanie e sfregamento di cataplasmi di Ruta e incenso di Palo del susto (tibouchina cymosa); l’empacho, depressione della fontanella cranica causata da cattiva digestione, ha sintomi di nausea e disordini digestivi; mentre i sintomi del malocchio, nei bimbi, sono eruzioni cutanee, irritazioni oculari e alcune febbri (ojo): le cure sono vini speziati, bagni, massaggi e suffumigi. La medicina mesoamericana è ricca di febbrifughi (smilax salsapariglia, passiflora jorullensis, etc), diuretici (amaranthus spp), antidiarroici (cyperus spp, salvia spp), antidissenterici (canna indica); affezioni respiratorie (artemisia mexicana), otiti (polvere di tabacco, polanisia uniglandulosa, kohleria deppeana+croton lechleri per piaghe a orecchie), oftalmie (argemone mexicana, Croton lechleri, prosopis grandiflora, polanisia uniglandulosa, plumbago scadens cioè fior di palo, arachis hypogea detto cacao della terra), cataratte. La farmacopea Maya di oggi usa migliaia di erbe, frutto dell’eredità del proprio sapere, e dell’impossibilità economica di acquistare servizi medici e farmaci moderni; così, ciascun guaritore mette a punto una farmacopea personale con centinaia di rimedi naturali: selvatici o, se introdotti da altri climi, coltivati (aloe, menta, limone): infusi di Labiate per curare infezioni digestive e respiratorie, diarrea, febbre, spasmi (mentha citrata) e induzione al parto o aborto (hyptis verticillata); essudati di Euforbiacee per la cura di dermatiti e infezioni; Leguminose e Solanacee come antidolorifici e psicotropi: foglie e radici Datura stramonium sono usate dai curandero maya come antispasmo (inibizione della peristalsi dell’intestino) in presenza di emorroidi, ulcere, raffreddori.

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