arpa ngombi

arpa ngombi
arpe del Gabon (ngombi), strumenti di narrazione storica e cosmica

O terra del sole / Congo misterioso /
O splendida valle / del re Makoko /
cantate la fama / del comandante /
monsieur de Brazzà / esploratore scalzo
.

(vedi miti delle confraternite Buiti) ..

Autodidattica
1) leggere il lavoro dell’etnomusicologo francese Pietre Sallèe L’arc et la harpe, (sintesi in italiano nel poema agrobuti) e la tesi di Julien Bonhomme Le miroir et le crâne (nganga-a-misoko)
2) acquista un arco a bocca (marranzano / schiacciapensieri) e un arpa ngombi (petit e grand cerimonielle) del Gabon

3) accordare l’arpa
4) esercitarsi e registrare, mese per mese, stralci musica libera, sia nella forma di accompagno ai canti del Buiti, (minza), sia come semplice toccata, detta masimba ma ngombi  in lingua Povi (lingua liturgica dei popoli del massiccio de-chaillu, in Gabon, detta pope na pope tra i Fang), esempi: ancilla-18nov, ancilla-18dic, ngonde-14nov18,

Mallendi suona arco mongongo

5) ascoltare brani di abili suonatori di arco mongongo e di arpa ngombi (beti-ngomo) del Gabon, Camerun, e altri paesi: Prince Issay de Apindji, Pa Nzengui, Nzuba, Marius, molti brani e canti sono raccolti qui: musica Bwiti, incluso i due canti classici Bwiti (mitombo-aio-okaba, mososo-motombi), e i 24 canti-di-Fernandez (mito-nzabi, discesa-ascesa, povi-nzuba/sango) registrati negli anni ’60 in un villaggio equatoriale gabonese.
6) tornare alla fase IV
7) invito alla storia tramite video: arpa di Misra, arpa-di-Viggiano; Fang ndeya-kanga, erendzi-nzedong, mba-david, essome-obame, obiango-ondo, michele-nzembà. Camerun, Gabon (nzimbe, mbanza, pope-evovi, lingua-pope, imbwiri, mudunga, Mwiri (simil taranta), genie, e infine vedere qualche video di nganga, tradipraticienne o curandero/a come donna Bernadette).

ARCO E ARPA, BUSENGE E BANDZIOKU
il Bwete Tsogo elabora un lutto a mezzo di una poetica della separazione, espressa dalla morbidezza della musica dell’arpa e dai versetti dei canti che accompagna, ecco un comune leit-motivs:
1 ma ngombi! ma ngombi! ma ngombi
2 ge tsina ge ma wàa | in basso c’è la morte
3 ge ngong ge ma wàa | in alto c’è la morte
4 ge gatse a gatse ò mà-deaka | in mezzo tu emetti il pianto di lutto
5 getindo na(o)-ngoda na mokoko-e | il ceppo e il tronco abbattuto
6 o-ma-goga na tsènge | son destinati a nutrire la terra, suolo
7 otanga-e ò mà-kè-kongoàkà | dove i funghi otonga continuan a crescere
8 gebokoko soma ge-ma-penda | il rifugio della ‘cosa’ che viene premuta
9 dingi-ou mipate mya tsenge, tetà Nzambe! nel profondo della terra Pa!

Poichè il tema centrale dei canti d’arpa è il Piangimento, ceppo e tronco abbattuto (per intagliare arpe) nel bwete sono comparati alla madre e padre che devono morire perchè la vita continui; otonga sono funghi eduli a testa tonda e piede bianco lungo e dritto, richiamano l’img del corpo umano, che s’immerge in terra per dare vita dopo la morte e sia dell’atto sessuale della copula. Gebokoko sono le mascelle inferiori (di yaMwei, pure detta Soma in lingua bwete yosto, terra Madre) del cranio-cadavere, rifugio di organismi.

Mikondo mya iya mwei | minde te go komo na mina | o te kengo, o te kuma, o te bayanga | di-ngongo di-ma-sigea | ango tomba na ngòngò wi enanga | okiti ya Mwei: le code di madre mwei | hanno nomi e cognomi iniziatici | sono il pollice, indice e medio | che dall’alto scavano a terra i piedi delle arachidi (dita di Butsenge) | l’anulare si alza all’orecchio ed è la ricchezza di Ya Mwei, talismano ottenuto per sacrifcio a mbumba di una cosa cara.

