Apicoltura d’arnia, danze e sciamature
entomologia imenotte, varroa flagello pure
coltur del baco Seta, e di albero del Gelso
impianto di frutteti, con potatur e innesto
sommario quartine


  a b c d
 

Apicoltura d’arnia, danze e sciamature

a Steiner, HakimBey, Karl von Frisch, G.Celli e prof.Rizzo

 

Steiner ben descrive, l’origine dell’ape

Emersa piano piano, assieme con umano

Crebbero simbionti, l’umano con l’insetto

Fin che vita nova, prese forma e aspetto

 

L’ape vive con, l’ambiente circostante

Come un orologio, riflette cosmo e piante

Le meteo condizioni, seguon la ritmia

Di musica di sfere, magnific’armonia

 

Attratte son le api, da molte belle piante

Timo con Melissa, Borragine con Menta

Origan Maggiorana, Prezzemolo ed Issopo

Basilico con Salvia, più fiori di quel luogo

 

Le api impollinando, gli alberi da frutta

Stimolan l’aumento, di qualità e sapore

Prodotti dei frutteti, assieme a queli d’orti

Portan zuccherini, grossi e ancor più forti

 

Le erbe officinali, dan salute a sciami

Son ottimi per dieta, invernale delle api

Gli infusi camomilla, melissa oppure timo

Aggiunte agli sciroppi, son un tocco fino

 

L’ape dipende, in tutto dall’uomo

Nel suo sciamare, è animal naturale

Eran spesso allevate, nei monasteri

Dai contadini, e le scuol dei misteri

 

Il modo attuale, d’allevare le api

Favorisce comparsa, di varroatosi

Il modo di vita, naturale dell’ape

Se a sua misura, rafforza non cade

 

Creatura che vive, in funzione degli altri

Dà sé in sacrificio, al corpo suo sciame

Sviluppa armoniosa, la vita in comune

Simbionte animale, che dona l’immune

 

La vita che scorre, crea fiori con l’api

Spiriti entrambi, di opposta funzione

Le api raccolgono, la nettare linfa

Che sole nel fiore, s’eiacula in ninfa

 

Sostanze del fiore, nutron coscienza

Racchiudono in sè, del sole l’essenza

Nel favo son poste, in esagonal celle

Motori d’orgone, han cera per pelle

 

Il miel dalle celle, assorbe la forze

Per diventare, sostanza che informa

In egizi templi, sacerdotesse son api

Producono miele, a nutrir servi e capi

 

Apicoltrici, fornivan pure la cera

Per le candele, a devozion della sera

Offrivan d’esempio, a chi ne cercava

La forma di vita, felice e più sana

 

Apicoltori e pastori, medesima stella

Appare alla Pasqua, primavera risveglia

Costellazione d’Ariete, influisce sull’ape

Su propoli e miele, e sciame che accade

 

In primavera comincia, l’anno delle api

In quelle famiglie, riuscite a svernare

Ogni alveare, è un insieme organismo

Simile all’uomo, che cambia morfismo

 

L’ape animale, è creatura solare

La regina gestisce, l’intera famiglia

Coi feromoni, per quattro o cinq’anni

Poi è rimpiazzata, con pochi affanni

 

Dieci kili di miele, servono all’ape

Un kilo a produrre, la propol sostanza

Il sole dà influsso, quand’esso passa

In costellazioni, di zodiaca massa

 

La Luna coi ritmi, diversi del cosmo

Regola piante, e influenza pur l’ape

La cui attività, di raccolta del nettar

Cresce quan passa, Fuoco costellaz

 

Quan passa invece, in regioni di Aria

Più pollin da fiori, le spinge a raccoglier

Se su quel di Terra, lfa più costruttrici

Passando nell’Acqua, più vendicatrici

 

Raccolta del miele, sua lavorazione

Incoraggia nei giorni, di luce e calore

In essi miel mostra, cristallizzazione

Di forma bella, e sapor d’elezione

 

Quand’apri l’arnia, rompi il sigillo

Di propoli fatto, la luce ora entra

Nella famiglia, crea perturbazione

Il cosmico influsso, da la sua azione

 

Il suo organismo, da caos viene scosso

Come quan suolo, in sé viene smosso

Si ha per reazione, un ordine nuovo

Come un pulcino, che nasce dall’uovo

 

Caos concentrato, è il seme dormiente

O arnia ancor chiusa, ha in sé propellente

Quan s’apre l’arnia, o germina il seme

Più cosmiche forze, agiscono insieme

 

Apicoltura in bugni, e arnie di paglia

Viene praticata, là in qualche boscaglia

Luneburghese bugno, antico ed efficace

Con l’arnia razionale, nomade ci piace

[1]

Possono esser trasportati, pure ingranditi

Son di polistirolo, legno oppur di paglia

L’ape simpatia, mostra per quell’arnia

Calda e con silice, di segale di paglia

[2]

Scegli come sede, siepi o avvallamenti

Protetti con l’ombra, ai margini del bosco

Pur piccole alture, con siepi oppur ginepri

Creano microclima, senza fare sprechi

 

Arnia razionale DB (Dadant-Blatt Carlini)

 

Metti l’alverare, su stabile supporto

Non proprio sulla terra, staccala di poco

Inclina leggermente, l’anteriore lato

Così che la condensa, scivoli pian piano

 

Ciò puoi ottenere, inserendo dietro l’arnia

Due cunei o molle rotte, come i muratori

Un peso sul tettino, zavorra vento forte

Legni in bacinella, con acqua dà manforte

 

Api e cavalli di norma, tolleran l’un l’altro

Cavallo ha odor forte, può irritare l’ape

Specie se nell’aria, arriva un temporale

È spinta alle punture, allontana l’alveare

 

Non fare uscir le api, verso l’occidente

A venti ed intemperie, sono loro esposte

A sud-est è l’ideale, il sol non è diretto

Gli eviti lavoro, di far raffreddamento

 

Calore eccessivo, induce api a dispersione

Mentre notti fredde, l’induce a star vicine

Escursio caldo e freddo, creano agitazioni

Svernano le api, in disarmon condizioni

[3]

La porta rastrelliera, già da fine maggio

Toglila del tutto, se senti caldo in raggio

Rimettila in autunno, quan compare freddo

Mentre nell’inverno, restringila parecchio

 

Ti insegno far sciroppo, bollir venti minuti

Sia zucchero di canna, in pentola di acqua

Un kilo in un litretto, fai tu io non controllo

Riempi il nutritore, non superare il collo

 

L’ape disturbata, quando vola in alto

Se vede testa d’uomo, contro cielo chiaro

È indotta alla puntura, poiché vede minaccia

Dalle un tetto rami, sopra la tua faccia

 

Ciascun apicoltore, che abbia forte stima

L’arnia costruisce, da se con le sue mani

Con regole e misure, del tutto personali

Sceglie pur creativo, i favi e i materiali

 

Dopo l’inverno, guarda vol depurazio

Le api aman bianco, giallo ed arancio

Se vedono i panni, li scambian per fiori

Verranno chiazzati, di fatte marroni

 

Le api non aman, rumor di motori

Disturbano danze, accendon furori

Le danze in simposio, comunican dati

Su fonti di cibo, e di altri essudati

 

La pista al bottino, è segnalata

Con più emissioni, di ferormoni [4]

Bottinatrice, s’abitua ad andare

Alla stessa zona, a bottinare

 

L’area sovente, per tutta la vita

Sfrutta coerente, per sua partita

1 chilometro quadro, copre normale

Se vi è costretta, può sconfinare

 

