Buiti religione, è vision culto natura
viaggia ibo-piroga, a radice della cura
Abitan Babongo, foreste fiume Congo
miti sogni viaggi, la genesi del mondo
sommario quartine


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Buiti religione, è vision culto natura

Vincent Ravalec: “In origine una persona malata che andava dal ganga, dopo un esame, poteva ricevere il suggerimento di venir iniziato al fine di trovare dentro se stesso le chiavi alle cause dei suoi disturbi. Noi possiamo ritornare alla foresta, è una delle chiavi, la tradizione Bwiti inizia qui. La terra diviene più importante per la tu iniziazione; la radice, il suono del mogongo, Ti portan a rinascere, la tua coscienza viene aperta per essere connessa a dimensioni più vaste. Tutto dipende dal tuo grado di determinazione e tu devi essere in pace con te stesso. Iboga può aprire le porte così che il lavoro che stai facendo su te stesso divenga più consistente, ma aspettati di pagare con i tuoi sforzi. Abbi fede nelle piante e nel tuo corpo, anche nel caso della malaria, scoprirai che iboga ha aperto delle zone potenziali nel tuo cervello, in grado di agire sul tuo corpo fisico. L’iniziazione corrisponde a un risveglio, un deja vù, poiché Iboga lavora sulla memoria ancestrale. Finchè sei un neonato o ancora un uovo, è abbastanza normale che tu abbia paura. Tu sei in Africa e tutto ciò che puoi fare è essere aperto. Più sei aperto e più le cose vengono in aiuto. Ngenza! noi siamo tutti uno, se tu hai ucciso qualcuno allora è te stesso che hai ucciso e ciò può colpirti come un boomerang. Più sei franco più permetti all’Iboga di lavorare. Verbalizzare le cose, è principio analogo a quello della psicoanalisi, ne più ne meno. Gli Ngenzai son tutti super-stregoni, sanno che l’incantesimo torna sempre indietro a chi lo ha emesso. Prova a capire perché uno è spaventato da qualcosa:  Banzi è un essere dell’universo sulla via della conoscenza e Ngenza, è Buiti dell’apertura e della luce, conoscenza antica di migliaia di anni oggi a disposizione dei ricercatori. Qui ogni cosa ha significato e iboga non spreca tempo, se sei nel processo di essere iniziato, è perché iboga è d’accordo e avrà cura di te. Iboga è la dolcezza del tuo cuore, è tuo alleato e permetterà alla tua memoria, di essere multi-concettuale. Ciò che vedi, ha un significato oggi, ma forse ne avrà un altro domani, poiché la scuola continua. Iboga è un dottore-iniziatore con lavoro da fare; ripara le connessioni e ti da un rapporto leggibile delle riparazioni fatte. Così la tua malattia, qualunque possa essere, è una fonte di insegnamento. Se tu manchi d’un sistema mitologico di riferimento, Iboga estrapolerà qualcosa di equivalente dai sistemi presenti nella tua mente, così nasce un sincretismo, individuale o di gruppo. Iboga è una pianta maestro che conosce l’arte di prendersi cura di qualcuno, in stile Hollywoodiano: un po’ di cultura tibetana, amerindiana, greco-romana, Rasna, europea, fiabe, spidermen, tuoi trascorsi, sogni, desideri, ecc.., crea un nuovo film senza senso apparente ma prezioso. Tu avrai bisogno di tempo per digerire e integrare tutto nella tua coscienza. Ri-allineando le memorie, ri-scoprirai gli antenati nel tuo lignaggio personale, frutto di contaminazioni interetniche su cui non hai mai pensato. Così nel tuo vagabondaggio, tu incontri antenati e salti di gioia poiché scopri, che Tu sei Loro e loro son Te e perché loro sono i soli che rendono possibile questo viaggio vero, attraverso spazio-tempo. Le scene del passato di cui sei testimone, sono ciò che nell’esoterismo, chiamano gli Annales, un pezzo di storia del mondo registrata nella coscienza. Iboga muove nel presente totale, dove la mente acquista la capacità di esplorare aree della coscienza che una nebbia mentale previene dal raggiungere.

Lei rimuove strati di nubi accumulati nel cervello dalla preistoria ad oggi. Se tu avrai l’umiltà di ascoltare, iboga avrà sempre qualcosa di nuovo da insegnarti. La tua personalità è parzialmente inclusa nella tua coscienza la quale, gestisce due voci: la sua voce, e una sua immagine riflessa al fondo della stanza. La personalità conosce tutto questo ma non ha nessuna relazione diretta con essa. Iboga si spinge fin laggiù, e saluta l’ospite. La coscienza può allora essere cooperativa e dire Ok, eccoti le chiavi, fai come a casa tua, ti stavo aspettando, starò qui e mi godrò lo spettacolo di riorganizzazione che farai. Spettacolo capace di meravigliarti, dove magari scopri il retrobottega pieno di cose curiose e bizzarre, forse qualcuna ti spaventa, qualcuna ti appare oscura, ma una volta spolverato, si rivela un tesoro. Realizzi che ci vuole un po’ di tutto per fare un mondo e un essere. Qualunque cosa appare, carezzala, è una parte della vita che tu hai avuto sin ora.

Può accadere che il tuo intelletto non gradisca la visita, Iboga si intristisce per la reazione ma è in missione. Allora mostra il suo distintivo sceriffo e spiega l’affare all’intelletto: “mi spiace ma il 21° secolo sarà spirituale o non sarà affatto”. Sei nel mezzo di una riformattazione delle tue memorie che l’intelletto vorrebbe spegnere, se ciò accade, la tua coscienza torna al punto di prima o a un punto di compromesso. Essere iniziato, è prima di tutto una celebrazione con canti e danze, l’universo celebra l’arrivo di un nuovo figlio. Il tuo corpo ha bisogno di eliminare la spazzatura che Iboga ha tirato fuori dal suo lavoro di riordino, danzare ti purifica mentre le fiamme sono simbolo di molte cose sulla terra che illuminano e riscaldano miliardi di persone. Il Posto di Guardia è una chiesa dove la luce delle candele si unisce al cuore di ciascuno e batte all’unisono di quello collettivo. Ngenza è questo, lo stesso cuore per ciascuno: Uno per Tutti e Tutti per Uno, le sessioni notturne basano su tale presupposto, con lo scopo di appianare dispute e dare consultazioni alle persone malate. In Ngenza uno dei segreti è seguire il ritmo del Mogongo.. un guerriero della luce va al cuore delle cose, se c’è paura, lui la conquista!

Tra un ngenzai e un uomo d’affari americano cambi l’ordine di importanza dato alle cose: per l’uomo d’affari sono importanti le cose materiali e rigettabili tutto il resto, mentre per un Nganga, stregone, sciamano, marakamè, è esattamente il contrario: gli spiriti dominan gli oggetti materiali e larga parte dell’esperienza ha luogo a livello  della mente. Ogni cosa nell’universo ha spirito, e i Ganga, hanno compito di riparare un disordine nel clan, ecosistema o anima individuale. In genere sciamani e nganga sono poveri, pertanto chiederanno del denaro semplicemente o per le loro prestazioni. Son cose che accadon ovunque, solo valuta ciò che vai acquistando in Europa, in India o in una Foresta. Se una cosa ti sciocca, abbi pazienza, dopo il tempo delle prove arriva il tempo delle spiegazioni! In Africa chiunque è un vampiro, come in Brasile chiunque è un medium, ciò significa ch’essi vivono permanentemente con mondo mistico (astrale o nirvikalpa se vuoi). Se sotto l’influenza d’iboga tu vedi gli spiriti, è normale, in tal caso, forse tu hai bisogno di fare un passo indietro, prendere la rincorsa e fare un salto avanti, una porta sta per aprirsi, se noi comprendiamo questo, allora possiamo avvantaggiarcene per beneficio nostro e di altri. Dio ha pensato a tutto, per lenti apprendisti sulla via della Grande coscienza cosmica, iboga può essere la soluzione. Fare l’iniziazione non significa diventare buitista e finire seminudo nella foresta Gabonese, alcuni iniziati son diventati preti Cattolici, monaci Tibetani, Daimisti. Yoga non è incompatibile con Ngenza, è una via i conoscenza tra le altre. Ci sono molte vie per unirsi alle dinamiche del risveglio e ciò che stai facendo ora può essere una di quelle. Presa l’iboga, il cervello è in grado di funzionare in modo accelerato, domande/risposte allineano corpo e mente; pur se ti trovi in un temporale, resta calmo, padroneggia te stesso, usa lo Zen, accompagnerai l’iboga nel suo lavoro. Ciò che Iboga fa al tuo intelletto e che sembra caos, è un lavoro di riparazione e pulizia laddove, in una città, perennemente bombardato da segnali, tale processo è molto complesso poiché molte cose son continuamente mischiate. Fai domande e resta vigile e sveglio, così che tardi, quando gli elementi di una risposta emergono, non mancherai di ricevere il postino.

