Mercoledì, Dicembre 13, 2017

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malaria tra paludi

Durante le prime migrazioni, il Ciur della Mir (capo ciurma), assaggia l'acqua del fiume per vedere se è troppo salata da bere o è buona, solo allora lascerà gli animali liberi di bere, e le donne e i bimbi di fare il bagno e lavare i vestiti. Se essi trovano una sorgente a livello del suolo, provano a convogliare acqua fresca nei campi e costruire canali rialzati con legni tagliati a metà e poi interrati. A volte scavano un pozzo vicino ai campi coltivati, per avere acqua, usando un secchio di legno che pende da un lungo bastone, sopra la bocca del pozzo e, all'atra estremità del palo, pongono un contrappeso. Il pozzo è sempre protetto da una capanna costruita attorno, con una porta e più segni magici dipinti a vista, al fine di prevenire chiunque, umani o spiriti, di avvelenare l'acqua. Il Ciur ispeziona anche gli alberi da uccidere (abbattere) ma, le vecchie querce sono sacre e vanno rispettate in tutta Eurasia. Il Ciur manda le donne a incidere profondamente la corteccia attorno al tronco, si attende un intero anno fino a che l'albero secca, poi, abili uomini tagliano gli alberi lungo le linee marcate e useranno il legno per le costruzioni. Il resto dei rami sarà lasciato ancora ad asciugare, poi verrà anch'esso usato in vari modi. Quando è il momento del sacrificio agli dèi, che hanno accompagnato il gruppo e mediato con i genius loci, uccidono dei galli in ringraziamento, e spargono quel sangue tutto attorno al villaggio. Quando viene alzata la prima IZBA (capanna, hut), uccidono un altro gallo, come fanno gli Akha, verrà sepolto sotto al pavimento come buon auspicio; le case sono state costruite con la foresta intorno, lontano dal fiume e, in poche settimane, emergerà la Mir (in russo significa comunità di villaggio, pace). Izba di legno, costruite lato per lato secondo antiche regole, sono presenti ancor oggi nelle campagne russe: l'entrata è a sud e l'interno è diviso in due aree: una calda e l'altra fredda, con un vestibolo in mezzo. Dove il clima è secco (mild), le izba sono talvolta poste per metà sottoterra (zemljanki); attorno ad esse vi è un alto recinto con pali appuntiti in cima, per scoraggiare eventuali intrusioni o impreviste inondazioni. Marturano scrive: il Pane per gli Slavi è la prima vita, così, il fallimento di un raccolto, causa lo spostamento dei contadini (gli Smierd Russi discendono da nomadi sedentarizzati), cosa che gli Tsar non volevano. Tutti gli accampamenti di Slavi erano più o meno fissi poichè, ogni 6 o 7 anni venivano abbandonati, e la terra strappata per le colture veniva venduta, così andavano in cerca di nuova terra per fondare una nuova Mir. Molti parenti anziani rimanevano indietro, troppo difficile era il viaggio, così vennero perse molte memorie.. La via migratoria seguita a inizio primavera (prima Verum), era ogni volta il percorso di uno o più fiumi, barche arrangiate e riempite di tutti gli averi, donne e bambini, e si snodava tra dense foreste, ghiacci e permafrost.. Il Ciur della carovana è un uomo anziano, simbolo vivente degli antenati, agisce come guida anche se non conosce la strada, decide la direzione da prendere, ispirato dai segni che gli spiriti benevolenti lasciano (una cornacchia, cinghiale, storno, etc) e che solo lui vede e interpreta. Il Ciur dà il segnale di stop quando vede una colonna di fumo a distanza, potrebbe essere il segno della presenza di villaggi di persone che abitano il luogo attraversato. I locali, nascosti tra gli alberi, osservano il gruppo di migranti slavi (nuta) provando a capire le loro intenzioni. Il Ciur è in allerta, pronto al dialogo e a ogni accordo: offrire doni o proporre un matrimonio con una delle sue molte figlie. I nuovi venuti sono invitati dai locali a proseguire o fermarsi senza troppe ostilità e nuove famiglie miste risolvono tutti i disaccordi da entrambe le parti. Poi, ha luogo il taglio di un pezzo della foresta (poljana), ci si può accampare per ora, esplorare i dintorni e decidere se il posto è buono. Si dispongono le barche a cerchio, in asciutta, lontano dalla riva; poi si tiene un consiglio (Duma) per discutere il da farsi. Il Ciur, sempre attento a non prendere decisioni da solo, ascolta la discussione della comunità, solo così la pace può regnare nella Mir. Ai giovani vien detto di non allontanarsi troppo nella foresta, così da non perdersi, vien loro raccomandato di marcare il percorso così che quei segni saranno usati in futuro come segni delle nuove piste: 'Cercate l'ortica presso i grandi alberi e attenti alle Querce, se ne vedete una rispettatela, non colpitela! L'erba Ortica è molto utile e, la sua presenza qui, rivela che attorno possono esservi molte altre piante utili e conosciute. Se trovate miele per favore segnate il posto e il sentiero per arrivarci (simboli magici), così che chiunque altro possa andare e coglierlo; il miele è preziosa merce vendibile al mercato con buon profitto, ed è essenziale, una volta fermentato, per fare il mjod (mead). 