Dode kilome, è il massimo raggio

Oltre del quale, nòn vale un rancio

Dispendio energia, eguaglia raccolto

E improduttivo, diviene il rapporto

 

L'apicoltore, sia accorto e saggio

Assicuri che zona, sia fior foraggio

Ricopre famiglia, intorno alveare

Ettar trecento, per suo bottinare

 

L’ape torna all’arnia, còl suo bottino

In bocca lo depone, di altre operaie

Rigurgita insaliva, tra stomaco enzima

In alveoli è riposto, in miel si raffina

 

Scorta d’inverno, che l’ape raccoglie

Com la rugiada, da pozze e da foglie

Assieme al lavoro, v’è l’esplorazione

Di nuove zone, per la bottinazione

 

Un principiante, se ascolta gli esperti

Perde il coraggio, a seguir negli intenti

Se osserva da sé, diventà apicoltore

Sceman barriere, cresce in ardore

 

Vestiti e copricapo, sian di colore chiaro

Di lino o di cotone, chiusi attorno al collo

Ti lascian traspirare, il sudor non emanare

Odor sennò disturba, l’ape a punzecchiare

 

Gli uncini delle zampe, facili s’impiglian

Nei tessuti a maglia, capelli oppure barba

La conseguenza è, spesso una puntura

Minaccia è percepita, dà social creatura

 

Usa il velo e i guanti, sol se necessari

È bene instaurare, un contatto con le api

Non fare attività, insieme alla paura

Tieni cuore aperto, e l’anima più pura

 

Per riparare l’arnia, un piccolo martello

Tenaglia e cacciavite, un po’ di fil di ferro

Una scatola con chiodi, una leva stacca favi

Lo spruzzator d’acqua, e la pipa come chiavi

 

Fa d’affumicatore, una pipa da tabacco

Il fumo puoi soffiare, invece che aspirare

Al posto del tabacco, i fior di tanaceto

Lolla oppure fieno, legno marcio di vigneto

 

Non usare torba, o cartone puzzolente

Il troppo affumicare, serve poco o niente

Leggèr disperdi il fumo, su sommità dei favi 

Con singol piume d’oca, allontana le tue api

   nota: non spruzzare fumo diretto su api o favi

 

All’inizio dell’anno, puoi controllare i teli

A veder se c’è varroa, o in cerca d’escrementi

A capir la posizione, del favo e la famiglia

Dice quant’è grande, lo spazio ch’essa piglia

 

La quantità di cera, che vedi sgretolata

Ti dice quan riserva, invernale fu sfruttata

Controlla sui telai, percentuale d’api morte

Rintraccia se fra esse, regina n’ebbe sorte

 

Se invece troverai, delle api fuchi morti

Saprai che la famiglia, regina ottenne tardi

Questa non potendo, coppiarsi in vol nuziale

Famiglia i fuchi tenne, a lungo da svernare

 

Se bene vuoi condurre, analisi escrementi

I teli puoi rimuover, almen due giorni avanti

del vol depurazione, sennò famiglie forti

Li portano di fuori, togliendoli ai tuoi occhi

 

- calendario lavori

Intensiva apicoltura, segue dei principi

Spazio per famiglia, adatto a scaldamento

Covata a fin inverno, a scorte sia adattante

2 piccole famiglie, men miele d’una grande

[5]

Raccolto proporziona, a numèr bottinatrici

Essa è proporzione, a covata mese prima

Regin d’uno due anni, depone pur più uova

Incrementa covata, in famì piccina nuova

[6]

Sia sede dell’apiario, tra nettarifer fonti

In raggio 3 kilome, di presso tieni l’acqua

Importante è microclima, luogo a collocàr

Con protezion dal vento, e assenz’umidità

[7]

Distanza molto grande, da centri industriali

Avere vinto la paura, delle punture di ape

Fluido comportarsi, sè irritarle vuoi evitare

Osserva api esigenze, e il clima a visitare

[8]

In periodi d’abbondanza, l’api son più miti

Le visite di sera, comunque ti sconsiglio

Ogni visita poi duri, il tempo operazioni

Temperatura interna, e sui 36 in ogn’ori

 

Febbraio-Marzo d’occhio, vedi dall’esterno

Annota su una scheda, tenuta sotto il tetto

Lavor bottinatrici, a capir forza famiglie

Sul predellin osserva, cadaver ninfe figlie

[9]

Picchiando contro l’arnia, si leverà brusio

Normale lieve breve, d’allarm’intenso lungo

Rivel regina assente, ora valuta le scorte

Soppesa l’alveare, con man solleva ponte

[10]

Da dode gradi in su, puoi far visìt’interna

Tu osserva la covata, le scorte e la salute

Marzo primavera, fa stessa investigazio

Sviluppo di famiglia, regin covata e spazio

[11]

Seconda primavera, quindìci giorni dopo

Osserva la colonia, e livella o men famiglie

Aprile è sciamatura, controlla cel reali[12]

A maggio giugno fai, la posa dei melari

 

Riempito spazio nido, appar cera candita

È tempo necessario, di aggiungere i melari

Aumenti il loro spazio, e riduci sciamatura

Escludi la regina, a covar nuova struttura

 

Dopo melar posati, puoi limitar controllo

Osserva attività, delle api nel melario

D’annat’eccezionali, aggiungi altri melari

O se smielatura, rinvii a doman domani

[13]

Luglio agosto osserva, le porticin di volo

Fai cur a nuclei sciami, d’artificial lavoro

Rifornimenti d’acqua, regin vecchie cambia

Ombreggia l’alvear, agosto piogge scambia

 

Azion settem ottobre, è preinvernamento

Riduc’ingresso nido attèn saccheggiamento

Osserva la colonia, e fai l’ultima smielata

S’è regina fucaiola, e presenza di covata

 

Fà pareggio scorte, con scambi miel telai

o var zuccherin sciroppi, metti in nutritori

Ai lati sposta i favi, vecchi od ammuffiti

Osserva pure il volo, delle bottinatrici

 

Prima visita autunnale, puoi verificàr

Lo stato di regine, e scorte quantità[14]

Sposta verso l’api, i favi pien di miel

Integra e poi vè, varroa se fondo tien

 

Metti pur diaframmi, al minimo la porta

Coibenta spazi vuoti, di panni se convien[15]

A riunir famì diverse, usa metodo giornale

D’inverno l’alveare, è ben non disturbare

 

Osserva in meditazio, i vol purificazio

Soppesa pur ascolta, ronzio della colonia

Lettur strisce sul fondo, segui nella nota[16]

Residui pure leggi, sul fondo antivarroa

 

Famiglia popolosa, porta a sciamatura

Pur spazio carente, gran covata e scorte

Fuchi in sovrappiù, oppur regina vecchia

Favi irregolari, o disfatti pien di pecca

 

Ceppi sciamatrici, geneti predisposti

Per limitar sciamata, pareggiale  famiglie

Una debole con forte, o anticipa i melari

Elimin cova fuco, e dei cupolin reali

[17]

Sciamatura artificiale, previen la naturale

Aumenta a piacimento, il numer di colonie

Controlla pur previeni, azioni di saccheggio

Didattica sia l’arnia, fatta in vetro seggio

[18]

 

- sciamatura e danza delle api

A primavera i pascoli, iniziano a fiorire

Nettare e polline, son pronti a comparire

Più piante bottinaie, stimolan sciamatura

Colza e Ravizzone, e altre piante di natura

 

Affascinante esperienza, vive apicoltore

Nel giorno annual del volo, di depurazione

Dopo settimane, di calma e di silenzio

Ferve attività, che monta come assenzio

 

