Mercoledì, Novembre 20, 2019

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Olivo albero

Sotto un albero di ulivo, Seba parla di OLIVETO del tempio: "qui, ogni albero di Olivo fu dimorato nel tufo con pala e piccone, senza escavatore, poi venne zappato e ingrassato con sovescio di fava ogni anno, quindi potato a evitar che chiudesse a bosco.. Emilia lo gestisce tutt'ora con l'inerbimento permanente.. per aumentar la sostanza organica e la ritenzione idrica, a prevenir così l'erosione del vivo suolo. Lo sfalcio delle infestanti nell'oliveto-asparagiaia a volte lo fa introducendo avicoli al pascolo, consociazione tra colture e animali, che aumenta biodiversità, stabilità e sostenibilità agro-ambientale, oltre a creare condizioni per produrre alimenti di qualità: nell'oliveto-consociato i polli distruggono qualsiasi vegetazione tranne l'asparago pungente, poi spandono eventuali mucchi di letame o altro materiale organico apportato; il pollame si ciba della criocera degli asparagi e appetisce larve e pupe della mosca dell'olivo (Bactrocera oleae); l'animale va comunque gestito, a lungo andare, finito l'alimento preferito, finisce per danneggiare la coltivazione e/o compattare il terreno; l'oliveto intercetta il 55% della luce entrante, infittendo l'oliveto aumenta la produzione di olive ma scende la percentuale d'olio nei frutti; così il 45% della luce disponibile, inutilizzata, può essere usata dall'asparago che, nell'ombra parziale, trova condizioni ideali di crescita: l'Asparago selvatico è una perenne di lunga vita e, una volta impiantato, chiede solo sfalcio della vegetazione spontanea. Nel passato, l'oliveto era consociato a colture erbacee (fave, ceci, piselli, lupini) e colture arboree (vigna, fruttiferi), poichè il gelo poteva danneggiare l'olivo.. poi venne la meccanizzazione e scomparve la manodopera. Oggi la nuova monocoltura specializzata si sta facendo vecchia, e fatica a mantenersi economica, così si torna all'azienda polifunzionale e policolturale, dove la vendita diretta di più prodotti diviene strategica. Nel piccolo oliveto italico a coltivazione diretta, crescono piante eduli spontanee come Borrago, Ortica e Rucola, Buglossa, Pimpinella e altre erbe da misticanza, condite con limone e olio di oliva; agriturismi locali, oltre al prodotto cucinato, vendono la lezione sulle erbe spontanee (il servizio), così nella mente del consumatore queste sensazioni legano il piatto al ricordo dei luoghi visitati e alle esperienze fatte, rendendolo unico e diverso.. i futuri agricoltori, oltre a produrre dovranno imparare a vendere meglio le verdure spontanee di campagna, benefiche come l'olio extravergine di oliva, utile per le sue proprietà antiossidanti e salutistiche dovute ai composti minori come i polifenoli; nella dieta mediterranea (patrimonio dell'umanità), le verdure spontanee sono un cibo costante delle persone longeve che la ispirarono;