'Guardatevi attorno e vedete che specie di selvaggina gira fra gli alberi, se esistono tracce ed orme a terra, per favore prendetene nota. Se incontrate qualcuno, siate pacifici e invitatelo a mangiare con noi, senza derisione e senza spirito bellicoso; il Ciur sà come parlare.. ad essi verrà offerto lo Zito, un pane russo (zhito in Belarus) fatto con uno o più tipi di grano locale: poche manciate di spelta, segale, orzo o frumento (il miglio, seppur cibo benefico, non è adatto alla panificazione) pestate in mortaio di legno e mischiato ad acqua leggermente salata; le glume vengono via e salgono alla superficie dell'acqua (volendo si possono separare dalla polpa detta kut'jà, o pestare con forza); poi piccole palle di impasto, modellate con le palme delle mani e aggiunte con erbe o frutta secca, vengono avvolte in foglie di quercia e poste a cuocere nella pec'ka per 20 minuti, fin a doratura della crosta del pane. Alcune di esse vengono offerte anche al Domovoi, (Pan, Tamaz) lo spirito della casa e della pecka a cui si chiede ringraziamento. Se l'incontro di lingue fallisce, non importa, bisogna evitare discussioni poichè la vita dei giovani ha più valore per lavorare nei campi, quindi non va spesa in lotte di sangue. Se le premesse sono molto ostili, allora per necessità, la nuova Mir cambiarrà la zona. Come prima cosa da fare quando si divide la nuova terra, il Ciur sceglierà il luogo con una cerimonia di consacrazione: marcherà i confini e porrà agli angoli delle sacre pietre. Poi dividerà il campo in strisce parallele (64 strips), assegnate a ogni famiglia senza una rigida divisione circa il tipo di coltivo da fare. Dopo pochi anni la terra sarà esausta, così sarà permesso il maggese, ovvero la crescita spontanea delle erbe sul campo abbandonato al fine di permettere una naturale riforestazione per più anni; un nuovo pezzo di terra sarà usato (a rotazione), accanto al terreno messo a riposo. Quando non esiste più spazio conveniente presso il villaggio, si indice una Duma e si decide una nuova migrazione verso nuove terre fertili. La striscia di terra (spiazzo), liberata dalle malerbe (weeds), può essere lavorata e preparata per la prima semina; la stagione non è lunga e non possiamo aspettare. Nei prossimi mesi, poco a poco, faranno un falò con i tronchi essiccati (slush & burn) dal taglio degli alberi e vegetazion attorno. Le ceneri saranno mischiate al suolo e all'acqua (potassium fertile), l'anno successivo si farà la semina e l'innaffio, se possibile, poi si attenderà il raccolto. Si usa lo stesso strip di terra per un anno o due, poi si lascia rigenerare (par), mentre si semina un altro strip di terra vicino o ancora intatto, messo a riposo anni prima. Per quando inizia la dura stagione invernale, sarà serbato cibo nella stanza più fredda della Izbà, mentre attorno al camino-stufa (pec'ka) si riuniranno assieme persone e animali. Dopo il raccolto, gli Slavi cucinano e mangiano i semi (Krupa) in forma di porridge (Kascia) o pane (zhito): Kascia con erbe e altri ingredienti, diventa edibile. I contadini russi (smierd) sanno che, a causa dei diversi cereali usati, il pane è diverso in ogni Mir dove è fatto, sebbene è preparato con lo stesso amore ed è sempre buono! La crosta dorata preserva il pane per più giorni. I chicchi di grano/orzo appena tostati sulla piastra della pec'ka, permettono alla crusca di rompersi, così si può rimuovere più facilmente lasciando i chicchi nudi che, lasciati in ammollo in acqua tiepida per una notte, son poi mischiati a lievito e modellati in forme tonde; un altro metodo per rompere la pula/crusca (husk), è quello di lasciar germinare i grani appena umidi come si fà con la soia. Tra gli Slavi, la cottura rituale dei cibi richiede che il fuoco sia tenuto puro da insane influenze mentre brucia nel camino (pec'ka), esso e sorvegliato dalle donne. La pec'ka è il tempio femminile, la Cucina; Svarog è il dio del Fuoco e Svarozhic (calore, heat) è suo figlio. La donna con le sue arti sensuali s'innamora dell'uomo e prova ad attirare Svarozhic; lei lo chiama Grandpa piccolo fuoco (il nonno fuoco Tatevarì degli Huicholes messicani). La notte lei lo mette a dormire nella pec'ka, coprendolo con cenere, così che nessuno lo disturbi, poi lo riattizza al mattino con nuova legna di alberi graditi a Svarozhic. La donna subisce le azioni purificatorie del fuoco, ovvero, diviene capace di mutare ogni cosa indigeribile in cibo edibile e bevande bevibili. Prima di mangiare, attraverso la benedizione del cibo, ci si guarda da eventuali forze ostili segretamente mixate al cibo, poi si può mangiare. Finito il pranzo, quelli che hanno finito ringraziano le forze benevolenti che hanno preservato e protetto da ogni danno intenzionale o inconscio, che la cottura può aver prodotto. La malattia peggiore per gli smierd è la fame; mangiare è la prima necessità e la Cucina è la prima azienda di cose eduli. La donna, cucinando può completare l'uomo selvaggio in un mutuo scambio di benefici, mentre il fuoco, è lo sponsor di una comunità di villaggio che accresce e trasforma i raccolti.