Miracol che succede, durante sciamatura

Oppur duran raccolta, di miel stagionatura

Par di vedere l’api, riprender libertà

Per riattivarsi allegre, al sol che nuovo và

 

Se alcune famiglie, non son volate via

Osserva in attenzione, fori volo dell’arnia

Ausculta sera stessa, diagnostica perché[19]

Tono e tipo di ronzio, ti sveleranno che

 

Se senti bel ronzio, la famiglia è tardataria

Ancor priva di regina, depura a nuovo giorno

Se invece v’è silenzio, prova a risvegliarla

Batti leggermente, tue dita su quell’arnia

 

Se nulla succede, famiglia può esser morta

L’inverno non passò, esaurita è la sua scorta

Apri arnia per vedere, for di volo chiudi bene

Saccheggio eviterai, che da fuor proviene

 

Primavera è riunione, spontanea di famiglie

Quelle prive di regine, unisci a sciami figlie

Togli tetto spruzza l’acqua, di timo sopra favi

Pon su nido di covata, fogli carta di giornali

 

Buchettati con un ago, che faran da divisorio

Tra cassetta posta sopra, e l’arnia sottostante

Le famiglie riuniranno, allargando fori a morsi

Solo una regina, infine riesce a imporsi

 

Un telaio di controllo, al tempo sciamatura

Un foglio ben cerato, residuo d’uno vecchio

Serve a dare traccia, alla costruzion di celle

L’esagon abbia in alto, le orizzontali rette

 

Famiglie stimolar, in giornate brutto tempo

Con cibo di sciroppi, 1kil zucchero in litro

Gran celle sono i fuchi, lor favi a lato nido

Così più spazio avran, è sicur te lo confido

 

Le celle percolate, svelan chi è la regina

Se le celle son di fuchi, la regina è fucaiola

Non ancora fecondata, sciamatura è ritardata

Ora osserva quantità, che di cibo è annidata

 

2 settimane dura il ciclo, di covata di regina

3 giorni dura l’uovo, mentre 6 rimane larva

Per 7 dì sarà pupa, nella cella opercolata

Con cibo nutriente, sigillata e coccolata

 

Operaia pappa reale, con ghiandole produce

Su covata la riversa, finché cibo eccede luce

Smetter non può di colpo, tutto in una volta

Lo spazio divien stretto, sciame sta alla porta

 

Giorni soleggiati, per sciamatura e vol nuziali

Tra le dieci e le ore tredi, tranne l’eccezioni

Sciamatur in pomeriggio, potrebbe accadere

Se meteo giorni prima, fu brutto da vedere

 

Da una famiglia posson, nascere più sciami

Stroncare l’impulso, in più anni indebolisce

L’arnia organismo, che esposto ai parassiti

Cresce con la voglia, di punger chi infastidi

 

Se famiglia fai sciamare, rafforza e sdoppierà

Lo sciame quattro giorni, sull’albero starà

Spruzza pur con acqua, a farle raggruppare

Con uno spruzzatore, riesci a far calmare

 

Usa poi un canestro, una stecca agitarami

Prova calmo a catturare, cervello ape regina

Lo sciame ora introduci, dentro alla cassetta

Intorno al for di volo, api ventilan essenza

 

Agitan le ghiandol, odorifere a soffiare

Nell’aria feromoni, per richiamar compagne

Se vedi che usciranno, dopo circa la mezz’ora

Vuol dir che la regina, manca alla cattura

 

Lo sciame si riforma, là dove è la regina

Calmo ricomincia, l’agguato a sciamatura

Di sera quan le api, saran tutte rientrate

Siano le cassette, asciutte ed oscurate

 

Per ventiquattr’ore, starà a configurare

Un grappolo di vita, pronto a dimorare

Se usi un’arnia usata, passala alla fiamma

Si da eliminare, parassiti e cera manna

 

La propoli residua, sciogli con la fiamma

Vedrai conferirà, profumo sano all’arnia

Sciame in arnia sporca, con muffa la disturba

purifica con Menta, sennò rischi che fugga

 

Melissa strofinata, seduce il nuovo sciame

Nella nuova arnia, sia nomade o sia paglia

Nel tempo sciamatura, ricordar conviene

che 48 ore, famiglia ha scorta in miele

 

L’api esploratrici, cercan nuove fonti

Di nettare e pollin, propoli ed acqua

La loro efficienza, di esplorazione

È pari alla danza, di comunicazione

 

Trasmettono i dati, alle altre operaie

Il linguaggio è un danza, codificata

Di ritmo e di forma, secon la distanza

La direzione, qualità e circostanza

 

Se il cibo è in raggio, di cèn metri d’aria

La danza è in cerchio, oraria e antioraria

Se supera i cento, ape danza d’addome

Tracciando un otto, su cui si muove

 

Agita addome, tan freneticamente

Quan più vicino, è cibo che intende

La retta del sole, è riferimento

Suo ultravioletto, è orientamento

 

Nel buio dell’arnia, viaggia un ronzio

Che danzatrice, trasmette sul favo

Corre il messaggio, per spettatrici

Alcune fra tante, raccolgono auspici

 

Ape vibra l’antenne, sceglie soggetti

In mezzo al gruppo, scambi indiretti

Simpatia ad operaie, inattive distanti

Che inizian lavori, instauran regnanti

 

Duran sciamature, le vergin regine

Saranno allevate, ed alcune vibrate

Questo influenza, destin di prescelta

Che se più vibrata, canta più in fretta

entomologia imenotte, varroa flagello pure

 

L'ape mellifera, è in classe con gli insetti

Dell’ordine imenotteri, sociali ed evoluti

Assieme alle formiche, accumula riserve

Per superar l’inverno, letargo pur le serve

 

Il corpo d’api ed insetti, tiene tre parti

Testa e torace, addome ed arti esterni

Due occhi laterali, composti e arrotondati

Coperti con dei di peli, vedon sofisticati

 

Insensibili al rosso, lo vedon come nero

Se l’arnia fai rosso, niente orientamento

Sensibili a ultraviola, lor vedono lontano

Orientan col sole, più di occhio umano

 

Per cogliere odori, calore e umidità

Antenne tronco e frusta, posson orientar

Tre ocelli sulla testa, riescono a vedere

Dentro  all’aveare, ciò ch’è di dovere

 

La bocca è munita, di mandibole due

Per lavorar la cera, e il propoli raccoglier

Il torace son tre anelli, saldati fra di loro

Ciascun ha paio zampe, 2 paia d'ali sono

 

Le ali son membrane, tese e trasparenti

Battono in frequenza, duecencinquata cicli

Zampe son composte, da coscie e trocantere

Femore con tarso, ventosa e artigli vere

 

Le zampe anteriori, hanno intaglio a lunotto

Per strofinar le antenne, manipolar raccolto

Le zampe posteriori, munite di un cestello

Con pettine di peli, lo portano al castello

 

L’addome è sette anelli, s’innesta sul torace

Al fondo è il pungiglione, dote femminile

Il melario sacco, ha posto nell'addome

Ghiandole per cera, diposte sotto addome

 

Intestino medio, digerisce gli alimenti

Intestino posteriore, accumul deiezioni

Per mesi o settimane, specie nell'inverno

Quando si rimane, al caldo dell’interno

 

Il comportamento, delle vespe sociali

È simile ai bombi, più grandi dell'ape

Questi fanno i nidi, con regina sottoterra

Famiglia si risveglia, se primaver’atterra

[20]

I bombi come l’api, son vegetariani

Nettare e polline, bottinano soltanto 

Accumulo essi fanno, solo per covata

Di femmina feconda, dopo l’ibernata

 