La conoscenza guida al cuore. Iboga come qualunque altra via spirituale, intende rivelare la divinità che è dentro Te, per risvegliare le tue potenzialità, sebbene nell’eccitazione, l’intelletto può scambiarsi per Dio, ricorda che tu sei semplicemente una delle sue parti costituenti. Iboga risveglia la memoria cellulare e interroga il tuo DNA per portare luce su ogni cosa tu abbia in Te, strato dopo strato. Le emozioni che senti, possono venirti da situazioni esterne a te, nel tempo e nello spazio. A volte dentro di te senti sensi di colpa e per questo ti fai del male.

Se la pianta ti mostra qualcosa, ti mostra una direzione, segui il suo consiglio. Chiedi mostrarti il passo da fare, aiutati e il cielo ti aiuta. Il corpo è molto importante. La natura ti aiuta molto in questa fase, metti i piedi a terra e respira, gli alberi ti sono amici e sapranno come parlare al tuo corpo, come calmarlo senza che tu lo sappia. Un trucco è fare sport, agricoltura, qi gong, al fine di far circolare l’energia che Iboga concentra nella testa. Sii paziente, tu sei prezioso, i banchi di memoria devono svuotarsi pulirsi man mano.

Un giorno inizi a percepire la rete di connessioni che c’è tra te e gli altri in un meraviglioso fitto mosaico interpsichico. Le radici delle Equazioni psichiche da cui tu fuoriesci, si trovano nella coscienza collettiva e nella profusione di situazioni e ramificazioni. Iboga riordina tutto all’essenziale. Così tu trovi un nuovo modo di essere e sentire te stesso. Il tuo cuor si connette al silenzioso ritmo dell’universo. “Chi sono io? Lentamente ti muovi verso: “Io sono”, I Am Om. Ora so perchè sono sulla terra, le mie risposte sono appagate. Ciò che accade dopo iniziazione, è la scoperta dell’Altro e il desider di condividere poiché comprendi meglio la connessione tra tutte le cose e gli esseri. L’iniziazione può avere multiple forme e tessuti ed è la luce del ngenza stesso. Il nome iniziatico che tu ricevi, è molto importante, oltre a identificarti come essere umano sulla terra, ti connette a un lignaggio che parte e porta agli antenati. Ogni lignaggio biblico, nomade o clanico, stabilisce un corridoio fino al totem del tempo di sogno, da cui il nostro presente discende. Piedi a terra prima di guardar le stelle, tutti per uno uno per tutti!”

 

Nganga

Mallendi: “Buiti Ngenza lavor sulle cause della dipendenza. a 12 anni ebbi la prima iniziazione con Ehumu, mio padre spirituale buitista. La seconda volta scelsi il buiti per conoscere le piante al fine di aiutare nella cura i pazienti di Ehumu, di villaggio in villaggio, duran le vacanze da scuola. Le cerimonie, qui e in Francia, han diverse vibrazioni ma le reazioni umane sono le stesse. Le malattie hanno nomi diversi, in Gabon le persone le percepiscono più psicosomatiche mentre in Francia più psicologiche e naturali. L’europeo è più incline a chiudersi in malattie etichettate, mentre il rurale tenta di lottare con la malattia arrivando a personificarle in feticci, o ad attribuirla ad un invidia, fattura, ecc. anche l’AIDS non sfugge a tale logica. All’inizio del trattamento devi performare qualche trucco che rompa la fattura e la persona si rilassi, fai il tuo trattamento magico e poi glielo spieghi. La persona malata vuol prima di tutto vedere il risultato per poter credere. Iboga lavora di più sulle malattie psicologiche come la depressione, ansietà, difficoltà digestive; dà un trattamento di psicoanalisi accelerato e concentrato in 3 giorni. Analisi dell’Io che porta la persona a confrontare stupidità e potenzialità sen giudizio di nessuno. Qualcosa emerge in te, e tu sei lo psicologo, tu fai la critica della tua ragion pura (Kant).

Ritrovi così speranza e coraggio psicofisico per confrontare la vita. Molti realizzano l’esistenza di altri mondi, cioè la vita dello spirito. Io lavoro con la vita dello spirito con molte persone, specie in Europa, poiché là, la vera perdita e causa di molte malattie psichiche, è la dimenticanza che dentro il corpo c’è uno spirito. L’effetto più importante dopo l’iniziazione è che Tu sai chi Sei e perché sei sulla terra, il resto differisce per ciascuno. Iboga è una pianta che aiuta e salva da migliaia di anni. Chi è incline alla ricerca, beneficierà di essa. Speciale musica venne sviluppata per attivare le virtù della pianta nel corpo, così, ad esempio, se usi reggae essa agirà diversamente.

L’iniziazione simbolizza la rinascita dell’essere innato interiore, i riti d’eboga, scendono a livello psicologico, favorendo  la comprensione degli elementi della vita della persona che lo hanno guidato alle varie dipendenze e abuso di droghe.

Mio obiettivo è costruire un villaggio-ospedale di medicina tradizionale in Gabon con un herbarium che cataloghi tutte le piante medicinali locali. L’Ospedale sarebbe aperto a tutti da ogni dove e sarebbe una scuola per apprendisti dal mondo, così da farla sopravvivere nel Villaggio Globale a beneficio degli umani, dell’ecosistema e della seconda parte dell’equazione di Mandeville”.

 

Tutte le branche del Bwiti hanno in comune la natura visionaria dove le iniziazioni bombardano il candidato con immagini. Per completare il percorso Bwiti e diventare un Nganga, uno deve aver visto e acquisito la capacità di fare diagnosi e divinazione durante la cerimonia dell’èdika.

Tali cerimonie servono a chiamare gli spiriti degli antenati e così entrare nel mondo dei morti. Si tratta di imparare il come morire al fine di vivere meglio. Ci sono vari tipi di cerimonie, prima fra tutti la bwiti-a-bandzi dove i bwitisti nascono; poi ci sono cerimonie di entrata ed uscita per onorare la memoria di chi muore fisicamente, specie se è qualcuno della comunità, al fine di accompagnare la sua anima verso il mondo degli antenati e purificare il mondo dei vivi dal lutto di tale perdita. Molte scene richiamano la storia della scoperta della radice d’iboga. Le cerimonie sono più frequenti nella stagione secca specie nei primi due mesi in cui rinfresca il clima.

I ripetitivi ritmi dei differenti tamburi e barre bakè, capaci di indurre la trance in altri contesti, qui invocano il tuono per il trasporto degli spiriti. Il suono del mogongo (arpa a bocca o arco a bocca fatto in legno con una corda di raffia tesa) collega gli spiriti dei vivi a quelli degli antenati.

 

Mallendi ci rivela, che leggere i problemi

D’un altra persona, a risolverli e capirli

È consultazione, ovver chiaroveggenza

Responsabilità, verso chi ti compensa

[1]

Bwiti è lunga scuola, filosofia di vita

Mwiri la prosegue, in forest’ecosistema

In Kono poi finisci, è laurea o dottorato

Fondi alla foresta, ugual pigmeo rinato

 

Ngenzai esseri evoluti, trasportano dati

In linguaggi sottile, com vibri di mogongo

Informazion interattiva, geografia filosofia

Matematica storia, con piante in sintonia

 

Emetton messaggi, tuo corpo sintonizza

Ricevi e una mattina, realizzi inter Teatro!

