denti e odontone

ODONTONI e DENTOSOFIA
secondo la Medicina Cinese, il cavo orale è l’unica zona del corpo in cui passano tutti i meridiani energetici. La bocca è sede di processi vitali: suzione/masticazione, deglutizione, fonazione e respirazione. L’oratore greco-romeo Demostene riuscì a correggere la proprie balbuzie declamando ad alta voce le sue orazioni con la bocca piena di sassolini, ponendosi di fronte al mare in tempesta. Una bocca in disequilibrio è all’origine di mal di testa, mal di schiena, dislessia, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, stress e depressione, allergie, dolori articolari, problemi di equilibrio ecc. La Medicina biologica, torna in Germania
vede disturbi e malattie, reazioni di organismo
necessarie a riequilibrare, lo stato di salute
la sofferenza fa chiudere, dentro spessa cute
il dolore cambia le persone, difendersi a riccio
i quadri clinici complessi, cioè plurisintomatici,
spesso sottendono, una esposizione cronica
a sostanze tossiche, in bocca o o altra topica
è utile fare anamnesi, pure odontoiatrica
con test tossicologici, per metalli pesanti
spesso accumulati, nella matrice extracellulare
organo di comunicazione, accumulo depurazione
di gran numero tossine, che investono organismo
sostanze tossiche sintetizzate, ovunque rilasciate
Metal pesanti causano, successive fasi patologiche
da infiammatoria a neoplastica, e ben correlate
al blocco intossicatorio, di matrice extracellulare
che porta a patologie, degenerative qui elencate:
sindrome chimica multipla, fibromialgia e sclerosi
patologie autoimmunitarie, alzaimer e parkinson
ecco l’importanza, dei drenanti omotossicologici
individuati per ogni individuo, aspecifici pulitori
pure adatti saranno, diversi cicli detossificazione
che a inizio saranno, come la risacca del mare
alternanza in avanti, poi un riflusso indietro
momenti di benessere, momenti di malesseri
temporan ricomparsa, di sintomi preesistenti
alterazioni degli enzimi, di mucosa intestinale
cioè flora e pH digestivo, influenzano la salute
in qualsiasi parte distante, dell’intero organismo.

Ogni patologia orale è considerata espressione di un disordine organico e psico-affettivo dell’individuo. La terapia messa a punto dalla dentosofia mira dunque a ristabilire le condizioni di equilibrio tipiche di ogni essere umano, che sono contrastate da autolimitazioni incoscienti (psichiche e fisiche) create dai pazienti in risposta al loro vissuto. Questi dentisti si chiedono perché e a causa di cosa si verificano inconvenienti quali una carie, un dente rotto o un’asimmetria boccale. Chi ha avuto molte carie, ad esempio, sarà considerato un soggetto, non con denti deboli, ma un uomo che ha subito molte perturbazioni psicologiche, ed ha avuto il coraggio di esprimerle proprio attraverso tale patologia.
Dentosofia è terapia dentistica che riconosce alla bocca un ruolo centrale per l’equilibrio e la salute dell’intero organismo: la psiche di una persona è tutta impressa nella sua bocca e, reciprocamente, ogni trasformazione a livello orale ha ripercussioni sulla psiche. Dentosofia, attraverso l’osservazione di ciò che è visibile (la bocca), comprende ciò che e invisibile (la psiche) e stabilisce la terapia.
Tramite protesi di rieducazione funzionale, e attenzione, perseveranza, dentosofia si prefigge lo scopo di liberare le capacità naturali di auto guarigione dei pazienti, invertendo i canoni dell’ortodonzia classica. In questa terapia ogni dente ha una sua corrispondenza: l’arcata superiore rappresenta un archetipo nella sua forma idealizzata, mentre quella inferiore nella sua forma reale, vissuta nel quotidiano. Il cavo orale è diviso in due parti, la destra rappresenta il maschile e il materiale, la sinistra il femminile e lo spirituale. Ogni dente ha valore archetipico, così la bocca diviene un registratore di tutti gli eventi psichici dell’individuo, così che una persona che soffre per un padre troppo oppressivo avrà l’incisivo superiore laterale di destra spostato all’indietro. Strettamente legata alla psicologia, questa terapia si è sviluppata dagli anni 50, quando Soulet e Besombes iniziarono a utilizzare degli apparecchi in caucciù per il mantenimento dei trattamenti ortodontici tradizionali. Dal 1984 Mathieu e Montaud misero a punto l’attivatore plurifunzionale in caucciù o silicone, utilizzato anche come armonizzatore psicoaffettivo e riequilibratore posturale. Ancora oggi questo dispositivo è il principale metodo di cura della dentosofia, applicato una o due ore al giorno (educazione cosciente), e durante la notte (fase incosciente). Tale rieducazione è legata alla neuro-plasticità, una sostanza (detta fattore neurotrofico) che si comporta come nutrimento per le cellule nervose, stimolando la proliferazione dei dendriti di un neurone per creare nuove connessioni nervose. Portare l’attivatore significa stimolare la produzione del fattore neurotrofico. Adatto a tutte le età, semplice da utilizzare e disponibile in varie dimensioni, l’attivatore agisce su vari livelli, cosicchè, in modo naturale, il lavoro sulle funzioni neurovegetative si estende poi alla suzione e all’articolazione dei suoni, al ritmo cardiaco e a tutta la catena respiratoria. Valida alternativa alla pratica di estrarre denti e di modificare in modo coatto la forma della bocca, essa agisce modificando sia la situazione fisica che quella psicoaffettiva del paziente. Il dottor Santi scrive: Perché i figli della playstation hanno i denti storti? perchè l’uomo fa parte del tutto e, come scrive Rudolf Steiner: nei denti sono concentrati tutti i misteri dell’universo. I denti rappresentano la capacità di gustare la vita e le idee nuove: addentare la vita con gusto. Quando abbiamo paura o manchiamo di fiducia in noi stessi riguardo al risultato delle nostre azioni, una decisione da prendere o un progetto da condurre, può venire male ai denti. Carie è un’alterazione del copro fisico dovuta a una tensione emotiva che, con tale processo, si scarica.