La regina fondatrice, depone le sue uova

Alleva poi le larve, in attesa di operaie

Quando son formate, lor vanno a bottinare

Regina va in clausura, continua uova a fare

 

Bottinai più dell’api, lavorano più a lungo

Anche con la pioggia, freddo vento appunto

Poi coi primi freddi, famiglia bombo muore

Negli alveari d’api, qualcun martirio vuole

 

Or altri imenotteri, si nutron d’insetti

Le vespe e i calabroni, sono predatori

Inoculan veleno, non perdon pungiglione

A differenza d’ape, che punge dopo muore

 

Portano le prede, nel nido a farne pappa

Ghiotte pure sono, di zuccheri e di sfatta

Mandibole taglienti, incidono sui frutti

Sminuzzano le fibre, fanno nidi tutti

 

L'origine dell'ape, in fossili di sciami

Rivela pure lì, natura sua gregaria

Riunita poi in famiglie, l’ape solitaria

Scelta fa graduale, in era quaternaria

 

S’adattano veloci, a vari cambiamenti

Vicin zuccherificio, bottinan saccarosio

Se invece trasportata, in zone tropicali

Raccoglie inizialmente, scorte colossali

 

Dopo alcun stagioni, comoda essa scopre

È inutile gran scorta, se nettare c’è sempre

È sol dov’è l’inverno, che accumula energia

Al fin di attraversarlo, in semi letargia

 

L’ape mellifica, ha famiglia permanente

Che non dissolve, alle soglie dell'inverno

Grazie alle scorte, di miele accumulate

Durano per sempre, se non disturbate

 

Nel mediterraneo, regina ricomincia

A deporre uova, quan mandorlo fiorisce

Assieme alla mimosa, a inizio di febbraio

dapprim lentamente, poi è volano in saio

[21]

In luogo montagna, e nelle zone interne

Ritarda un paio mesi, la schiusa delle uova

Sviluppano le larve, grazie a incubazione

Sui trentasette gradi, e all'alimentazione

 

Nell'arnia le api fanno, un grappolo calore

Trentasette gradi, che scende a venticinque

Se non c'è covata, ma il giorno che riprende

La scorta in miele scende, più rapidamente

 

Se viene freddo e pioggia, àbbastanza lungo

L’ape smette uscire, colonia può morire

L’apicoltor sorvegli, l’irregolar stagione

Prnto a intervenire, con soia e beverone

 

Regina feromone, trasmette alla famiglia

Al fin della coesione, inibisce ciò che impiglia

Dopo il terzo anno, regina divien vecchia

La feromon sostanza, diviene pure spiccia

 

Moltiplica in tre modi, famiglia in sciamatura

Regin di nuovo sciame, il trono s’assicura[22]

Famiglia insoddisfatta, rinnova quella vecchia

Regina suppletiva emergenza in sé rispecchia

 

Famiglia numerosa, e spazio insufficiente

Spingono operaie, a nutrir giovani larve

Con pappà reale, per farne gran regine

Spingono poi l’altra, fuori dal confine

 

Il primo sciame, può averne dei seguenti

Composti da regine, ancor non fecondate

In vecchi tronchi o, caminio abbandonato

Fondan la colonia, il ciclo è rinnovato

 

 - ape operaia, regina e fuco

L’operaie son lunghe, fin dodici millìmi

Nascono da uova, deposte e fecondate

Le mette la regina, al fondo d’ogni cella

Tre giorni dopo schiude, e nasce larvarella

 

L'uovo è un bastoncino, bianco e cerulèo

Schiude e da una larva, più piccola dell'uovo

Questa sta sul fondo, si muove alla moviola

È bianco vermiciattol, sensibile a ultraviola

 

 

Or mangia gelatina, deposta da regina

La larva di operaia, passa cinque mute

Residui digestione, sono espulsi in fondo

Prima di ninfosi, digiuno e bozzol mondo

 

Dopo sette giorni, le celle saran chiuse

Con un tappo in cera, e cibo vien sospeso

Comincia metamorfo, le larve or sono pupe

Completan dode giorni, ed escono da buche

 

Dopo ventun giorni, diventeranno adulte

Cambiano pur spesso, l’occupazione tutte

Spazzine oppur nutrici, con cera muratrici

Riparan favi e celle, guardian bottinatrici

 

Vivono sei mesi, le nate a fine estate

Le altre vivon meno, poiché v’è attività

Frenetica raccolta, di polline con nettar

Estinguono energie, prima e pure in fretta

 

Quan sciamano le api, han melario pieno

Le ovaie hanno inibite, latente sua funzione

In mancanza di regina, o di sua inabilità

Le ovaie a funzionare, cominciano da quà

 

L'operaia ha l’aculèo, che usa presso casa

Quando la famiglia, vien molto disturbata

Se accede là un intruso, nel corridoio volo

Le api di tre giorni, incapaci son del dolo

 

Da uova fecondate, or nascono regina

Deposte in cel reali, più grandi delle altre

A forma stalattite, o a ghianda rovesciata

Nutrita a pappa reale, durante sua larvata

 

Per questo cresce molto, più delle operaie

Vivrà fin quattro anni, o cinque s’è virtuosa

Impiega sedi giorni, a diventare adulta

Fino a due centim, riesce ad esser lunga

 

Le riconosci bene, l’addome è assai lucente

Produce tutto il giorno, le uova di famiglia

Fino duemila al dì, ed escon da alveare

Solo per sciamare, oppur per maritare

 

Grazie ai feromoni, influenza intero sciame

Profumo che regale, s’annusa con le antenne

Solo in casi rari, può nascer straordinaria

Da uova infecondate, se manca ereditaria

 

Se griglia divid-arnia, metti non precisa

La regina snella, può attraversare sbarre

Ha pungiglion ricurvo, a sciabola mai usato

Adatto a eliminare, sol la rival di stato

 

Se entro 20 giorni, regina non s’accoppia

Rimane fucaiola, famiglia allor l’accoppa

Sennò famiglia estingue nel gir di pochi mesi

È legge di natura, perciò non siate offesi

 

I fuchi sono i maschi, del popol delle api

Più grandi di operaie, han l’addome tozzo

Più lunghe hanno le ali, e volo rumoroso

Inadatti a bottinare, li nutrono a riposo

 

Nascon dalle uova, affatto fecondate

In celle più grandine, a fine dell’inverno

Ventiquattro giorni, per diventare adulti

Per fecondar regina, non copulano tutti

 

Duran bella stagione, i fuchi fan convegno

In sciame a forma sfera, oppure di cometa

Si librano nell’aria, in volteggi evoluzione

Attraggono regine, con grande eccitazione

 

Una regin s’accoppia, con diversi maschi

Fin che spermateca, si riempie dello sperma

Dopo accoppiamento, fuco cade e muore

Gl’organ genitali, l’ha persi nell’unione

 

Vivono assai breve, fin cinquanta giorni

Producono calore, e lavorano nell’arnia

Niente pungiglione, le anten sofisticate

Sensibili agli odori, son più sviluppate

 

Hanno grandi occhi, che coprono la testa

Presenza e odor dei fuchi, stimola operaie

Fan guardia e protezione, duran volo nuziale

Così regina d’arnia, morir non può rischiare

 

Sui litoral d'Italia, nascono in febbraio

Liberamente vanno, in tutti gli alveari

Qualcuno pure sfugge, a eliminazione

Passerà l'inverno, nell'arnia di adozione

 

- acaro varroa destructor

S’aggira silenzioso, nel bui d’alveare

Per vittima cercare e un ovo penetrare

Vivendo alle sue spese, fin maturazione

Attacca apis mellifer, sin a distruzione

 