Sale il gioco sale, dei mil perché connessi

Ogni cosa all’altra è, legata sen commenti

 

Iboga suggerisce, linguaggi equivalenti

Rosso e bian caolino, sono Siva e Sakti

Lavora sul Karma, Iboga antico sistema

Intelligen che inizia, consigliarti interna

 

Bwiti è come scuola, svela gradualmente

talvolta chiede prezzo, ad aprire porte chiuse

Tu parli e fai domande, ricevi poi risposte

Ognuno può parlare, aperte son le porte

 

Bwiti è coscienza, è collettiva fratellanza

Nel culto dei comuni, antenati dell’istanza

Università della foresta, società della cura

Iniziato in gruppo, apprendi sua struttura

 

È tempo cerimonie, per risolvere i conflitti

Richiaman canti situazioni, di vite e di afflitti

La gente parla di, preoccupazioni disaccordi

il ganga mediatore, riconcilia negli accordi

 

Unione ed armonia, del gruppo necessari

A successo cerimonie, spir’insieme chiami

Mbanza Corpo Guardia, è la casa del bwiti

Posto d’incontro, e capanna in cui confidi

 

Rettangol chiuso retro, ai lati con corteccia

Una scultura è posta, all’ingresso sen parete

Scultur antenati, Dissumba e Nzambe Kana

E genitali femminili, genitor di razza umana

 

Il tetto è foglie palma, bwenzè è sagrestia

Piccola stanzetta, dove è impartito il bwiti

In forma di visioni, da fiamme supportate

secondo percezione, uomin donne separate

 

Nascita e trapasso, è cranio al candidato

Simbolico è colpito, 3 volte dagli Tsogo

Con martello in punto, bregma fontanella

Da dove si diparte, spiri d’uomo vorticella

 

Separato dal villaggio, sta Nzimbe sottobosco

Ripulito camerino, a preparar le cerimonie

Ogni Bwiti è un percorso, pratico e spirituale

Insegna miti primari, spir piante ed animale

 

Chiede anni a giungere, al top di conoscenza

Ti insegna a suonare, a cantare e a danzare

Padroneggiare costumi, maschere e sculture

Padroneggiar l’Iboga, e le tue visioni pure

 

Suo scopo è arrivare, a visioni spontanee

A mezzo concentrazio, ecologia da liminale

Donna apprende amore, in tutte sue forme

Uomo a sopravviver, in foresta dove dorme

 

In gerarchia Missoko, si nasce straniero

Si diventa poi banzi, iniziato che ha visto

Apprende ancor deve, imparare ogni cosa

Divien poi makagha, che prepar cerimonia

 

Si diviene poi Nima, iniziator d’apprendisti

Direttor delle sessioni, notturne cioè Ngozè

Nima na kombwe, ha finito apprendistato

È padre spirituale, consigliere più amato

 

fa leva su sadGuru, non mostra preferenze

fra ciascun dei figli, ngenza tien coerenze

Ora noi torniamo, a scoprir antica essenza

Ngenza e iboga assieme, riportan a foresta

 

Ch’è libreria computer, farmacia di piante

Benvenuti da elefanti, insetti e scimpanzé

Pappagalli e fiumi, in un antenato mondo

in simbiotico accordo, o agonistico scontro

 

Iboga induce vomito, e senso di ansietà

Apprensione visioni, nel buio suggestioni

Letargia fin 4 giorni, nelle dosi iniziazione

Ugual chinino ed aspirina, tien letal azione

 

Iboga è uno strumento, non lo scopo in sé

Materasso è canoa, per viaggi lungo fiume

Piuma pappagallo, simboleggia intelligenza

Parla di foresta, bentornato a casa Ngenza

 

Primo giorno una canoa, di foglie di banana

Porta torcia di Okumè, viaggia ad occidente

Prima fase radice, è di domande e risposte

Seguon sogni visioni, della nascita e morte

 

Tuo nome da iniziato, senti chiaramente

Lo senti e lo ripeti, o il ganga estrapolizza

È nome di animale, pianta, oppure astro

Bwiti è tutto ciò, che vedi su di un nastro

 

I segreti del mondo, si rivelan gradualmente

man man insegnamento, cresce la tua mente

Non c’è un esterno Dio, Bwiti tien concetto

Di universal presente, nel collettivo petto

 

Duran la notte ha luogo, festival che attira

Curiosi compaesani, stranieri alla cascina

assiston teatro, spettacolo Corpo Guardia

Mogongo ben risuona, in bocca fra le labbra

 

Nei canti gutturali, l’uovo fa nga.nga.nga

linguaggi d’iniziati, guidan viaggi ad iniziandi

terzo giorno è l’èdika, cerimonia conferma

Capacità visionarie, lungimiranza più ferma

 

Èdika è attorno al pasto, rito arrosto pollo

in foglie di banana, bollite e banan cotta

il cui olio di cottura, medicin conserverà

Edika pasto la radice, al riposo porterà

 

Dopo pasto èdika, Tu divieni un ganga

Con mission partecipar, agli amici risvegliar

Uov’aperto pollo arrosto, vamos a gustar

Ganga rompe noci, getta gusci a oracolar

 

Il gruppo bene crede, se stesso rafforzato

Dall’iniziazione, e ha un pantheon colorato

Per tramite agli spiri, con nome or invocati

In cima è l’antenato, creator di noi mortali

 

Nzambe Kana vien, chiamato in cerimonie

Koumba e Dissumba, uomo e prima donna

Accanto agli antenati, ci son geni e folletti

Mare e corsi d’acqua, foreste ed elementi

 

Montagne cosmo intero, ovver radici Buiti

Sole detto Kombe, la moglie Luna Ngonde

Minanga e Ngadi sono, stelle e lampi figli

Dissumba primo ramo, di bwitisti insigni

[2]

L'iniziazione al Bwiti, è rito di passaggio

Dall'adolescenza, all'adulta età del gruppo

Per ben riprogrammare, nuov’ego identità

Legate a condivise, norme in comunità

[3]

L’iboga condiziona, pluralità esistenze

Tempo non esiste, l'uomo è donde viene

Incarna si reincarna, piroga in transazione

Perdur parecchi giorni, radì masticazione

 

Usan i Mitsogho, la privazion del sonno[4]

Duran parecchi giorni, e privazion di cibo

Per acceder a più sogni, ludici e coscienti

Si da comunicàr, compagni lor discenti

 

Assòrbendos’iboga, si giunge alla visione

Più vomiti violenti, il ventre svuota intero

L’andar nell'aldilà, richiede azion morire

Corpo con gli anziani, e spiri può partire

 

Anziani sopra fuoco, arrostan semi zucca

Esplodono con scrocchio, e spirito diparte

Il cranio candidato, è colpito con martello

Per lo spiri liberàr, via tunnel for ugello

 

Continua sonnolenza, tremor agitazione

Più lacrime con risa, scende e sal calore

Anestesia parziale, t’ascoltan batti cuore

Controllano tuo corpo, e dosano rumore

 

Le scene sotto iboga, presso i Mitsoghò

Attraversan quattro stadi, e si srotolanò

Raggiungon contenuto, di immagini tribali

Iniziand’interrogati, su tappe viaggi astrali

[5]

Dal soffio che trasporta, or si sente avvolto

Doppio di se stesso, a suono d'arpa ngomo

Verso un gran villaggio, sen principio e fine

E sente delle voci, che invitano a chiarire

 

Chi cerchi tu straniero? viaggiator risponde

Buiti sto cercando, e le voci assumon corpi

Ripetono domanda, e rispondono nel cuore

Buiti che tu cerchi, siam noi dell’anteriore

 

Incoraggian tua ricerca, “il Buiti troverai

Continua la ricerca, non scoraggiarti mai

La voce ora pronuncia, suo nome d’iniziato

Nel dialogo antenati, lui sta immobilizzato

 

Arriva ora l'incontro, con entità più astrali

Gli fan ugual domanda, esser straordinari

Rivelano si trova, nel Bwi villaggio morti

Ascoltano risposte, presentan nom e corpi

 

Il primo si presenta, sono Nzamba-Kana

Il padre umanità, e prim’uomo sulla terra

L’altra alla a sinistra, dicè io son Disumba

Mater d’umanità, e prima donna oriunda

 

