inno al Nilakanta, Tandu Siva Nata
inno a Ganapati, deva e gaja mantra

inno alla cabocla, Theia Gauri Inanna

Canti alla Regina, Kali e Krisna tantra

sommario quartine  audio.mp3) /video


  a b c   d
 

inno al Nilakanta, Tandu Siva Nata

(al Re della danza di Chidambaram, ispirato al Natyashastra di Bharata. Simboli: il Toro è la bocca di Shiva, il Dharma è la sua Pietà. In verità, Shiva e Shakti, sono senza forma, le immagini sono create solo per l’aiuto dei devoti)

 

Narra il mito indù che giunto il Kaliyuga

Oscura fu la terra, ovunque caos e fuga

Gli dei infastiditi, pregarono dio Brahma

Fai un quinto Veda, riaccendi la tua fama!

 

Brahma assai solerte, pratica uno yoga

Gioca con la mente e in trance si ritrova

Elabora elegante un teatro assai istruttivo

Di gioia e di diletto, per vista e per udito

Dai quattro Veda infin, estrae la sostanza

Nasce il Natyaveda, frutto di costanza

 

Trae poesie parole, dal mitico Rigveda

Sapori e sentimenti dall’Atharvaveda

Musica dal Sama, infin drammaturgia

Vien da Yajurveda con mimo e liturgia

 

Brahma affida l’opera, a guru Bharata

Diffondila tra gli uomini fai una parata

Shiva in tempo diede, un suggerimento

Aggiungi la mia danza vedi che portento!

 

Scendono le Apsaras, le ninfe danzatrici

Danzano con grazia sensuali ammaliatrici

Danzano con gioia, con zen e senza scopo

Per celebrare il corpo, partecipe del moto

 

Polemica i sapienti ben presto hann’avviato

Dov’è finito il senso, qual’ è il significato?

Bharata ai saggi dice: nritta non ha tema

Non cerca nessun senso, è solo pura danza

Specchia la bellezza del cosmo nella stanza

 

Il cosmo è il tuo corpo, l’un è dentro l’altro

Il tuo respir portento, è la danzà del vento

Il suono d’ogni mondo è voce del tuo canto

La polver d’universo è manto del tuo corpo

Mentre luna e stelle, ingioiellano l’incanto

 

Siva è Paramesvara, è l'anima vitale

Potere primordiale, forza esistenziale

È calma e moto assieme, pace e stabilità

Dinamico e latente, in natur e umanità

 

Shiva è sorgente, di ogni movimento 

Centro del cosmo, in ogni momento

Lo vedi danzare, in un arco di fiamme

Nel teatro del cosmo a Chidambaramme

[1]

Calpesta nana ignoranza, Apasmara purusa

È nel cuore dell'uomo, e dà luce diffusa

Porta gli orecchini, bracciali e campanelli

Quattro mani un cobra, e luna nei capelli

 

Riempion fiume Gange, di divin fragranza

Capelli inghirlandati, di fiori e foglie cassia

Ondeggiano le chiome, in ogni direzione

Volano selvagge, in ogni dimensione

 

Nataraja è dentro, e fuor dell'esistenza

Chìtsabha è la sala, della sua coscienza

A mezzo della danza sfalda cielo e terra

Tutto ciò che lega, l’anima a ogni guerra

 

Al puro cuor devoto, che lo tiene in conto

Estingue pur il karma, e disvela il mondo

Shiva il Benevolo, è detto anche Rudra

Dio della tempesta e d’ogni forza dura

 

É anche Bhairava, l’irato distruttore

Sovran della morte e reincarnazione

Egli selvaggio, danza assieme a Devi

nei cuori in abbandono, e nei cimiteri

 

Tandava è danza, selvaggia di Shiva

Donata a Tandu, taurin compagnìa

L’amato devoto, trasmise a Bharata

Corpo linguaggio, Anghara e Karana

 

Azione Sadyojata, è pura creazione

Vamadora invece, è la conservazione

Àghora riassorbe, poich’è la distruzione

Quarto è Tatpurusha, l’oscuro destinare

Ìsana è un graziare, svelare e liberare

 

Ad esse s’associa, un pantheon colore

Brahma è creatore, Vishnù conservatore

Rudra distruttore, Mahèsvara il destino

Sàdasiva è grazia, ossia liberazione

 

Tamburo è Srishti, il potere di creare

Paranada sai, è il risuono primordiale

Da cui promana, ritmo e creazione

Propagazione, e più cicli di stagione

 

Sthiti è un potere, di conservazione

Rassicura al gesto, di benedizione

Mano che incoraggia, assenza di paura

Dita in alto e palmo, in abhaya mudra

 

Fuoco Samhara, poter che distrugge

Fiamma possente, cui nessuno sfugge

È gesto della mano che fà luna crescente

È ardhachandra, un mudra ricorrente

 

Il potere Tirobhava, vela la grazia

Un piede è serrato, e salda alla terra

Poggiato è sull’ego, di nana ignoranza

Ogni cosa che brama, samsara l’afferra

Verità tien nascosta, così il tuo destino

Incarni e s’adempi, lungo un cammino

 

Il potere Anugraha, rivela la grazia

Accorda conoscenza, slega sudditanza

Il gesto indicante, è un gajasta mudra

Ùna mano china, che accorda e confuta

Il polso è molle, le dita indican basso

Al piede ch’è rialzato, libero dal sasso

 

Regge il tamburo, man destra inferiore

Fa l’abhaya mudra man destra superiore

Regge il sacro fuoco, la sinistra inferi or

Fa il gajasta mudra, sinistra superi or

 

La gamba sollevata, è creatrice di danza

Dona libertà, perfino entro una stanza!