Diffus anni anni ’60, in Russia e Bulgaria

Da sempre natural, parassita d’ape indian

Per lunga convivenza, giunta ad equilibrio

Letale per nessuna, delle 2 specie vibrio

[23]

 

L’uomo a Sumatra, introdusse apis mellifer

Notoria predatrice, disposta a saccheggiar

Vola assai più ampio, per fonti più lontan

L’indiana spodestò, da suo areal natural

 

Varroa fu la risposta, che la natura diede

Trovò la bella preda, del tutto impreparata

Che senz’aiuto uomo, perisce inter famiglia

In cova opercolata, si nutre poi scompiglia

[24]

Varroa tien 8 zampe, un apparà succhiante

In covata è parassita, gran forza distruttiva

Commercio di regine, e buon adattamento

Diffuse epidemia, assiem a lucro intento

 

Sverna sull’addome, della operaia ape[25]

Il ciclo suo di vita, sincrono a larva d’ape

A inizio primavera, riprende ritm’imposto

Entra parassita, in uovo appen deposto

 

La cella è opercolata, varroa sicura sta

L’ape adulta che esce, malformata sarà

Debilitata incapace, a svolger suo lavor

Malattie e parassiti, ne fan preda ristor

[26]

Acaro importato, dall’asia prim invasa

Femmine rossicce, come capocchia spillo

Maschio di varroa, non è dannoso all’ape

Suo apparà boccale, copula e trasale

 

Entrata in alveare, propaga sen battute

Tra calda umidità, di operaia attività

Il ciclo di sviluppo, fà in celle sigillate

Dove le operaie, si trovan disarmate

 

Comportamento d’ape, favorì varroa

Saccheggiare porta, contatto tra famiglie

Oppur lo scambio favi, di già parassitati

Una forma convivenza, cerca in risultati

[27]

Varroa predilige, cel maschil tu ricorda

Il trappolino permette, eliminar favi fuco

Ingegno e intuito fino, e controlli razionali

Impediscon diffusione, in biologici alveari

 

Una biologica lotta, sviluppata in Salento

Una trappola or usa, a sfruttàr sua abitudi

Telain senza cera, indicatòr trappòl funge

Nuove celle api fuco, attir per espunger

[28]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

coltur del baco Seta, e di albero del Gelso

 

Gelso della Cina, orientale e centrale[29]

Raggiunge l’altezza, dieci dodici metri

È alber secolare, dalla chioma ampia

Radici profonde, robuste gial arancia

 

Tronco dell’adulto, circà settan centime

Corteccia screpolà, piccin reticol scaglie

Lisci ramoscelli, gemm’apice appuntite

Ciascuna tiene dà, 5 a dode foglioline

 

Fior’infiorescenze, androge monoica[30]

Tiene frutto buon, sorosio vien chiamato

Propaga per seme, seguita da innesto

Pur eccezionale, propaggin talea sesto

 

Primaver seguente, gonfiano le gemme

L’astone sia tagliato, a circa cen centime

In successivi mesi, aston dà più germogli

Scegline 3 o quattro, gli altri invece togli

 

Primavèr secondo anno, pota i 4 rami

Fin venti centime, come a potar capelli

Lascia pur su ognuno, tre o 4 gemme

Da cui svilupperanno, rami terza pelle

 

Dop’ogni potatura, v’è nuov’emissione

Rami concentrati, in zon’apical di pianta

Negli anni cresce forma, a testa di moro

È un capiglio riccio, chioma ulivo d’oro

 

Pota in produzione, un taglio che rasenti

Baruffo testa moro, dei rami più frondosi

Non raccoglier foglie, nei primi 3-4 anni

A favorir la pianta, evitar ferite danni

[31]

Estirpa pur terreno, dopo potatura

Organico letame, sorveglia pure clima

Media produzione, 2 kil giovane pianta

Cresce con l’età, fin arrivar cinquanta

[32]

Luce e umidità, e temperatura vuole

Come tutte piante, oro alber del sole

Vuol clima temperato, estati brevi toni

Ama le colline, ponente e sud esponi

 

L’espone umidità, a var più malattie

Brina l’è dannosa, specie nel levante

Vento moderato, impedisce brinazione

Stimol fecondazio, e la traspirazione

 

Soffice terreno, non troppo torboso

S’adatta facilmente, fuor d’umidità

In italici terreni, ben s’adatt’assai

Bachicoltura fu, Calabria Puglia sai

 

Gelso nero è alto, fin quindici metri

Ital meridionale, cresce com arbusto

Ner e bianco entrambe, baco fanno seta

Produc’infruttescenza, ner succò violèta

 

Dai frutti fan sciroppo, acido apprezzato

Antico collutorio, per gargarismi in bocca

Infiammazion di gola, tosse espettorante

Se diluito in acqua, è grande dissetante

 

Còrteccia radice, analgesica sfiammante

Purgante fa diuresi, è ipò-glicemizzante

Identi proprietà, le hanno pur le foglie

Decotto preparato, astringenti coglie

[33]

Contengon tannino, foglie con radice

Decotto oppur infuso, evita in gastrite

Tengono le foglie, aminoacidi elementi

I frutti assai squisiti, vitamin proventi

 

È radice gelso, mediCin tradizionale

Antibattericida, contro la car dentale

Contro tosse e asma, contràs pur HIV

In estratto d’alcool, miracolo surplus

 

Gelso sue radici, imbriglia pur terreno

Limita erosione, rallenta acqua piovana

A mezzo delle foglie, diffuse talea pianta

E è dall’antica Cina, che l’imper impianta

[34]

Con le arabe invasioni, segue vite e olivo

Portata fu a Bisanzio, da monaci in Europa

Raggiunse la Sicilia, l’Africa e il Caucaso

Alber chioma d’oro, viene dentro vaso

 

Via della Seta, strada lunga tortuosa

Attraversa la storia, coi suoi continenti

L’Asia inter percorre, nasce dalla Cina

Assieme coi mercanti, in Europ arriva

 

Strada che prende, mille diramazioni

Divergon convergon, in varie direzioni

Inghiottite da sabbie, lontàn riapparire

Vasta autostrada, in sentieri a sparire

 

Lunghissima via, prim pellegrinaggio

Avvolge la Terra, con gran tela filata

Da magico insetto, col suo filo lucente

La seta d’incanto, melodia resistente

 

Lavorazion di seta, nasce ad Oriente

Lentamen si sposta, lungo arco del sol

Giunge in Sicilia, e Calabria in ricamo

Rugger re normanno, le da una mano

[35]

La penisol risale, a Firenze è fiorente

Genova e Milano, e Venezia mercante

Velluto di seta, con pavon fior di loto

S’un fondo rosso, e melograni di oro

[36]

Strada leggera, luminosa d’oriente

Snoda i suoi porti, elegan resistente

Re Sol apre industrie, a Lion e Parigi

Ameri raggiunge, da Londra Tamigi

 

Fil secreto baco, un bombice mori

Lepidotter di Cina, o bianca farfalla

Le uova prenota, nel mese di maggio

Calcola i gelsi, e le foglie d’assaggio

[37]

Vita attiva baco, è tren-quaranta giorni

Rosicchia la foglia, poi dorme e si muta

Quattro dormite, alla quinta gran fame

Avido mangia, gelso fresco fogliame

 

Dopo d’un mese, a secondo la razza

Arriva e matura, e in bosco s’accampa

Un fascio rametti, ravizzone o saggina

Su tavol disposti, tengon nodi di cina

 

A fin metamorfo, muoion in stufatura

Accudir le bestiole, tra puzzina e fatica

La casa or è invasa, da bianche farfalle

A evitargli malanni, disinfetta le stalle

 

Preservano pure, in magia-protettiva[38]

Da var malattie, macchie nèr e pebrina

Donne tengono al seno, in pezza di lino

Facilitan schiusa, notte sotto al cuscino

 

Assiem a bambini, ne facevan la cura

A momento di schiusa, gli davano foglia

Li tenevan puliti, arieggiati e al calore

Via da formiche, topi gallin ghiottone


 

[1] L'arnia razionale classica da 10 telaini deriva dal modello originale ideato dal reverendo Lorenzo Langstroth nel 1851 in America, successivamente modificata da Charles Dadant e Blatt nel 1859, venne, nel 1932, standardizzata, nell'arnia Italica-Carlini che usa tavole di abete di 3 cm. Se i favi sono disposti parallelamente all’entrata dell’alveare si dice arnia a favo caldo; se disposti perpendicolarmente è a favo freddo

[2] Per paglia di segale usa trincipaglia con cui si trincia il mais

[3] il calore sia graduale, le Arnie non siano esposte al sole cocente diretto.

