Lunedì, Ottobre 19, 2020

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Bwiti dei popoli del Gabon
Presso gli Tsogho il culto degli antenati (Maombe, my-omba = anziano) è istituzione diversa dal Bwiti, che invece è una confraternita in cui si propone una teoria del mondo e del ciclo di esistenze, presente anche nella visione religiosa dei Baka (nome proprio dei pigmei). Questo esoterismo pre-storico unito al culto maombe fonda il nucleo iniziale del Bwete dei Tsogo, sintesi favorita dalla scoperta delle virtù visionarie dell'iboga dei Baka. Bwiti oggi indica più cose: un insegnamento iniziatico e relativa società d'iniziazione che lo dispensa; culto degli antenati e delle reliquie sacre simili agli nkisi (forze sacre) della cultura Loango salita da sud, mentre il bwiti scende dal nord (dagli Apinzi/Tsogo ai Lumbu del confine) e parallela la Liboka, rituale degli nkisi, dei popoli del Regno Kongo (Vili, Yombe, etc), portato fino a Kongo-mbumba, capitale dei Vili nel territorio della Ngunye (abitata da Apinzi, Tsogo, etc), giunti là per commerci lucrosi. Tra i Vili la parola Nzila indica il potere dei loro santuari sparsi lungo la via al regno di Loango, così nel santuario del loro villaggio nella Ngunye, il feticcio più adorato era una statua di legno a grandezza naturale dipinta in bianco e rosso. Ogni società iniziatica ha la propria struttura di conoscenza del mondo; tra i popoli di lingua Myene vi è sia sial il culto degli antenati (familiare) e sia degli spiriti (pubblico): Ndjembe, la società iniziatica femminile prosegue la comunicazione con l'aldilà a mezzo di adorcismo degli spiriti, qui l'arpa gioca un ruolo simile al Bwiti ma le donne sono coreografe organizzatrici, mentre arpista ed aiutanti sono uomini. Questa società femminile ha nomi diversi secondo la regione di appartenenza: i-mbwiri (plurale ombwiri), imbwili, ombudi, abandji (plurale mabandji), elombo. Le danze Ndjembe vennero dagli Nkomi (alias Apinzi), dicono gli Tsogo, così le parole dei canti (lingue Myene), pure arricchite da parole Vili. Aloysius Horn, mercante olandese, scrive: Bandji in lingua apinzi/tsogo indica il neofita, il nuovo iniziato, secondo i termini di una gerarchia comune a tutte le società Bwiti e del culto degli spiriti (i-mbwiri).. tra gli Tsogo, gli iniziati all'Ombudi, Imbwili e Njembe portano grandi parrucche con chignon legato da rafia rossa, alla maniera del Manikongo e del Re Sole francese, gli abitanti del rio Gabon sono fanatici di capelli e parrucche che i marinai olandesi scambiano proficuamente con provviste di cibi, miele, pappagalli, etc. Presso tutte quelle tribù io vidi la credenza nel potere di due grandi spiriti detti Abambou (od ocoucou) e Mburri, adorati in forma di idoli e portati in processione nelle loro case di culto/riposo, nutriti, ornati ed implorati dai fedeli affinchè portino benessere e allontanino malattie e situazioni difficili (gli spiriti provocano i mali che sanno curare), entrambe sono sposati a due spiriti femmine. Horn assistette a diverse sedute adorciste, un ombudi dei Tsogo, un elombo degli Yombè di Mayombè (possessione ad opera dei Ba-kisi nsasi, dominio culturale del regno di Loango), un mabandji dei Lumbu e una seduta dei Sira di Chaillu, dove descrisse la possessione di una donna ispirata da uno spirito mbwiri: l'oracolo entra in lei, e il tema della sua divinazione è l'Eviva, il contagio. Le 