Ganesha dio-elefante, rimuove la paura

Mima sua probòsce, col gajasta mudra

 

Dove va la mano, segue pur lo sguardo

Dove va lo sguardo, segue pur pensiero

Dove va il pensiero, segue il sentimento

Dove questo arriva, è sapor riferimento

 

Scopo della danza, è la liberazione

Dal mondo reale, della percezione

Frutto d’ignoranza e identificazione

d’un Io tutto solo, senza iniziazione

 

Shiva Nataraja, è danza universale

Vela il cosmo intero, per crederlo reale

Nutre l’illusione, di mondi in esistenza

Danza e scopre il velo, dell’incosistenza

 

Tandava è la danza, un tremore intenso

Fatta da un serpente, in cicli d'universo

Nasce e manifesta, pelle sfalda in crosta

Gestisce l’universo, sàmsara e matrioska

 

Il primo attrae il secondo, giro girotondo

Anime che in tondo s’incarnano nel mondo

A compiere destini, e a saldar gli affetti 

Rimemoran chi sono, sciolgono i difetti

 

Continuo Nataraja, danza dentro i cuori

Svela che universo è dentro come fuori

Danza e danzatore, sono uno soltanto

È lo spettatore, assiso nel suo incanto

 

Oh Nilakanta, 3 occhi e mille braccia

Corpo tuo è coperto, di cener e caolino

Tu sei kala Rudra, che tutti i kalpa scava

Bruci tutti mondi, nellà danza Tandava

 

Otto re serpente, ornano il tuo collo

Coscienze di pianeti, stelle intero cosmo

Cobra fan bracciali, assiem agli orecchini

La nel muladhara, tintinnano i monili

 

Tu ridi fragoroso, supremo senza fine

Potenza del tuo piede, vibr ogni confine

Frantumi ogni timore, nel tridente colpo

La pelle di elefante, vesti per tuo corpo

 

Kavach è armatura, proteo Sada Shiva

Fugge pure morte, di front a suono tuono

Benefica visione, la spada del tuo mantra

Che liber da paure, pericoli e ignoranza

 

Tieni tu l’accetta, tamburo col tridente

Signore della luna, tu cur testa dolente

Cancella mie paure, e l’oceano inimicizie

Proteggimi da tutte, le subole sporcizie

 

Libero seduto, in costan meditazione

Mi Liber da lussuria, tristezza e avidità

Senza desideri, malanni o attaccamenti

Cessano l’azioni, dei var dubbi tormenti

 

Sorgente della moksa, eterno silenzioso

Shambu alta montagna, dio dai mille volti

Proteggimi nel mantra, dall’egoico affanno

O mite gelsomino, conchiglia di cristallo

 

Shankara Benevolente, e pien di Grazia

Insegnante universal, conoscitor che sazia

Sei Agni dio del fuoco, Rudra il Distruttore

Auspicio della grazia, del vero adoratore

 

Dio della Medicina, di umani e di animali

Sei pure multiforme, Maestro in baccanali

Sei detto Pashupati, Signor delle Creature

Trimukha detto l’Uno dalle Tre-Facce pure

 

Tu Crei, sostieni e distruggi, oscuri e riveli

Sei Ardhanarishvara, l’Androgino dei Cieli

Maschio e femmina e neutro ad un tempo

Shiva e Shakti, Sei coscienza e portento

 

Oh Mahayogi, Asceta Gran dell’Himalaya

In mano la collana, bacche di rudraksha

Assorto in meditazio, Sei pur l’austerità

Col tuo tambur ripeti, mantra a volontà

 

Tu siedi sulla tigre e indossi dei serpenti

Ornan Tuoi capelli, cornute Lun crescenti

Unto Sei col bhasma, e pure col kumkum

Ti è vicino Nandi, Tuo amico tor Tandum

 

Quando sei irato, Ti chiamano Bhairava

Il Rudra degli antichi, il Rosso che ululava

Colui che danza e gioca, giù nei crematori

Mahakala Dio del fato, il tempo Tu dimori

 

A tutti vita e morte, conduci inauspicati

Gli spiriti Tuoi amici son saggi o spiritati

Indossi per collane, residui umani teschi

E cenere sul corpo, cospargi ti rinfreschi

 

Oh Dispensatore, di grazie ai tuoi devoti

Promuovi grande bene, a chi Ti si ricordi

Accetti come offerte, fiori e frutta fresca

l’igiene dei devoti, acqua e riso in secca

 

Signore della Danza, Nàtaraja in tondo!

Quando tu ci danzi, lo fai a salvar il mondo

Meravigliasi la terra, di non venir distrutta

Quando batti i piedi, su ego che la sfrutta

 

Gli ostacoli distruggi con zoccolo caprino

Per dare l’esperienza di Te oh mio divino!

Il cielo e pur le stelle, in alto son colpiti

Da ondosi tuoi capelli di canapa scolpiti.

 

Oh Shiva Nilakantha, Dio dalla gola-blu

Per salvare il mondo, il velen bevesti Tu

La Tua divina gola produsse tal destrezza

La fine macchia blu accrebbe Tua bellezza

 

Vasuki era chiamato, il serpente velenoso

Che l’universo intero, lambiva minaccioso

Tua onni compassione, rivolta ad ogni razza

Pure Dei e demon, salvò da tal minaccia

 

Eretto sulla Yoni, il Tuo Linga è venerato

Scolpito in pietra legno di sandal profumato

Ci parla dell’eterna, immutabil Tua coscienza

Shakti Yoni è vulva, sfogo alla tua scienza

 

Tu emersi da gran Lingam narr’antico mito

Nel giorno cui Vishnù a Brahma s’era unito

Discutevan fra tutti, chi fosse il più grande

Obliando che quercia, è figlia alle ghiande

 

In prova lor apparve, un Linga di gran luce

Chi trova inizio e fine, di certo sarà il duce!

Brahma in forma cigno, cercava da pell’alto

Vishnu da cinghiale, scava grugna in basso

 

E ammisero alla fine, dopò una lun fatica

Il grande rivelato, sei Tu mio amato Shiva!

Tuo figlio è Ganapati l’amato dio-elefante

Avuto l’hai dall’India, devota Gaia grande

 


 

[1] Tempio di Chidambaram, dedicato a Nataraja (Siva Danzante), centro propulsivo della cultura Tamil, eretto dai Chola dal 907 al 1310, le quattro gopurams del tempio ritraggono le 108 pose della danza Bharatnatyam ed evocano un senso di continuo movimento. La città, conosciuta come Thillai dal nome della foresta preesistente di arbusti Thillai (Excecaria agallecha), si sviluppò attorno al tempio .

