Lunedì, Ottobre 19, 2020

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Nel ciclo rituale d'un Bwiti Fang, ramo Asumege Ening, i canti possono variare secondo il repertorio di ogni casa culto, stagione, leadership, ramo bwiti, ma vi sono canti d'arpa universali e 4 liturgie base per tutti.
1) Minkin, danze e canti di entrata e uscita dalla mbanza, con intermezzi più o meno lunghi di masimba, inizio alle ore sedici, si invitano gli antenati alla cerimonia, a fine ngozè si cantano i minkin di uscita dal tempio e saluto/addio agli antenati, dalla prima luce sino all'alba.

(2) Njimba, canti e preghiere di coesione di gruppo, preghiere personali e appello alle potenze, preparazione e riunione nella nzimbe, dalle 18 alle 20; la nimba finale accade a fine cerimonia, dall'alba alle 8, riunione dei membri del rituale con cibo assieme a euforia e rilassate conversazioni.

(3) Zen ngombi, Vie del culto d'arpa, divise in due parti, zen Abiale e zen Awu: la prima è la via della Nascita e creazione celebrata dalla sera fino a mezzanotte con suono soft e frammista a danze obango che librano lo spirito dal corpo (suoni intensi), così zen abiale sono canti e danze dello spirito nel dopo vita (aldilà), sincretizzate con la nascita del figlio dell'uomo.. la seconda parte è zen awu, la via della Morte e distruzione, ha luogo da mezzanotte alla prima luce e vede danze della morte o dello spirito dall'aldilà in questa vita, sincretizzato con la morte del figlio dell'uomo che diviene figlio di dio. Tutte le danze e canti zen ngombi celebrano le primordiali esp dell'individuo (forza vitale, crescita e decadimento, gioia e tristezza, mitici di creazione e dissoluzione).

(4) Nkobo akyunge, finale riunione con gli antenati, spiriti, genie, e conferma dei confini della comunità spirituale, con preghiere di cura, divinazione e indirizzamento della parola miracolosa ai fedeli del gruppo da parte del nima na kombo, include un breve minkin in cui i fedeli escono a girare sui stretti sentieri della boscaglia o radura, mentre a mezzanotte iniziano i canti yombo dal quartiere delle donne. 

 Nelle sequenze Bwiti e dell'Elombo abbiamo: un preludio d'arpa (masimba ma ngombi, navigazione esplorativa), cioè un interludio tra i canti senza necessariamente il gioco di accordi; la formula salmodiata dalla direttrice delle danze elombo; un coro responsoriale alternato al solista; onyo! mantra d'incoraggiamento lanciato dal/la solista a marcare la fine della sequenza: ai versetti del solista si adattano le risposte corali e l'accompagnamento strumentale, ecco un testo di canto elombo ripetuto due volte: (solista) inyoi ni diembo wè..wè wè (bis); coro: wo yo yo yo diembà (canta)! solista: inyoi niami diemba na myè vili gorè nkumba ni kombè go ntungo nombè (la voce dei miei canti è venuta da nkumba e kombè del villaggio di Ntungo nombè).. o madre! ngwe è..è..è. Vi sono due tipi di cadenze: conclusiva e sospensiva; la seconda è pretesto del solista per fare vocalizzi che cmq terminano tutti nella cadenza conclusiva.

Sequenza di 24 canti di una comunità equatoriale Fang raccolti dall'etnologo Fernandez:
1) MASIMBA MA NGOMBI, preludio di arpa (la vita emerge attraverso prove-ed-errori della forma musicale) pulizia del locale e invito antenati.
(3) Mbwiri: il leader della Casa di culto Mbwiri lamenta che l'uomo desidera il benessere in questo mondo ma non ascolta il concilio dei Mbwiri che possono apportaglierlo: a kumana ma ndele || come lui mi ha abilitato a prosperare facilmente; tali persone ignorano la terra oltre questa (ekòngi o ebòngi) da cui i mbwiri possono contattare.. le persone che ascoltano le parole del cantante cessano di soffrire e iniziano a prosperare.
(4) Mbiri ngombi, canto d'arpa che offre la soluzione al lamento di sopra, esso celebra il potere dell'arpa nel portare l'uomo in contatto coi poteri dell'aldilà (Assok Ngoum chapel, Oyem district. (5) Minkin canto di prima entrata nel tempio, seguendo uomini e donne che da fuori danzano lentamente la loro via dentro.. la donna chiama: ezigo zame wondo ya tenàtenà, coro risponde: yo wè, ezigo zame wondo ya tenà tenà | traduz dal popi fang: Eva ha visto il suo primo sangue mestruale (ezigo legno rosso).
(6) canto Njimba: il movanga, pilastro tra cielo e terra è posto per mediare il contatto, tutte le autorità del culto vengono nominate in ordine, secondo segni e colori del clan di affiliazione.
(7) Minkin di prima entrata nel tempio: Soya soya biga miwo (dopo nascita di Atum/Nzambi, l'uomo del ragno discese sul mare).
(8) Minkin di successiva entrata: engadi na duma | zambi a vanga | soya bigà miwo | dido nzame ye bokengè.. | ngomendan eso wo ya..| engadi na duma| nzambe eyima| tiò ah, tio di mongabanda..| kombi na so kombi ya| njima mo kokò ne tongo mwan| ma biga motina mwan nima| ko taba nima, mo tele mo..| dissumba bandamba ya monganga || M e F con fulmine e tuono vengono assieme a creare il primo umano| il divino che ha concluso la creazione va in dimora nell'acqua| dopo nascita del creatore, il divino è in un uovo che galleggia sull'oceano, da esso escono i primi tre esseri| il primo uomo è creato..| la donna viene creata (donne cantano e uomini rispondono| fulmine e tuono| acqua e terra son create, acqua inonda la terra| nel diluvio pure Noè perde il fuoco..| colui che vede il divino è il figlio di dio tradito per danaro| i gentili cospirano contro il bimbo divino| il figlio di dio viene deriso| perseguitato dai suoi nemici..| il figlio di dissumba viene ucciso.