4 sedute sembravano tutte simili, pazienti o neofiti dipinti sul volto simili a maschere del Gabon, finivano in stato di prostrazione rituale, ascoltando il suono dell'arpa sacra dei Baka e i tamburi Mosumba, con la Enyma (direttrice delle danze, Nyma tra gli Tsogo, ha parrucca più alta ed è pure nganga) che guidava le danze delle donne facendo tintinnare le cavigliere e le campanelle metalliche poste sulla cintura (madyoko), e, mentre l'arpa continuava a dare suoni, lo Spirito la prende, ciò accade dopo certe formule ritmiche tipiche, alla maniera delle ragazze Niger che dopo una prima volta (con semi di datura, scherzo fatto dalle amiche a sua insaputa), negli anni a venire è indotta nel medesimo stato estetico con un semplice battito di mani collettivo. Le parole dei canti della Nyma includono invocazioni a personaggi defunti o lontani (chiamati Madre, Padre), fondatori del tempio e noti avventori. nell'Elombo la nyma dirige anche il coro responsoriale e così canta: la voce dei miei canti mi viene da nkumba e kombè, dal villaggio di Mbeng Nombè.. oh mere! il coro risponde: wo, yo yo, canta! la solista si stacca con lento vocalizzo discendente che sembra planare su un oceano di armonia; adepte/i abbigliate di bianco con bandane identiche, danzano sul posto imprimendo eleganza ondulatoria a tutto il costume come a suggerire le parole della musica: Chiar di Luna sul mare, Enyona! parola che subito provoca sorrisi di beatitudine. Ombwiri, Abandji ed Elombo nascono da identico culto degli spiriti e geni locali detti I-mbwiri tra i popoli Myene, e suddivisi in tre categorie: Genie dell'aria (ombwiri gona), Genie dell'acqua (ombwiri mbèn) e Genie della terra (ombwiri ntsè), rappresentati tutti come ibridi cosmici, umani ed elfici e di tutti i sessi (cioè doppi): nel loro folklore i gemelli sarebbero imbwiri che nascono nel mondo umano giungendo dal mondo delgi spiriti (Awiri).. quando un mbwiri s'incarna in corpo umano e vive tra gli umani, si tiene sopratutto nella boscaglia come un ssadhu od eremita, facendo offertte per depistare eventuali inopportuni visitatori del suo territorio. L'insieme dei Geni ctoni, aerei ed acquatici fan parte della creazione e, sebbene i nani di Terra han convergenza coi pigmei che seppelliscono i loro morti in vecchi alberi della foresta, tutti son descritti come esseri evanescenti dai lunghi capelli lisci e chiari, che a volte si possono incontrare in boschi, macchie e corsi d'acqua. Sovente sono benefici (e alcuni burloni) e possono possedere i loro iniziati per esercitare un azione curativa, apportare salute e prosperità. Diversi elfi e folletti sono considerati formatori di sciamani in ogni parte del mondo, l'Arpista Pedi Martin, iniziato ai geni di Abandji, dice: se per caso vi amano, allora vi faranno trovare per caso un uovo di gallina deposto al suolo, voi lo prendete con voi al villaggio, tempo dopo iniziate a sentire una certa malattia che, se compresa, vi porterà a divenire un guaritore. I loro culti a energia femminile sono accessibili a tutti e si organizzano in forma di veglie (ngozè), dove la musica d'arco o d'arpa gioca il ruolo centrale. Presso Tsogo e Pindji questi geni sono chiamati mi-gesi (singolare mo-gesi) e, assieme ai mo-gonzi, giungono alla danza che li evoca (danza imbwili/ombudi), ecco una tipica formula di supplica: Tètà mogèsi! Iyà momba! (padre genìe! madre antenati!).