Villaggio della Morte, aumenta di scintille

La palla fuoco sole, scende prende forma

Kombe si presenta, e interroga il neo-fìta

Sulle ragion del viaggio, poi gli si confìda

 

Son il re del mondo, suo essenziale punto

Ngondi la mia donna, voi la chiamate luna

Le stelle son Minanga, ovvero miei bambini

Buiti è ciò che hai visto, qui coi sensi fini

 

Dopo aver parlato, mutan il sole e luna

Diventan un ragazzo, e una ragazza belli

Mutan nuovamente, col tuono a dileguàr

Torna calm ovunque, e gli altri a salutàr

 

Ora è un iniziato, con occhi ha visto Bwiti

Attraverso altra realtà, cioè dell'altra vita

Che s’apre solamente, a mort e iniziazione

Mezzo luci e sogno, intravede condizione

 

Passato e futuro, dell’esser propri umano

Che vive su due piani, mutevole ed eterno

Dopo riti di passaggio, s’isolerà dal mondo

Da ùn 3 settimane, neonato a tutto tondo

 

Il battesimo d’iboga, alle radici vita porta

E al dialogo diretto, Je suis mistero forte

Viaggi fin la terra, dei morti dimenticati

Mediator divini, epoptèia di antenati

 

Gli spiriti defunti, Gesù o altra entità

Un nom d’iniziazione, van a comunicàr

Iniziando aggiungerà, or ai propri nomi

Buiti affida a piante, il ruol di mediatori

 

L'iniziato ha visto, è un bandzi che or sà

Come ogni Mitsoghò, è finita iniziazione

Da or sarà la pianta, usata in parsimonia

Per riscaldar il cuore, ed aiutar sua storia

 

A mo riferimento, a rinverdir progetto vita

Pensier d’iniziazione, t’aiuta e sem t’invita

Ciò ti aiuta a stare, ben saldo a tua visione

Lì sta il tuo passaggio, o adulta iniziazione

 

Strumenti musicali, ricreano tempo sogno

Mongongo la parola, crèa ed esce da bocca

In bocca suonatore, risuona il cosmo nuovo

L’obaka riproduce, lo scricchiolio dell’uovo

 

Vien or all'iniziando, gradual radice data

Più d’ogni ngozè, e coscienza s’è alterata

Duràn 3 dì 3 notti, sdraiato in sagrestia

Resta nella trance, vicin padrin madrina

 

Il corpo steso terra, comunità sorveglia

Lo spirito or si libra, e contatta più entità

Lo illuminan mostrando, radici della vita

In esse d’or in poi, suo cuore si confida

 

Tobe vien chiamata, l'iniziazion buitista

O pope na pope, ovver sedersi a terra

Astinenza sessuale, alcolica e da fumo

Almeno 10 giorni, avan ritual consumo

 

Sin da prima sera, del rito iniziazione

L’inter comunità, consuma normal dose

Sempre e di continuo, sino a fine rito

Tutti in empatia, viaggian lor amico

[6]

Kombo sacerdoti, più svegli resteranno

Radice pur a bimbi, lattanti un granellino

Il Neofita è portato, al centro della sala

I fedeli alle pareti seduti come in gala

 

Seguono domande, rivolte all'iniziando

Le pubbliche riposte, riguardano i motivi

Che lo sospingon fare, tale iniziazione

A risposte sufficienti, parte rito azione

[7]

Al mattin seguente, viene egli svestito

Avvolto stoffa bianca, fascia per neonati

Poi è accompagnato, dentro alla foresta

Confessa la sua vita, agli spiriti di festa

 

Azion liberatrice, dei suoi sensi di colpa

Serve a liberar, gli ostacol dalla mente

Buona confessione, prelude buon visione

Scatena maremoti, nasconder l’omissione

[8]

Fa sosta l’iniziando, a ogn’albero antenà

Quindi è presentato, agli spiriti coi canti

Mezzogiorno inizia, assunzione dell'iboga

Entro la capanna, siede e assume posa

[9]

Sguardo è mantenuto, fisso sul terreno

A far concentrazione, fuor da distrazione

Può muovere la testa, ovver aprir la bocca

Kombo con cucchiaio, radì d’eboga imbocca

 

Attorn a lui lavora, l’equipe con premura

perizia la sua morte, e tutto il suo rinascer

Ciascuno tiene ruolo, lui plancia di controllo

Osservan sue pupille, e regolan suo forno

[10]

Un cucchiaio dopo l'altro, fanno quantità

Lui vomita ogni tanto, reflusso è separato

Su foglie di banano, e attento esaminato

Madrina pur l’assaggia, fà diagnosticato

 

Come si comporta, l'iboga nella pancia

Ognun tien suoi tempi, d’organico lavoro

L’aiutano le danze, e le musiche dell’arpa

Avvolgono d’amore, come calda sciarpa

 

L’eboga anestetizza, bene il tuo palato

È di sapor amaro, e vien detta fiel di Dio

Duran lung’assunzione, corpo si raffredda

A partir da estremità, cuore pur rallenta

 

Dopo cinquàn minuti, effetti sulla psiche

Rafforzan sempre più, in stati più profondi

Si sperimenta un viaggio, ai limiti dell’Io

Appare l’altro stato, che nima testa fino

[11]

2 anziane donne, smuovono suo corpo

Tende a irrigidirsi, gli fanno scioglimenti

Articolazion del collo, di dita mani e polsi

Al sole diurno poi, lo metton ad esporsi

 

Sensazion di freddo, pervade l'esperienza

Vision a tutto campo, espande la coscienza

Fenomeni speciali, e udito a gran distanza

Lo prendon più visioni, di luminosa istanza

 

Osservi pur la scena, dall'alto lato o basso

Pian allontanando, un risucchio puoi sentire

Un vortice di luce, o un ascensor del vento

Veloce ed istantaneo, fuor e nel contempo

 

La finè del viaggio, la segna suono ngombi L’arpa sacre che, assiem a suon mongongo

Apre e chiude il corpo, per l’anima transire

Han funzioni opposte, i sensi sanno aprire

 

Seguono al risveglio, riti ringraziamento

Augur propiziatori, per nuovo adulto nato

Questo è trascinato, da musica di ngombi

E sempre ripercorre, tragitto d’orizzonti

 

Lo segue alla foresta, in battesimo rituale

Passar frasche vagina, fusto in due tagliato

Entro un corso d'acqua, ancora processioni

Danze con il fuoco, e mascher possessioni

 

Or vengono suonati, i gran tamburi che

Stimolano il corpo, è fatica e sofferenza

Rigido perdura, in braccia e nelle gambe

Per altre 20 ore, va goffo deambulante

 

A fin iniziazione, v’è un dialogo privato

A kombo l’iniziando, vision ha raccontato

Risponde alle domande, miran a scoprire

S’egli ha ben veduto, bandzi è bene-dire

 

Pranzo e lungo sonno, riportano neonato

Nell'esisten terrena, verso normal stato

Gli effetti iniziazione, dureranno ancora

Postumi nel corpo, una settimana buona

 

Iniziazion buitista, questione di coraggio

È volontà di andare, rischiar per verità

A costo di punture, d’insetti o di malaria

Esser fiero bandzi, figlio a terra ed aria

 

Simbòl numero tre, nel Buiti è ricorrente

3 gli Dei dell'uovo, 3 notti essenzialmente

I Nganga sono tre, come pur le Yombo

Buiti in Camerùn, giunge in sottofondo

 

Ndama è rito palla, a fine del Meyaya

Palla ch’è sospesa, al palo o sotto l'arpa

Yombo poi la prende, al ganga la rimette

Inizia la partita, ogni squadra si connette

 

Palla gira il bandja, da tutti vien seguita

Richiama il beato gioco, dei santi realizzati

Beati hanno la forma, di palla legger bolla

Prim di reincarnarsi, forz’Evus che torna

 

Un brivido percorre, lungo loro schiena

Ogni volta che, ri-assumeran la pianta

Recitan assieme, preghier di comunione

Ebòga alber di vita, or manifesta amore

 