(9) Asunege Ening (la vita inizia) primo canto della Via della nascita/creazione, tenuto dal leader del tempio (tale nome è stato assunto dalla omonima scuola del bwiti Fang): ening a kobe ve a sumeya | tara zama a sumeya we, wa sumeya, beng be sumeya, wa sumaya | ana a kobe atvia, wa sengye| ngombi za kwiang, wa sengye, a sumeya a komoya a sumeya || la vita prende fiamma e già inizia| il divino è iniziato là, voi anche già iniziate, l'arco pure| inizia come un globulo, tu sei cambiato| l'arpa già inizia, tu sei cambiato, l'inizio è già formato. Coro: oh, a sumeya tara zama a kobo a sumeya (oh inizia già, padre Cielo parla, inzia già| zamb ye Mebeghe a sumeya (il padre divino già inizia.
(10) canto d'arpa della via della nascita e creazione (zen abiale): nyama nyama nyama, a lak aki benganga nyamoo (oh Divino, l'uovo è visto dai tuoi fedeli| Nzame a kobe ening. Tara nzame da ye kire banganga nyamoo (il divino addolcisce la vita e trova posto tra i suoi fedeli| Nyamo Tara Nzama da ye kire benganga nyamoo (divino pà l'uovo trova posto tra i fedeli| Banganga myamo oy, banganga nyamo ah, banganga nyamo ay benganga nyamoo.. Tumengi si, Mbomayake yake || questo canto celebra l'apertura dell'uovo cosmico mandato giù da Dibogia ragno del cielo, assieme al desiderio divino, l'uovo è il primo riferimento nell'oceano senza fine, l'ultima linea di questo canto, in popi, è l'inizio di un Obango.
(11) canto ngombi zen abiale: Ndende a kobo ening oh, Tara oh. Ndende a kobo ening oh, a sighele mbembe. A kobo endama, ba ghe kobo| a kobo ening betara zama. Ndende a kobo ening oh, a sighele mbembe.. Ciò che è sospeso parla alla gentilezza della vita, oh pà Nzambe, esso discende definitivo, esso parla al pipistrello, essi parlano assieme, parla di vita, pà divino.. la cosa sospesa (uovo appeso a fil di ragno, uovo di gallina) parla di vita e sempre discende (porta luce-vita sul buio oceano in basso, fugando via le creature del buio.
(12) canto Ngombi zen abiale, come il precedente celebra gli arcani segreti e pratiche conosciute dal divino e dai fedeli del bwiti: Bwiti mendongo, mendongo, oh, oh, oh (bis).
(13) Ngombi zen abiale di metà ciclo, nel quale si canta la venuta del gran diluvio che coprì tutto e annegò tutti i clans (lingua fang): Heyong me nga dziba (il clan è stato sommerso). Tara oh me dziba (pà, essi son tutti sommersi| Zame oh, me dziba (Zame, son tutti sommersi| Nyamo me dziba, ye me dziba (gli anziani e gli altri..| Dimamo mikodia (le acque sommerse dall'arcobaleno| Mikodia atsenge (arcobaleno dai cieli| atsenge dibobia (i cieli dal ragno| Zambe a pongo (Dio che tutto prepara| Mwangabenda, me dziba (annuncia a tutti che essi son sommersi| Tara oh, me dziba (pà oh tutto sommerso.
(14) canto Obango (in popi fang) dato a metà strada del secondo ciclo di canti d'arpa (Zen Awu): nzame a duma| Nganga ma duma| Monganga ma duma| Bokaye wo boka ok| malula, malula, ngombi nya wè || il figlio di Nzame è colpito da lancia| il divino guaritore è colpito| il divino-potere è colpito, segreto potere dell'invisibile oh eboka! il suo immobile cadavere è vibrato sulle sue spalle.
(15) canto Mwanga (popi) e 4 preghiere alla sorella di Nzame: Nanga keko, mabiga na membewo, ngako ngakò| Ye kongkolongo katina luba, oh kwala mbare ye..| Mwango a nto mwanga| Ezigo zamo wondo..| ye mwanga ma bo kameye || morte ha preso il figlio dell'uomo che va in oscurità e rivive suo viaggio a Dio| al morto è mostrata la via al divino, ora il morto fà la sua via..| il defunto arriva alla terra dei morti oltre il mare| due ragazze pigmeee fan loro strada..| la terra dei morti (mwei) riceve i nuovi venuti. Canto-preghiera: Ahh kasa ne nemè yè (chiamata di Ningwan mebeghe| eyamè womà, eya yobè (il suo latte è dolce acqua di vino| Menzogo bigè tame manga (lo spirito della sorella di dio arriva all'acqua della sacra piscina| Metongo noè wo metongo nya mèwo (un bimbo è nato grazie al suo intervento.
(16) canto Yombo nella camera delle donne (popi fang), di un ciclo di 22 canti fatto dopo la mezzanotte: bongo oh, me zabe zabà bongoo (io proclamo la mia purezza, le donne proclamano i vari poteri che le rendono fertili.