Pedi Martin continua: i geni di Abandji (i-mbwiri di terra) appaiono nell'infanzia e sono oltre la realtà, oggi incorporati nell'Elombo, furono conosciuti a Libreville nel 1918, quando un certo Nkombè figlio di Kuga venne e li fece conoscere a Ozumè figlia di Apangwe; a Fernand Vaz invece giunsero a mezzo di una donna, Azize Mbuandi (calundera, canga) che a sua volta ne ricevette trasmissione da un altra donna oggi defunta (Mbura Akosso), nota per avere un villaggio-ospedale dove trattava i numerosi malati che venivano a trovarla sulla laguna Nkomi. Questi geni abandji di solito si fanno intervenire ogni volta che una donna è malata, accompagnati dal suono dell'arpa sacra ngombi, se il/la nganga vuol fare agire questi mbwiri, entra in trance e li fa intervenire nel tempio (mbandja) a mezzo dei canti di ngombi, sonagli e asta sonora e, mentre la medicina lavora, il genio animato indica l'origine del male (fa la diagnosi) e dà nome e composizione dei rimedi da impiegare. Così questa genìe proviente dalla laguna di Sette Cama, punto d'incontro dei popoli Ngovè, Lumbu e Nkom, apportò al culto degli ombwiri autoctoni l'impronta culturale degli nkisi di Kongo e Loango, giunti pure in Brasile con caravelle portoghesi nel periodo della Tratta degli schiavi, fantasmi africani ed europei che traversano l'atlantico (via di tenebre e morte, ricchezza e opportunità) e approdano nei culti afrobrasiliani del Candomblè (nazione Kongo), Capoeira e nuovi sincretismi. L'iniziazione al Bwiti na Abandji significa iniziarsi agli ombwiri n'abandji, e banzi significa pure iniziato al bwiti. Per gli ombwiristi sono spiriti simili agli umani, vivono aldilà nel mondo parallelo (ma rovesciato), pur simile al mondo terrestre con più paesi e diverse capitali, un mondo di riposo e di gioia ricco di fiori abbondanti sebbene privo di sole; la visione è chiara, luce piacevole di un colore visibile solo in stato di extasi indotto dal consumo dell'amara radice o dall'uso di un collirio (ebama) nelgi occhi degli iniziati; ma è l'arpa che ritualmente conduce il neofita nel mondo degli i-mbwiri, nel regno dell'eterna pace. Pure i Myene parlano del paradiso degli Awiri (Cabiri presso i latini), simili ai Tlaloche messicani. Quando i Fang, giunti a termine della loro migrazione, usarono iboga al posto dell'Alan (euforbiacea) e l'arpa al posto dello xilofono usato a far danzare marionette e reliquie del Byeri dietro un separè di foglie, mutarono pure le loro visioni di antenati: al posto di antichi guerrieri Fang abbigliati con lance, pagne, pelle di civetta, scarificazioni, ecc, videro mbwiri con lunghi capelli chiari e lisci, così confezionarono lunghe capigliature di bionda rafia alla maniera delle maschere Myene, così da farle ondeggiare nelle danze: alcuni mbwiri dai lunghi capelli evocano la sirena Mamy Wata (Yemajà tra i Fon e Yemalla in sud India), spirito che fascinava anche i naviganti europei in vista delle coste africane (Aloysius Horn chiamò Isoga la donna dai lunghi capelli col bimbo in braccio); più tardi, quando Bwiti e Ombwiri si organizzarono sul modello delle congreghe religiose cristiane, le visioni del loro bwiti mutarono ancora, recuperando gli antenati anche nella forma dei nuovi santi nazionali (s.Giorgio, s.Giovanni, s.Antonio), chimere cosmiche e avatar asiatici, un cinema dei neri con santi e sante di fantasia posti in grotte umide come Lourdes, e dove l'arpa prese il posto della Vergine. Horn vide meglio Isoga in un tempio dei Galwa (popolo del Re Sole Nkombe, il giuramento Galwa è Yasi ezoga!) presso