Caccia via da noi, l'ombra d’ignoranza

Con tua santa luce, rischiaraci la guida

Verso vita eterna, tua grazia innata luce

Diciamo gloria a Dio, Dzambi che riluce

 

Dzambi è nostra via, oh Ebòga salve

Ringrazio te iboga, d’essermi venuta

Il mio cuor fai forte, col fuocò celeste

Sei la mia presenza, eterna vita e veste

 

Cordon ombelicale, simbo vita e morte

Scende sul defunto, e interra la placenta

Ovvero su suo doppio, cadavere su dorso

su ventre nuovo nato, gioca nuovo sorso

 

Dipingere il viso, bianco a punti rossi

Segna nuova vita, e insieme cerimonia

Drammatica ripete, antica storia sacra

Debutto della vita, morte e poi rinata

 

Danza di Muenguè, bene rappresenta

Ricerca di una nuova, forma di esistenza

L’anima del morto, danza nel suo viaggio

Nell’aldilà e si ferma, nel buiti villaggio

 

Ogni volta che, qualcuno muore in terra

Un altro nasce in cielo, stella pura bianca

L’uomo con orpelli, torna e si reincarna

Per essere Mogonzi, uomo sàn che balla

 

Canti come danze, confermano messaggi

Da voce musicale, dell’arpa interpretati

L’ombra d’antenati, è l’arco di Mungongo

In pigmeo vuol dire, andar a cielo mondo

 

Trascendere la morte, l’uomo sa danzare

Si cura pur apprende, bisogni d’appagare

Nel gruppo si completa, e fa resurrezione

Vibra in movimenti, divin di guarigione

 

Eterno Buiti arriva, in piroga a rivelare

Bimbo sognatore, che ama pur danzare

Stimola il pensiero, con note e sinfonie

Cura e fa sognare, le cosmiche armonie

 

Traversar il tempo, la melodia istruisce

Permette conciliare, Sé col proprio film

Coscienza di esistenza, ritrovi casomai

Quando e dove poi, volendo sceglierai

 

Metafisica africana, scarica ogni scoria

Esprime nel teatro, mistero ri-creaziòn

Rivela or chi tu sei, chi eri e chi sarai

Natur di luce e gioco, scopri già lo sai

 

Eboga ti sgancia, alleggerisce la mente

L’ordinar preoccupazio, o fardel ricorrente

È terapia della trance, che divien collettiva

L’abbraccio del gruppo, fa cura assai viva

 

Serve ad espiare, a vomitare gli errori

Nei riti di passaggio, è purga purgatorio

A mistic’ascensione da vento trasportato

Verso l'aldilà, alla casa di un antenato

 

L’agente vegetale, presenta sua dottrina

Esperire iniziazione, d’atto fede è l’officina

Vèdere per credere, rituale gruppo spazio

Non v’è  convinzione, senza l’illuminazio

 

Decidi or ritornare, da buiti regno morti

Cambiato si ti senti, hai senso della vita

Quello che ritorna, non è chi era partito

Or fabbrica sua vita, sul certo percepito

 

Danze notturne, con canti e tam-tam

E la musica d’arpa, per passion rievocàr

La nascita Efun, la morte è nel Mwengue

Rinasci in Meyaya, terzo giorno t’attende

 

Or vive iniziando, divin Dante commedia

Attraversa purgatorio, con vomiti diarrea

L’attende paradiso, con var e var livelli

Chiamali pur chakra, o vortici tornelli

 

Piacevole visione, in disincarnazione

Che manifesta Nde, in Bwiti di Mitsogho[12]

Il neofita si sente, avvol da soffio azione

Arriva in un villaggio, riceve educazione

 

Appaiono Maria, Lucifero o Nyngone

cambia personaggio, dialogo è lo stesso

Nzamè primo uomo, diventa Adam Gesù Lucifero è il serpente, arco-in-cielo Evùs

 

Poi vien ricondotto, dal vento sulla terra

Dovè rinasce bandzi, accolto con fierezza

Salutano con gioia, l’anziani della scuola

Ha visto gli antenati, e reca vita nuova

 

I Fang loro visioni, posson confermare

In condizion rituali, viaggiando su piroghe

Del Buiti oppure Byeri, al fin pur di curar

Natur dell'afflizione, posson diagnosticar

[13]

Ritual colliri affianca, ibama applicazione

Versato a gocce su, pur occhi dei malati

Brucior produce e, iniziando è obbligato

A guardar nel sole, in visiò aumentato

[14]

Guardan la verità, senza temer forza

Iniziati immunizzati, e i malati in cura

Vedon cerchi blu, e una porta circolare

Nell’infinito spazio, più forme delineare

 

Un bianco assoluto, e un blu luminoso

Gioia e perfezione, di suono cavernoso

Luce fa brillante, vide un mondo astrale

Sòl cui siamo parte, cresce e pure sale

 

Noi l’alimentiamo, con nos luci brillanti

Danza sua energia, attorno agl'iniziandi

Lampi luminosi, pensier come intuizioni

Domande con risposte, fan apparizioni

 

Vedi tu sfilare, tuoi avvenimenti in vita

Scopri il loro vero, senso chiaramente

Ti parlano persone, antenati Dei e Dee

Ti pongono domande, su tua vita in fièr

 

Uomin vestiti bianco, con cappelli rafia

Una lancia in mano, osservan com in fila

È tappa importanti, nel cammino di cura

Incontro d’antenati, guarigion procura

[15]

Diffusion del Buiti, collega a migrazioni

Contatti fra più gruppi, e gambe di pigmei

Usciti da foresta, schiavi a var padroni

Danzan cerimonie, per ricordar colori

 

Africa è un pianto, gioco e speranza

Moderno ancestrale, polvere e pace

Giungla ed amore, disordine e sogno

Mister delle forma, che danza il bisogno

 

Pigmei conoscitori, della forè del Congo

Amici intermediari, tra vivi ed antenati

Parlano iniziati, mostran mondi nuovi

Insegnano segreti, a mezzo di visioni:

 

Il cuore mio fa in festa, vola cantando

Sotto alber foresta, dimor nostra madre

Alla rete mia ho preso, un piccolo uccello

Assieme con esso, mio cuor è fringuello

 

Naviga radice, dell’Africa che spande

Sulla barca Pietro, Savorgnan di Brazze [16]

A ritorn in estuario, del suo fiume Congo

Felice accompagnato, dal pigmeo Mongo

 

Dopo esplorazione, nelle foreste interne

S’adotta un rituale, per riconetter terre

Da pigmei a Tsogo, Fang Byéri riscrittura

Al Camerun del Sud, portano in coltura

 

Poi tradizione orale, onore conferisce

Ai primi iniziatori, leggèn di fondazione

Allor accompagnò, Brazze alla missione

Un pigmeo babongo, Mbumba fu suo nome

 [17]

Mbumba è nom feticcio, crani d’antenati

Biang presso i Fang, biômba pei Mitsogho

È porta sesso donna, ventre ver del bwiti

Buco ch’è scolpito, nel palo tempio buiti

 

Il nuovo rito eboga, rigenera la forza

È scuola di foresta, che riscopre i corpi

Sincro buiti urbano, si fòn su omologie

Visioni e danze gruppo, fanno sinergie

 

Lungo vie commerci, nascono cappelle

Emerge identità, nel pubblico di massa[18]

Curan pellegrini, nel corpo e nella mente

Offrono al tuo Sè, un contesto ricorrente

 

S’interpretan disgrazie, qual stregoneria

Più forme di alleanze, con capital genìa

Le pubbli confessioni, risorse di magia

In tradizionali riti, di antistregoneria

[19]

Culto derivato, da eboga e possessione

Che stimola visione, possessio guarigione

È quello dell’Ombwiri, a prevalenza donne

Che cura dei malati, d’eredità raccoglie

 

Ombwiri angel custodi, d’Africa tribale

Spiriti antenati, che aiutan discendenti

Appaiono nei sogni, visioni e iniziazioni

Duran le malattie, o sociali transizioni

 

Visioni e possessioni, son complementari

Agli spiriti offron forme, visuali e corporali

Ogni person può esser, iniziata a vari riti

Complementari che, son tanti modi fini

 