Tra le cultivar dell'OLIVO, innestate su Olivastri, in Sardegna e Italia centrale, troviamo l'olivo Sargono (Sardanu) fà poco olio ma ben resiste al freddo; nella Tuscia vulcanica è diffuso il Canino, Maurino, Olivone di Viterbo, Crognolo, Leccino (dà olio leggero), Frantoio (più pesante e piccante), Moraiolo e Pendolino. Olivo Canino è varietà portata dai Rasna (o Etrussi del Mar Nero): è rustica, adattabile al terreno, di chioma ricca ed elevata produttività. I frutti piccoli, sono resistenti al distacco e maturano tardivamente a scalare. Olivo Leccino (o silvestrone), pur coltivata in tutte le zone olivicole del mondo, è albero vigoroso a portamento assurgente ed aperto, con andamento inclinato dei rami principali e secondari. La chioma è ampia, espansa, con molti rametti penduli, arcuati all'apice; foglie lanceolate e verde grigio; frutti riuniti a gruppi di 2/3 per infiorescenza, di media pezzatura (2-2,5 g), forma ellissoidale, apice arrotondato e base appiattita. Alla raccolta le drupe son nero–viola e si prestano anche al consumo da tavola. Il Leccino tollera le avversità climatiche (freddo, nebbia e venti) e alcune patologie (rogna, occhio di pavone e carie), mentre è sensibile alla fumaggine; è autosterile e si impollina con Pendolino, Maurino, Frantoio e Moraiolo. Matura precoce e in contemporanea, dando molto: resa al frantoio 15-18%, olio di buona qualità, dolce ma senza picchi aromatici. Olivo Piangente (Pendolino o Maurino fiorentino), ha trovato larga diffusione nel centro Italia; ha portamento pendulo e dimensioni modeste; chioma folta e ricca di foglie lanceolate, strette e lunghe, di medie dimensioni e colore verde-grigio scuro. Il frutto è medio-piccolo (1,5 g), nero con superficie pruinosa, forma obovata, asimmetrica e apice arrotondato. Produce molto polline ed è compatibile con molte cultivar da olio e da mensa; tuttavia è sensibile all’occhio di pavone (cicloconio) e alla rogna e ha media resistenza al freddo. La maturazione dei suoi frutti è mediamente precoce e contemporanea: resa media al frantoio 13-18%, olio di gusto delicato e molto gradevole. Olivo Moraiolo (Morello, Morellino) è pianta di media o scarsa vigoria con branche a portamento assurgente tendenti a divaricarsi e rami fruttiferi diritti. La chioma, raccolta, è ricca di foglie a forma ellittico lanceolata, verde grigio e di medie dimensioni. Tollera bene la siccità ma ha media resistenza al freddo, alla carie, occhio di pavone e alla rogna, inoltre è sensibile a ristagni di umidità atmosferica e del suolo. Necessita impollinatori. Frutto medio (1,5 2 g), rotondeggiante, sferoidale, simmetrico: alla raccolta le drupe sono nero violaceo opaco. La maturazione è precoce e contemporanea: resa al frantoio 18-20%, olio fruttato, armonico, amaro e piccante. Il Frantoiano (correggiolo, gentile, infrantoio) è varietà Toscana, diffusa in tutte le zone olivicole del mondo. Albero di media vigoria, ha rami principali molto tortuosi e inclinati e rami fruttiferi sottili, flessibili, penduli. Foglie lanceolate e verde lucente. Frutto ovoidale (2-2,5 g), allungato, dal verde chiaro al nero violaceo, con rade ma visibili lenticelle. Si adatta bene ai vari tipi di terreno ma ha scarsa resistenza al freddo e all’occhio di pavone. Autofertile, si avvantaggia della impollinazione incrociata con Leccino, Maurino e Pendolino. Molto precoce nella messa a frutto (anche in piante in vivaio), matura scalarmente e tardi, produce molto e rende al frantoio fin 18-22%, olio di ottima qualità fine, sapido, fruttato. Olivo Ascolano (od Oliva dolce), dono dei Piceni di Ascoli, coltivata qua e là, pianta mediamente vigorosa, cresce assurgente, chioma densa frutto grande, polpa tenera e bianco latte, destinato alla mensa, resiste a freddo rogna e occhio, poco alla mosca, necessita impollinatori, matura prima e dà molto. In ogni paese oleario, si dà nome locale a ciascuno, così nel Regno di Napoli, nostrale e vallecorsano lungo e sanlorenzano, fonnanello e moschettini, celina di Peucezia, e gaetano Olea cajetana; aurino e licinia, ulivo corto e ulivo di Spagna; resciola urcelluto, gliannata e Oleaster selvaggio. Più è calcareo un suolo, più gli ulivi prosperano mentre sui colli e nelle argille, subiscono scolore; fuor dei litorali, han tronchi rivestiti di Licheni, piantagione fa coi succhioni, alzati da ceppaja detti pure Piantoni, o innesti sardi resistenti.

Olivo albero

( vedi quartine )

Raccolta di Olive: Seba, dopo aver raccolto le olive assieme a Pamela, Emilia, Kinaciau e Raseno, va al frantoio (olive mills) e attende che il processo di molitura e spremitura delle olive termini.. nel frattempo narra miti e storie dell'albero di olivo, che, nella penisola italica, si concentrano sopratutto nel meridione, dove vari popoli (lucani, calabresi, messapi, siculi, sardi, etrusci, arabesci, etc) già coglievano le olive, da olio e da tavola, in epoche di gioia e di sofferenza, come ricorda un documento sulle coglitrici di Calabria. Tali popoli hanno usato le presse per olive da almeno 1000 anni, alcune sopravvivono al Frantoio di Tazlida in Marocco, e seguono 4 fasi di estrazione dell'olio: olive defogliate, lavate (per ottenere una pasta oleosa), frantumate (con nocciolo s'ha più drenaggio in pressatura), gramolazione (mesciate per 20 minuti), pressatura manuale e con torchio (uso telo canapa/juta ad estrarre il mosto olio/acqua), separazione dell'olio (riposo e decantazione naturale, l'olio è più leggero dell'acqua), raccolta con mestolo (fermezza di mano) dell’olio affiorato. Dopo circa un’ora, da 4kg di olive si ottennero 400ml di olio extravergine di oliva. In Abruzzo, le foglie di olivo sono usate contro i foruncoli mentre, l'unzione di olio ferrato rovente è usato contro i morsi di vipere.