serpenti d’Italia

COLUBRIDI (bisce) e VIPERIDI (vipere)

Il SAETTONE, detto anche colubro di Esculapio (Zamenis longissimus), è un comune e bel serpente nostrano. Caratterizzato da una livrea superiormente verde-oliva e inferiormente giallastra, ha lunghezza di 120-150 cm, a volte anche più, è un serpente slanciato, affusolato, veloce e agile. Il capo è ovale, le pupille rotonde, e le squame lisce gli danno un aspetto elegante. Frequenta boschi ma gradisce la presenza di radure e spazi soleggiati. Lo si trova anche su muretti a secco, pascoli, prati e zone rurali. Rapido e scattante, può arrampicarsi sugli alberi per raggiungere le sue prede. Poichè non è velenoso, uccide per costrizione. Il saettone presenta carattere fiero e indomito e, se minacciato, può mordere, soffiare e secernere una sostanza maleodorante dalle ghiandole cloacali. Molto amato nelle feste di Cocullo, è totalmente inoffensivo per l’uomo. Bisce di Asclepio sono sacre anche in Romania, poiché, da sempre, sono usati a limitare i roditori nei templi-granaio), il soprannome Saettone gli è stato dato per la rapidità del movimento.

CERVONE (Elaphe quatuorlineata, Colubridi) è il più lungo serpente italiano, da 80 a 240 cm, raramente oltre 160. Ha colore bruno-giallastro con quattro tipiche barre scure longitudinali (da cui il nome). Cervone è un serpente diurno, terricolo, a volte può trovarsi su arbusti, poco veloce e buon nuotatore, quando si arrampica è molto agile e, facendo forza sulla coda prensile può raggiungere un ramo distante 1 m o più. Trascorre l’inverno in gallerie di roditori abbandonate, da solo o in gruppi di 4-7 esemplari, spesso in compagnia di saettoni. Si nutre di piccoli mammiferi (arvicole, topi, toporagni, conigli, donnole, scoiattoli, e simili) che soffoca tra le spire, nidiacei di uccelli (fino al piccione), uova (inghiotte intere e poi rompe con i muscoli del tronco) e qualche lucertola (cibo preferito dai giovani). Gli accoppiamenti durano 3-5 ore, in genere in aprile e giugno; dopo 40-50 giorni la femmina depone alla base di arbusti, o buche nel terreno, o fenditure della roccia, 3-18 uova con guscio biancastro e molle che si indurisce a contatto con l’aria. Talvolta la femmina protegge le uova tra le spire del suo corpo per 3-5 giorni, altre volte le ricopre con la sua exuvia. Dopo 45-60 giorni dalle uova escono i piccoli, lunghi 30-40 cm. che mutano nei primi 7 giorni. Nei primi 2-3 anni l’accrescimento veloce e i cervoni mutano in media una volta al mese (in estate anche due volte), dal 4º anno la velocità di crescita diminuisce molto e gli adulti mutano 2-3 volte l’anno. In Italia è frequente nelle zone centro-meridionali, ama la macchia mediterranea, il limite di boschi, radure soleggiate, sassaie, muretti a secco ed edifici abbandonati; ama gli ambienti caldi (24-34 °C) e umidi. In cattività può vivere oltre 20 anni. È una specie in progressivo declino per la scomparsa degli habitat in cui vive; è è protetto dalla Convenzione di Berna. Il nome cervone deriva dal fatto che i pastori che lo vedevano durante la muta, scambiavano la pelle secca della testa per delle corna; il serpente ha pure piccole escrescenze sul capo. La credenza popolare voleva che fosse attirato dal latte delle vacche e delle capre al pascolo e, per procurarselo, si attaccasse alle mammelle degli animali, o lo leccasse dalle labbra sporche dei lattanti. A Cocullo (AQ) il Cervone è il protagonista dei festeggiamenti di san Domenico, dove, assieme altri ofidi, ricopre la statua portata in processione. La festa discende dal culto dei Marsi per la dea Angizia, dea associata ai serpenti e venerata per le guarigioni. In Salento il Cervone è detto Secàra ed è protagonista di molte leggende contadine ereditate dai Messapi, si crede che: raggiunga un’età secolare, subisca una metamorfosi finale con comparsa di un corno sul muso e piume sul capo, e acquisti la capacità di emettere suoni gutturali simili al chiocciare delle galline.