Le liste di nomi forniscono istruzioni per iniziati in lingua yosto (a depistare i guastafeste), alludono e rinviano a significati primi dell’esperienza iniziatica, a parti anatomiche diverse, sia di corpi che d’arpa, a mudras: suona l’arpa è toccar Dinzona con le dita di Busenge.. dove i riferimenti a YaMwei richiamano le sensazioni cinestetiche, ludiche e libidiche del toccare e le emozioni viscerali causate dalla musica, dove il dolore morale ben si esprime nella invocazione del nome di questa genìe, Yo Mweioo.. emozione che fa funzionare le dita e viceversa, dove le corde collegano cielo e terra, cuore e polso, libido e num.. pollice è capo della mano, indice è madre tessitrice di rafia, le tre dita servono anche ad altre attività agricole (cerbo sigea, tirar fuori di terra. Il numero 8 per Sango e Cinesi ha stesso valore del numero 7 per Europei: otto parti del corpo, otto prezzi, 8 corde e voci dei bardi Mwei, dita del granchio e del beti.. il granchio Kaa è detto Bitoto (cioè tre), accordo il classe 8. In Europa le sette note han dato nomi ai pianeti e ai giorni della settimana. Ogni parola della lista dei nomi di ogni corda d’arpa evoca un pezzo del mito come nella pratica dell’autopsia rituale per trovare una causa o colpevole.. il diaframma immaginario separa le 4 corde superiori (luce del sole) dalle 4 inferiori (chiaro di luna) evocando un arpa androgina. Tutte le diverse liste etniche associano le corde inferiori a YaMwei (ge bokoko, caimano/tartaruga, kalì), Madre delle Inondazioni e capo di tutte le genie umide e fangose (ya nigo); nel corso di una cerimonia notturna di lutto (bwiti a muengwe) per la morte di un capo di nome Buka, Mwei è nascosta alla vista da un separè di foglie di palma nel cuore del villaggio, e per tre giorni e notti i tamburi -ngomo (due pelli tese da cinghie) e i tamburi mo-sumba (o misumba, un gambo e una sola pelle incollata) risuonano battuti con bacchette fatte di steli di piante acquatiche.. la voce di Ya Mwei (Jenghi per i pigmei Baka) appare roboante, ronzante e sibillina, così viene tradotta dal suo mudunga che la interroga e stabilisce un dialogo con essa, questa pericolosa conversazione con l’aldilà è punteggiata dai tintinnii del sonaglio.. Origini dell’Arpa: Disumba è mistero di Iside (analogia ai misteri di Osiride dei franco-massoni), Dinzona, Bandzioku, YaMwei, Yemanjà, Yemalla, Yurema, supremo enigma della vita e via stessa a quell’enigma. Arpa è fecondità femminile (normata dai maschi), cioè spiriti di cascaca d’acqua, lingua del cuore, fremito acustico vitale, liturgia sonora di cuore e dita. Il suono lamentoso del Ngombi richiama Banziogu, mitica donna pigmea per prima iniziata dagli antenati, poi sacrificata dagli uomini in cambio del legno amaro (eboghè), si reincarna nell’arpa sacra Ngombi e vibra, parla, narra e oracola i messaggi della comunità degli antenati (buiti), tutti serbati nel corpo (libro vivente) del nganga, legittimato a proseguire il lignaggio di trasmissione; nel Bwiti l’arpa è assimilata alla piroga che mena da monte a valle e viceversa, suono con cui gli umani arrivano all’imbarco/sbarco dei mondi, come una caravella portoghese o una piccola astronave mossa dai flussi armonici che richiamano i ritmi delle sfere celesti. La musica d’arpa è uno dei luoghi del re-incontro tra due culture, tra africani ed europei, tra povi e beti, musica e parola, poesia e discorso: ai tempi dell’incontro in Africa occidentale, il berretto rosso era parte del kit di ogni esploratore portoghese, portato anche nelle Americhe, venne adottato da vari capi della costa africana e dell’interno.

Mbwiri canti d’arpa sono lamenti narrativi dei leader delle Case di culto Mbwiri; i canti Njimba sono fatti nella nzimba prima e dopo le preghiere personali, preparano la Mbanza alla cerimonia seguente, dove eboga è salutata come chiave per aprire gli uomini e scoprire che la divinità è pronta a contattare i fedeli nella vagina sancta; i canti Minkin narrano la creazione del cosmo, della terra e del primo umano.. Canti Ngombi delle due Vie, nascita/creazione (zen abiale) e morte / distruzione (zen awu in fang): dopo i minkin i fedeli sono già entrati nella Chapel, così inizia il ciclo di canti dell’arpa; i canti Obango sono fatti a solo e intervallati a metà strada del secondo ciclo dei canti ngombi, quelli della Via della morte / distruzione; i canti Mwanga (in popi fang) sono cantati ai funerali dei fedeli del bwiti o durante le cerimonie, quando il bimbo di Dio viene ucciso; le 10 preghiere sono invece cantate a mezzanotte; i canti Yombo (popi fang) sono cantati nel camerino delle donne appena dopo la mezzanotte, celebrano i poteri di fertilità femminile, creazione, sessualità; altre sequenze di danza, specie a inizio cerimonia quando le origini cosmiche sono cantate, iniziano fuori mbanza ed entrano danzando dentro.

