topinambur, etc

topinambur topinambur

(Topinambur, Tuberina e Betonica)

TOPINAMBUR (Helianthus tuberosus) detto Taratufolo bianco, elianto tuberoso, flos solis, rapa tedesca, carciofo di Jerusalem, è pianta erbacea perenne alta fin 3 metri, porta gemme sotterranee in tuberi in cui sopravvive nella stagione avversa; parente del Girasole, porta fiori gialli in capolini terminali che seguono il sole. Ha radici coltivate nei giardini per la somiglianza con le patate, si piantano a primavera e si mangiano nell’inverno, crude e cotte, in diverse maniere. Per la medicina popolare il tubero, ricco di inulina e adatto alla dieta di diabetici, è colagogo, diuretico, tonico, aiuta stomaco, riduce colesterolo e stabilizza i livelli di glucosio e acido urico nel sangue. Inulina è molecola zucchero fatta di catene di fruttosio terminanti con glucosio, sostituisce amido ed è indipendente dall’insulina, viene digerita solo nell’ultimo tratto dell’intestino ad opera di bifidobatteri e lactobacill, così ben si presta a venir usata come substrato (prebiotico) per probiotici.   Topinambur è pianta rustica, regge suoli marginali purché soleggiati, seccata la pianta in inverno, Emilia coglie i tuberi e, come la Tuberina, lascia nel suolo solo i più piccoli, riprodurranno molti anni in stesso luogo; cresce bene anche in mezzo ai sassi: facilitano la raccolta e ne concentrano l’espansione; le sue dimensioni notevoli la rendono competitiva con le altre erbe infestanti. I tuberi, molto nutrienti e ricchi di sali (potassio, magnesio, fosforo e ferro, selenio, zinco), vengono cotti come le patate, a strisce a vapore, al forno, etc, ha ottimo sapore e, a seconda della stagione di raccolta, varia la lunghezza delle molecole di inulina e la loro solubilità. Inulina è presente anche in rizomi di bardana e farfaraccio.

Topinambur la radice, ha gusto di carciofi
Tuberina sua cugina, è carciofo dei cinesi
mi aiuta in inverno, se mancano i Cardoni
mangiati da animali, e da Arvicole roditori

tuberina, stachys-affinisTUBERINA 甘露子 Gānlù zi (Stachys affinis o sieboldii o tuberosa, Labiatae) detta bimbo di terra (地环 de huán), coclea, cutworms, lumaca di terra, carciofo cinese. Gānlù zi erbacea perenne della Cina del nord, alta 40-50 cm con foglie oblunghe-ovate verde e sommità fiorite lillà; è rizomatosa e facilmente coltivabile, con bianchi stoloni sotterranei, la cui punta si gonfia in una spirale verticale (strozzature) quando il tubero è carnoso e maturo, lungo 10-12 cm, con gradevole sapore di carciofo e consistenza croccante. I tubercoli sembrano anelli carnosi uniti insieme a cinque o sei o più, di colore madreperla, acquosi, tenerissimi, ricoperti da una leggera pellicola che si asporta sfregando con le dita. Emilia suggerisce: i tuberi vanno strofinati, non sbucciati, lessati massimo 20 minuti altrimenti perdono sapore; una ricetta: tuberi bolliti da aggiungere alle uova e al pane grattato, sale, mescolare cuocere in padella con olio o burro, servire in accompagno a cicoria o pollo arrosto. Si possono anche mangiare con tutta la buccia (molto sottile), crudi in insalate, in minestre, o messi sottaceto per l’inverno. Emilia semina i tuberi orizzontalmente, 2 in ogni buca (profonda 10 cm), da metà febbraio ad aprile (a sud anche ottobre); la piantagione regge sullo stesso suolo per più anni (troppo letame accresce la parte aerea a scapito dei rizomi), e si può fare anche con rizomi già vegetati che si interrano a primavera. Durante la stagione forma un cespuglio prima eretto, poi decombente. I tubercoli nati dai nuovi rami sotterranei della pianta (che spuntano poi in superficie), si ingrossano in autunno e producono 40-200 tubercoli a pianta. Verso fine ottobre, quando la parte aerea comincia a seccare, inizia la raccolta che si protrae per tutto l’inverno; estirpa e cogli i tuberi più grossi, lascia i piccoli nel suolo per l’anno seguente: lasciati in terra non soffrono il gelo, mentre quando sono raccolti ed esposti all’aria perdono peso e deteriorano; dunque cogli solo quelli da consumare. Tuberina fu introdotta in Europa dai francesi per fare piatti squisiti; la chiamano Crosnes du Japon. Tra le varie specie di STACHYS (spiga), amate da apie ed ovini, tuberina è la principale coltivata a fini alimentari, in nord Cina si trova in forma selvatica, coltivata e consumata su larga scala anche in Giappone, dove è chiamata choro-gi. Stachys palustris è 1 specie autoctona del centro-nord Italia, vive lungo i fossi e acquitrini, ha fiori rosa macchiati di bianco e produce piccoli tuberetti eduli; in fitoterapia è usata come la Ballota: antispasmo, cura dell’acufene e disturbi della menopausa.

betonica, stachys-betonicaBETONICA Stachys betonica, cugina della Tuberina, è usata a tingere lana di giallo, ha spiga fior porpora foglie base come cuore, parte aerea starnutatoria radice in polvere annusata, causa starnuti violenti in uso interno è drastico purgante vomito nausea astringenti e toniche, fu una volta pianta sacra rimedio supremo a tutte le malattie della testa oggi si usa come tonico cura dispepsia reumatismi e impurezze del sangue, infuso Betonica è buon tè stesso aroma e benefici, calma isterismi palpitazio nevralgie e mal di testa, foglie fresche inebrianti stimolanti del sistema nervoso, infuso anticatarro e amarotonico digestivo, esternamente vulneraria aiuta cicatrizzazione di ferite mal-guarite infettate o in suppurazione, foglie fresche per cataplasmi acceleravan cura delle ulcerazioni, oppure riposte nel cappello per far passare il mal di testa foglie essiccate eran fumate al posto del tabacco polverizzate, davano una polvere, sternutatoria la radice un emetico, effetti secondari stordimenti e vertigini nei raccoglitori di betonica officinalis

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