[2] svastica: 4 dimensioni della coscienza, il loro punto d’incontro raffigura la 5° dim. che si muove diagonalmente, ascendendo sopra ai movimenti orari e antiorari del chakra; il senso orario crea un opera d’arte, quello antiorario distrugge e degrada ciò che è decadente o ha assolto allo scopo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inno a Ganapati, deva e gaja mantra

 

Quan realizzi il sé, Ganesha tu vedrai

Incarna l’elefante, che regge l’obelisco

Inconscio lui protende, è rimemorazione

Kundalini dormiente, cura in dedizione

 

Divina sicurezza, bimbo innato senso

Ganesha mooladhara, radice d’universo

Bastion della Minerva in quattro direzioni

Fuor e dentro noi, control le tentazioni

 

Armonico equilibrio, sensibil innocenza

Gioia nel creare, namo namah Ganesha

Coscienza collettva, in assenza di paura

Incarnazion del tao, amrita ver e pura

 

 

Figlio della shakti, sei l’umile saggenzza

Guardiano sei Ganesha regale completezza

Nel tufo e nell’argilla, tu sei il rigenerato

Radice del vulcano, magma del creato

 

Sei quattro fili uniti, in forma di svastìka

Che brillano radianti, nel realizzato in vita

Son 4 lingue fuoco, color rosso arancione

Fiammelle che silenti, son petali di fiore

[2]

Fior centro è color blu, muta con l’umore

Del bimbo dio Ganesha, che fa meditazione

Accende cuor di sakti danzando pien di vita

Se intoni tu il suo nome, Lei ti benedica

 

Blu nel realizzato, improvviso dà bagliori

Tuon nubi di gioia, proboscide Ganesha

Appar piccolo bimbo, fa dei movimenti

Sincr’ondè gioia, dilegua tuoi tormenti

 

Incarna la sua sakti, ubbidiè arlecchino

Danza là in suo chakra, filosofo bambino

Al cuore del devoto, intona suo bel nom

Sakti ben commossa, don qualunque amor

 

Muovendo in senso orario, fa creatività

Muovendo in antiorario, è distruttività

Osserva dove orienta, saprai necessità

Accordo a tuoi bisogni, lui fa sua attività

 

Se indulgi, lui è a sinistra

Se astieni, volge a destra

Lavor equilibrar, fin al punto A

S’eccedi uno dei lati, vedi volerà

 

Carbòn tetravalente, appar oggi Ganesha

La coppa de suo cibo, tien mano sinistra

Siede su ginocchia, di Sadasiva e Ganga

Annapurna detta, e gusta dolci ganja

 

 

jai jai jai Ganapati deva

Jai Jai Jai Jai Ganapati Deva

Mata Parvati Pita Mahadeva

Jai Jai Jai Jai Ganapati Deva

Gajanana Gajanana

Gajanana he Ganpati Deva

 

 

Gajavadana

Gajavadana Gana Natha

Gajavadana Dina Natha

Siddhi Datha Shiva Tanaya

Buddhi Pradayaka Gajanana

Parvati Nandana Bhava Bhaya Bhanjana

Yuga Yuga Vandita Jaya Sri Ganesha

(om gam ganapatie namah!)

 

  

OM Tryambakam yajamahe

Sugandhim pustivardhanam

Urvaarukamiva bandhanat

Mirtyormuksheeya maamritat

 

 

Noi adoriamo l’Uno dai-tre-occhi.

Il fragrante che nutre tutti gli esseri,

possa, lu, liberarci anche dalla morte

nell'interesse dell'Immortalità

come il frutto che è tagliato dalla servitù.

Dio Shiva dà vita lunga, pace, prosperità,

soddisfazione e Immortalità.

 

 

om bhadram karnebhir iti shântih || harih om

Om! felicità venga dall'udire! pace! Signore! Om!

namas te ganapataye |

tvam eva pratyaksham tattvam asi |

tvam eva kevalam kartâsi |

tvam eva kevalam dhartâsi |

tvam eva kevalam hartâsi |

tvam sarvam khalv idambrahmâsi |

tvam sâkshâd âtmâsi nityam |

 

Omaggio a te, Ganapati!

Tu invero sei il principio manifesto.

Tu soltanto invero sei il creatore.

Tu soltanto invero sei il reggitore.

Tu soltanto invero sei il distruttore.

Tu tutto certamente questo Brahman sei.

Tu visibilmente sei l'eterno Sé.

 

rtam vacmi | satyam vacmi |

ava tvam mâm | ava vaktâram |

ava shrotâram | ava dâtâram |

ava dhâtâram| avânûcânam ava shishyam|

ava pashcâttât |

ava purastât | ava cottarâttât |

ava dakshinâttât | ava cordhvâttât |

avâ dharâttât |

sarvato mâm pâhi pâhi samantât |

 

Annunzio legge sacra. Annunzio verità.

Tu proteggimi. Proteggi chi proclama.

Proteggi chi ascolta. Proteggi chi dà.

Proteggi chi concede.

Proteggi chi sa ripetere, proteggi il discepolo.

Proteggi a occidente. Proteggi a oriente.

E proteggi a nord. Proteggi a sud.

E proteggi di sopra. Proteggi di sotto.

Me ovunque difendi, difendi completamente.

 

tvam vân mayas tvam cinmayah |

tvam ânandamayas tvam brahmamayah |

tvam saccidânandâdvitîyo'si |

tvam pratyaksham brahmâsi |

tvam jñânamayo vijñânamayo'si |

sarvam jagad idam tvatto jâyate |

sarvam jagad idam tvattas tishthati |

sarvam jagad idam tvayi layameshyati |

sarvam jagad idam tvayi pratyeti

 

Tu fatto di parola, tu fatto di pensiero;

tu fatto di felicità, tu fatto di Brahman;

tu sei l'unico Saccidânanda;

tu sei il Brahman manifesto;

tu sei fatto di conoscenza, discernimento.