Vari mod’approccio, al mondo spirituale

Con spiriti e geni, a curar e comunicare

Ya mwei gene d’acqua, presso gli Tsogo

Rima con scherzi, legger cuori in gioco

 

Tsogo hanno Ombudi, culto possessione

Sud del Gabon, Elombo eguaglia azione

Un dì raccoglie il Bwiti, e sua radic’Eboga

Presso Fang s’espande, trance lo rinnova

 

Ricorre a geni in trance, guidato da donne

Cioè cape villaggio, e guaritrici ab normen

Diviene unisex, e compete col Dissumba

adotta suoi strumenti, e ritual che spunta

 

Mbanza condivide, col Buiti or Ombwiri

Elombo cambia nome, Ombwiri geni e spiri

Grazie tal premessa, va incontro all’esigenze

Di popol bisognoso, di cure ed assistenze

[20]

Bwiti discese a terra, quando Dinzona

Donna prim trasmigra, nell’albero Motombi

Da cui vengon prodotti, strumenti musicali

Mongongo prim fra tutti, arcò dei liminali

 

È Buiti religione, gran tempio universale

Apre le sue porte, a chiunque vuol cantare

Nasce alla foresta, confratè in federazione

Ospitale il suo messaggio, di condivisione

 

Buiti è religione, rivelata continuamente

A ogni iniziazione, rivela individualmente

Conclusa l’esperienza, si parl a comunità

Riferisci tue visioni, per chiarir verificàr

 

Apostrofato bandzi, s’ha visto allor sarà

Individuo riallacciato, in seno a comunità

La sua energia s’esprime, nel cerimoniale

Or a gioco squadra, talèn può sfoderare

 

Il Buiti ti prepara, a viver ogni morte

Come passeggiata, ne fa serena sorte

Entra esce scena, su palco gaia terra

Una divina vita, sopra e sottoterra

[21]

Spirituale iniziazio, per Boga mediazio

Gabon come Tibet, un centro sapienza

Dal verbo ébweta, sta Bwiti in pigmeo

Arrivar pervenire, all’antico sentiero

 

Conferma e riforma, è l’antica strada

È sacra eccellenza, che riporta a casa

Reinsegna le virtù, del viver quotidiano

Sopravvivenza rito, di mondo sovrumano

 

Villaggio microcosmo, due file di capanne

Chiude tempio Buiti, anch’esso di capanna

In legno più spaziosa, con retro sagrestia

Ove son strumenti, della bwiti liturgia

 

Attorno alla cappella, eboga è coltivata

Con buche laterali, per quanto è utilizzata

D’intera è sradicata, durante iniziazione

Natal oppure Pasqua, annuale rotazione

[22]

Arancion frutto seme, seminato sotterra

2 centimetri sotto, in 4 tre anni ti cresce

Poi vien dissodata, con baston ferro taglio

Sradicata divisa, con machete da spaglio

 

Pulizia di radice, se ne fan due mucchietti

È la grossa la madre, l’altre sòn radichette

A mezzo coltello, fan lavor di sbiancatura

Grattan pò terra, e fan la sminuzzatura

 

La parte grattata, la raccoglie un vassoio

Viene messa a seccare, all'ombra la voglio

Radì bianche residue, puoi farle a pezzetti

Bollire far decotto, e aggiunger radichetti

[23]

La radice d'iboga, vien pur preparata

Con succo di canna, latte o vino palma

Vomiti e amarezza, tal preparato riduce

Masticar è la prova, e purezza produce

 

Ogni comunità, ha membri bandzi e offici

E radunan celebrare, la notte i loro riti

Fang seguòn calèndar, cattoli parallelo

3 notti nella Pasqua, rinsaldan cuore nero

[24]

Pavimento del tempio, è terra battuta

Interrato è totèm, al cen presso uscita

A laterali pareti, vi son panche in legno

Al fondo troneggian, tamburi d’ingegno

 

Lato opposto uscita, trova sede altare

Sonagli acqua ed incenso, lì a riposare

Assiem accessori, ngomò con mongongo

Candele è più basso, l’obaka anacondo

[25]

Un metro da totem, v’è buco per terra

Ospita un fuoco, o una lampada accesa

Pur fuori del tempio, ha sede altro fuoco

Al fianco o catasta, di legna suo gioco

 

Durante il ngozè, il tempio è un mandàla

Preciso vivente, par un ponto o uno yantra

Due porte di lato, lenzuol rosso uno bianco

Fanno entràr antenati, per genere intanto

 

Il totem ombelico, senti chiam tuo cuore

Su d’esso sono due fori, vulve d’esistenza

in alto nasci al mondo, da quel di sottofondo

in basso fai ritorno, in un sacro girotondo

 

Nganga fa passare, fascin di fuoco dentro[26]

Da interno vers’esterno significa incarnazio

Spirito può svolger, sua vita ora nel tempo

Ritualizzato da, corteo ch’esce dal tempio

 

In cima al totem scorre, una ragnatel di fili

Su cui transìtan ovvi, energie d’oltre confini

La trama sotto tetto, d’addobbo foglie mais

Cardo e decumano, pàr un paesìn giammai

 

Ngombi e Mongongo, sonagli e scopette

Campanelle e fischietto, di osso d'uccello

Sbarre-anaconda, tambur pelle e tronco

Fanno un orchestra, finestra sul mondo

 

Suon dei sonagli, invita allontana entità

Così le campane, mentre ngomo è soave

È la piroga del cuore, che culla e trasporta

Lungo fiumi di note, trasalendo ogni porta

 

Anima entra ed esce, dall’ordinario mondo

Acced a quell’eterno, Tao-Buiti senza fondo

Grazie alla regia, d’un kombo un suonatore

Ganga yombo e kambo, e shiva danzatore

 

Onirogeni momenti, con l’arpa sottofondo

Arte e incorporazio, rivelazion condivisione

Tempio scuol dissumba, percorri circolare

Là nel Bango-so, capàn quadrangolare

 

Riuscita cerimonia, dipende da perfetta

Esecuzion dei riti, e coreografici dettagli

Kombo detto nima, è jolly e pure nganga

Garante cerimonia, se qualcuno manca

 

Bandji na nima, na kombo, bokayé!

Richiamo nel villaggio, convoca riunione

Che rievochi le istanze, della comunità

Nascita esistenza, e morte dell'umàn

 

Veston donne suore, officianti cardinali

Presso i gruppi Fang, son principali riti

Ngozè riti iniziazio, che durano tre notti[27]

Comunità che danza, trasmette vibro forti

 

Nganga è figlio Kombo, direttor di danze

Incorpor’entità, in tempio e le sue stanze

Danzano le yombo, campanelle sonagliere

Frenetiche ritmando, ventre e pur sedere

 

Preghier ed orazione, assunzion della radice

Stesur delle richieste, chiarisce le tue idee

Con purghe acqua speziata, fè purificazio

Dipinto col caolino, esposto a fumigazio

 

Traccian cerchi attorno, il palò centrale

Per i punti cardinali, indentità trovàre

Avran quattro aperture, per enzimi fini

Maestri spirituali, maschili e femminili

 

Per regger la fatica, consuman la radice

Polverizzata in fine, per grandi e piccolini

Il rito iniziazione, è vissuto ogni qual volta

Decide un individuo, di far comune svolta

 

Fa rito dentro tempio, la casa del divino

Tutta da scoprire, in viaggio d’iniziando

Fatto su piroga, sul leggendario fiume

Altrove è detto stige, qui è il Nobosué

 

Verso ultraterreno, mondo d’antenati

Bianchi con il viso, imbiancato di caolino

Suonatori d'arpa, tambur sonagli e sbarre

Orchestrano la scena, per la festa grande

 

Tempio forma d’uomo, tien trave centrale

Che sostien il tetto, è colonna vertebrale

Il cuore n’è l'altare, la sagrestia la testa

Porte son orecchie, fallo è palo a festa

 

Toccar central pilastro, perno d'universo

Tappe percorrendo, scritte dentro tempio

3 suonator d’obaka, bacchettan colpettini

Suon ka-ka-ka-ka, son uovo scricchiolini

 

Tale è il primo giorno, fulgore del lampo

Il tuono fa baccano, risuona nel  martello

È orgasmo dell’intera, cosmica avventura

Caos originario, che s’ordina in scultura

 