Lambarène, alla confluenza dei fiumi Ngunie e Ogowe, dove oggi sorge l'ospedale di Albert Schweitzer; seguendo l'ideale del vagabondaggio romantico (roman-zazare) in Africa ed India, Horn scrive: tutto è calmo nel villaggio sacro, il vecchio capo venne a farmi visita e io ero molto contento, lui mi disse che, dopo esser stati invocati più volte, gli spiriti si mostrarono soddisfatti del mio desiderio di entrare nell'associazione. Entrammo nel santuario che le torce riempivano di nuvole di fumo di scorza di una liana dall'incenso delizioso, c'erano tre arnie di paglia di api sacre sospese a 100 metri dal tempio e anche sotto: se entrando una di esse ti punge, mi disse l'anziano, è presagio che a voi è interdetto di entrare più avanti. Superata questa prova io udii chiare incantazioni selvagge che producevano un prodigioso effetto sul mio spirito. L'entrata del tempio, ornata di crani umani alla maniera dei conventi cappuccini, aveva pure due piccole piramidi di crani su ogni lato della porta d'ingresso.. io fui di fronte a una fila di esseri mascherati, allora fui seduto a testa scoperta su una piccola sedia coperta di pelle di leopardo e il capo mi mostra due oggetti: un cubo di cristallo e un oggetto in legno rosso a forma di fungo, tondo a un lato e appuntito all'altro, mi disse di porre la mia mano su questi oggetti, uno rappresentava l'acqua e l'altro il fuoco.. da fondo del tempio, diviso da un separè, uscivano gran voci tumultuose, voci di spiriti dicevano loro, le grida si placano poi di nuovo gli spiriti entrano in gioia effervescente, llora tutto nel tempio inizia a tintinnare.. lo chef annuncia ad alta voce l'entrata di Isoga (..) notai un piccolo movimento di maschere dai grandi occhi, a destra e sinistra del posto in cui vidi Isoga, divinità indigena, lo chef allora mi ordina di alzarmi e avvicinarmi la maschera che si trova al centro, e io lo feci.. la maschera di Isoga scomparve assieme ai drappi di rafia, là in piedi io vidi la divinità mai morta, la più ammirevole donna bianca mai contemplata apparve in tutta la grazia dei suoi 16 anni, mezza nuda stava in piedi come una statua dagli ornamenti in stile egizio: la testa ornata con graffe tra i capelli fatte di avorio d'ippopotamo ed ebano.. attesi qualche istante, i suoi grandi occhi intelligenti restarono fissi su di me, allora accordi armoniosi riempirono l 'edificio, misto di dolce e grave melodia delle piccole arpe indigene (ngombis) simili all'arpa egizia ma aventi 7 corde. La musica cessa improvvisa e così il mormorio delle voci, un clamore risuona e sembra venire da lontano, gli spiriti sono soddisfatti e han preso una decisione, Isoga dà quest'ordine: Rangasi.. il vecchio chef pronuncia e ripete le parole, Yasi Ishoga! e tocca con la mano destra l'avanbraccio sinistro; benchè la voce veniva da Ishoga, la bocca non articola e gli occhi dimorano fissi su di me per tutta la cerimonia. A festa terminata io mi ritirai, ma prima mi inginocchiai davanti a questa sculturale bellezza mentre il suono di una musica soave riempiva l'aria tanto che alle mie orecchiè risuonò come voce chiara di una giovane donna che intonava: Umbilla nyone me koka ngala (uccello bianco dal mare.. chiaro di luna).  Ya Si, Madre Terra in lingua Galwa (Ya Mwei tra Tshogo e Sango) è genio iniziatico degli uomini che ratifica il loro ingresso nell'associazione Bwiti, inoltre è il nome che Du Chaillu usa per l'idolo femminile di legno del villaggio di Evia. Yasi e Bwiti hanno rapporti vicini: Isoga può derivare da Ezoga, che in lingua Myene significa associazione.