(17) quinto canto Yombo: ah dzigo Nzambewo oh Nzambewo (la donna è pronta a partorire | Inanga oh.. (essa partorisce| Inanga me kwiang oh (la sorella divina benedice la nascita a che non sia rubata| Ndangeme mikodia, mikodia ndangeme (un bicchiere di eboka è dato al figlio dell'uomo che può sorseggiarlo| Diveyo, diveya enganga a sumena diveya (così il figlio dell'uomo prende il suo potere in questo mondo.
(18) canto d'arpa della Via della morte / distruzione(Zen Awu): Minanga da kobe ening oh (la stella parla alla bontà della vita | (Coro) ah Nzame oh! | Minanga da bele ening oh (stella tiene vita | (coro) ah sumeya mbembe (e per sempre si rinnova).. sebbene l'essere di buona volontà (figlio di dio) deve morire, la sua anima torna ancora al cielo come una stella.. brillando là essa ispira gli umani a rinnovare costantemente se stessi.
19) canto ngombi zen awu cantato quasi alla fine di questo secondo ciclo, quando il figlio dell'uomo diventa figlio di Dio (lingua fang): Mwan a Zambe kanga a king bakombo (il figlio divino scompare seguendo la via al creatore| A nto Mwan Zambe vanga oni bot (egli diventa il figlio di dio, pacificatore, salvatore dell'uomo.
(20) Obango, danza vertiginosa per allentare l'anima dal corpo e prepararlo alla sua estatica riunione con gli antenati.
(21) tre canti ngombi zen awu che celebrano la morte del figlio dell'Uomo, canti molto simili sono cantati nella Via della Nascita (Zen Abiale), qui la morte del cantante è celebrata assieme a quella del figlio-divino, la morte è riferita al suo estatico rilascio dell'anima dal corpo.. Nana Nyepe è altro nome per Ningwan mebeghe, sorella di dio, colei che fa migliore la vita e ogni cosa (dalla parola Tsogo nyapa: saper come vivere, render bello, migliorare): Esama a yime awuaa (il gruppo capisce la morte| Tara a kobo awuaa (pà parla di morte| Akobo awu mbembe (lui parla di morte per sempre| awu a na mbembe ah Nana Nyepe (morte è per sempre, Nana nyepe| (coro) eh Nana Nyepe me wua nana nyepe (oh nana Nyepe, io muoio nana Nyepe! | Me wua enyi a wu fwo Nana Nyepe (io muoio, egli non è veramente morto, Nana Nyepe| Me wua, oh oh Nana Nganga a tua wonga mesenguè (io muoio oh nana Nyepe, ll divino (nganga/adepto) è scomparso dalla terra.
(22 e 23) Obango del Zen Awu (in popi): Nganga ma dumeya (il divino piange.
(24) canto zen awu, penultimo della lunga notte rituale, celebra l'arpa venuta a portare ordine, per sempre: Oh Tara, oh Nana Nyepe, ah Nyngwan Mebege (oh pà, oh benefica mà, oh sorella di Pan| (coro) ah oh Zame mbembe (il divino è per sempre| Ngombi a nto mbamba eto a nto (l'arpa è arrivata al suo giusto posto| (coro) a nto mbembe Zame mbembe (è sempre la, Dea per sempre| Ngombi a so wa yala (l'arpa è venuta a portare ordine a voi| (coro) Ngombi mbembe (arpa per sempre).

Mito Nzabi: l'origine del mondo (duplicato in wp)
L'arco è pure il legame tra il villaggio di Kombe e quello di terra, riflessi l'un l'altro come natura e cultura, e collegati da una corda che permette scambi di ascesa/discesa (vedi donne-ragno). Narrano gli Nzabi che il loro primo villaggio fu Koto, situato in cielo (o alta montagna come i hmong), li vivevano i figli di Nzebi e sua sorella Peha, assieme allo zio materno Nzanga, lui stesso stregone. Nzanga accusa Nzebi di far abortire i figli di Peha con cui fa l'amore.. Nzabi si rifugia in boscaglia dove incontra la donna Bisi che sposa e con cui fonda il villaggio della terra, avranno 7 figli e 7 figlie che daran nascita ai 7 clan degli Nzabi, più un ottavo clan (pigmei) che pratica la caccia per conto dei fratelli. Un gioro uno dei figli, nel seguire un fiume fino alle sorgenti, risale il monte e incontra Peha, discesa da Koto, a mezzo di una corda, per prendere dell'acqua.. lui non la riconosce così le fa delle avances.. Peha gli dice di venire a trovarla la notte in Koto, salendo dalla corda e riconoscendo la sua capanna da una foglia che lei porrà sul tetto. L'uomo passa la notte con Peha e durante il giorno venne nascosto in un paniere; nel frattempo Nzanga sente odore dello straniero, così si maschera con pittura di caolino rosso per introdursi presso Peha. Prima di ridiscendere sulla terra, Peha rasa tutti i capelli dell'uomo con una foglia tagliente della pianta Kieme, poi gli diede un coltello e del fuoco. Tornato al villaggio l'uomo narra ai suoi fratelli la scoperta di un paese dove c'era il fuoco per cucinare gli alimenti.. così i figli di Nzebi formarono un'armata chem risalendo la corda, giunse a Koto e la devastò, poi attaccarono Nzanga al un legno che sosteneva i caschi di banane (primo martire), quindi le famiglie si dispersero e formarono i ba-nzebi: l'intera vicenda, con Nzanga zio materno che nelle società matrilineari incarna l'autorità e la repressione, ricorda la confusione endogamica delle origini e il ritorno dei selvaggi (nzabi) alla grazia del cielo per tramite dell'azione culturale delle donne (amor cortese civilizza l'uomo). Arco dunque permette la mediazione tra natura e cultura, pulsioni e ideali, emozioni e vicende della vita-morte.. nel bwete la parola mokodi permette il gioco di parole tra corda e montagna, alludendo infine al coito: nella sua narcosi il neofita inizia a scalare coi suoi ginocchi una montagna, ovvero una donna, e arriva bruscamente in un mondo brillante.. così l'infante nasce nell'oscurità, viene poi educato nella vecchia piantagione dove si trovan le foglie taglienti Kieme. Nel mito è un Pigmeo che alfine neutralizza il fato di suo padre, in quanto vivendo in armonia nella selva di fatto preserva il cielo che interroga a mezzo dell'arco divinatorio. Esiste un gioco tra il suonatore d'arco e il cercatore: acqua, acqua, fuoco, fuoco, tutto giocato al suono di corda che apporta via via risposte negative e positive sino alla soluzione dell'enigma.. è nato prima l'uovo o la gallina? devo cercare in cielo o in terra, selva/villaggio, umani/animali, piume/peli, acqua/terra, M/F, cibo/sesso, procreazione/ponte? le risposte dell'arco guidano il ricercatore dal generale al particolare: mudemba mwana Nyengi (arco musicale figlio di Nyengi, madre mitica) | batsui mi vondo, banyama mikunga, banyodi matsala, bana ba-bata mandogo na makumbu (gli uccelli hanno piume e gli umani hanno nomi iniziatici). Arco musicale è img sonora del mito di origine stesso, così solo lui, con la sua vibrazione originaria, può fornire la risposta a un enigma: quello in cui s'insegna che l'arpa è figlia dell'arco, il civile è figlio al pigmeo e a questo ritorna, etc. 