Un colpo l’organizza, in-alto com in-basso

Il sole con la luna, e femmina col maschio

Notte con il giorno, e il freddo con il caldo

Acqua con la terra, boscaglia con villaggio

 

Dio ha fatto il lavoro, e l'uomo lo disturba

Entra morte in scena, e l’opera sua compie

Prim ultimo suono, son vibrazion dissumba

Tempo d’intermezzo, l’arpa trama e punta

 

Richiama colp’obaka, apertura della vulva[28]

È parto di neonato, e chiusura della tomba

L'istante dove l'uomo, sparisce nella terra

Ngombi lo risorge, è la voce d’oltreterra

 

Baston di suonatore, è fallo ch’accarezza

L'organ femminile, di piacer rabbrividire

Obaka è spin dorsale, posata sui femòri

Colpita dai gemelli, cioè bracci anteriori

 

Origine del mondo, fase in tre momenti

La fine e l'al-di-là, nasce uomo e mondo

Cresce a vita adulta, muore torna al Buiti

Così le civiltà, che và e vengono fortuiti

 

Nascita e sviluppo, di Jesu Nzambia-Pongo

Sua morte volontaria, ritorno al sen di Dio

La nascita con morte, assieme a resurrezio

Si legge nel rituale, accade là nel tempio

 

Offerte e libagioni, per acqua per il fuoco

Pause concordate, riposo e chiacchierate

Rider e scherzare, altr’eboga masticare

Qualcuno s’addorme, corno và svegliare

 

Iboga aiuta il sonno, e fatica sopportare

Gradi e ruol vi sono, in precisa gerarchia

Nima è leader primo, yemba poi ci spiega

I rituali le canzoni, e parabole che impiega

 

Ganga guida danze, kombo sta guardiano[29]

Supervede attività, rituale dentro al tempio

Yombo leader donna, dei rituali femminili

Tintinnan loro corpi, al suono dei monili

 

Uomini con donne, son divisi sui due lati

Come poli antagonisti, nel crear riconciliati

Grazie ad antenati, bambin ancor non nati

Color che a casa Nzame, sono già arrivati

 

S’uniscono ad umani, ancora nel dissumba[30]

Per far union di cuori, aboliziòn di divisione

Potere o regno Evùs, è revocato diramato

Cosmo e attor riuniti, Buiti han realizzato

 

Riunita la creatura, al creatore originario

Conciliati morte e vita, resurrezio d'universo

Ekambo sta all'ingresso, guarda l’ozamboga[31]

Asse mondo rovesciato, donna sottosopra

 

Una baionetta tiene, l'ekambo con la mano

È la spada di Michele, che taglia l'universo

Divide l'alto e il basso, destra con sinistra

L'ordine rifonda, e poter del tuono smista

 

L'ekambo con la torcia, gira su se stesso

Percorre tutto djimba, e lancia vers il cielo

Riunisce in una fiamma, i morti coi viventi

Convoca assemblea, in cosmiche correnti

 

In tempio linea diritta, va da seno a tomba

L'asse trasversale, va da uomini alle donne

Missengué Nzambia-Pongo, è seno di Gesù

Intersezion tra gli assi, con torcia fissa sù

 

A estremi sono Yombo, e Nima-na-kombo

Giudici e analisti, della nima o iniziazione

Ognuno guarda al centro, verso la unità

Là tutto riconcilia, e uomo perde falsità

[32]

Sta metà del tempio, fuori nel dissumba

Nzame None e Nìngon, incarnàn 3 Nganga

Il central detto mimien, ovvero l'innocente

È l’estraneo Nzame, il solo a evù potente

[33]

Preparo con le palme, cordone ombelicale

Nascita mia nuova, che al polso va fissare

Di bian rosso caolino, sòn tutto spalmato

Vivo adamo ed eva, o morte d’antenato

 [34]

Assaggio l'amarezza, masticando eboga

Lotto contro il sonno, per abolir la notte

Le forze dell'évus, combatto dentro me

Crogiol di cuori uniti, desidero accadèr

 

Fretta a masticar, pianta amar di verità

Amarezza di quaggiù, l’errori va a sanàr

E nudo nell’acqua, in Gaia uter immergi

Mangi eboga e muori, svegli poi riemergi

[35]

Benganga ba kue, entrano i tre ganga[36]

Nascita a rovescia, poi si spazza bandja

Ganga preparansi, il kambo prende torcia

Accende fuoco e gira, bandja senza sosta

 

Fa la scopazzatura, del pavimen rituale

È benedizione, del grembo più ancestrale

Con torcia poi colpisce, avanti porta yombo

Poi la porta ganga, girando fuoco in tondo

 

Il suonatore d'arpa, la formula pronuncia

Mobaka l'uovo esplode, colpito dalle forze[37]

Entrano i tre ganga, dall'uovo promordial

Attendono col kambo, campana scampanar

 

Cominciano la marcia, in luogo ormai pulito

Da torcia e scopatura, ovver annaffiamento

Giran torno al kambo, si fermano alle porte

Della luna e sole, che l'arpa annuncia forte

 

Rigiran torno al fuoco, e fermano all'altare

Arpa emette suono, una formula pronuncia

Riguarda l'arpa stessa, cioè terzo personaggio

Poi all’altare vanno, roteando nel passaggio

 

Ricordano i tre ganga, prete e chierichetti

Entrata in cerimonia, e svolger della messa

Son padre madre bimbo, inizian fumigazio

Puliscono ogni cosa, con sigaro passaggio

 

Il tuono esplode l'uovo, Kambo agita torcia

Mostra la sua luce, ai tre esser che son nati

Kambo san Michele, gemel di evù placenta

Che li avea racchiusi, come calda tenda

 

Durante ogni ngozé, rivivon gl’iniziati

Ciclo di creazione, scoperta dell'eboga

Da parte di Bandzioku, prim iniziata donna

Sacr’arpa diventata, che suòn or ci torna

 

Bandzioku è scolpita, in ngombi melodioso

Emette in voce suono, insegnamen defunti

Circa l’uso eboga, a poterli or contattare

Da grotta risonanza, lor usano chiamare

 

Durante le ngozé, si rivive iniziazione

Notturne cerimonie, rifan navigazione

Strumenti musicali, ricreano l’atmosfera

Dei miti tempi d’or, in cui Dio si rivela

 

A inizio serata, è distribuita eucaristia

Aggiunt a chiunque, ne desideri ancora

Comunità aperte, rispettate ed amate

In african stati, che le han rinomate

[38]

Il culto antenati, permette agli Tsogho

Scoprir Nzambe Kana supremo dio novo

Bevanda Ebôghê, è dal verbo Boghaga

Lingua ghetsogho, vuol dir traghettata

 

A bordo piroga, nel mondo a trasogno

Antico fium Congo, Zen Buiti suppongo

Elementi sonori, e il profumo d’Okoumé

In vissuto personale, il Sé fan rivedèr

 

Nzambe kana un dì, rivela di cercare

Un arbusto di foresta, êbôghê chiamato

Chiese ai suoi fedeli, di far la cerimonia

Al fine di trovarlo, a veder umana storia

 

Or Bwiti gli antenati, invoca come guida

Durante la ricerca, dell’êbôghê in foresta

Quindi ha sviluppato, var stil cerimoniali

L’origine si perde, tra i rivoli ancestrali

 

Ripercorre iniziazione, ora Bwiti a banzi

Marca la partenza, dell’anima del morto

Verso l’antenati, e orienta buon cammino

E si cur longevità, nel banzi puro e vivo

 

Ogni cerimonia, propon un suo cammino

Di simboli composto, e ciascuno adatterà

Consiste cerimonia, in cammini personali

Fusione di visioni, e sensazio conviviali

 

Tsogho etnia bantù, di società segrete

Raggruppa inclinazioni, attitudin personali[39]

Il villaggio e la foresta, han regola diversa

Primo ordin umano, inconscia è la foresta

 

Disordine apparente, defunti ed antenati

Geni femminili, Ya Mwei dei corsi d’acqua

Tutto appare sacro, è visione panteista

L’uman di 3 entità, pare sia provvista

 

