melo, pero, cotogne

oltre alle mele antiche, come la Gelata di Abruzzo o la limoncella, esistono mele selezionata negli anni da vari  frutticoltori, come questa, la Royal Gala, selezionata negli anni ’20 dal neozelandese J.H. Kidd, è succosa, croccante e dolce, Va consumata presto, altrimenti perde aroma, dunque è ideale per frullati e succhi senza zuccheri aggiunti.

Il Melo è una specie equatoriale di circa 800 metri di altitudine; alle latitudini extratropicali soffre il freddo invernale a tal punto che perde i suoi polmoni (apparato foliare), rivelando che i caducifogli sono in realtà specie vegetali che vivono in ambiente adattati. Invece all’equatore e a quella quota altimetrica, il Melo è una specie sempreverde, non perde mai le foglie, confermando la sua piena compatibilità con quell’ecosistema. In quel clima di eterna primavera, fà i fiori in più periodi dell’anno e fruttifica due volte all’anno in maniera scalare, assicurando una alimentazione continua. Inoltre, nel suo clima specie-specifico equatoriale, si ammala raramente e arriva a longevità superiore a quella che ottiene fuori della fascia intertropicale. Dalla sua origine africana, il Malus (melo) usci assieme alla specie umana dalla Rift Valley, a causa della glaciazione, propagandosi quasi ovunque l’umano andava.
Melo, Pero e Cotogno e Pero Corvino (vedi quartine)

Le mele sono ricche di flavonoidi, antiossidanti che proteggono dalle malattie cardiovascolari e dalle neoplasie (specie la quercetina, agisce contro le malattie neurodegenerative). La Mela, nella buccia, contiene pectina, una fibra solubile che tiene sotto controllo la glicemia, dunque si può scegliere la più adatta ai propri gusti ed esigenze in cucina: la farinosa regge la cottura, le asprigne sono perfette fresche, mentre le mele dalla polpa croccante sono da gustare tutto l’anno al naturale.

Progetto 3M
La specie umana nacque MALIVORA (malum= mela, malon= il frutto), si nutriva solo di mele rosse, adattando la propria struttura anatomica a quella del melo che, da struttura arborea a basso fusto, ha costretto la nostra struttura primatica arboricola ad adattarsi gradualmente alla locomozione bipede terrestre. L’uomo continuò a vivere nel paradiso terrestre per 5,2 milioni di anni (i pochi reperti fossili indicano assenza totale di malattie) con una vita media superiore ai massimi standard attuali. 1,8 milioni di anni fa, la prima glaciazione ci costringe ad una variazione alimentare provvisoria, che ci ha modificato la salute e la felicità fino ad oggi.. nacquero così tutte le malattie umane a oggi conosciute (correlazione diretta tra patologia e alimento aspecifico), dove si ha devianza dal ciclo H, verso cibi diversi da frutta. La nostra compatibità trofica è totale verso i frutti a minimo contenuto di azoto, specie la MELA rossa, che presenta strutture azotate sotto la soglia di 0,17 % in peso.
il melo è in grado di adattarsi velocemente dai climi caldi a quelli più freddi, e ancora oggi lo troviamo dalla zona equatoriale (Rift Valley) fino alla zona del circolo polare, divenendo così l’unico alimento costante per la specie umana in qualsiasi variazione ecosistemica. L’effetto co-evolutivo si nota anche nella chiave-serratura tra anatomo-fisiologia di specie umana e specie arborea del melo: ancora oggi, per mangiare una mela (o un frutto a buccia edibile) non serve nessun strumento o artifizio (fuoco, cottura, etc.) o protesi artificiale.
La definizione scientifica di VITA è: “ciò che si nutre, alimentazione”, e la radice di Vita è quella di vitto, vivanda, viveri, tutti significanti la stessa cosa: cibo, ciò che nutre: avere più vita dicono i !Kung del Kalahari, nelle loro danze di giraffa. La vita” differisce dalla “assenza di vita” proprio per la sua dinamica nutrizionale, che fa entrare delle unità strutturali e ne fa uscire altre. A rigore scientifico anche il mondo minerale effettua continuamente questo processo a livello microscopico di onde elettromagnetiche, quindi in realtà tutto è vivo. Per questo la nostra alimentazione è d’importanza centrale nella nostra vita: essa è letteralmente la nostra stessa vita, salute e felicità. 1,8 milioni di anni fa alla specie umana successe di cambiare questo asse alimentare, modificando in modo diretto e indiretto, tutti gli altri aspetti della vita di una intera specie, animale o vegetale.
Paradiso significa “giardino di alberi da frutta”, cioè “frutteto”. Così la Rift Valley è la biblica valle di Eden, presso il golfo di Aden, e l’Albero della vita è il Melo. Poi, dopo aver mangiato un frutto diverso dalla mela, secondo la Bibbia, la specie umana venne cacciata dal paradiso di Eden (a causa della prima glaciazione di 1,8 milioni di anni fa, che costrinse la specie umana, vista la carenza improvvisa di meli, a nutrirsi anche di altra frutta, e poi, di altre componenti ecosistemiche estratte dalla terra con sudore della fronte.. la Bibbia termina con l’ultimo libro chiamato “Apocalisse”, in cui descrive che l’uomo dovrà tornare nella stessa tipologia di Paradiso in cui era stato posto durante la prima lunga fase della sua esistenza, con la stessa alimentazione arborea, senza malattie, senza la schiavitù del lavoro, senza armi, guerre, ecc., elementi a cui sta arrivando anche la scienza Ecosistemica globale, basata sulla biofisica particellare. La specie umana, ancora oggi, in alimentazione fruttariana, ed in particolare melariana, non innesca più il processo patologico, ed i processi di invecchiamento rallentano molto.
In fondo, da quando l’uomo si è posto le famose domande: “chi siamo?”, “da dove veniamo?”, “dove andiamo, i tentativi di risposta hanno costituito tutto il nostro patrimonio religioso, filosofico e scientifico dell’intero pianeta, ognuno ha usato principalmente parti diverse del nostro cervello: la religione l’intuito, la filosofia il ragionamento, e la scienza la verifica sperimentale. Quando le conclusioni dei tre approcci cominciano a coincidere, ci si avvicina all’unica Verità che è la nostra Felicità, tutte e tre coincidono.