Tutto questo mondo da te vien generato.

Tutto questo mondo per te si mantiene.

Tutto questo mondo in te troverà dissoluzione.

Tutto questo mondo in te ritorna.

 

tvam bhûmir âpo'nalo'nilo nabha |

tvam kâlatrayâtîtah |

tvam dehatrayâtîtah |

 

Tu terra, acqua, fuoco, aria, etere.

Tu, di là dalla triade dei guna;

tu, di là dalla triade dei tempi;

tu, di là dalla triade dei corpi,

 

tvam mulâdhârasthito'si nityam |

tvam shaktitrayâtmakah |

tvam yogino dhyâyanti nityam |

tvam brahmâ, vishnus, rudras, indras |

tvam agnis, vâyus sûryas, candramâs |

tvam brahma bhûr bhuvah suvar om |

ganâdim pûrvam uccârya varnâdim tad anantaram |

anusvârah paratarah |

ardhendulasitam ||

 

tu sei in permanenza dimorante nel mûlâdhâra.

Su di te l’essenza della triade delle Shakti

su di te gli yogî costantemente meditano.

Tu Brahmâ, Vishnu, Rudra, Indra,

Tu Fuoco, Vento, Sole, Luna,

tu la santa formula Bhûr Bhuvas Suvar Om 

[Terra, Atmosfera, Cielo, Om].

Il principio dei Gana [G] il primo emesso,

subito dopo, il principio de' suoni [A],

sei l'anusvâra [m], energia del Supremo,

sorta dalla mezzaluna.

 

târena ruddham |

etat tava manusvarûpam |

gakârah pûrvarûpam |

akâro madhyamarûpam |

anusvârash cântyarûpam |

bindur uttararûpam |

nâdah samdhânam |

samhitâ samdhih |

saishâ ganeshavidyâ |

ganaka rshih nicrdgâyatrî chandah |

shrîmahâganapatir devatâ |

om* gam | (ganapataye namah) |

ekadantâya vidmahe vakratundâya dhîmahi |

tanno dantî pracodayât ||

 

Tenuta a freno col  mantra salvifico,

così la tua forma propria di uomo.

La lettera G  è la forma iniziale,

la lettera A la forma intermedia

e l'anusvâra la forma ultima.

Il punto (bindu) è la forma superiore,

la risonanza (nâda) l'unione.

La congiunzione è il samdhi.

Questa è la scienza di Ganesha.

Abile poeta (rshi), del gâyatrî è il metro.

Il glorioso Mahâganapati  è la divinità.

Om! Gam!

All'Unidentato attentamente guardiamo,

su Colui dalla curva proboscide meditiamo.

Quello dalla zanna possa così ispirarci.

 

ekadantam caturhastam pâsham an|

kushadhârinam |

abhayam varadam hastair bibhrânam mûshakadhvajam ||

 

sull'Unidentato, dalle quattro braccia,

su che porta il pungolo per elefanti

 su Colui che terrore non infonde,

l'esauditore dei desideri,

che con le mani sorregge,

il cui veicolo è il topo;

 

raktam lambodaram

shûrpakarnakam raktavâsasam raktagandhânuliptân |

gam raktapushpaih supûjitam |

 

sull'amabile, dal ventre prominente,

dalle orecchie simili a ventagli sventolanti,

dalle vesti rosse e membra cosparse di profumo

Colui che con fiori rossi è giustamente onorato;

 

bhaktânukampinam devam jagatkâranam acyutam âvirbhûtam ca srshtyâdau prakrteh

purushât param evam dhyâyati yo nityam

sa yogî yoginâm varah | 

 

sul dio compassionevole verso i suoi devoti,

cagion dell'universo, imperituro e manifestatosi

nel principio della creazione,

di là da prakrti e purusha; su di lui

sempre medita lo yogî eccellente tra gli yogî.

 

namo ganapataye vrâtapataye ||

namaste'stu lambodarâyaikadantâya vighnavinâshine shivasutâya

shrîvaradamûrtaye namo namah ||

 

 

 

omaggio a Ganapati, Signor dell'Assemblea

omaggio a te, a Colui dal ventre prominente, Unidentato, Distruttore degli ostacoli,

Figlio di Shiva, gloriosa manifestazione

dell'esauditore di desideri.

Omaggio! omaggio!

 

harih om tat sat ||

om bhadram karnebhir iti shântih

|harih om 

 

Signore! Om! Quello è la realtà!

Om! Così felicità venga dall'udire! pace!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

inno alla cabocla, Theia Gauri Inanna

(alla Cabocla eterna Menerva, a Yatra e Boa Esperança

a Shirdi Sai Baba, Lalla poetessa, Osho e Yogananda)

- inno a Inanna (Maa he maa)

- Plato, Messia riluttante

- hare Krishna  - om nama Shivaya

- Gayatri mantra

 

Io negli esser sono, l’uni desiderio

Prakriti matrice, dell’esser imperio

Prìncipio del mondo, e germe di vite

Accendo in unione, coscienze sopite

 

Donna di Potere, tu che hai visto tutto

Morte conquistato, e i regni posseduto

O Menerva della selva, mostraci la via

dell’energia diretta, e-mana noi vicina

 

Apri ora le porte, agli spiriti antenati

Guardiani del sapere, tribù spirituali

Donna d’intuizione, della notte nera

Rossa bianco sei, sangue e ossa vera

 

Le nascoste vie, apron gabbie morte

Liberan paura, invocando nome tuo

Dono degli dei, accetta umile offerta

Mais con avocado, e caldo di coperta

 

Oh mia yoni-linga, creami l’universo

Kama sia l’unione, fuori d’ogni tempo

Qual’essere caboclo, fuso nell’istante

Danzami Jurema, in Nataraj costante

 

Sei benzin Jurema del maschile fuoco

Tu stimol la scintilla, di un divino gioco

Fiamma la tua porta, linga pare brace

Piacere la favilla, di ciel è offerta pace

 

Orgasmo s’estende, su cosmiche rotte

2 cose spaventavan, sesso e la morte

Il primo fu peccato, il secondo fu tabù

Oggi sono porte, che affaccian più sù

 

Pur raggiunta una, tutto ci scompare

Spuma bellezza, emerge poi dal mare

L’eterno è presente, vivo e cangiante

Ti gusta e ti sente, curioso eccitante

 

Chi vive non teme, la morte paura

Quel falso pensiero al tempo non dura

La vita è una scelta, o pura intenzione

Perfino la morte, è contemplazione!