Tsogo è società che nasce a regime matrilineare e patrilocale, ogni villaggio è formato da frammenti di più clan riuniti in un insieme di famiglie allargate secondo un sistema di alleanze secondo la regola dell'esogamia; ogni clan ha un capo, così ogni famiglia, mentre il villaggio è amministrato da un giudice esperto di usi e costumi, di solito è il capo del clan che per primo possedette la terra del luogo, ha carica ereditaria ma deve tener alto il numero del suo gruppo al fine di tener testa agli altri clan concorrenti. I capi di terra e giudici di usanze si uniscono in corporazioni dette ge-vovi, e-vovi, piccoli parlamenti (tende dei saggi) che detengono la tradizione orale e assistiti dai Misambo, secondo una gerontocrazia religiosa, tutti sono iniziati anche al Nyembe femminile, così da avere statuto sociale androgino (cioè autorità sopra tutti i sessi e generi del clan), come le madri dei gemelli e i gemelli stessi, spesso capi: attributo di e-vovi e misambo è la campana kendo (o kenge), tanto che le formule rituali dei lamenti funerari per la morte di capi famiglia, clan e villaggio, sottolineano la dispersione dei membri stessi della famiglia e il ritorno nella residenza del clan materno: motendo-e o-poki deo no | mogobo-me ma pangani | a gendi mo-wawa (ecco, si è intorpidito nella morte.. telaio e copertura del tetto si son sparpagliati).   La campana Kendo è ornata con code di gatto che scendono a gonna ai lati, e un lungo manico di corda che evoca lo scettro regale dei capitribù del passato; il mudunga possiede il kendo come attributo di mediazione, così come lo hanno le donne madri di gemelli (iniziate così a Mwei) e i cantastorie di corte, Du Chaillu scrive: Olenda, re degli Eshira mi inviò due messaggeri incaricati d'invitarmi alla sua residenza.. il suono del kendo mi annuncia l'arrivo di sua maestà, mentre al contempo fa tacere il chiasso nella folla.. quel kendo aveva scolpita una testa di donna a due visi, emblema di autorità sacerdotale e dei guardiani dei luoghi sacri della religione Galwa.. Yondogowiro, re delle isole sacre, lui stesso capo religioso, è un piccolo vegliardo che rende più volte omaggio religioso in questo modo: si alza dalla piroga e tende le sue braccia supplicanti verso i pellicani, agita il lungo sonaglio e parla: ecco i bianchi che vengono a farci visita, non farli malati, fa che non muoiano e che arrivino bene nel Gabon! 

Il ganga del villaggio Panga inizia narrando il mito di origine dei Buiti Mitsogo (Les hommes de bois sacré): a Tshogo, un paese del Gabon nel massiccio Chaillou, a est di Mouila e Fougamou, quando cielo e terra si incontrarono, c'era un bambino bianco e un bambino nero. Il loro padre vietò di entrare nella boscaglia, ma il figlio nero disobbedì.. vagando nella grande foresta, stanco ed esausto il bimbo si fermò e disse: tshogo ho (sono stanco), e ciò diede il nome al primo clan matrilineare, dove il capo famiglia è lo zio materno, Katshi; e la lingua divenne quella dei Mitshogo, Eshira/ashango, Okande, Apindji e Simba. Tra gli Tsogo ci sono tessitori, artigiani e alcuni fabbri.. come in gran parte dell'Africa, il fabbro tiene i segreti della tradizione esoterica riservata agli uomini, mentre il Nyemba è appannaggio delle donne. 