La percentuale di FRUTTA nell’alimentazione raggiunge il picco massimo (oltre il 93% medio annuo) nella specie più simile all’uomo: lo scimpanzè-Bonobo. Ad ogni categoria zoo-trofica dei mammiferi corrisponde un Latte specie-specifico che indica l’alimento specie-specifico successivo alla fase di lattazione: i CARNIVORI hanno il latte con la percentuale proteica massima, indicante il loro cibo specie-specifico: la carne. Gli ERBIVORI hanno il latte con la percentuale proteica media, indicante il loro cibo: l’erba. così la SPECIE UMANA ha il latte con la percentuale proteica minima, indicante il suo cibo specie-specifico nella FRUTTA. Dunque la specie umana è la più fruttivora in assoluto, e in particolare Malivora.
L’ipotesi che i primati antropomorfi potessero aggiungere volontariamente nella loro dieta qualcosa di diverso da frutta è ormai inesistente da decenni, in quanto dopo numerosissimi studi di primatologi ed etologi anche nelle foreste, si è riscontrato che ciò poteva avvenire solo ed esclusivamente in maniera del tutto innaturale, a causa prevalentemente antropica di distruzione delle foreste, bracconaggio, o di effetti indiretti di ciò, da ecosistemici a climatici, che portavano alla diminuzione drastica di frutta intorno a loro o, peggio, del loro frutto specie specifico.

Itard cita casi di BAMBINI anche molto piccoli, casualmente dispersi in varie foreste intertropicali che, trovati ed allevati dalle SCIMMIE, una volta ritrovati, chi dopo pochi anni, chi dopo molti anni, chi ormai adulto, avevano tutti una caratteristica in comune: dopo il ritrovamento, sia che siano stati portati in ospedale per accertamenti clinici e di appartenenza genitoriale, sia che siano stati ritrovati da passanti, amici, parenti o genitori stessi, sono risultati stupendamente in ottima salute, e rifiutavano di mangiare qualsiasi cosa che non fosse frutta. Ciò dimostra che l’istinto innato sa cosa serve al proprio organismo. Dopodichè iniziarono esperimenti che confermarono ciò: la SALUTE dell’individuo della specie umana migliora solo leggermente man mano che si avanza nel passaggio dal modello “alimentare” “onnivoro” (anche MDA), al modello vegetariano (anche MDA), vegan-crudista, fruttariano F1, F2, F3, sino al malivoro M1, M2, M3.

Nella TERAPEUTICA moderna le malattie sono considerate ormai solo Tossicosi aspecifiche cronico-cumulative e, attraverso la Terapia SPECIE-SPECIFICA, aziona il meccanismo della DISINTOSSICAZIONE ASPECIFICA, basata sul rientro graduale dell’individuo della specie umana entro i parametri naturali della sua alimentazione SPECIE-SPECIFICA, passando per tutte le fasi intermedie MDA,fino alle fasi F3, e alla potente fase M1, si curano le malattie più gravi in assoluto (cancro, aids, artrite reumatoide, ipertensione cronica e acuta, etc), fino al banale raffreddore. Il tutto con velocità di poche settimane fino a pochi mesi.

la Specie Umana e il ciclo H (ciclo dell’idrogeno)
Il fruttarismo è l’espressione organica del ciclo H, che a sua volta esprime il principio fisico della minima energia (tendenza estrema al ciclo H) realizzato nella co-evoluzione tra albero fruttifero e primate fruttivoro (primati e frutta), perfezionata per 60 milioni di anni. La natura segue il principio fisico della minima energia per tutte le strutture materiali dell’universo, compreso piante e animali. Dai primati frugivori prese origine la specie umana.

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