Martedì, Settembre 21, 2021

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2. Abilità trasversali: definizioni e alcune linee di intervento 

In questo capitolo sarà posta l'attenzione su un corredo di abilità, trasversali alle varie materie curricolari della scuola Italiana, che ben si adattano a stimolare le potenzialità cognitive e motivazionali (retaggi etnici e di vissuto sociale) dei ragazzi presenti nella comunità multietnica oggetto della sperimentazione Itinére. Ho dato maggior conto, più di ogni altra, a quelle abilità trasversali capaci di andare oltre le differenze culturali presenti in un contesto multietnico, estremamente eterogeneo e potenzialmente conflittuale. In altre parole, ho cercato di individuare quei <<territori>> adatti a veicolare comportamenti di confronto e comunicazione, tali, da poter sviluppare il nocciolo di abilità base legate al saper studiare, necessarie per affrontare i successivi compiti scolastici e sociali in genere. Negli ultimi paragrafi, vengono esposti alcuni programmi di insegnamento che esprimono e danno l'idea, di alcune linee di intervento efficaci nel raggiungere scopi di questo genere: essi vanno visti come l’esemplificazione paradigmatica di quello che si può ottenere quando si manipolano variabili trasversali e metacognitive.

 

Cosa sono le Abilità Trasversali
Secoli fa, l'Accademia Platonica di Firenze aveva già intuito che la persona umana è un sistema molto complesso e articolato; al suo interno si possono individuare, grosso modo, tre sottosistemi principali che chiameremo: cognitivo, affettivo e sociale. Ognuno di essi abbraccia al suo interno numerose, diverse, abilità. Ciascuno di questi sottosistemi, interagendo con gli altri due, da vita alla personalità, ovvero la "maschera cosciente" ci caratterizza come esseri umani. Lo sviluppo di uno dei tre sottosistemi a scapito degli altri è alla base di disarmonie della personalità, mentre il carente sviluppo di tutti e tre i sottosistemi è la causa di problemi sociali e psicologici anche seri. Da qui nasce spontanea una domanda: "quali abilità stimolare ed educare?" Quali sono le abilità che consentono al giovane di rispondere efficacemente alla miriade di aspettative che provengono dall'ambiente e dalla comunità in cui vive? La risposta altro non sarebbe che uno dei compiti a cui la scuola dovrebbe in qualche modo assolvere. (Meazzini, 1993)

Ogni serio processo formativo, scolastico e non, infatti, mira a conseguire due obiettivi connessi tra loro: il trasferimento di conoscenze relative ad un certo settore, e il trasferimento di abilità che permettano l'implementazione delle conoscenze presentate durante l'itinerario formativo. Rispetto al secondo punto, un ruolo chiave è rivestito dalle Abilità Trasversali, cioè, quelle abilità che scorrono come un fiume carsico al di sotto di tutte le discipline curricolari, facilitandone l'apprendimento (Meazzini, 1990). Tali abilità, sono le stesse che la società richiede ad ognuno di noi e che, spesso, abbiamo dovuto apprendere attraverso un oneroso processo di auto-formazione.  Esse svolgono una funzione orientante nella vita sociale del giovane, poiché dovrebbero consentirgli di vivere una vita sociale e lavorativa più ricca e soddisfacente.  Queste competenze, che l'allievo dovrebbe aver acquisito alla fine del suo itinerario educativo, a volte sono trascurate o date per scontate, così qui si cercherà di dare risalto a un gruppo importante di abilità trasversali: le abilità di studio.

2. Abilità trasversali per imparare a studiare (abilità di studio)

Le abilità di studio costituiscono uno dei principali gruppi di abilità trasversali tanto che, la loro mancata acquisizione è in grado di segnare negativamente il destino cognitivo dell'allievo o dello studente adulto. Meazzini mostra un esempio di come molti studenti universitari non riescano a completare il loro itinerario a causa dell'incapacità nella programmazione dei tempi di studio, di difficoltà nel processo di metabolizzazione delle nuove conoscenze, ecc.: Ne uccide di più l'incapacità di studio che una ridotta intelligenza” (Meazzini, 1993). 

Il saper studiare comporta numerose e diverse abilità che afferiscono alle tre aree individuate già dall'Accademia platonica di Firenze, e la cui interazione conferisce all’allievo la capacità di gestire il proprio apprendimento. Questa capacità si esprime in quattro livelli di abilità: cognitivo, metacognitivo, affettivo e motivazionale (Ashman e Conway, 1989). L'area delle abilità cognitive viene implicata per ciò che riguarda i processi di comprensionememorizzazione ed espressione dei contenuti acquisiti. L'area delle abilità affettivo-motivazionali, viene coinvolta per ciò che concerne il grado di motivazione espressa nei confronti dell'argomento di studio e la risposta emozionale positiva o negativa da essa suscitata. Infine l’area delle abilità sociali concerne abilità relative al saper comunicare con i compagni, al saper gestire e controllare la propria collera, al sapersi autoregolare, ecc.

Uno studente che abbia appreso ad organizzare il suo tempo di studio, a massimizzare la sua capacità di comprensione, di organizzazione e di memorizzazione delle informazioni e delle abilità acquisite, potrà contare su una risorsa che gli sarà utile in ogni momento della sua esistenza, specie, quando si vedrà costretto a cambiare lavoro e sarà sollecitato a metabolizzare nuove informazioni e metodologie operative.