[4] l'operaia, visitato il fiore, depone un ormone che segnala alle altre api, che per un pò  il raccolto è fatto. Su consiglio di altre compagne parte poi alla scoperta di piante  nuove.

[5] La mancanza drastica di nettare in primavera blocca la produzione di covata

[6] famiglie che sciaman nell’anno, daranno poco niente miele, mentre le grandi superano facilmente i rigori dell’inverno.

[7] quando si tratta di un luogo di montagna è preferibile avere gli apiari in basso rispetto alle fonti di raccolta in modo che le api possano fare i percorsi in salita scariche e quelli in discesa a pieno carico. Posa le arnie al riparo dai venti dominanti, in luoghi non umidi, soleggiati almeno nelle ore del mattino; fra un posto sempre ombreggiato ed uno sempre soleggiato è preferibile quest'ultimo. Il tepore del sole anticipa l'ovodeposizione primaverile della regina ed allunga il periodo di volo delle bottinatrici.

[8] Le api reagiscono a stimoli e situazioni, l’aggressività è legata soprattutto alle caratteristiche genetiche e a fattori contingenti (climatici, ora del giorno, presenza di nettare e polline, umore api, campi agricoli trattati, rumori forti, ecc. Le condizioni ideali per aprire e visitare l’alveare sono: giornata calda senza vento o leggermente ventilata in orario centrale della giornata (ore 11-14 ). La temperatura interna, al centro del glomere è 35-37°C in ogni momento dell’anno

[9] Api morte sul predellino, son sintomo di malattie di api adulte o avvelenamenti; presenza di cera sul predellino indica saccheggio; presenza di ninfe morte indica abbassamento di temperatura o termine delle scorte; tracce di escrementi brunastri rivela fenomeni diarroici

[10] sollevando con una mano il bordo posteriore dell’arnia, si avrà un’importante valutazione delle scorte disponibili

[11] dentro l’arnia, dove c’è la covata, la temperatura è circa 34°C., la visita sia molto breve con idee chiare su cosa fare, causa il raffreddamento della famiglia; osserva quantità di scorte (miele e polline), condizioni dei favi (aumento spazio e rinnovo) e condizioni sanitarie (event. lotta biomeccanica)

[12] al fine del cambio delle regine per la produzione di pappa reale e polline

[13] Se vedi miele maturo posa gli apiscampo, fa prima smielatura, è possibile una smielatura primaverile, una estiva ed una autunnale, secondo conduzione degli alveari (fissismo o nomadismo), l’importante per il prelievo del miele, è che occorre che sia maturo cioè non deve contenere più de 18% di umidità. Si consiglia l’estrazione dei favi quando questi sono opercolati almeno per 2/3 su entrambi i lati. Per allontanare le api dai melari esistono vari modi: il diffuso uso di apiscampo negli hobbisti e i soffiatori per i professionisti

[14] stato delle regine: vecchie o poco prolifiche. Molte provviste ed abbondante covata autunnale sono garanzia di precoce e vigorosa ripresa primaverile. È utile spostare verso i bordi esterni i favi vecchi

[15] per aiutare le api a consumar meno miele, porre eventualmente materiali coibenti tra tetto e coprifavo

[16] 4/5 strisce: strisce centrali lunghe (colonia ben popolata); detriti con ninfe di operaia (la regina ha iniziato l’ovodeposizione); detriti di colore scuro (favi vecchi); detriti su un lato (le api si trovano sul lato più caldo); strisce sottili e basse (le api consumano poche scorte).

[17] nel clima favorevole alla sciamatura, prova a eliminare le celle reali ogni 4-6 giorni

[18] Il saccheggio può essere latente o violento. Nel latente le api riescono a rubare le provviste di nascosto mentre nel saccheggio violento, le api di un alveare attaccano in massa quelle di un’altra famiglia

[19]ausculta con tubo di gomma o con orecchio alla parete. A volte le famiglie sono ancora prive di regine

[20] Bombus terrestris, pratoriumlapidarius, hortorum.,  hanno ligula proboscide più lunga dell'ape. La famiglia del Bombo è fatta da circa 3-400 insetti, più decine di  maschi e operaie sterili di piccola e grande taglia. V’è pur tra vespe la  suddivisione fra femmina feconda, maschi e operaie sterili

[21] A fine inverno son circa un milione di operaie, poi con nove gradi minimo, l'ape esce all'aperto, il cibo cresce e la regina arriva fino a 3.000 uova al giorno!

[22] La regina vecchia è soffocata o vola via e poi muore. Le nuove sono allevate tra estate e autunno. La regina suppletiva è ricavata in casi estremi dove la famiglia rischia di perire, saran sostituite nell’anno successivo.

[23] L’ape indiana (apis cerana) produce maggior temperatura dentro l’alveare sgradita al prassita, ha sviluppato maggior tendenza alla sciamatura e abbandono del nido con conseg. morte della covata e varroa entro essa, inoltre la capacità di mordere il parassita consente all’apis cerana di controllare la popolazione dell’acaro. Varroa scoperta a Sumatra nel 1904 è da sempre presente nel sud-est asia, in tutti i fenom.biologici nuovi, il cambio di ospite, da parte di un parassita richiede tempi lunghi per raggiungere un equilibrio delle forze.

[24] varroa predilige covate di fuco, la femmina adulta vi entra poche ore prima che la celletta venga chiusa, avrà a disposizione circa 13 giorni se si sviluppa su covata di operaia e 15 giorni se su covata maschile. Depone fino a 6 uova: il primo darà una varroa femmina, il secondo un maschio e femmine le rimanenti. Nella covata maschile, dà vita ad una prole più numerosa, è allora utile eliminare la covata maschile quando è possibile, con la tecnica del TIT o, sostituendo favi vecchi o malformati o con celle maschili.

[25]si nutre a spese della larva, pungendo e succhiand emolinfa, differisce da altri acari (zecche di cani e gatti) per via della corazza rigida che la costringe a continue punture; è di forma ovoidale, color rosso-bruno, grande poco più di un millimetro e difficile da vedere poiché si mimetizza sul corpo delle api. Viene confusa con l’innocuo pidocchio delle api (Braula caeca). Punto debole dell’ape mellifera è l’addome, tra un segmento e l’altro ha minor resistenza 

[26] succhia emolinfa delle larve, provoca nascita d’api deformi, l'indebolimento generale della famiglia, diffusione di virus e batteri che porta alla distruzione totale nel giro di pochi anni.