Il dottor Voll fu trai primi a studiare i rapporti tra singoli denti e organi interni e introdusse il concetto di odontone: il dente, più l’insieme della zona anatomica che lo circonda (osso alveolare, parodonto, mucosa) forma un’unità funzionale, detta odontone. Questa struttura sopravvive anche all’estrazione del dente. Partendo dalle sue solide conoscenze di agopuntura cinese, Voll osservò che, trapanando un particolare dente, si producevano alterazioni bioelettriche misurabili in punti di agopuntura, di cui conosceva gli organi correlati. Tali alterazioni sono temporanee, ma riproducibili. Poté quindi mettere in relazione quel dente con il punto e le sue correlazioni. Gli studi trentennali di Voll e della sua scuola hanno portato alla mappa delle corrispondenze tra denti e organi interni, inoltre, le misurazione bioelettriche hanno dimostrato che odontoni riconducibili al medesimo gruppo dentale (incisivi, canini, premolari, molari, denti del giudizio) sono accomunati da identiche correlazioni con: un organo interno particolare; un’articolazione; un segmento della colonna vertebrale e tratto del midollo spinale; un organo sensoriale; una ghiandola endocrina. Qualsiasi infiammazione o disturbo a carico di un odontone determina una irritazione a carico di tutto il sistema. L’entità del danno dipenderà dalla capacità di resistenza e regolazione dell’organismo stesso. In alcuni casi un disturbo lieve può determinare patologie gravi; in altri casi una lesione grave (come risulta da una radiografia) non determina alcun problema apparente, anche se sappiamo che presto o tardi possa produrlo, magari a causa di un sovraccarico aggiuntivo che va a colpire l’organismo, anche di tipo emotivo, dunque poco evidenziabile, ma capace di rompere l’equilibrio del sistema. Da qui l’importanza dell’EAV per diagnosticare i Campi Interferenti, detti Foci (l’aggravamento in relazione alle variazioni di pressione atmosferica è tipico di tali campi di disturbo). Adler insegna che i Foci dovuti all’ottavo odontone agiscono: tramite il sistema nervoso vegetativo per irritazione del nervo Trigemino; tramite ostruzione del flusso linfatico; tramite blocchi energetici dei meridiani (rappresentati nelle tavole di Voll e Kramer); tramite relazioni con i cinque elementi (o logge) della medicina cinese.
Il dottor Adler osservava tutte le patologie dal punto di vista dei campi interferenti, usando i test EAV, così scopre un focus tonsillare in un paziente con diagnosi di artrite reumatoide.. egli scrive: con ‘evoluzione della specie, la mandibola degli umani si è andata riducendo di grandezza (rispetto alla scimmia), ed in molti casi il dente del giudizio non entra più nella bocca; in tali casi ci parliamo di ottavi inclusi, ovvero, l’occupazione dello spazio retromolare può esser sufficiente a generare disturbi ed irritazione a carico del trigemino.
Primo e secondo odontone sono in relazione con i Meridiani di Rene e Vescica; il terzo odontone con i Meridiani di Fegato e Vescica Biliare; il quarto e quinto odontone superiore con il sesto e settimo inferiore sono in relazione con i Meridiani del Grosso Intestino e del Polmone; il quarto e quinto odontone inferiore con il sesto e settimo superiore sono in relazione con i Meridiani di Milza-Pancreas e dello Stomaco; l’ottavo odontone è in relazione con cuore, intestino tenue, sistema ormonale, psiche e, tramite la relazione con l’udito, anche con il rene e le surrenali.