  Sebbene gli Tsogo vedono gli Apindzi come scopritori del loro bwete, nelle loro formule rituali emergono i Kele: gone te go-ma-vigaka mo-ngòngo na mweka (dal basso è venuto mweka, arco in lingua apinzi) | na motombodi go Mbangwe (motombodi è uno dei nomi dati ai Kele dai Tsogo, ed è comune nei primi clan Apindzi). Mweka significa anche voce di una sola corda, elefante solitario, che nel gioco di parole evoca motembwe, il filo di ragnatela dei raggi del sole su cui si imbarcano i defunti per giungere al loro mondo situato al tramonto; dunque l'arco viene dai Kele (Mbangwe) sebbene i Povi depistano sui Pindzi.. 
  Bosengue genera arco solitario e con la sua libido e-mana l'arpa.. arco è suonato da solo, a volte è accompagnato dal bake o dai sonagli, ma mai assieme all'arpa di cui è generatore (tranne nel bwiti Fang, dove per spirito di modernismo alcune congregazioni formano orchestre). Il suono d'arco ha sola funzione liturgica di accompagnare le recite del Povi sul mito di Nzambe kana e, come gli arpisti, si suona nelle Nzimbe e durante le pause che introducono o interrompono i rituali. Il suonatore d'arco è sovente un pigmeo nel bwete tsogo, nel bwiti fang è invece un tsogo, sango o lumbu, invitato a giocare tale ruolo: suonare a connotare il tempo prima della creazione, dell'attesa (avanti il big bang dell'uovo cosmico), tempo senza tempo, solitario come il marranzano siciliano, la sua musica precede a lungo le cerimonie vere e proprie, è centrale nei debutti delle veglie rituali Fang, dove richiama il tempo della Genesi biblica (Efun mben, genesi dell'arco).. per i Tsogo arco evoca il mondo primordiale dei pigmei, cacciatori/coglitori con arco e dibble e segna il passaggio dalla selva (di emozioni) alla cultura di un villaggio addomesticato: nel tempio il suonatore d'arco trova posto dietro al Beti ngomo, in fondo al tempio, a volte chiuso da separè con oblò, dietro l'arco non c'è più nulla, mentre avanti c'è la vita.. m'ngongo è oltre la morte, recita un versetto bwete: go ngima ea bèti go-sì otèkè mutu | mokabo nà mogonzi o-daka mambu (dietro l'arpista nulla passa, se non i ritornati che vanno aldilà), in lingua Tsogo moma =essere umano, daka = andare oltre, mambu = mare; mbu in kikongo è oceano. Arco genera Arpa che genera infante che crea fiumi, cielo, albero, frutti. Nel Bwete Mwenge e d'iniziazione, una barriera (demba) di drappu di rafia con piume, pelli e stoffe a motivi triangolari rosso, bianco e nero, viene allestista nel fondo tempio su tutta la larghezza; l'arpista si tiene davanti la dembe mentre dietro stan le reliquie,  nello spazio lontano alla vista: secondo antichi costumi funerari un pollo viene macellato il giorno dell'allestimento, poi si alloggia il corpo del defunto maschile, dipinto a bade rosse e nere, in una capanna post adietro al tempio e visibile solo da una fessura; poi la veglia funeraria o autopsia rituale viene accompagnata dal suono d'arco, dove la bocca è la cassa di risonanza, arca dell'alleanza, sarcofago dell'ombra dell'antenato: nel bwiti Fang l'arco è associato a Gesù/Adamo, mentre ngombi è associato al potere creativo (utero-cuore) di eva / anna / maria, così si assiste al rito di una donna (Veronica) che asciuga il volto di Jesus / Adamo / suonatore d'arco, con dolcezza materna.

Discesa e Ascensione
I testi del Bwete, i dialoghi iniziatici, come tutti i discorsi fatti o salmodiati dai Povi, descrivono un viaggio con tutte le sue peripezie (analogia al sama viaggio di Dante), un nocciolo universale ristretto, ma espresso a mezzo di discorsi molto ridondanti da un povi all'altro del pianeta: l'intero corpus può ridursi a due formule pedagogiche (miti-riti di passaggio iniziatico): 1) Discesa e/o risalita del fiume Mobogwe, 2) ascensione del Motombi. 
 per Tsogo e Sango la discesa/rimonta del fiume Mobogwe, dopo aver preso l'amara radice (e-ando/m-ando alchornea, e-boga/mo-boga tabernanthe), vede i bandzi, colpiti dal fulmine (ngadi) ed elettrizzati dal pesce-gatto (enigi, malopterus electricus), scivolare sulle tracce del pitone per ritrovarsi presto immersi nel fiume Mobogwe, pieno di liane, pesci, granchi e gamberetti, cresciuti tra banchi di piante acquatiche mo/mi-sodo e mo/mi-ndube, (usate per fare ceste).. allora si confondono con Mosuma, la Lontra (tsoko, Potagomale velox), cioè Dinzona stessa.. Mosuma incontra anche la piroga condotta da Motembwe.. scende nelle profondità delle acque del fiume dove lavora il granchio kaa e la tartaruga gesomba (trionys aubrii) e qui trova tutti gli strumenti musicali de bwete: baka, soke, arco, arpa.. nel discorso intervengono spesso le esortazioni del povi a non discendere il Mobogwe, poichè se il bandzi discende il fiume allora incontra la morte (escluso l'eutanasia) e rischia il nulla oceanico (gepundundu). Invece se rimonta il fiume c'è vita, fino alla sorgente ai piedi del Motombi. Là inizia il secondo discorso, descrive l'ascensione dell'albero sacro su cui il bandzi troverà i segni lasciati da Benzogu/Dinzona.. l'essenza dell'insegnamento del bwete giace in questo fiume, che non va disceso, ma la cui risalita conduce alla rivelazione iniziatica; questo fiume è l'interno del corpo umano, il seno materno, risalire i chakras per giungere alla parola prima che concepì/fecondò tutto il divenire successivo, arrivare al karma primo donde tutto è partito e dove tutto ritorna (Sakti sale a Siva), in analogia alla Merkabah ebraica in cui si ascende ai palazzi celesti (Heikalot) a bordo del carro di Ezechiele. Scendendo verso valle l'iniziato/lontra si accosta all'imbarco dove la piroga lo mette al mondo (piroga è sesso femminile mentre il suo pilota è il principio maschile.. invece risalendo, Mosuma arriverà alla bocca dell'uomo da cui esce la parola/intenzione fecondante, secondo il pensiero africano, desiderio di condivisione attiva degli uomini al segreto della vita delle donne, partorendo l'equazione, nascita-materiale sta a nascita sprirituale = morte-sp sta a morte mat; la morte viene perchè si nasce dal seno materno (va tsina, in basso verso terra).. così per non morire serve uscire dalla fontanella in cima al capo (go ngòngo, in alto verso il cielo) ovvero dalla bocca. Il nuovo nato (bandzi) farà lo stesso viaggio fantastico nel corpo umano il giorno della sua morte carnale, doppiando la traiettoria del sole, rivedendo tutta la curva del feto sino all'accovacco del vecchio nelle fosse dei deceduti.. nei discorsi dei Povi tutte le img dei lavori agricoli rappresentano i momenti delle peripezie nella vita, così la luce degli astri è usata a indicare le  ultime fasi del peregrinaggio iniziatico, dove i bandzi arrivano al villaggio del Bwete, dove risiede Kombe, Ngonde, Minanga (stelle), ngadi (fulmine).. est e ovest indicano le direzioni cardinali del viaggio: la sorgente del Mobogwe è a levante (kega) mentre la foce è a ponente (evese, putrefazione e comportaggio nella capanna di Nzambe) verso il paese delle tenebre (evitsi, humus e fecondità) e di ricchezza dei bianchi, colore degli spiriti, della luna (quando dal mare apparvero i portoghesi di Vasco da Gama, i neri dell'est li scambiarono per cadaveri ritornati, e nell'epoca della Tratta poi, tale direzione contribuì a creare il mitema del kali yuga presente nel Bwete, e l'ideale rinascimentale dei grandi viaggi di scoperta (del graal) uniti alla ricerca di rinascita iniziatica.. le scoperte visionarie del Bandzi, dagli strumenti musicali alle medicine di cuore e intestini, nel suo viaggio nel Mobogwe, al pari del viaggio interiore di Dante o di viaggi esteriori di esploratori degli oceani finisce trascritto in versi il cui senso sarà pienamente percepito solo se il candidato bandzi presta attenzione al kunga (vibrazione, ronzio, tintinnio, fruscii) cioè alla parola dei fremiti. Arpa e strumenti vibrano, come l'infante nel seno materno, il granchio e la tartaruga sul fondo del fiume, i partner sessuali e infine i fianchi del cadavere lavorato dai batteri degradatori; emerge allora chiara la filiazione dell'arpa all'arco, in una gestazione cosmica dove le sensazioni si esprimono con parole onomatopeiche. Per i fedeli del Bwiti, l'universo si fa conoscere come un corpo umano e, il tempio dove si tengono le cerimonie della confraternita, ne è la rappresentazione architettonica: in lingua Tsogo, Mutu è l'essere umano, Tsenge è Thera, Disumba è inizio e fine di tutte le cose, enigma iniziatico primo, preambolo alla comprensione del mondo; Ngenza è sange e acqua, cioè vita; Maganga e Mogonzi sono mana e guwahasi; Nganga è il Divino Guaritore. Dentro a questo corpo cosmico, assimilato anche al fiume mitico Mobogwè, l'iniziato farà due viaggi: morte e rinascita simbolica, due viaggi teatralizzati nelle prove dell'inizazione: il neofita soggiornerà nell'aldilà dove sarà assalito da visioni multiple (vedi Dante) prima di rinascere simbolicamente ai piedi dell'albero Motombi, albero sacro che si drizza nella foresta. Nella cerimonia, la musica, oggetti scolpiti, decorazioni e messa in scena hanno importanza basilare per comprendere il mito su cui si basa l'insegnamento segreto. Arco ed Arpa antropomorfa supportano la liturgia: l'arco musicale è simbolo maschile, parola dell'antenato, del genitore, Arpa è immagine femminile, ha più corde, frutto della sua fecondità.. come le Corrobori aborigene o le Kamlanie siberiane, le ngozè del bwiti mettono in scena un mito che riattua l'origine della vita e della morte, le fasi principali delle cerimonie son marcate da recite a carattere esoterico, proferite da un officiante (povi) nella lingua dei canti dell'arpa, cioè immagini poetiche diverse che si associano alle sensazioni auditive e visuali proposte dallo spettacolo dei riti. La prima recita narra le origine delle corde dell'arpa e la sua filiazione all'arco, poi seguono canti d'arpa, messe in scena, fino alla comparsa delle maschere (i ritornati, mighonzi, encantos de luz): le cerimonie notturne sono riservate agli iniziati, mentre al mattino gli succedono divertimenti carnevaleschi aperti a tutto il villaggio, le maschere riappaiono, ma desacralizzate.
1) MOSOSO (primo rito di passaggio, discesa del fiume mitico) i candidati, condotti al ruscello nel bosco, assistono al lancio di una piroga in miniatura sulle acque, simbolo del viaggio dell'iniziando nell'aldilà; i candidati vengono poi ricondotti al villaggio dagli anziani, e un arbusto sradicato viene piantato davanti al tempio, dove un personaggio urla per ricordare il ritorno dei neofiti allo stato animale. I talismani di protezione sono nelle campanelle rituali appese a un arbusto; ecco il discorso del Povi, accompagna i candidati all'iniziazione durante la processione: sole! Luna! voi siete la luce della torcia che procede la processione. | il Bwetè è puro come l'infante nel ventre della madre! non ti preoccupare, non c'è maledizione! | le parole del Bwetè vengono da est, da dove viene il sole, fino ad ovest, paesi di tenebre; dal letto di nascita fino al letto di morte.. | non rifiutare la luce, vedrai presto il Bwetè.. | siete sulla buona strada, non inciampate! | il momento è venuto, vi farà discendere il fiume | la torcia è accesa davanti a voi, gli strumenti musicali sono dietro.. | a Monte, dietro voi c'è la sorgente, il paese in pendenza.. - a Valle c'è la tana del granchio dove si agita la tartaruga, il grembo dove freme l'infante.. | famiglia del Bwetè, che le visioni vengano veloci! nessuna paura, i talismani di protezione sono rifugio, nelle campanelle rituali e gli alberi sacri | (lancio di una piroga in miniatura sopra un ruscello) Tu, piroga della vita, sei stata intagliata per la grande traversata del fiume Mobogwè! vai ad Ovest al paese dei ricchi e della fecondità, dall'altra parte dell'Oceano, al paese dei morti e dei Bianchi, là dove il sole si congiunge alle tenebre! Nuovi iniziati, voi siete sulla buona via, quella dell'acqua pura corrente.. potrete vedere di persona e raccontare quello che avete visto! | O serpente arcobaleno, o stelle, o luna, o sole! mostrate loro la luce! | noi abbiamo tolto le proibizioni della terra che inghiotte e vomita, non abbiate paura, è la strada buona, Saluti, Ciao. | (ritorno degli iniziati che portano un arbusto) gli iniziati presto affondano alla tana del caimano, nel grembo della Terra Madre, prigionieri di liane che avvolgono. | l'arbusto (il nuovo iniziato) ringrazierà il piantatore di averlo sradicato, poichè lo strumento che serve a piantare è lo stesso usato per scavare la fossa. | il caimano ingoia gli infanti d'uomo. | O madre di tutti gli alberi, è ai piedi dell'albero della Vita che fremerà l'infante che va a rinascere. | l'iniziato capirà presto come strisciare sulle tracce (sentiero) del serpente Pitone
2) MOTOMBI (secondo rito di passaggio durante la processione notturna con le torce), soggiorno nel limbo, risalita del fiume mitico e rinascita ai piedi dell'Albero della vita, i neofiti dovran passare da un tunnel/grotta sotterraneo, ai piedi dell'albero: l'arpa fu scolpita dal machete e poi modellata con l'ascia | ella giunse al villaggio per vivere a lungo e perpetuarsi fino al villaggio delle stelle. | Camaleonte, lucertola rossa, nostra processione è come i vostri punti di colore. | (appare una maschera bianca) Madre Kwakè, tu salti come una palla di gomma verso il cielo | (apparizione di una maschera di foglie) noi piangiamo Mbidi, ma vediamo i suoi movimenti di allegria! | (appare una maschera scimmiesca) oh scimpanzè, fai avances coi tuoi sopraccigli | (appare una via di foglie) ecco l'arrivo del sole, all'imbarco del Mondo, il giro nascosto dal sole
OMBA DISOUMBA (porta della nascita), strisciando nell'oscurità tra le gambe dei vecchi, il neofita scivola nella traccia sotterranea del Pitone.. egli sentirà la voce stridula dello spettro della ragazza morta e saprà la sua rinascita prossima alla chiara luce accecante dell'albero della vita.
(danze delle torce) MOTOMBI albero della vita: all'inizio fu talismano di fecondità, ventre che mise al mondo Dissumba, debutto e fine di tutte le cose (reliquie di antenati nel tempio) | oggi c'è la risalita verso il Monte, verso l'essere che si agita, come una campana o l'uccello loquace che salta senza posa! è il Vecchio Antenato che dispensa consigli (arco), è la lingua che salta tra i denti, e che raccoglie le cose del fiume profondo. | ecco il sole che appare ad Est iniziando la sua curva come quella della zappa, come la schiena dei vecchi e dell'infante prima di nascere. | Disoumba! che scende e risale il fiume, l'uomo non cambia di forma.. | piccolo come un ago, come piccola anguilla, che rimonta il corso del fiume e inizia a trasferirsi nel paese delle molte radici.. è allora che ottiene l'insegnamento nel contenitore segreto. (uscita dei nuovi iniziati da un tunnel sotterraneo) | poi arriva ai piedi dell'albero rosso e comincia a metter fuori la testa, il corpo, gli arti, che sono come le corde dell'arpa - e lui sente la luce gialla del sole, la luce bianca della luna, la palla rossa della vita, il braccialetto nero delle tenebre e il gran danzatore che terrifica (Siva nataraja).

 Discorso del Povi Nzuba:
all'inizio c'è acqua e i piedi puntati a terra, allora l'essere umano si formò piccolo piccolo come l'ago e arriva all'imbarco, là dove si modella la forma umana, poi arriva là dove si separa il cordone dalla placenta.. ecco l'arpa! Madre arpa! che vibra nelle profondità del fiume dove si trova il granchio e la tartaruga che nuota contro corrente. Ecco la barra sonora della rana Bosua, il sonaglio rituale dell'istrice Bopunda, sonaglio che crepita sul cammino dell'entrata segreta dove penetrano gli iniziati, depositari di Nzambe della valle, l'essere onniscente che ha creato i fiumi, il cielo e gli alberi fruttiferi.. guardate bene l'arpa! e tu Arpa guarda bene colui che ti ha generato, è l'arco musicale con la sua unica corda, tu arpa sei generata dall'arco a bocca! Guarda là nel buco della valle dove vibra l'arpa, c'è Mosuma, l'enfante che viene a nascere e che ha lasciato il fiume aperto per scivolare verso i paesi che conducono alla morte, coraggiosi! ecco quà coloro che caddero nel Mobogwe, il fiume di radici dell'iniziazione, il fiume dei dolori e dei ritornati! Mosuma si tuffa nel fiume sulle cui rive cresce la pianta dalla radice amara che vi dona le visioni, e nel mezzo sta un groviglio di piante acquatiche che servono al lavoro delle ceste di vimini.. essa intende allora una grande vibrazione che viene dal fondo del fiume! così Mosuma s'immerge rapida ed esclama: Madre, che cos'è che vibra? così vede il granchio Bitato (beti), gran virtuoso dell'arpa che suona.. Mosuma sente anche un gran fruscìo, è il sonaglio rituale di Bopunda che crepita nell'entrata segreta dove penetrano gli iniziati.. allora lei penetra, e sente la barra percossa che risuona, risuona..! penetra dolcemente più avanti ed ecco, sente e intende l'arco mo-ngòngo simile al maschio solitario, arco a una sola corda che viene da Mganbwe.. e vibra! vibra! Mosuma vede allora l'arpa suonata dal granchio virtuoso che la fa risuonare con le sue dita dalle articolazioni fessurate.. così sprofonda dolcemente cullata dalla voce dell'arpa.. questo ha fatto Mosuma, così lei prende tutti questi strumenti musicali e grida: padre! poi lei vede su un lato del fiume una fila di piante eboga, e sull'atra costa vede file ben piantate di alan e matragune.. lei dunque guarda eboga che si erge senza che nessuno l'ha piantata, e grazie a ciò l'intera popolazione n'è nata. Mosuma dunque sradica la pianta, taglia un pezzo di radice, la mangia e dice: ho fede, è mangiabile! così ne inghiottì più pezzi, quindi riparte con l'arco musicale l'arpa e tutti gli strumenti.. venne diretta al tempio dove siamo tutti noi, si siede là e rimane a sonnecchiare.. ecco quali furono i suoi sogni: he! he! he! avanti! avanti! scendete nel Mobogwe come i vermi scendono nelle viscere intestinali.. scendete nel Mobogwe fino al luogo dove vivono i piccoli pesci che risalgono i fiumi.. allora le donne son partite alla pesca per prendere i mitungu che risalgono il Mobogwe, he! he! he! avanti! avanti! andiamo fino alla buca di Husseini, al mucchio di spazzatura dove si getta la coda del gallo macellato, a quella spazzatura che è la piantagione dei Kele, dove và il maschio solitario del cinghiale (fagocero).. allora lgi uomini accorrono verso quel mucchio e trovano cinghiali (maiali selvaggi) in gran numero e ne uccidono tanti, e dicono allora: la cosa che ha mangiato Mosuma.. sel amangiamo anche noi? e a partire da quel giorno cominciò l'uso di consumare le due varietà di e-boga, le radici amare spontanee che donano visioni, la varietà nyoke scoperta dall'istrice, e la varietà mbasoka scoperta da suo fratello il cinocefalo, entrambe sono rimaste in foresta così da poterle mangiare oggi..
- disumba ànde mokoko  (femmina cardine delle origini)
- adengano mapoma na manze na esuba ea ngambo (riceve gocce di pioggia che feconda
- ivo àango akesoaka vigevige mokubae (e si formo piccolo zigote 
- ga ndongo etumbu tsanda (come l'ago che cuce il perizoma 
- nyone vamabweka àngo va ebongo (e un dì lui arriva all'imbarco 
- va-mabongoku momà (dove si rimodella la testà dell'infante umano 
- ye a-ke-bweka va masenso vamatoako (egli arriva dove.. 
- gekondo tsia na digaba (si separa il cordone dalla placenta
- anàkà iya ngombi! iya ngombi! (guarda madre arpa! madre arpa! 
etcc.. (vedi in wp)
7) è la in basso che si trova la madre Nyange a Penda, madre di Eshira e Sango, là in basso sta lo strumento curvato per la forgia.. allora egli esce, schiarisce il vecchio villaggio e i campi di stelle (milpe, orti di donne con i bimbi), poi trasale e cambia di aspetto, sale al cielo dal bordo della foresta intera.. poi inizia a far buio e lui va a coricarsi, ridiscende dunque la montagna (cioè la corda), allora diviene questo Disumba che rimodella l'infante, laggiù dove si scolpiscono umani ed animali.. fà molto buio ed è disumba.. si discende, l'uomo non cambia di forma, lui sarà con Gegunza (sangue e acqua) e discende col fiume.. lui inizia a rientrare nel ventre come i vermi negli intestini, e più tardi si mette in piedi e camminerà sotto la veranda di disumba (tettoia antipioggia davanti al tempio).. questa Disumba significa che lui comincia tutto piccolo, poi marcia, cresce e discute con gli amici.. tal disumba vuol dire che lui inizia liquido, poi entra nel ventre, il fiume con molte radici, poi esce dall'imboccatura e si trova davanti le oguma e le obaka (citazioni gemellari dell'albero rosso Motombi) e le makemba (segni scolpiti sul motombi).. poi lui cade sul letto dove si lava e diviene brillante come il sole, allora si vede uscire la testa poi le membra che si possono contare.
8) Canto: o Povi, tu hai contato le corde dell'arpa! ah l'ago! o Povi, avanti a tutte le cose c'è sangue ed acqua, il panno di rafia annodato attorno alla testa e allo sguardo degli occhi! tale Disumba ha detto che lo veste coi primi abiti di cenere, poi lui arriverà davanti ai piedi dei banani, là dove si sente la voce rauca di Ya Mwei.. ma lui dice: oh pà, io non ho visto nulla (allusione al candidato che pensa di non aver avuto esperienza).. poi lui esce pubblicamente con gli amici e dice che il bwete è buono! questo è il disumba (fato) per il quale lui va, lui sale la montagna e si trova nella milpa del primo incendio, poi lui va a letto dove sono l'uomo e la donna.. poi vaga con gli avventurieri e i buoni parlatori, poi sale e trova due strade: quella del basso e quella dell'alto, le piccole spine e i nidi delle termiti (prove iniziatiche di Mwei), poi lui va via e la disumba ora è che lui arriva davanti al motombi, là lui trova 4 capanne e infine vede la corda/montagna.. lui ha visto il tunnel che sbocca ai piedi del motombi, dove passano e passarono gli anziani e i giovani.. lui si trova ai piedi del motombi dove vede Kambi, Ndondo, Mobaibai, Mokuya a matsope e il grande danzatore che fa paura (Yama della nave nera?) Anziani e nuovi iniziati, salve! Canto corale: padre mostraci le radici dei riti e delle danze, mangiamo la radice di eboga, Salve! 
  Altri esempi: 
ekokokoko (setaria chevalieri), foglia a forma di piroga lanciata sull'acqua nel primo rito di passaggio (mososo), a figurare il viaggio del nofita all'altra sponda del mondo.
- voi che partite all'imbarco, non attardatevi col gioco di spruzzi! 
- ascolta come la cosa è intrecciata: si parte all'orizzonte estremo del mondo là dove sono le capanne, là dove tu reincontri i bianchi, dove scompare il sole, dove c'è il silenzio, fine della vita.
- ngombi ona bota mokoko (apra tu sei nata ai piedi/radici che trattengono la terra, tua madre è la corda del motombodi (mongòngo), arpa tu vibri dal fondo del tempio, dai fianchi del cielo che Nzambe creò.. Arpa tu vibri i fianchi dei corpi come la morte fa gonfiare/scoppiare le viscere (allora si comprende che Lei vibra già nel cielo) vibri i tuoi piedi verso il villaggio e la testa verso la selva  (posizione rituale del cadavere), vibri al camposanto, a ovest, da dove sono venuti i bianchi e dove dimorano i primi defunti del mondo, Arpa tua musica è lingua iniziatica d'eccellenza! tu sei Mosodwe, l'infante di Komba e Ndondo. Arpa vibra a monte del fiume, all'interno dell'uovo di Mouanga benda (vero nome di Nzambe evanga-vanga, dio creatore col soffio) per creare l'antenato di tutti, di colui che torna attorno al fuoco.. arpa tu vibri ai piedi del Motombi là dove ci sono le capanne, i braccialetti e la palla di Tsingo (amalgama di segatura rossa), arpa tu vibri quando l'infante e la milpa vedono la luce la prima volta (doppio paragone).. il giorno in cui l'infante scalò la montagna dal cielo con le ginocchia.. il giorno dove egli è arrivato al debarcadero (e-bongò è porto di attracco, m-bongò è piroga-vagina, ge-bongò è uovo, gebongo-sa è piccolo tamburo, un gioco di parole per neofiti).. arpa! tu vibri là dove l'infante arriva al letto della nascita, al letto della sofferenza! vibri come la pioggia e il tornado, sulla cima del motombi, là dove si trova il fabbro coi suoi artigli.. il giorno che scalerò la montagna dal cielo non sarà con i piedi, ma con le ginocchia..