zafferano e croco

zafferanoI fiori di Zafferano, sono parenti del Croco, donano colore e profumo a giardino e balcone. I bulbi sono perenni, fioriscono ogni anno e, una volta fioriti, è possibile staccare i fili rossi ed essiccarli in forno a 40 gradi per 30 minuti per avere lo zafferano per cucinare: prova il pistillo fresco nelle ricette e nel risotto alla lombarda! Zafferano è digestivo, stimola il nervoso e regola il flusso mestruale, così canta la Scuola Salernitana: zafferano conforta allietando, rafforza le membra il fegato sanando.

nella Libia di Omar Al-muktar, attorno la citta di Cirene, c’erano orti che producevano piante e spezie  come ZAFFERANO (Crocus sativus), crochi, petali di rose e viole, mele, melograni, pere, corbezzoli, bacche mirto, datteri, olive, more, uva, mandorle, noci, nocciole, pistacchi, agli, finocchi, liquirizia, menta, asparagi, fragoline, tartufo e miele delle Api.

Piantare e conservare i bulbi: La messa a dimora a settembre in un vaso profondo, con i primi freddi il bulbo si attiva e, tra ottobre e novembre, si ottiene il prezioso fiore che si consiglia di raccogliere al suo dischiudersi.  Come mantenerli negli anni: piantare in un vaso con diametro di cm.18 c.a. e con profondità di cm. 20 c.a. Inserire i bulbi nella prima metà del vaso così da consentire alle radici di espandersi nei restanti cm. 10. Per la corretta fioritura, che avviene tra ottobre e novembre, si consiglia di esporre i bulbi all’esterno in pieno sole (resistono fino a 15° sotto zero) e di annaffiarli una volta alla settimana. I bulbi sono perenni, una volta completata la fioritura, è consigliato di espiantarli a maggio in un luogo asciutto fino al ciclo successivo del mese di settembre.

Ogni anno, nel periodo che va da luglio agli inizi di settembre,
in Toscana (Lucchese) e alto Lazio si piantano bulbi di zafferano nei campi, preparati e sovesciati dopo un certo periodo di rotazione.

Nel mese di Giugno iniziano con lo spianto dei bulbi piantati l’anno precedente e la selezione è fatta tutta a mano: ogni bulbo sviluppa e produce uno o due bulbi di grandi dimensioni ( circonferenza di almeno 10) e diversi bulbi più piccoli che solitamente non sono produttivi al primo anno. Dopo lunga sperimentazione, i toscani han notato che i bulbi di piccole dimensioni, l’anno successivo sono più produttivi rispetto al bulbo grande generato dal bulbo madre.
Mentre molte aziende scartano i bulbi di piccole dimensioni, i lucchesi li impiantano tutti in un’area di campo sovesciata. Ciò permette di ottenere al secondo anno bulbi più produttivi e del peso di 16-22 g. Questi bulbi generano da uno a due fiori e si adattano bene ai nuovi campi, sembrano più resistenti agli attacchi di funghi e malattie (a patto di seguire una locale tecnica agricola).
Al terzo anno di impianto questi bulbi saranno produttivi nel nuovo campo. Questo tipo di coltivazione ha lo svantaggio di richiedere molta manodopera (coltivazione e selezione), ma consente di ottenere bulbi di ottima qualità.
Come tutti i bulbi di zafferano anche i lucchesi tendono avere una fioritura più bassa durante il primo anno di impianto (detto di adattamento, alle condizioni del clima e della terra) per poi crescere dal secondo anno in poi. I lucchesi consigliano di spiantare i bulbi di zafferano ogni anno per selezionare i bulbi meno produttivi o malati.
Molti preferiscono lasciarli interrati per due o tre cicli così da dare loro la possibilità di ambientarsi bene ed essere più produttivi al secondo, anche se ciò può comportare un aumento di malattie e della gestione delle erbe infestanti nel campo.

I bulbi di zafferano della Lucchesia sono disponibili fino a fine di agosto, periodo in cui c’è necessità di impiantare le piante, prima di piantare i bulbi già germogliati.

Zafferano è semplice da coltivare, ogni bulbo a Novembre genera fiori con 3 stimmi rossi, lo zafferano.

  1. Agosto – Settembre: puoi piantare i bulbi ad una profondità dai 3 ai 10 cm a seconda che sia in vaso oppure in terra; aggiungi drenante al vaso e usa terriccio non acido, mentre fai rialzi se li pianti in terra.
  2. Ottobre: il bulbo germoglia, tieni pulito dalle malerbe.
  3. Novembre: nasceranno i fiori, puoi raccogliere gli stimmi dal fiore e lasciare il fiore, resiste una settimana circa, oppure raccogli i fiori e dividi gli stimmi. Essicca gli stimmi vicino una fonte di calore e conservali al buio per qualche settimana.
  4. Novembre -Marzo: le foglie cresceranno molto, tieni pulito dalle malerbe.
  5. Aprile – Giugno: le foglie inizieranno a seccare, il bulbo non muore ma si riproduce.
  6. Giugno: quando le foglie si staccheranno dal bulbo, la riproduzione è finita e puoi spiantare i bulbi.
  7. Giugno -Luglio: puliscili dal bulbo madre e conservali in un sacchetto di carta, al fresco e al buio e senza umidità (una dispensa è ideale); puoi lasciare anche i bulbi senza spiantarli, basta farlo almeno ogni due anni. Non dare mai acqua, ed è importane evitare i ristagni, possono generare malattie fungine.
Hade e Persefone
Libero e Libera, cioè Demetra/Persefone e Ade/Dioniso (xristos)

Taras narra mito sul fiore del CROCO (crocus spp) così come tramandato dal Cristianesimo imperiale dei primi tempi: Persefone (kore) fu rapita da Ade (plutone)mentre coglieva fiori narcotici (narkissos) sul monte Nisa.. lungo le tappe del pellegrinaggio ai luoghi dei Misteri degli antenati, si attuava una rievocazione dell’avvenimento, un viaggio nell’aldilà attraverso la grotta di Plutone e un ponte sospeso tra la riva dei vivi e dei morti (fiume kephisos, nobosue, acheronte, etc), accompagnati dai krokonidai, sacerdoti del Croco e Colchico, fiori di Settembre, simbolo della Theokrokon (Madre di Dio). Essi legavano un laccio di Croco sul polso destro e sinistro di ogni iniziando, simbolo di unione tra i due reami, così che il viaggio potesse avere un ritorno. Croco autunnale era associato anche a Medea e Prometeo e al bulbo di Pancratium maritimum (Amaryllidaceae), dove pancratium significa tutti i poteri e ricorda il Xristos Pankrator dell’impero gregoromano (o gregoriano, bizantino, romano). Koribanti (intossicati) erano i fedeli di Kore, chiamata Korykia (Iris alata, doppio-serpente) sull’isola di Creta, qui bulbi di fiori crescevano e ornavano i templi dove malati e moribondi venivano portati per essere curati alla presenza della Dea che reggeva il kerykeion (Caduceo), tuttora simbolo della medicine.

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