 

Dio cerca l'uomo, a ritrovar se stesso

Madre gener figlio, ad esser gravidata

Bimbo s’addormenta, am’esser svegliato

Sogna e gioca teatro, god’esser amato!

 

Questo divin sei tu, in tutti gli elementi

Gatto che s’aggira, ovunque nelle selva

Addestramen vitale, eco saman vortex

Casa mezzo scopo, Dioniso oltre morte

 

Mare di gennaio, puro e inconsistente

Di blu brillato al sole, fascin perfezione

In semplice esistenza, riflette verità

Vicende universali, riesce raccontar

 

Corpo che rivela, mente che v’è dietro

È bello e naturale, sintonizzarsi ad esso

Alle vibrazion marea, in andirivieni a riva

Fin fondersi con essa, magia samà divina

 

Natura del momento, carpe diem di flusso

Dopo ogni marea, ritorna ad esser quiete

L’eterna legge ciclo, del tao di mutazione

Imperfezione viaggia, verso perfezione

 

Oh Jurema grazie! che cresci nel sertao

Tuo cuore pulsa in me, austro-kalaharo

Regin suprema sei, del cielo e sottosuol

Shiva pluri-innato, di tutti i shaneròn

 

Oh vortice d’eterno! Oh Shiva libertà!

Sgorghi amor cantato, da navaho Samàn

Ahanna yo we innaio, ahanna yo we innho

Yiianna yo we neye, yo we inneiye innho

 

- inno a Inanna   (Ma hee maa)

 

Li baal li tuka Inanna, dicono i Sumeri

Sei Regin del Cielo, di tutti gli emisferi

Dea dell’amore, di guerra e fertilità

Ninnanan divina, semitica sei Ishtàr

 

Hai molti nomi, aspetti di tua gloria

Nin-me-sar-ra sei, regina dei lavori

Ninsianna invece è, il Venere pianeta

Legato alla luna, e alla serpè terrena

 

Simbolo hai la stella, con le otto punte

Proteggi i sacerdoti, e le sacre prostitute

Ierodula Nuganna, sei Usunzìan la Vacca

La Gauri del Cielo, vino e latte in sacca

 

Ali e pur serpenti, adornano tue spalle

Angizia Dea serpente, uccello Kinnarè

Sei ascia e caduceo, dalle doppie teste

Che vita posson dare, oppure ritirare

 

Sono tuoi santuari, Uruk e Zabalam

Babylon e Giza, Troia e quindi Ruma

Dea della Sumeria, Regina di 3 mondi

Figlia al cielo An, alla luna Ti confondi

 

Bab-i-Li significa, città porta di Dio

In sepoltura egizia, è la vestè d’Ishtar

Chè l’infer discende, svestita mano mano

E l’invadon venti, di mondo sotteraneo

 

Tuo mitico eroe, T’aiuta a rivestirti

Rinsavìta Ishtar, risali scal d’inferno

Recuperi i gioielli, torna la tua luce

Hai visto e ora sai, tutto in Te riluce

 

Regina di tutti, i poteri possibili

Infallibile Dea, indossi lo splendore

Sveli chiara luce, sul cielo sulla terra

Adornata di bontà, santificata eletta

 

Tu giustamente sei, Alta Sacerdotessa

Afferran le Tue mani, i sette poteri fissi

Guardian delle fonti, cosmich’essenziali

Tu alzi gli elementi, li leghi alle tue mani

 

I gruppi dei poteri, premi sul Tuo seno

Come un drago sputi, il vizio sul nemico

Gonfi inondazioni, e avveleni la sua terra

Urli ai temporali, e ai vulcani sottoterra

 

Tu sei Inanna, suprema in cielo e terra

Un accappatoio, nasconde gambo snello

Bambino del Dio Luna, tu fai rigonfiare

Un soffice germoglio, in tuo abito talare

 

Avanzi stretto piede, su pelosa schiena

Di un toro della selva, pien di lapìs-lazuli

Nel cielo della sera, esci a noi raggiante

Sul mar di meraviglie bianco-scintillante

 

Sei Regin amata, di tutto ciò che Sono

Sorgi come luce, risplendi nella volta

Sei Donna radiante, An e Uras ti aman

Tu sei le mammelle della corazza d’An

 

I poter Tu conferisci, dei tuoi sette Io

Pure sei il guardiano, del più grande Sè

Raccolto hai contenuto l'Io nella Tua mano

Al seno Tu hai agganciato, l'Io dell’umano

 

Furioso fuò incessante, hai dato l’Io ad An

Tu emetti le parole, che il fato fan giràr

Cavalchi su una leone, da An autorizzata

E lasci che il dolore, rafforzi lezion data

 

Dai poteri al temporale, folgori e tsunami

Le persone silenziose, ritornan verso Te

Alla casa dei lamenti, li fai pellegrinare

I grandi riti poi, sol Tu puoi interpretare

 

Di tutto gli esseri, afferrasti il più terribile

Profon lo rivoltasti, come un pesciolino

Nel temporal che cresce, pure ci traghetti

Con l'arpa melopea, ti canto dei sonetti

 

Regina i grandi Dei, com dei pipistrelli

Starnazzi via da Te, su tumuli in rovine

Loro non resiston, lo sguardo che devasta

Non possono rialzar, l’occhio Tuo sovrasta

 

Chi calmerà or ora, il Tuo adirato cuore?

