Lunedì, Ottobre 23, 2017

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 Camuni Pamela narra la storia dei suoi progenitori slavi, Otzi e Delia: ricordo che camminavano a piedi nudi, per quanto possibile tutti i nostri comuni antenati erano connessi a terra, nudi ma ricoperti di pelo, adatti a catturare onde elettriche dalla atmosfera e portarle a terra.. viaggiavano per la Terra, creando villaggi, così mio nonno diceva degli SLAVI: da qualche parte del mondo, esiste una Quercia primordiale che dà i semi di tutte le piante esistenti.. un tempo crebbe forte e divenne alta da raggiungere il Cielo-Perun, dove erano custoditi l'Acqua, il Fuoco e la Terra e tutti le sementi. Ibn Ruste, geografo islamico, parlava degli as-Saqalibat (Slavi) in riferimento al commercio degli schiavi.. la terra degli Slavi è piana e piena di foreste, loro vivono là; le piante seminate dagli Slavi fin sotto il Circolo Polare Artico sono: Miglio (Proso in russo), Avena (oats), Secale (rye), Linum usitatissimum (flax) e canapa (Cannabis, hemp).. al tempo del raccolto alzano al cielo il cesto di miglio e pregano: 'Perun, Tu che ci hai dato ogni cibo, accresci i nostri raccolti. Oltre al Miglio, che ha bisogno di clima continentale secco e suolo asciutto, vengono coltivate piante da fibra (fiber crops) come Lino e Canapa, specie presso i fiumi. In zone più a sud, zucche, bietole e fagioli venivano piantate in mezzo al granturco, il seme di Zucca si vendeva come bruscolini e il resto si dava ai maiali; il Granturco giallo nano ottantino si usava per la polenta, così il sessantino (bimestre) a semi bianchi, rossicci, neri o ibridi screziati; il Moco (pianta pesante per gli umani) era data ai palombi, oppure, se messo a bagno con farina di mais, ciò che veniva a galla era dato agli agnelli. Bietole, Barbabietole, Rape e tanti tipi di Patate sono utili d'inverno per umani ed animali; i Pomodori, usati per conserve, Zafferano, Agli, Anice, Camomilla e altre erbe medicinali spontanee profumavano casa. Ogni clan o tribù slava, aveva la sua kumiry (кумиры, casa degli dèi, totem) per adorare e custodire questi semi di vita; per onorare il dio che abita nelle piante, il taglialegna incaricato doveva sempre toccare lo spirito del legno, prima di danneggiare il legno con le sue assi: Ciur menja! (Чур меня) veniva lanciata l'invocazione così che, il proprietario della foresta, il Lescii, sapesse che il CIUR aveva autorizzato il taglio. Per tutti i popoli slavi, goti, turcomanni, mongoli e greco-romani, le foreste erano abitate da ninfe e satiri; alcune ninfe erano immortali mentre altre vivevano molto a lungo. Eleganti, vestite con lunghi abiti, oppure nude, le ninfe spesso gioivano di danze improvvisate e giochi, opurre tessevano storie di amori tra gli dèi, satiri ed umani. Adorate molto dalla popolazione, ricevevano offerte in privato, nelle edicole di casa o nei boschi, nei cerchi di pietre: latte, miele, olio, ghirlande di fiori, semi) per la loro intercessione nelle colture. Le ninfe avevano il potere di predire il futuro, ispirare, curare, ed offrire protezione alle donne partorienti. Quando i boschi venivano dedicati agli dèi, la loro adorazione continuava in segreto.