BIACCO (coluber viridiflavus) è il serpente di campagna più mordace (prova a mordere ripetutamente) se si stenta di catturarlo, sibilando e sembrando più grande e pericoloso (tecnica del bluff), non teme i suoi simili e le vipere che, se occorre, può predare, assieme a lucertole, ramarri, topi, arvicole, anfibi, uccelli e grossi insetti. Come gli altri colubridi (natrice), è inocuo, non inietta veleno sebbene il morso può esser doloroso. Ama scaldarsi al sole, attorcigliato su un ramo o steso su una pietra piatta, di notte si rifugia in tane di roditori o sotto i sassi. Ha testa piccola ovoidale con occhi piccoli e pupilla rotonda, ha squame liscie, scure nero brillante o screziate di macchie gialle con gola più chiara. I maschi son lunghi fin 1,50 m. Le femmine fan le uova tra apr-giu, e tutti si ritirano, a fine autunno, sotto le radici degli alberi o anfratti del suolo, per uscire a primavera col clima mite.

Il Colubro liscio (CORONELLA austriaca) è un serpente grigio, marrone o rossiccio, con punti più chiari lungo il dorso, una stria nera attraverso gli occhi e pigmenti più scuri sopra la testa. I maschi adulti hanno colorazioni tendenti al bruno, mentre le femmine al grigio. In Italia è lungo 60-75 cm, ed è presente in tutta Europa, lo si incontra raramente poichè è molto schivo. In natura ha abitudini diurne e si nutre di lucertole, orbettini, topi ed altri piccoli serpenti. Spesso fa la siesta, ma in caso di minaccia si rivela aggressivo, cerca di mordere ogni cosa si avvicini, e scaricare il contenuto fetido della sua cloaca sull’aggressore (similmente alle Natrix). Ha una piccolissima ghiandola velenifera sopra la commessura della bocca, produce veleno analogo al cobra, in grado di uccidere per paralisi respiratoria un coniglio, una cavia, un passero o una rana nel giro di alcune ore; nell’uomo il suo morso non provoca alcun effetto. Se presa in mano si dimena senza sosta, assume la tipica posizione di attacco ad S, e appiattisce la testa per simulare una vipera! Qualcuno alleva questo ofide in fauna-box, con ciotola d’acqua, molti nascondigli (ha indole molto timida) e fogli di giornale come substrato, dopo averlo fatto ambientare per qualche giorno, viene nutrito con pezzetti di tacchino spolverati con calcio e vitamine. Il colubro di Riccioli (Coronella girondica) è un altro colubride inoffensivo, diffusa in sud Europa e nord Africa. Al cervone e alla coronella è ispirato il Caduceo e il personaggio Eisenhaim, leggendario mago austriaco che, dopo un viaggio in Oriente ed Africa, divenne Medium sibillino esperto di ipnosi, illusionismo e stati di trance, che sapeva indurre nei suoi spettatori al teatro in cui si esibiva.

NATRICE dal collare (natrix natrix) è la biscia più comune lungo le rive dei fossi, stagni e paludi, a volte in prati, boschi e attorno le case di campagna, così, più di tutti paga con la vita, l’ignoranza e le paure dogmatiche dell’uomo. Natrix ha testa tonda e dietro ha due mezze-lune gialle bordate di nero (collare), ha pupilla tonda tipica dei colubridi e color del corpo olivastro o grigio macchiato di scuro, con parte inferiore sempre più chiara, nuota bene e, la femmina, caccia sia in acqua che a terra, inseguendo i rospi. Se tento di afferrarla, Natrix si arrotola su se stessa, mimando la vipera minacciosa, ma ha veleno molto blando e denti corti e non cavi, incapaci di inoculare in profondità; altra bluff di difesa contro cani, gatti, volpi e umani, è una sotanza nauseabonda che secerne da ghiandole anali e, in caso di estremo pericolo, si finge morta con ventre all’aria e lingua penzolante.

VIPERIDI (vipere)
I Colubridi differiscono dal Marasso (viper aspis) poiché han lunghezza oltre 60cm, colori scuri nel corpo e morso a forellini. la VIPERA (蛇 shé, serpento) invece può iniettare veleno nei suoi morsi. I 4 Viperidi velenosi hanno capo triangolare più largo del corpo, palpebre superiori che schiacciano l’occhio, coda e corpo corto e fitte scaglie sul capo. Dopo un morso di vipera (simile alla puntura di centinaia d’api), compaiono sintomi precisi: dolore e infiammazione delle zon colpite; emorragia a singhiozzo; sete intensa e secchezza di bocca seguita da ittero. Se ingerito, il veleno di api e vipere, in stomaco, viene in gran parte inibito e scomposto da ptialina (come papaina), pancreatina ed enzimi MAO che hanno il compito di disattivare qualunque sostanza aliena potenzialmente dannosa. Tale azione è maggiore nelle persone con sistema immunitario reattivo.

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