Domenica, Giugno 25, 2017

se Tarquinia (Tarcna) e Cere diedero i natali alla Roma pontificia, gli abitanti delle rupi di Luni, Bieda e Giovenale, diedero vita a Tarchna, al tempo della formazione dei grandi abitati (età del ferro); il popolo delle città costiere nasce dalla migrazione delle comunità dell'altopiano interno solcato dalle forre, dove la presenza neolitica, su modeste rupi tufacee (castelline) affacciate sui fiumi, reca prima testimonianza uMana, forza che attrasse pure famiglie di dominatori, come i Vico, che provarono a erigere un loro castello per fondare il loro prestigio (mai completato), lassù, dove un vasto bacino agrario di antiche terrazze simili a risaie, circondava il primo abitato. Nella massa tufacea del vulcano Cimino, presso i fiumi Vesca e Canino, affluenti del Mignone, emergono i pianori di Luni sul Mignone, centri abitati nell'età del bronzo, con tracce di capanne, focolari e due lunghe trincee tagliate nel tufo, sul modello delle case lunghe dei Papuani, degli amerindi Hopi ed Irochesi, dove l'accesso è consentito solo attraverso uno stretto passaggio; fori da palo, tazze e prodotti ceramici di tipo egeo e italo-miceneo, rivelano che il pianoro fu occupato da numerose capanne a struttura seminterrata, residenza sotterranea di un capo clan o semplice cantina-magazzino.