[27] se il tasso d’infestazione supera il 30% (30 varroe su 100 api) la famiglia è spacciata e i fitofarmaci (Apivar, Apilife,), che stordiscono l’acaro per poi rimuoverlo a mano, son nulli, bisogna integrare varie tecniche e ricordar che ogni famiglia è un cosmo a sé da tener sotto controllo. Il TIT (normal telaino senza foglio cereo, diviso in 3 parti), sfrutta la predilezione della varroa a riprodursi in celle di covata opercolata maschili oltre che trappola, è un utile indicatore,  nel momento in cui non dovessimo trovare costruito un favetto nello spazio lasciato libero la settimana precedente, avremo il sentore che qualcosa non va. Ad es. potremmo trovare delle celle reali, indice che le api si preparan a sciamare. Deciderai il da farsi.

[28] Giorno 1: inserire il TIT tra 2 telaini di covata, avendo cura di lasciare vuota solo 1 delle 3 parti in cui è suddiviso (le altre 2 saranno chiuse con un diaframma di legno). Le api cominceranno a costruire celle che saranno da fuco (in quanto gli altri telaini che abbiamo dato loro avevano fogli cerei con prestampate celle femminili). La parte vuota del TIT dovrà essere rivolta verso l’ingresso dell’arnia, che è la parte che le api prediligono per costruire.

Giorno 8: Le api avranno cominciato a costruire un favetto nella parte libera del TIT, ed alcune celle avranno covata, togliamo il diaframma che chiudeva la parte centrale. Giorno 15: Il primo favo occuperà ormai tutto lo spazio a disposizione (1/3 del totale) e presenterà covata opercolata. Nel secondo spazio che avevamo dato alle api, esse avranno costruito un altro favetto (che si troverà come quello precedente al giorno 8). Togliamo ora il terzo diaframma e ruotiamo il telaino in modo da mettere la parte vuota rivolta verso l’ingresso dell’arnia. Giorno 22: Togliamo dal TIT il primo favo che le api avevano cominciato a costruire prima che la covata sfarfalli. In questo modo avremo eliminato la varroa che si era annidata in quel favo, la settimana successiva elimineremo il secondo favo e così via.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

impianto di frutteti, con potatur innesto

 

Alberi ed arbusti, assiem erbe da frutto

Se metti a far frutteto, necessitano cure

Dai humus duraturo, nocivo è tropp’azoto

Che invita parassiti, e zucchero a riposo

 

Fori praticati, entro e fuòr sgocciolamento

Riempi di composto, o cener d’infestanti

Foglie e frutti a terra, usa per composto

Al frutteto offri, se bene è decomposto

 

Radice d’una pianta, ogni giorn’assorbe

Ossigen quantità, pari al suo volume

Se umidità ristagna, a livello di radici 

Atrofizza lo sviluppo, riducon superfici

 

In terreni acquitrinosi, pur poco profondi

Nani alberi dimora, in fossa stretta e fonda

Nulla è più nocivo, di terreno duro o zuppo

Rompere il compatto, puoi fare col ripunto

 

Pianta una piantina, mango o altro frutto

dopo 2 anni frutta, se suolo è a lei gradito

Fa tu cubica buca, lato trenta pur d’affondo

Spargi un pò di dung, radice sopra pongo

 

Ricopri con la terra, cospargi ancora dung

Un cesto dung al mese, dice Sivalingam

Due secchiate all’alba, e tramonto innaffia

Pianta pur bastone, supporto dell’infanzia

 

Se son radici buone, faranno bella chioma

A inizio primaver, metti gli alberi a dimora

Pota radici in trapianti, germoglia sinergia

Radici in tard’autunno, vanno in letargia

 

Il melo da fittone, e cresce giù profondo

Pei primi 10 anni, espande poi a ventaglio

Ama i fior Nasturzi, e le zucche sottostanti

Vien protetto bene, da querce circostanti

 

Fai pure trapianti, da terre magre a ricche

Da montagna a valle, non fare viceversa

I porta-innesti sud, crescon rapidamente

Non sono resistenti, a freddi certamente

 

Le radici robuste, stanno in climi freddi

Sviluppan più lignina, sul versante nord

Crescono e dan frutti, molto lentamente

Se innesti o pianti a sud, van rapidamente

 

Alber da trapianto, meglio s’hanno un anno

Riorientano struttura, processi senz’affanno

Trapian d’albero grande, fuor orientamento

Espon a più disturbi, period’assestamento

 

Cura gli alberi, una volta l'anno al max

Elimina i polloni, che escon da radice

Alber denutrito, dà succhioni in chioma

Per aumentare foglie, che bevano l’aurora

 

Pal sostegno abbia, cappio fatto in gomma

A forma d’otto anello, infila albero dentro

Lascia un certo gioco, permette sistemarsi

L’albero ti dice, com quanto vuole alzarsi

 

Innest è inserimento, gemma o porzione

Di albero sull’altro, tra piante stessa specie

Zone combacianti, son nesto e portinnesto

Perfetta legatura, e l’argilla copra il resto

 

 

Taglia a 7 gemme, il cresciuto stagionale

La gemma sia basale, non lati oppure cima

Per evitar l’incrocio, di ramo contro ramo

Piramidale forma, s’apre piano piano

 

Taglio netto sia, prossimo alla gemma

Più vertical lo fai, più cicatrizzà meglio

Di terra non coprire, la cicatrice innesto

In umido o scirocco, l’innesto par funesto

 

In alberi innestati, circolazio è disturbata

I vasi conduttori, son stretti o troppo larghi

La linfa quindi sale, ora troppo lentamente

A causa dell’innesto, oppur velocemente

[39]

Potare non potare, non poto fin 4 anni

Di età degli alberelli, e solo rami secchi

Raggiunta loro forma, armoni regolare

Magari poto sopra, all’alto straripare

[40]

 

Senza potar niente, pur ciliegio viene

Tagliato solo in alto, a limitar l’altezza

Esubero non dà, pollon o incrocio rami

Selvagge potature, dan tronchi disumani

[41]

È saggio e semplice, limitare se stessi

In potatur da frutto, fai solo correzioni

Aiuta soltando, ad avvicinar loro forma

Scopri lor natura, e ad essa conforma

 

la forma naturale, permette sviluppare

Efficiente esposizione, allà luce solare[42]

Riduce spreco rami, e foglie dal forzare

Una forma artificiale, chiè gran lavorare

 

Le piante da frutto, regolarmen potate

Portan strenua lotta, con pollon e varie

Alber già presenti, abituati a potatura

Pur continua far, a evitar sregolatura

[43]

In forma naturale, osserva central leader

Qual angolo emerge, dai rami impalcatura

Quindi poi rimuovi, ogni ramo innaturale

Avrai dopo 6 anni, scàl chiocciola che sale

[44]

Tieni imago in mente, di forma naturale

Pota e allena pianta, ad essa avvicinare

Così forma riprende, piant’autosufficiente

Decresce potatura, quan matura e rende

[45]

Potar di formazione, trasmette tua forma

Apre albero chioma, e al sole si conforma

Sua tendenza a sfera, segui nei suoi tempi

Equilibra forma e frutti, sol pota ininfluenti

[46]

Pota legno vecchio, fai scorrer nuova linfa

Il vento spezza i rami, si porta pure i buoni

Quan linfà non sale corteccia asporta morta

Lichen muffe muschio, spazzolar comporta

 

Se albero è sano, sol spruzza oppure lava

Col 500 preparato, e un decotto di equiseto

Dopo potatura, quan gemme sono aperte

Applica la pasta, in autunno o primo verde

 

Ogni lesion del legno, tratta con la pasta[47] 

Buchi là nei tronchi, pulisci e poi riempi

Insetti uova e larve, se copri asfissieranno

Spruzza fronde verdi, e micosi calmeranno

 


[29]Gelso è pianta arborea (Urticales, fam. Moraceae), chiamata dai Romani,  morus Alba o celsa (moro alto) per distinguerla dal rovo. Eentro tale specie esistono varietà a diversa maturazione della foglia: precoce (moretticino), medio (florio, ichinose, kayrio) e tardive (kokusò), sfruttate per realizzare disponibilità di foglia da maggio a ottobre.