Il tempio degli dei Slavi è posto tra gli alberi, e la mediazione del volhv (pagè), per tentare di risolvere i problemi della vita umana, era necessaria.. il Creatore deve mantenere l'uomo efficiente se vuol essere nutrito a dovere, così, la sua femminile provvidenza ha creato gli animali, i batteri i funghi, le piante, che, assieme all'uomo, permettono un ecosistema permanente e sostenibile. Gli dei devono vivere e gli umani devoti li tengono in vita (kormit кормить in russo significa nutrire gli dèi), nutrendo gli dèi, in tempi di malsanità, crisi sociali o debolezza, si potevano riconoscere piante o animali che avrebbero potuto aiutare gli umani a riguadagnare la piena salute; certo era necessaria l'esperienza accumulata dagli antenati e trasmessa ai discendenti; bisognava chiedere alle persone che sapevano (non solo il volhv), ed essi avrebbero aiutato lui o lei a trovare nella foresta la giusta pianta o animale necessario alla guarigione, ma vi erano regole da seguire: la foresta è viva e nessuno ha il diritto di uccidere i suoi abitanti a volontà, può farlo solo colui che è autorizzato. Il Lescii (Ruescii in Thailandia), se implorato nel modo corretto, sarà disposto a sacrificare le sue piante e i suoi animali, perché sa che un giorno anche l’uomo gli potrebbe essere sacrificato nel caso ce ne fosse bisogno. Ne consegue che è inutile affannarsi a cercare piante e animali a caso e senza ispirazione perché, se così facessimo, attireremmo l’attenzione delle forze maligne (quinghins) che stanno ad osservarci e che, alla minima nostra esitazione, sono pronte a ridurci a loro ostaggi (zalòzhniki/заложники). Dunque è richiesta pazienza, chiedere quanto ci serve col rito giusto e la pianta o l’animale comparirà davanti a noi senza fare un gesto, oppure, un людник ljudnik, gnomo, elfo, ci accompagnerà o si farà vedere in sogno indicandoci dove trovare quanto cerchiamo. Evitare l’ingordigia poi è molto importante, perché non è ammesso accumulare riserve e occorre sempre lasciare alla foresta quella parte di ciò che si usa, come offerta sacra, scusandosi se è troppo poco o se abbiamo preso troppo. Gli slavi, come i camuni, i saami, e altre etnie del mondo, celebrano tutti i rituali necessari per contattare queste creature della selva, visibili e invisibili, senza offenderle; per loro gli Alberi (arbo 林 ต้นไม้) sono creature con poteri supernaturali, governano i cicli del mondo; se c'è un evento che vogliono contrastare o evitare, si appellano a loro, con la loro assistenza implorano la pioggia, germinazione, o altri eventi del bene comune; a una malattia fisica, mentale o economica, si trova rimedio, semplicemente vagando nella selva (wilderness). Oltre al cibo, la foresta forniva tanti altri rimedi che, domandati e ricevuti, agivano da validi conforti; tuttavia serviva il consenso del suo spirito guardiano e la raccolta stessa era un rito in sè, da fare nel tempo e nella maniera prescritta, in quanto, le piante sono i capelli della Madre Terra. La foresta è fonte di materiali crudi per la manifattura di molte cose, ma cessa tale ruolo quando essa viene distrutta per ottenere terra per le giganti colture industriali. Foreste di Mangrovie coprono le coste di più di 100 nazioni del pianeta, esse hanno a lungo protetto le comunità locali da inondazioni, tempeste, uragani, tifoni, etc., fornendo al contempo legname, e riparo (nurseries) e cibo ai pesci. Il declino delle foreste spinge noi tutti ai limiti estremi dello stress ambientale. Le Foreste mantengono in salute i gruppi umani locali in tanti modi, frutti e verdura fonte di vitamine e micronutrienti, cure d'acqua incontaminata, argille, alghe, saune e sorgenti termali, medicina di funghi e piante selvatiche: i rimedi più efficaci contro la malaria, oggi, sono fatti con artemisinin, estratto di Artemisia dolce cinese (chinese sweet wormwood), una pianta usata da sempre in Cina per trattare sbalzi di febbre. I contadini slavi d'Eurasia usavano attrezzi di legno, non usavano concime organico, così, la pratica del slash & burn (swidden agricoltura), era la sola speranza di trovare terra vergine adatta alla coltivazione per più anni, permettendo loro di sopravvivere solo migrando a nord e a ovest, e portandosi dietro i semi delle piante in un olla di argilla (protiven) ben chiusa, a preservare la vitalità della semente. In seguito, l'aumento di popolazione e il costituirsi di regni e imperi sempre più grandi e sedentari, sotto la propaganda di un clero volto a fornire soldati e braccia all'impero in espansione, portò a una crescente deforestazione in gran parte dell'Europa ed Eurasia, mentre, il sedimentarsi della religione d'elite al servizio del regnante, portò a far prevalere i concetti di ragione, profitto e progresso. Altrove la gente continuava a lavorare la terra gran parte del giorno e poi, quando le piante erano prossime alla maturità, l'intero villaggio veniva preparato per celebrare la grande festa pubblica del raccolto, specie in annata andata bene. Templi e santuari lungo i fiumi di tutte le Rus' erano progettati in forma circolare: un luogo centrale per i kumiry, e otto fuochi vivi attorno alla circonferenza esterna. Il santuario aveva forma di un grande Fiore Iris, fiore di Perkunas (Perunika in russo). Nella foresta regna Perun-Quirinus, dio-spirito della Oak-Quercia, che domina il Cielo in quanto maestro del tuono e dei lampi, del fuoco e del suo potere purificante.