Il tempio è una capanna rettangolare con un lato piccolo aperto, lungo i lati maggiori ci sono panchine per i fedeli, il tetto è sorretto da due pilastri simbolici e la cerimonia si svolge sotto l'albero sacro Oloumi; al fondo del tempio sta il sacrario con oggetti rituali e reliquie, tra cui le arpe sacre n'Gombi, con cui si stabilisce il contatto con gli antenati. Bwiti, come scuola di conoscenza, comprende tre gradi iniziatici: bandji è neofita; il secondo affronta la Nima (interiorità); il terzo è riservato all'adepto Nima Na Kombo (come i tre gradi di iniz.massonica: apprendista, operaio e master). Mangiare la radice è sinonimo di avere ricevuto l'iniziazione.. nel corso della sua letargia, il bandji deve entrare in contatto con le nove sfere del cosmo (chakra indiani), ovvero scoprire che il corpo contiene l'intero universo, il microcosmo riflette il macrocosmo. Durante il suo viaggio dantesco, il neofita percepisce (secondo proprie facoltà) i seguente passi compiuti dal suo ego: 1.Gitsoutsou (corpo sensibile); 2.Makouyi (corpo eterico); 3.N'Dunci (corpo astrale); 4.Makoukou Mboumba (sentire la musica delle sfere); 5.Moussoumbi (corpo sacerdotale); 6.Dignougni (corpo reale); 7.Makourou Komba (corpo celeste, riflesso della luce); 8.Dinzona/Bandjioku (corpo divino, riflesso della saggezza); 9.Makoukou Kandja (spirito degli spiriti). Il nono livello è simile all'Ain Soph rivelato nella Kabbalah ebraica, dove solo Melchisedec conosceva la pronuncia del nome supremo, cioè il Tetragramma di quattro lettere trascritto con Iaveh; nel Buiti, il nome dell'Essere Supremo è sostituito da sei nomi diversi, secondo lo stato di avanzamento delle visioni del neofita. Il secondo livello, fatto nel corso di un ritiro che a volte può durare molto a lungo, consiste nella dispiegazione al bandji del contenuto di visioni diverse.. nelle sue lezioni, al neofita vengono apportate queste informazioni: il respiro di Moukoukou Kandja genera Dintsouna Mouatou Benga (esistenza luminosa), la principessa della luce (Fiat Lux della Bibbia); lei è la figlia della notte che tiene nella mano destra Kombe (il sole), e nella mano sinistra N'Gondé (la luna); dal seno destro e sinistro scorrono rivoli di sangue vitale e una marea di latte (Via Lattea). Banzioku/Dinzona è vergine eterna, parte della trinità Buiti (padre idea, madre notte, figlio respiro), emessa dal Moukoukou Kandja (lo spirito degli spiriti, il padre) ma generatrice di Mukengué Pepi, il figlio respiro. Nel terzo e ultimo grado d'iniziazione lo studente riceve aiuto da un maestro per essere maestro o perfetto a sua volta, così l'allievo sarà ora in grado di fondare Ebandja, cioè templi Buiti. Gli iniziati si differenziano in tre modi: per anzianità o grado; rapporto col potere centrale degli anziani; posto / ruolo che occupano nel corso di una sessione Bwiti.

Gradi di anzianità (ediga, sing.gedika, mangiar edika è passar di grado): 1-Asi Ditati (gente didati) anziani in cima alla scala, di solito oltre 60 anni, consigliano i giovani nella nzimbe; loro segni sono grandi punti di caolino rosso sulla fronte e carbone attorno ad occhi, ciglia e sopracciglia. 2.asi Opoka, cinquantenni seduti ai piedi degli anziani, di cui interpretano la parola verso i giovani; segni sono punti rossi sulla fronte con tacca nera ciascuno. 3.asi Dinini, quarantacinquenni responsabili diretti dei giovani, ricevono ordini dagli opoka; per segno han tacche verticali di caolino o carbone in mezzo alla fronte, come Visnuiti, dall'alto in basso. 4.asi Masigo (nidi di carpa) trentenni e oltre, tra cui si sceglie il primo danzatore capofila (mbene,  colui che danza davanti durante le sessioni), i wa mwago e wa kota. 5.asi Mifutego, ventenni e oltre, danzano davanti e attorno. 6.asi Dindadio (debuttanti) coloro che iniziano la traversata e devono apprendere a transire il fiume e remare (motsi kaga endadio, traversare in piroga).