[30] infiorescenze di ambo i sessi  nello stesso esemplare. I frutti più scuri (colore delle more di rovo) nella varietà nigra, sono commestibili e raccolti acerbi sono leggermente psicoattivi.  

[31] Potatura di produzione annuale, coincida con l’allevamento dei bachi, non oltre fine giugno permette alla pianta di ricacciare prima dell’autunno successivo. Per allevamenti di bachi estivo-autunnali si possono fare potature apicali dei rami mentre la parte più basale si farà in inverno. Sebbene il gelso è una delle piante che meno soffrono della sfogliatura poiché è capace di reintegrare prontamente la foglia, non trae vantaggio da questa operazione in quanto si possono produrre ferite alla corteccia o alle gemme e o eseguire tagli non opportuni.

[32] 5-10 kg  per le piante di una cinquantina d’anni e può salire a 40 e a 60 chilogrammi per individui di 70-90 anni di età

[33] La decozione delle foglie fresche ha azione antibatterica e ipoglicemizzante, mentre il decotto della radice e l’estratto acquoso, ha effetti ipotensivi e sedativi; una sostanza analgesica, la morusina, è stata isolata anche dalla corteccia della radice del gelsomino

[34] gli imperatori cinesi lo introdussero nel Turkestan e India settentrionale dove fu trovato spontaneo da molti viaggiatori tra cui Marco Polo, venne introdotto in Italia in modo esteso nel XV secolo dove fu definito “albero dalla chioma d’oro” per il fatto che serviva a produrre l’oro vegetale (la seta) quale cibo per il baco.

[35] I primi centri europei dove si lavora la seta, tra IX  e X secolo, sono la bizantina Catanzaro e l’araba  Palermo

[36] nel 1851, la quasi totalità degli attivi della bilancia commerciale lombarda era dovuta alla seta e nemmeno la virulenza della pebrina, nel 53-54, ne fermò lo sviluppo bensì ne accelerò l’ammodernamento tanto che nel ‘70 la metà delle filande italiane era in Lombardia con punte su Como Lecco e Varese.

[37] per allevare un’oncia di seme bachi (55.000 uova), sono necessari mille kg di foglie ritirate dopo la metà di aprile

[38] Durante la settimana santa i ragazzi andavan di casa in casa a cantare il Cristé (ritual cristiano misto a formule magiche popolari) sui bachi sani o malati, battevano il soffitto della bigatera (locale dei bachi), intercalando strofe della passione di Cristo a preghiere scongiuri per la riuscita della produzione di bozzoli, in cambio, i ragazzi, ricevevano piccoli doni in natura o danaro. Le massaie, per protegger bozzoli, praticavano altri rituali ripetuti nascondendo, quando andavano in chiesa,  scatolette di uova-semi tra i caldi corsetti per farli benedire dall’acquasanta, poiché dalla buona riuscita del raccolto dipendeva l’incerto bilancio familiare.

[39] sintomi rivelatori: l'area sopra innesto degenera o si gonfia; le foglie fiori e frutti cadono facilmente

[40] Nella permacultura e in diversi paesi dell'africa e sud-america, sui meli, peri, peschi e albicocchi giunti fin lì, non si conosce affatto la potatura come tecnica, e le piante da frutto sono ugualmente molto produttive.

[41] alberi da frutto con leader centrale (cachi, pero, melo e nespolo) crescono alti e posson porre problemi di raccolta. Ciò è vero quan l’albero è ancora giovane, ma come matura, l’impalcatura di rami cresce dal leader ad un angolo di circa 20 gradi all’orizzonte (piano orizzontale) in un regolare, spiraliforme (scala chiocciola) assetto che rende facile scalare

[42] piuttosto che praticare un metodo di produzione che richiede potature estensive ogni anno, permetti a un largo numero di varietà di alberi agrumi di crescere non-potati si da scoprire la più probabile forma naturale di quella pianta. Poi usa quella forma come modello per le piante di coltivazione. Anche se condizioni collaterali causano deviazioni dalla forma naturale o adattamento all’ambiente locale, qualunque potatura e addestramento dovrebbe tentare di riportare la pianta alla sua forma naturale. Nel tipo conico centrale la luce obliqua penetra all’interno, mentre nel sistema ad aperture centrale, l’affollamento dell’albero si estende fuori nella forma di un triangolo inverso che riduce la penetrazione di luce solare alla base e all’interno della pianta, invitando l’atrofia dei rami e l’attacco di malattie e parassiti.

[43] tra i fallimenti del primo esperimento di permacultura di Fukuoka c'era l'aver lasciato in autogestione un frutteto di pesche abituato alla potatura. I peschi erano diventati quasi del tutto improduttivi riempiendosi solo di foglie. Negli esperimenti successivi invece, con piante fatte crescere senza praticare potature, gli alberi hanno gestito da soli sia il numero di rami che il loro carico, dando risultati molto apprezzabili. La forma naturale di giovani  cachi, viti, peri e meli, ha poca densità di rami foglie e frutti, percui produce poco. Ciò può venire risolto con cauta potatura che aumenti la densità dei frutti  e la formazione dei rami.

[44] Normalmente dopo 5/6 anni, dovrebbero esserci 5/6 rami impalcatura secondari che si estendono fuori in una modello a spirale a intervalli da 6 a 12 pollici tali che, il sesto ramo (impalcatura) secondario coincide verticalmente col primo. I rami impalcatura primari, dovrebbero emergere dal tronco centrale ad un angolo di 40 gradi con l’orizzontale ed estendersi all’esterno ad un angolo di circa 20 gradi.

[45] la pianta può partire dalla forma naturale e prendere una forma aperta al centro (vaso?) se il leader centrale diventa inclinato, il vertice del leader è debole, o alla pianta accade una ferita. Considerando i molti anni di perdite e duro lavoro che ne possono derivare, è preferibile scegliere di fare qualche potatura formativa subito.

[46] La potatura di produzione, effettuata subito dopo la fine del periodo delle gelate (il freddo ostacola la cicatrizzazione) ma prima del termine del periodo di germoglio delle piante, si fa su piante già formate capaci di dare frutti per regolare la produzione in modo che sia abbondante e costante nel più breve tempo. Potatura di impianto: permette determinare la forma della chioma e il portamento dell'albero adulto (a cono, a vaso, a vaso cespugliato ecc.) si effettua nei primi anni dopo la messa a dimora definitiva. Potatura di riforma si pratica per cambiare l'aspetto della chioma, per ridar forma originaria ad una pianta abbandonata in disordine vegetativo o per correggere errori di potatura di impianto. La riforma si fa anche quando bisogna cambiare la conformazione delle piante per gelate o incendi e comporta il taglio di grosse parti della pianta e la loro sostituzione con polloni vigorosi e selez.

[47] Pasta per alberi: 1/3 di argilla viscosa, letame bovino e sabbia fine, pennello da imbianchino su tronco e rami grandi, molto efficace x ottenere alberi sani con corteccia liscia, x guarire lesioni e proteggere albero contro parassiti che svernano sotto la corteccia o screpolature o depongono uova nei rami esterni e presso le gemme (la ibernia defoliaria spoglia più alberi da frutta). Non trattare durante fioritura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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