Adlera scrive: L’ottavo odontone si chiama dente del giudizio in quanto ne può determinare la perdita.. ho visto molti casi in cui l’ottavo odontone costituiva campo interferente (foce di disturbo), e ottavi inferiori inclusi abbastanza frequenti in pazienti che presentano un infarto al miocardio in giovane età. Sintomi e patologie determinate da una interferenza dovuta a un focus dell’ottavo odontone: disturbi locali (dolore udito, otite, cervicale, trapezio alto, cefalea, vertigine, instabilità, nevralgia del trigemino, angina pectoris, infarto acuto al miocardio, aritmie, dolore e infiammazione articolare, perdita di forza nel braccio, paresi e parestesie braccio, gomito, zona cubitale, articolazione sacro-iliaca, tutte in rapporto al sistema Cuore e all’irritazione del nervo trigemino; disturbi digestivi come senso di gonfiore addominale, pesantezza addominale, sterilità, cisti ovariche, amenorrea, dismenorrea, endometriosi per rapporto col sistema ormonale; facili raffreddori, ipotensione, allergia, malattie autoimmuni in rapporto alle surrenali; nefriti, cistiti recidive e insufficienza renale in rapporto al rene); disturbi distanti (agorafobia, claustrofobia, epilessia, patologie psichiatriche). L’effetto di due interferenze non è la somma, ma un effetto di tipo esponenziale. In molti casi il trattamento da effettuare è l’estrazione del dente interessato, procedimento che, se fatto in modo scorretto, può insorgere patologie autoimmuni già poco tempo dopo l’estrazione di un ottavo. Così tale estrazione va fatta solo dopo test con EAV che, se evidenzia valori del qi/num alterati, si deve innanzi tutto procedere con una terapia di consigli alimentari, omotossicologia, agopuntura o qualsiasi altro metodo che possa migliorare lo stato energetico del paziente. Solo dopo il chirurgo può decidere se procedere all’estrazione e, nel caso si decida di estrarre più di un ottavo si deve procedere così; nella donna iniziare col dente 48, 2 mesi dopo dente 18 poi gli altri due a distanza di un mese l’un l’altro. Nell’uomo si inizia col dente 38, poi il 28, il 48, e il 18, seguendo stessi intervalli di tempo della donna. Per consentire una buona cicatrizzazione e minimizzare gli effetti collaterali, l’estrazione va fatta in luna discendente (cioè luna situata più in basso dell’orizzonte, da non confondere col periodo di luna decrescente). La diagnosi va fatta con lo studio della ortopantomografia e tramite misurazioni con EAV, dove potremo trovare valori alterati a livello del punto 2 del Vaso Linfatico in tutti i casi, oltre a valori alterati sui punti del Meridiano del Cuore, della Circolazione, dell’Endocrino, del Rene, e del Vaso della Degenerazione Nervosa: quanto più numerosi saranno i punti normalizzati dalle fiale di Weisheitzahm tanto più rilevante sarà il grado di disturbo causato dal focus. Il trattamento, pre e post operatorio, sebbene deve adattarsi a ogni singolo paziente secondo la sua sintomatologia, vede l’uso di Arnica Heel, Lymphomiosot, Coenzyme comp, Echinacea, infusioni di Vitamina C. Dopo l’estrazione procedere a sedute di neuralterapia, se possibile due volte a settimana per mezzo mese. Esistono rari pazienti aventi un nono odontone, così non esistono regole o malattie, ma solo malati, poichè ogni individuo è un sistema unico.

Un pensiero su “denti e odontone”

  1. Buongiorno a tutti. Vi vorrei presentare un testo da me redatto sui principi neurofisiologici a base della dentosofia. Si tratta di un testo a carattere antologico ottenuto tramite una ricerca su pubmed di articoli scientifici inerenti il tema della respirazione, la neuroplasticità cerebrale, i neuroni specchio, l’utilizzo di preformati e gli engrammi corticali. Ogni atto terapeutico, ogni impegno richiesto al paziente, vengono in questo libro analizzati e spiegati nella loro valenza neuro fisiologica attraverso una revisione della letteratura medica. L’idea è fornire spunti di riflessione a tutti coloro che si vogliono avvicinare a questa disciplina in modo scientifico: oltre a essere rivolto a operatori sanitari che lavorano in campo odontoiatrico, questo testo è infatti consigliato anche ai pazienti già in cura dentosofica o in procinto di iniziarne una, al fine di rafforzarne la fiducia verso questa terapia innovativa.
    Per chi fosse interessato ne allego l’anteprima.
    Grazie a tutti

    https://issuu.com/scuolasimo/docs/pascale_respiraredentosofia_9788867

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