La Tua anima Regina, è stata soddisfatta?

La gioia è ritornata, e s’è l’ira dipanata

Truppe d’ignoranza, son ora in ritirata

 

Oh Regina di regine, nata per il giusto

Piena di saggezza, lungimiranza in tutto

Permetti che io canti, la canzon di tutti

Elenco io farò, del fato e dei suoi flutti

 

Io En-hedu-Ana, sacerdotessa-posseduta

Vicin la luce giunsi, il calore mi bruciava

Riporta il fato ad An, lo solverà per noi

Le mie ferite Tu, qual birra mi condoni

 

Oh Inanna Tu, sei la MA-TE-RE TE-I-JA

Sei la Mater theia, noi siam tuoi bambini

Eleuthia Dea del parto, patròn di labirinto

Mater di terra Creta, dal seno variopinto

 

Io son il bambino, della Madre del Mondo

Io sono Tua figlia, O Madre più Antica

Oh Mater Mundi, Oh Inanna c’insegni

Morire e risorger di nuovo ci svegli.

 

 

Bach, Messia riluttante

(da: "Illusioni, avventure di un messia riluttante" di Richard Barch)

 

 ... il Maestro disse: "sul sentiero della felicità troveremo il sapore per il quale abbiamo scelto questa vita.

Così io ho imparato oggi, e decido ora

di percorrere il vostro stesso sentiero,

come a voi piace. ...

Accetta la tua morte con una certa serietà,

in ogni caso.

Chi ride andando a farsi giustiziare

non è ben compreso in genere,

dalle meno progredite forme di vita,

e ti daranno del pazzo. ...

Imparare significa scoprire quello che già sai.

Fare significa dimostrare che lo sai.

Insegnare è ricordare agli altri che sanno bene

quanto te, siete tutti allievi, praticanti e maestri.

 

Il tuo solo dovere in ogni esistenza

è d'essere fedele a te stesso.

Essere fedele a chiunque altro o a qualsiasi altra cosa, non soltanto è impossibile ma è il segno di un falso messia. ...

Le domande più semplici sono le più profonde:

Dove sei nato? Dov'è la tua casa?

Dove stai andando? Che cosa stai facendo?

Tu insegni meglio ciò che più hai bisogno di imparare.

 

Sei sempre libero di cambiare idea e di scegliere un avvenire diverso o un diverso passato.

Non esiste nulla che sia un problema senza un dono per te nelle mani.

Tu cerchi problemi perché hai bisogno dei loro doni.

Cavilla sui tuoi limiti e senza dubbio ti apparterranno.

 

Una nube non sa perché si muove in quella determinata direzione e a quella velocità.

Sembra un impulso, questo è il luogo in cui andare adesso.

Ma il cielo sa le ragioni e i disagi dietro tutte le nubi, anche tu lo saprai, quando ti eleverai così in alto da essere oltre gli orizzonti.

 

Il peccato originale consiste nel limitare l'essere; non lo commettere.

Ogni persona, tutti gli eventi della tua vita sono li perché tu li hai attratti li.

Quello che decidi di fare con essi dipende da te..

 

 

 

hare Krishna     (^su)

mohana krishna, mukunda krishna

govinda krishna, krishna krishnaaa

gopi krishna, gopala krishna

govardhana, krishna krishnaaa

Hare Krishna, Hare Krishna,

Hare Rama, Hare Hare,

Hare Kalki, Hare Kalki,

Hare Rama, Hare Hare.

 

 

om nama Shivaya   (^su)

Oooom Nama Shivaya

Om Nama Shivaya, Om Nama Shivaya

Om Nama Shivaya, Om Nama Shivaya

Shivaya Nama ham, Shivaya Nama om

Shivaya Nama ham, Shivaya Nama om

 

Shambo Shankara, nama Shivaya

Iga Shankara, nama Shivaya

Om Nama Shivaya, Om Nama Shivaya

Arunachala Shiva nama Shivaya

 

 

Gayatri mantra   (^su)

(Gayatri é Annapurna, la Shakti, la Kundalini, mantra perenne dell’India di Sai Baba, Madre che anima ogni cosa, é Hridaya, prana vitale e cuore dei Veda, è Saraswati, dea di linguaggio e insegnamento nel cuore. recita Gayatri più  volte al giorno ovunque, in macchina, treno, aereo o strada)

 

Om Bhur Buvaha Suvaha

suono primordiale dei tre mondi

Thath Savithur Varenyam

divino splendore incantatore

Bhargo Devasya Dheemahi

luce risplendente su cui meditiamo

Dhiyo Yo Nah Prachodayat. Om

Possa questa luce guidar nostra coscienza

 

O Madre Divina, suono primordiale

Il nostro cuore é coperto di tenebre

Ti preghiamo danzando e cantando

Allontana da noi questa oscurità

Ed accendi la Luce dentro di noi.

 

Om: primeval sound

Bhur: physical world

Bhuvah: mental world

Suvah: spiritual world

Thath: That; God; Paramatma

Savithur: the Sun

Varenyam: enchanting

Bhargo: effulgence

Devasya: supreme Lord

Dheemahi: we meditate upon

Dhiyo: the intellect,understanding

Yo: May this light

Nah: our

Prachodayath: enlighten,guide,in spire

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

canti alla Regina, Kali e Krisna tantra

canto dei pellegrini

santa Maria del cammino

canto a Kali Laksmi

preghiera tantrica di Lalla

Comprami  (V.Valentino)

bocca di Rosa  (F. DeAndrè)

 

 

kundalini

Juta Jata Me Ganga Dhari

Trishula Dhari Dhamaru Bhajave

Dhama Dhama Dhama Dhama

Dhamaru Bhajè

 

(Apuleius Metamorphoses 11, 5)

En adsum tuis commota, precibus,

Ecco, io sono con Te, mosso dalle Tue preghiere

rerum naturae parens,

Io madre dell'universo

elementorum omnium domina

padron d’elementi

saeculorum progenies initialis,

il primo discendente del tempo

summa numinum,

 la più alta di tutte le divinità

regina (m)anium, la regina delle anime

prima caeltium, il primo degli esseri del cielo

deorum dearumque facies uniformis,

la sola forma che fonde tutti gli dei e le dee

quae caeli luminosa culmina

Io, dalla cui volontà son altezze stellate del cielo

maris salubria flamina,

le brezze-salutari che emanano dal mare

inferum deplorata silentia nutibus meis dispenso

ed i silenzi terribili di quelli nel sotterraneo

cuius numen unicum multiformis specie ritu vari

La mia sola divinità è adorata dal mondo intero

nomine multiiugo totus veneratur orbis.

nelle varie forme, in riti differenti e nomi diversi

 

 

canto dei pellegrini

(canto alla Magna Mater del Divin Amor)

 

Rit.      Viva viva, sempre viva,

la Madonna del, Divino Amore,

fa le grazie a tutte l’ore

noi l’andiamo a visitar.