CANTO di ARCO (o marranzano)
suonatore di mongongo e discorso recitato: all’inizio fu Nzambe Kana, l’antenato fondatore del primo villaggio.. | il suo ventre si gonfiò, gonfiò, e lui sentì un vivo dolore. | Mougongo, arco musicale, vecchio maschio solitario.. | l’antenato dei Bapindji tendeva una singola corda su un ramo curvo come la colonna vertebrale, come la traiettoria del sole | quando lui assorbì l’iboga, la radice amara che fa vedere le cose dell’aldilà, egli si trovò subito nel fiume Mobogwè | sente allora una grande vibrazione dal più profondo del fiume, come il brivido della vita nel grembo materno | egli vide allora il granchio che faceva risuonare l’arpa con le sue dita fessurate (il recitante si rivolge all’arpa) | Ngombi Koungaka.. vibra arpa! ecco l’arpa! lei vibra come il brivido del granchio, dove la tartaruga scava la sabbia nel buco profondo del fiume. | arpa, ecco il tuo genitore, è l’arco a corda unica, che trasmette la sua vibrazione alle tue corde multiple. | Iniziati, discendete al più profondo del fiume, discendete nelle viscere.. | è qui che penetra il vecchio cinghiale maschio | è l’arco a corda unica teso verso il Cielo. | Voi che volete sentire, capite bene il significato di questo arco delle origini e di ciò che si dice nel luogo riservato dove si riuniscono gl’iniziati. | qui è dove freme l’arpa, a Valle, in basso. | Dissumba, Disoumba! inizio e fine di tutte le cose.