Rapporto con la Maganga: 1.Mombe (sambuco) il più saggio tra tutti gli anziani (asi ditati) e di solito il più vecchio nel Buiti, dove appare una sorta di capo di stato che regna senza governare: entro ogni nzimba l'anziano Momba è il Guardiano e madre del Buiti (eyè-va-bwètè), capo spirituale e consigliere.. tra gli Tsogo in cima alla gerarchia iniziatica c'è il Moussoumbi, ha conoscenza totale,  subito sotto sta il Mouniambi, un seminario/scuola che forma indovini, profeti e taumaturghi: in rare occasioni l'iniziato Mouniambi può usare l'Akassa, forza vitale nata dall'unione di Kombe e n'Gondé, chiamata M'Boumba (verbo, serpente), causa di fulmini possenti che solo il Moussoumbi sa gestire.  2.Misambo, capo del bwiti entro una nzimbe (etsè-vi yago bwètè), simile a un primo ministro, è colui che arrangia e regola le cose (mosambaga singifica arrangiare), colui che assolve, svincola da un male o responsabilità (mosambaga mweli: svincolare un malato dal potere di un mwiri); giudice supremo che regola i delitti che toccano la società Bwiti, specie la divulgazione di segreti (a puki gesèsa modume na sanza: egli ha divulgato i segreti degli anziani sui mwiri), può decidere la punizione estrema per avvelenamento di alcuni membri della famiglia del colpevole. Misambo è personaggio severo così per la sua elezione si tiene conto dell'età (eletto di solito tra gli asi ditati) ma il criterio primo è la saggezza e prestigio che lui sa imporre a tutti, il suo ruolo dura fino alla morte, poi un nuovo misambo viene eletto sebbene deve pagare la propria candidatura (in passato, divenire uomini-pantera del regno di Kongo richiedeva il sacrificio di una parente per avvelenamento) per fondare il proprio prestigio di capo (capitolium) e incutere timore militare. Il misambo prende parola nelle riunioni nzimbe e trasmette le decisioni del consiglio di anziani, commenta fatti importanti, offre significati, giudica e sanziona; sua insigna è il bastone del comando-giudice (epandi ya misambo) già ruolo forte nelle società nomadi e precoloniali, oggi si è modificato nei bwiti sincretici moderni.  3.Dignima, tutti i banzi, membri o fedeli ripartiti per ediga di anzianità, e dove gli asi ditati formano il consiglio degli anziani.

Ruolo occupato nelle danze: 1. gepombo: gran capofila, primo cinghiale maschio che marcia in testa alla truppa nella selva (mokongwadi engolayobe), deve essere robusto per difendere il gruppo e avvertire dei pericoli inviando un grido che lo faccia disperdere; egli sta davanti e marcia distanziato dal grosso del gruppo, per vedere il sentiero più sicuro da prendere..così lui è a capo delle danze  bwiti, si pone davanti e un po' staccato dal gruppo dei danzatori, così da esser visto da tutti e indicare ritmo e percorso della danza, deve essere resistente, di solito è un opoka o un dinini.  2.Mbènè, colui che sta davanti al primo cinghiale, trasmette e semplifica per gli altri danzatori tutti i movimenti che vede fare al Gepombo, conservando il ritmo iniziale, così ha gli occhi fissi su di lui.. ritmo e movimento si trasmettono poi da un danzatore all'altro fino alla fine del cerchio. Così facendo Il mbenè corregge eventuali errori di confusione che possono nascere, egli è un giovane Masigo, vigile e capace nella danza, e spesso porta in testa una pelle di scimmia (singe) detta gebonzi, dietro di lui vengono tutti i banzi suddivisi per ediga: dai dindaio ai ditati. 3.Nima, colui che ferma le marce, che forma la retroguardia, all'opposto del mokongwadi: Nima (l'ultimo) il più anziano momba occupa di diritto questo ruolo.