Affetti e pensieri, dell’anima mia,

lodate Maria, e chi la creò.

Per farla sua Madre, pria d’esser fanciulla

Fin dalla culla, iddio la mirò.

Fra l’altre donzelle, più pura la chiama

e il fallo d‘Adamo, con gioia lavò.

Con canti e pensieri, Fu bella fu pura

E il sole e la luna, La cinse ed ornò.

Sei madre di un Dio, dall’Angel chiamata

La prole eterna, nel grembo portò.

Tutt’arsa d’amore, In terra frattanto

di Spiritoo Santo, Ripiena n’andò.

E tanto a lui piacque, che in fasce ristretto

Per povero tetto, il Cielo lasciò.

Da lungi ti adoro, albergo Divino

Che è il verbo Bambino, in te s’incarnò.

E un Dio sì possente, già fatto suo figlio,

Qual rosa dal giglio, nascendo spuntò.

Ignudo e tremante, su povero fieno

Scaldandolo al seno, lo strinse e baciò.

E in rozza capanna, di pii pastorelli

Il latte e gli agnelli, Benigna accettò.

Fuggendo in Egitto, gli inganni e la frode

Dall’ira di Erode, illeso il serbò.

Maestro e fanciullo, nel tempio smarrito

Con gaudio infinito, alfin lo trovò.

Per lei fra le nozze, Giulivo e contento

L’ondoso elemento, in vino cangiò.

Che fece, che disse, quand’egli languiva

E in tanta agonia, nell’orto sudò!

Di cruda colonna, provava i flagelli

Sentiva i martelli, quand’ei s’inchiodò.

Di barbare spine, Provava i martiri

E sparse sospiri, e sangue ei versò.

Invitta e dolente, ai piè della croce

Coltello feroce, il cor le piagò.

Schiodato dal legno, si lacero e morto

Che fosse risorto, costante aspettò.

Per propria virtude, salito egli al Padre

Per esserci madre, nel mondo restò.

Soave e benigna, e ornata di zelo

La strada del cielo, al mondo insegnò.

E fatta maestra, con voci di-vine

D’esempi e dottrine, le Ekklesie illustrò.

Tagendo ed orando, con fatti e parole

Le illiberali scuole, su tutto confutò.

E sazia del mondo, tornò al suo sposo

In sonno amoroso, Amante spirò.

Con morte beata, al figlio congiunta

Dagli angeli assunta, al cielo volò.

Maria degli afflitti, spezzò le catene

Del parto le pene, Maria Sollevò.

Ed ella da sempre, per tutti i suoi figli

In mezzo ai perigli , Speranza restò.

O Stella del mare, Rifugio del mondo

Io taccio e t’ascolto, più voce non ho.

Ogni uomo languente, a te fa ricorso

Senz’esser soccorso, chi mai ti invocò?

Lassù mare di stelle, Regina e Signora

Una terren creatura, Tue lodi cantò.

Che cinto e difeso, dal sacro tuo manto

In premio del canto, il tormento scampò.

 

Bella, tu sei qual sol, Bianca, più della luna

e le stelle più belle, non son belle al par di te.

 

Salve Regina, mater misericordiae

Vita, dulcedo et spes nostra salve

A te clamamus et suspiramus 

Eja ergo advocata nostra

Mater divinae gratiae

Mater purissima inviolata

Mater del Divino Amor

Gaia Mater ora pro nobis

Mater della comunità federale

Mater amabile e ammirabile

Mater dell’abbondanza

Mater di ogni creazione

Mater del buon consiglio

Mater di ogni salvatore

 

Virgo potens/ Virgo clemens

Virgo veneranda / Venere eterna

Visione dei profeti

Porta del cielo e della terra

Arca dell’allenza federale

Tempio della pentecoste e della gloria

Tempio della Flora e di ogni creazione

 Rosa mistica, Stella del mattino

Città inespugnabile, Sede della sapienza

Causa della nostra gioia, Fonte del coraggio

Salute degli infermi, Rifugio dei disorientati

Musa dell’arte, Salvezza del popolo umano

I cieli e la terra sono pieni della tua gloria

Osanna, Osanna, Osanna nell’alto dei cieli

 

 

santa Maria del cammino

 (canto cattolico a Santa Maria)

 

Mentre trascorre la vita,

solo tu non sei mai

Santa Maria del Cammino

Sempre sarà con te.

 

Rit. Vieni o Madre, in mezzo a noi,

vieni, Maria quaggiù!

Cammineremo insieme a te

verso la libertà.

 

Quando qualcuno ti dice:

“nulla mai cambierà”

Lotta per un mondo nuovo

Lotta per la verità.  Rit.

 

Lungo la strada, la gente

Chiusa in se stessa va

Offri per primo la mano

A chi è vicino a te. Rit.

 

Quando ti senti ormai stanco

E sembra inutile andar,

Tu vai tracciando un cammino

Un’altro ti seguirà. Rit.

 

 

canto a Kali Laksmi

Oh Maha Lakshmi,

amerin Madonna

Graziaci abbondanza

Con gli occhi tuoi di loto!