CANTO di ARPA (mwenza)
Mitombo mya Obaka è un mwenza (canto iniziatico d’arpa) comune al repertorio di tutti gli arpisti Pinzi, Tsogo, Fang, etc, e annuncia il debutto dei riti, esso indica il neofita che marcia ancora nell’oscurità in attesa della luce dell’alba:
1.hi ongongò, t’ongongò (12 volte) tsengenge tsengenge | è mattino è mattino è finito è finito!
2.kumu a mbokà a to ti.. ee! yieee |
capo del villaggio noi usciamo!
3.go ebando eee go ebando ea koto a tsotso ee tetà Nzambe! ee yee Disumba eee |
alle origini, alle origini una lunga corda è scesa dal cielo, oh padre nzambi! oh disumba!
4.mitombo mye minde mya okaba bovenga a ma kombe mwana ngondo |
mitombo (canto) delle tenebre, bovenga (barterii fistulosa) albero del sole è infante della luce
5.disumba di-ma-toaka mokoko na oboga a-ma-ke-dengu mapoma na manze na esuba ea ngambo yieee |
disumba iniziò col tronco d’albero nella buca di formiche, femmina primordiale che ricevette le gocce di pioggia e la benedizione paterna yiee
6.o mbe teta nzambe ee! (3 volte) na geaka eboge mapanga gemake nago sidi ayi |
si dice: o padre Nzambi! prima di mangiar l’eboga c’era una volta il prodigio fino al terrore
7.mbe na menye mbe-tsi-m’neke gnobe-ne ea go tsomi-ne ea mapanga |
se vado su non scendo a valle, il legno amaro dell’incendio di una volta (tsomi è incendio milpa)
8.ah disumba eee.. yiee! teta nzambe eee!
9. mosema-e nago doba eee gegoo nago nzambe a pongo nago tsege eee disumba ee! |
urla e pianti fino al cielo (doba), sospiri di agonia fino a nzambe della valle, fino ai confin del mondo
10.ombe ma-ng’mbi ee! ma-ngombi ee! mangombi ge tsena ge ma wàa! ge ngongo ge ma wàa! ge gatse a gatse o-ma-deaka getinda na o-ngoda na mokoko-e o-ma-goga na tsenge | si dice: oh arpa ee! arpa ee! in basso c’è la morte, in alto c’è la morte! nel mezzo tu piangi le tensioni e schegge del legno di tronco d’albero che marcisce la sole
11.moaseko-e oma kongoa getindo na o-ngoda na mokoko-e ama-goga nago tsenge | vibrando, tu continui a meditare sulla vibrazione e le schegge del tronco d’albero che marcisce sotto il sole!
12.otonga-e ò-ma-ke-kongoaka gebokoko soma ge-ma-penda dingi a mipate mya tsenge |
i funghi otonga fan meditare sul riparo (mascella inf) della cosa (allusione a Mwei) che va a penetrare nel fondo del mondo
13.teta nzambe! nage-aka eboge, mapanga gemake nago.. sidiayi eee yieee teta nzambe eee!
pà nzambe, prima di mangiare eboga c’era una volta il prodigio fino al terrore eee yiee. nzambe!
14.me-tsi-toge iyaa! me-tsi-toge teta |
non ho rispettato mia mà, e mio pà
15.teta mogesi! iyaa momba! mwene dingo ge vèe go maganga disumba eee |
padre genia! madre antenati! (allusioni ai due culti di Mwei e antenati) voi sarete presenti nella forza-vitale dei nostri riti, disumba iyee..
16.idem 4
17.idem 5
18.ah nzodi èyaa kasa! kombi a paho eee disumba iyee.. | ah nzodi figlio di kasa (nome di arpista che canta e kasa è sua mamma)
19.ombe: me va tsina sa getete-ge ege, me-tsi-eneke sene soma na m’enaka kambi ee na ndondo ee na mobaibai na mokuya a matsopi na gebokambi kumu ago mbemba! eee edi disumba eee! yiee eeee! |
allusione al secondo rito di passaggio dell’iniziato ai piedi dle motombi, si dice: Me, ai piedi del grand albero, io ho visto i colori dei clan dai braccialetti giallo, bianco, nero (mi fu dato copricapo blu), poi la palla di legno rosso e il coltello rituale dei segni incisi (memorizzati) sul motombi. disumba iyee ee!
20.idem 4
21.go gnima ea beti go-si-eotèkè mutu mokabo na mogonzi o-daka mambu |
dietro l’arpista nulla può passare (mutu è l’essere umano) se non a mezzo dei ritornati che conoscon tutte le cose (mambu, mbu=oceano, in kiKongo, ba-lumbu=geni/genti di oceano)
22.gebembe sa bandzi ge bunu eboga, gene sa nyma na kombo-e ge-bunu mogonzi o-daka mambu teta nzambe eee! disumba yieee!
al neofita non manca l’iboga, all’anziano non mancano i mogonzi..
23.idem 4
24 idem 5
Mitombo mio okaba: ai piedi dell’albero della vita, io ho visto la luce del sole, della luna e delle stelle | Bussenguè è partito in foresta per cogliere frutti| egli salì su un albero che cresce in luoghi umidi | fece una caduta e i suoi piedi restarono incastrati in un ramo biforcato, così i suoi intestini si sparpagliarono al suolo penetrando la terra. | là ebbe origine l’arpa, dalle radici aeree della vaniglia nacquero le corde dell’arpa rituale | esse discesero dal cielo e penetrarono nel più profondo della terra dove abbracciano le mascelle dei cadaveri | Oh arpa! in basso tu sei la morte (poichè tutto ciò che nasce deve morire) | oh arpa! in alto tu sei la morte (poichè è dalla bocca che fugge il soffio) | ma la tua vibrazione è quella dell’arco, tuo genitore che iniziò nel tuo grembo | perchè il Bwetè più grande è il vecchio antenato che dimora a monte.. | è l’essere che vibra tra i denti, come un uccello che si sposta da un ramo all’altro e articola la parola. | alle origini una corda scese dal Cielo di nostro padre Nzambè | la Terra ricevette le benedizioni rituali, le piogge che fan danzare il suolo.. | Disumba, Disumba! tu sei l’inizio e la fine.. | Tu sei il piede fisso in terra, la colonna che sostiene l’edificio e la piroga della vita | oh arpa, tu piangi per lo sforzo e amputi un tronco all’altro, sforzo e tronco dell’albero che ti ha generato – mentre (cordone e placenta) marciscono al suolo e si rinforzano nella terra dove aderiscono alle ossa dei cadaveri. | oh padre Nzambè, io ho paura dell’iniziazione, poichè il cuore del neofita è pieno di amarezza mentre quello dell’anziano è pieno di visioni dell’aldilà. | dietro il suono d’arpa, nessuno può passare se non per tramite del vecchio antenato che gli diede la parola.

2 pensieri su “arpa ngombi”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *