Lunedì, Ottobre 19, 2020

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L'abito fa il monaco, etnopedagogia delle maschere
Ovunque nel mondo, gli antropologi hanno osservato conflitti e negoziazioni (interazioni, scambio, rapporto win-to-win) tra mondo iniziatico e mondo dello spettacolo, cultura e religione, passato e presente, dagli amerindi agli aborigeni, dagli slavi ai bantu: ricreare il segreto iniziatico sulle scene musicali, permette all'immaginario simbolico di essere ripulito da incrostazioni del tempo, discriminazioni e false propagande, anti o pro.
Maschere okukwé, simili alle mukuyi o mukudji dell'etnia Punu, si manifestano durante le grandi occasioni sociali: sono l'incarnazione degli spiriti dei morti (mors, migonzi in lingua punu) tornati a visitare i vivi e regolare le dispute e le parole nel villaggio. Louis Perrois scrive: le maschere richiedono l'assistenza dei profani, donne e bambini, poichè la danza delle maschere è in realtà destinata a loro, così la loro presenza è necessaria per far esistere il segreto misterioso dei migonzi. Ecco il ruolo delle masque: mostrare e nascondere subito. il segreto iniziatico è più un affare di relazione che di contenuto in sè, esso esiste unicamente per le interazioni asimmetriche che soggiaciono e separano gli iniziati dai non-iniziati, gli infanti dagli adulti. La troupe dei danzatori ricrea col suo pubblico la dimensione simbolica della performance, usa cioè un codice iniziatico (il segreto) che permette la divisione tra il pubblico dei profani e la scena degli iniziati che escono via via con le loro maschere. Artificazione non rima con profanazione (la scomparsa del mistero e relativo potere simbolico), ma è ricostruzione del sacro/segreto oltre il suo ambito originario, con l'affermazione dell'autorità religiosa nei nuovi spazi raggiunti dalla performance. Julien Bonhomme descrive il corso del rituale Misoko, il ramo terapeutico della società iniziatica Bwete del Gabon (confraternita di divini-guaritori detti nganga). A seguito di una malattia per stregoneria, un laico può attraversare riti di passaggio che impongono una dieta di radice di eboga, una pianta emetica medicinale. Questa iniziazione segue un percorso segnato da tappe rituali che può portare il neofita a divenire guaritore-indovino e, a sua volta, avviare novizi sullo stesso sentiero di cura/formazione.
Appadurai, Olivier Givre, Pierre Saillèe, Andrè Mary, Julien Bonhomme e diversi altri etnoantropologi ed etnomusicologi tracciano il percorso esoterico che accompagna la patrimonializzazione del bwiti in Gabon, con le sue artificazioni per via musicale, e includente i dialoghi intercorsi tra politici, accademici, e attori stessi del mondo iniziatico/pedagogico, locale e globale. Se ci si basa sulla distinzione tra profani ed iniziati, allora avremo la seguente lettura: da una parte gli artisti non-iniziati che si apparentano agli oggetti rituali sacri nella scena moderna, sono visti come i migonzi, gli antenati tutelari della confessione religiosa, chiamati a incarnare sul palco itinerante in terre straniere, l'antico adagio trasversale al regno umano: Sapere e potere, dove inizia l'uno, dove finisce l'altro? dove s'incontrano la patrimonializzazione e la sacralizzazione? br> La world music, dai rapsodi ai rapper, è la marcia ibrida di questo rapporto complementare tra scena musicale e scena rituale, arte e religione: artisti o politici che fanno iniziazione, e iniziati che diventano artisti. Un Giano bifronte, come il caso delle chiese pentecostali, dove spesso la ricerca della guarigione divina guida è stimolo primo all'appartenenza religiosa, rivelando ancora una volta che l'artificazione, tutt'altro che dequalificazione, è, in ultima istanza dispiegamento e diffusione del sacro.

Storia del rapporto tra arte e confraternite Bwete
17 agosto 1960 Leon Mba dichiara indipendenza del Gabon e diviene primo presidente, sullo sfondo respira la comunità bwitista, nata dai gruppi Mitsogo e Apinji del centro-sud, che diffondono la musica rituale iniziatica tra i popoli vicini e presso i Fang del nord, che la sincretizzano col cristianesimo, religione di stato a cui Leon Mba resta connesso per rimanere in politica, mentre il bwiti appare religione dei villaggi e dei quartieri... Nasce il museo nazionale di arti e tradizioni del Gabon, costitutito da collezioni etnologiche ed etnomusicologiche di Pierre Saillèe, Herbert Pepper, Loius Perrois, e altri, dove si incentiva anche la ricostruzione di un tempio della confraternita bwiti dei Mitsogho, in cui valorizzare un repertorio di espressioni musicali cerimoniali per la costituzione di un patrimonio culturale nazionale eterogeneo. Vengono promossi studi e ricerche etnografiche che daranno al Gabon il primo posto nella patrimonializzazione del bwiti. Albert Bernanrd Bongo sale al potere nel nov. 1967, col nome di Omar Bongo, nome di battesimo islamico che segue il suo programma di unità nazionale, sopra le tribalità claniche ed etniche. Sono gli anni 80, periodo in cui la  patrimonializzazione del bwiti si confronta con la propaganda denigratoria diffusa nei media dalle chiese evangeliche in espansione, in forte competizione con le locali confraternite bwitiste; a difesa di quest'ultime restano solo il Museo delle tradizioni del Gabon e diversi artisti e accademici che conoscono il gioco della manipolazione diabolica delle informazioni. Così nel 2000, il museo, gli accademici e i fedeli bwitisti rilanciano il festival Bwiti, che porterà alla patrimonializzazione della pianta sacra iboga usata nelle cerimonie religiose, ma dimenticherà i riti stessi delle confratgernite bwiti: etnografi e farmacologi di tutto il mondo diffondono il messaggio terapeutico del bwiti e della sua pianta, che interesserà le case farmaceutiche solo per il potere disintossicante dell'iboga.. nel frattempo nasce la musica tradi-moderna, fusione di strumenti locali e globali, teatri spettacolari e oggetti/costumi cerimoniali. Ad essa si affianca l'artificazione, cioè la riqualificazione dell'iniziazione religiosa ad opera di musicisti non-iniziati.
Pierre-Claver Akendenguè nasce nel 43 e assiste a cerimonie di elombo e bwete, al fianco dello zio, iniziato, guaritore e suonatore di ngombi. Pierre subisce il fascino della mitologia dei Myènè (Elombo, ndjembè e ivanga sono riti iniziatici Myènè), e così parla nel 1983: in Africa la musica popolare e profana sovente riflette la music iniziatica riservata a uomini e donne che hanno il privilegio di avere una conoscenza esoterica iniziatica. Allora come hai fatto a conoscere tale musica senza essere iniziato? ogni infante in africa è immerso in correnti di grazia mistica, così la mia musica è una iniziazione e io sono un reporter.. Elombo pone l'accento sulle esperienze di possessione, mentre il Bwete sulle esperienze di visione.  Nel suo album, Pierre Claver ripercorre il viaggio dei banzi al paese de defunti antenati, dove la tradizione religiosa si nutre del sapere etnologico e dei discorsi africanisti del tempo.. ma egli non procede con spettacolari scene mascherate e simboi/formule dei bwitisti, bensì afferma uno stile musicale sobrio con la chitarra.
Pape Nziengui, il profano virtuoso, capace di suonare al contempo due arpe, una con ciascuna mano! Lui valorizzo la ngombi, anche lui come Akendenguè, ebbe prossimità con villaggi e registri iniziatici. Dopo un viaggio all'estero anche lui realizza l'importanza di mettere in musica sia le strutture dei viaggi iniziatici sia estatici (musica emigrazione, passaggio di memorie e narrazioni). Augustin Nziengui nasce nel 58 in un villaggio presso Moulia, capoluogo della Ngouniè (provincia del sud Gabon), in una famiglia di agricoltori Mitsogho abitutati al dominio iniziatico e con padre harpista di cerimonia, fu allevato alla scuola cattolica che, a causa di infermità, fu costretto a interrompere e ad avviarsi a un piccolo commercio in Moulia pur continbuando a risiedere al villaggio di Bieda. Durante le spedizioni del padre in foresta, egli apprende per mimetismo e prossimità iniziatica, a far suonare il suo strumentoe riprodurre le sequenze musicali delle cerimonie che osserva. Mai si inizierà pur assistendo a riti di cura e di sogno presso i guaritori. Amerà suonare le arie del Bwete, conoscendone i ritmi senza comprenderne bene la 'verità, come il beti Mathurin Rempano, descritto da Pierre Sallèe, che diceva di suonare alla maniera dle bwiti pur senza decodificarlo. Così Pape Nziengui narra del suo rapporto ambiguo col bwete iniziatico: bene, presso il villaggio per suonare questo strumento bisogna essere vaccianto (protezione mistica ottenuta a mezzo di un rituale), ma io posso suonare fino alla morte, e suono la mia citara che di solito è suonata nelle cerimonie funebri per accompagnare l'ultimo viaggio di un vecchio.. un saggio appena vide che io suonavo mi disse: io io posso iniziarti per trasmetterti i doni che conosco, ma io dissi: papa non posso accettare perchè io voglio essere libero di spaziare fuori delle vostre lotte intestine che attraversano il villaggio. Papa Nziengui narra di un fatto d'infanzia, quando assieme degli amici ando presso un fiume a suonare la sua arpa, una sirena venne attirata, riprova del suo legame con le entità mistiche del mitema del sud Gabon.Le sirene, nel folklore dei villaggi del sud Gabon sono génie femminili, già populari in Mouila, dove gli uomini forti e i bandzi convocano la sirena Murhumi per ottenere miracoli in cambio di offerte (Florence Bernault descrive la sirena come uno spirito del capitalismo post-millenario, la carne e il suo segreto, trasfigurazione del feticcio e dell'incertezza simbolica nel sud-Gabon, come nel caso del Bwiti misoko. La Sirena yaMwei è una figura onnipresente, rappresentata come giovane donna bianca e  associata alla lune, Ngonde, prima antenata (ancêtre) femmina, già descritta da Julien Bonhomme nel suo libro: Le miroir et le crâne. Le parcours rituel de la société initiatique Bwete Misoko. A fine anni 60 Augustin parte per Libreville dove ha uno zio che lo accoglie, e qui diviene subito conosciuto per la sua capacità di suonare due arpe al contempo, specie nei concerti. Così viene invitato ad animare le veglie e integrare un gruppo di danzatori e musicisti folkloristici mitsogo del suo quartiere, davanti a personaggi della radio, tv (RTG, Radio-Television gabonaise) non senza resistenze da parte dei musicisti moderni ancora refrattari alla musica tradizionale. Oggi Pape Nziengui è riconosciuto, in Gabon e dai media, come ambasciatore della musica bwitista pur con qualche resistenza di certi iniziati puristi nell'idea di legittimità.