Solo un tuo sorriso, dolce paradiso

supporta il sognatore,

in peregrinazione

 

realtà delle tre faccie

riflessi nei tuoi occhi

passà presen futuro

creazion conservazione

alfin dissoluzione

perfetti in equilibrio

al centro dellla stella

dei due triangol fatta

 

nel volto e unione di Kali

se tu vuoi, allor tu puoi

Confrontar tue paure

Dell’oltre esistenza..

Se tu conosci binaria chiave

Lei verrà a te nella notte nera

Rivela calda via rossa

purificazione appassionata

 

Nella forgia del santo Ma

Brucia e brucia amato yogi

Di cenere coperto 

del preceden tuo Io

Arrenditi completo

nell’unione di Kali

 

All’alba di creazione

Alla gran dissoluzione

Sei Kali Ma radiante

Radiante luce nera

infinita compassione

danzando in delizia

sulla pira funeraria

della vita temporale

brandisci la tua spada

della discrimin-azione

Tu danzi dall’uno supportato

Che giace scarlatto sotto tuoi piedi

Rapito alla coscienza Cosmica

 

tra le stelle s’impigliano

I tuoi capelli scompigliati

Salgono e cadono eoni

vanno e vengono mondi

stai eterna all’entrata

della cava rossa uter di vita

cosciente del posto speciale

di ogni essere tuo figlio.

 

 

preghiera tantrica di Lalla

(mistica cachemira del Kaula Tantra Pratyabhijñâ scuola del riconoscimento spontaneo)

Ho sempre saputo

che il mio corpo ed il Tuo

Facevano una, una sol cosa.

Tu sei me e io sono Te,

Conoscer mi resta

Fusione dei corpi

Il Tuo ed il mio.

Chi sei tu? Chi sono io?

Brahma si è moltiplicato

in desiderio, per stesso desiderio,

da multiplo ora cerca ridiventare uno

 

TAT TWAM ASI! Tu sei quello)

AUM HAMSA SOHAM AUM l’amor è legge)

Amor in volontà

TAT TWAM ASI

HARI AUM TAT SAT

AUM SHANTI

NAMASTE

TAT TWAM ASI

·    Comprami   (^su)

(Viola Valentino)

 

Se sei giu' perche' ti ha lasciato

Se per lei sei un uomo sbagliato

Se non sei mai stato un artista...

O non sai cos'e' una conquista

 

Se per lei sei stato un amico

Se non hai lo sguardo da fico

Se non vuoi restare da solo

Vieni qui e fatti un regalo.

Rit. Comprami, Io sono in vendita

E non mi credere irraggiungibile

Ma un po' d'amore, un attimo,

Un uomo semplice

Una parola, un gesto, una poesia,

Mi basta per venir via

Felicità, una canzone pazza che cantare mi va

Una musica che prende e che ballare mi fa

Se non sai da un film a colori

Portar via le frasi agli attori

Se per te il sabato sera

Non c'e' mai una donna sicura

Se non hai sulla tua rubrica

Una che sia piu' di un'amica

Se non sai andare lontano

Dove non ti porta la mano  Rit.

 

 

bocca di Rosa   (^su)

(Fabrizio De Andrè)

 

La chiamavano Bocca di rosa 

metteva l'amore, metteva l'amore 

la chiamavano Bocca di rosa  

metteva l'amore sopra ogni cosa. 

 

Appena scesa alla stazione 

del paesino di Sant'Ilario 

tutti s'accorsero con uno sguardo 

che non si trattava di un missionario. 

C'è chi l'amore lo fa per noia 

chi se lo sceglie per professione 

Bocca di rosa nè l'uno nè l'altro 

lei lo faceva per passione. 

Ma la passione spesso conduce 

a soddisfare le proprie voglie 

senza indagare se il concupito 

ha il cuore libero oppure ha moglie. 

E fu cosi che da un giorno all'altro 

Bocca di rosa si tirò addosso 

l'ira funesta delle cagnette 

a cui aveva sottratto l'osso. 

Ma le comari di un paesino 

non brillano certo in iniziativa 

le contromisure fino a quel punto 

si limitavano all'invettiva. 

Si sa che la gente dà buoni consigli 

sentendosi come Gesù nel tempio 

si sa che la gente dà buoni consigli 

se non può più dare cattivo esempio. 

Cosi una vecchia mai stata moglie 

senza mai figli, senza più voglie 

si prese la briga e di certo il gusto 

di dare a tutte il consiglio giusto. 

E rivolgendosi alle cornute 

le apostrofò con parole argute: 

"il furto d'amore sarà punito", 

disse, "dall'ordine costituito". 

E quelle andarono dal commissario 

e dissero, senza parafrasare: 

"quella schifosa ha già troppi clienti 

più di un consorzio alimentare". 

Ed arrivarono quattro gendarmi  

con i pennacchi, con i pennacchi 

ed arrivarono quattro gendarmi  

con i pennacchi e con le armi. 

Spesso gli sbirri e i Carabinieri 

al proprio dovere vengono meno 

ma non quando sono in alta uniforme 

e l'accompagnarono al primo treno. 

Alla stazione c'erano tutti  

dal commissario al sagrestano 

alla stazione c'erano tutti 

con gli occhi rossi e il cappello in mano. 

A salutare chi per un poco 

senza pretese, senza pretese 

a salutare chi per un poco 

portò l'amore nel paese. 

C'era un cartello giallo con una scritta nera 

diceva: "Addio Bocca di rosa 

con te se ne parte la primavera". 

Ma una notizia un po' originale 

non ha bisogno di alcun giornale 

come una freccia dall'alto scocca 

vola veloce di bocca in bocca. 

E alla stazione successiva 

molta più gente di quando partiva 

chi gli manda un bacio, chi getta un fiore 

chi si prenota per due ore. 

Persino il parroco che non disprezza 

tra un Miserere e un'estrema unzione 

il bene effimero della bellezza 

la vuole accanto in processione. 

E con la Vergine in prima fila 

e Bocca di rosa poco lontano 

si porta a spasso per il paese

l'amore sacro e l'amor profano.


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