Il corpo è detto oto, lo spirito ghedidi

Lo spirito tien ombra, ghedinadina detta

Ghedidi dopo morte, è in culto familiare

Invocato in ogni rito, riesce mascherare

[40]

Uomo terra e mondo, degli antenati là

Richiamano il Bokudu, o mito originario

Tappe di creazione, dell’universo Tsogho

Da ciel agli antenati, a terra umano luogo

 

Le mbandza sono pietre, di nascente sole poste avanti ai templi, incarnano Môtsoê

Guida degli umani, dal cielo fino a terra

Asse di discesa, che i due mondi serra

 

Strumenti musicali, arco arpa e sbarra

Chiamali mogongo, ngombi e triàn bâkê

del Dio del ciel Muanga, che fa la trinità

A uman ed antenati, permettono parlàr

 

Mògongo maschio, ngombi femminile

Danno vita a bâkê, l’amor loro bebè

Egli è superiore, ai suoi due genitori

Cresci con gli Tsogho, scoprin ulteriori

 

Simboli conoscenza, progressiva sale

In psiche d’iniziando, chiocciola struttura

È simile a pilastri, va sopra a fondamenta

Giunge fino al tetto, e comunità pazienta

 

Somiglia ad un teatro, la Bwiti cerimonia

Con riti musicali, e scenografie del tempio

L’arpista è l’officiante, primario femminino

Ciascun depositario, sarà del verbo fino

 

Arco ed arpa sono, solisti con orchestra

L’insieme dei fedeli, è il cuor coreografia

Maschere in accordo, entro comun spazio

Tra spettatori pure, fan la rappresentazio

 

L’azion cerimoniale, si snoda in 3 sentieri

Strada di villaggio, chiamata pure mbanza

Spazio nella macchia, detto pure nzimbe

E palizzata in tronchi, che confin e cinge

 

Tempio Buiti mbanja, è corpo di guardia

Grande casa in legno, aperta su di un lato

Rifugio e intimità, scuol d’ogni passaggio

Assemblea cappella è, riunione di villaggio

 

Ricevon qui gli amici, e stranier visitatori

Avanti tien sculture, e una trave di piroga

Garage rettangolare, chiuso da pannelli

Geometrici motivi, ne ornan capitelli

 

Lunghezza è 7 metri, 4 è la larghezza

Resta assai scoperta, l’anteriore faccia

Lascia veder poteau, suo palo femminile

Fatto in tre losanghe, linga e yoni fine

 

Vi son costumi in fibre, di rafia naturale
pali pur scolpiti, traverse torcie fiamme

Arpe con tamburi, oggetti in comunità

Sono in sagrestia, onorati a dimoràr

 

Centro della mbanza, durante cerimonie

Tutte le notti è posta, una grossa torcia

Di resin d’okoumé, che incensa fort’odore

Accende l’altre torce, per danz’esibizione

 

Nzimbe l’assemblea, inizia processione

Arrivan gli inziati, vestiti di ornamenti

Pagne fibra rafia, bande in foglia palma

A coppia son legate, tutti agitàn sonaglia

 

Entrano nel tempio, con cor responsoriale

Dopo un certo tempo, iniziano a cantare

D’arpe accompagnati, gruppo fa omelia

Istruzion di circostanze, per tener la via

 

Viaggi in altro mondo, tutto equipaggiato

In destra man clochette, producon crepitio

Il cast a centro mbanza, ai fedeli si rivolge

Seduti alle pareti, nel cuor tutti coinvolge

 

Focalizzarsi sul rito, per dargli l’efficacia

Il prezzo è la coesione, dell’intero gruppo

Uniti in un sol cuore, ecclesia ciel sereno

Così che misticanza, accada senza meno

 

viaggia ibo-piroga, a radice della cura

- lessico buiti, tsogo e babongo

(a Giorgio Samorini, Stanislav Swiderski, Adrè Mary, Mallendi, Vincent Ravalec, Agnès Paicheler, Obaga Massogho, Pier Kouna Jean Claude Cheyssial,  membre d'Ebando http://ibogabon.org)

 

La pianta Iboga, ponte divin coscienza

Venerato cespuglio, di Babongo e tribù

Arancioni baccelli, e radici in terra cara

Eboka sta in legna, miracòlosa amara

[41]

Palikur e Wayapi, indios della Guaiana

Chiaman Yapukiliwa, spiri suoi cugini

albiflora e angolata, Tabernamontana

in Amazzonia iniziazio, sud Americana

 

un biotecnologo, manipola ambiente

Per adeguarlo, al prodotto cui intende

Ai microrganismi, lui fa vaccinazione

Ch’è addestramento, o educazione

 

Le cellule quando, invase da un virus

Interferonormone, emettono in surplus

Per cellule vicine, comè segnal d’allarme

Incombe l’invasore, destate vostre arme

 

Attacca virus polio, i nervi e gl’intestini

Le cellul digerenti, posson riprodursi

Le cellule nervose, steril vanno perse

Paralisi consegue, nessuno più le tesse

 

Tecniche son varie, studia immunologia

Virus o batteri, han diversa strategia

Malattie infettive, diffuse più nel mondo

Malaria lebbra e altre, restan senza fondo

 

I brividi di freddo, della malaria febbre

Risposta son del corpo, a milion’invasori

Microprotozoi, nel fegato e glob. rossi

Scoppiano le celle, moltiplican se stessi

[42]

Plasmodia loro nome, agiscon coordinati

Attaccan tutti insieme, ogni due/tre giorni

Infezione si traduce, in cicli a febbre acuta

Seguiti dalla calma, tregua che poi sfuma

 

Chinino albero china, in infuso ci curava

Più brividi di freddo, ed eccessi fè malaria

Poi fu brevettato, e il suo tè dimenticato

Uscito da commercio, danno è consumato

[43]

Pur altri protozoi, in malattia del sonno

Tripanosoma detti, maestri dell’inganno

Sistema immunitario, sfuggono cambiando

L’abito o l’insegna, sempre dileguando

 

Mycobacterium Lepre, pare sia la lebbra

Contagio la leggenda, spesso ha ingigantito

Dolore fa tacere, com’oppio e sua morfina

Oppur come gli ormoni, detti d’endorfina

 

I Geni difettosi, si legano al contesto

endemico vantaggio, fuor non fa più testo

Di esempio è l’anemia, detta falciparia

Resiste assai di più all’infezion malaria

 

Le multinazionali, non posson investire

In vaccin o soluzioni, per causa più sottile

Non v’è la convenienza, economico profitto

Spender in ricerche per popol già sconfitto

 

Oggi, sviluppare medicine all’ibogaina non è un buon business per le industrie chemiofarmaco; ibogaina è molecola naturale non brevettabile,

la sua applicazione anti-addictive, brevettata da Howard Lotsof, va verso il pubblico dominio.

Una medicina che può lavorare con una sol dose, non soddisfa la prima parte dell’equazione di Mandeville (profitto : vizio = autonomia : virtù) poiché comparata alle dosi delle sintetic drugs (metadone, subutex), usate per mantenere lo stato di dipendenza, è perdente. Sostituir eroina da strada con medicine più additive (3850 morti per overdose da metadone solo nel 2004 in USA) è molto profittevole e richiede per continuare, la creazione di tabù su tutti i dibattiti e iniziative che mettan in discussione moralismo e legalismo legato al discorso sulle droghe. Il permesso di propaganda sul prodotto A, è monopolio di chi sfrutta la prima parte dell’Equazione Mandeville.

La dipendenza da droghe è moderna schiavitù; riflette sociali, economiche, locali e razziali realtà quali fattori che determinano la vulnerabilità di un individuo.

 

La loro architettura, economica in azioni

Vàluta in moneta, non vede altre missioni

È inutile incolparli, son casta di mercanti

Parte d’un processo, specifici enzimanti

 

Trovare soluzioni, non spetta certo a loro

Ma a gruppi d’intelletti, che fan altro lavoro

Forme alternative, di azione e di ricerca

Consenso educazione, brav a fare scelta

 

Mallendi: “In Gabon c’è un grande problema di alcolismo, iniziando là, adattammo il trattamento Buiti, all’abuso di altre droghe.

Negli ospedali psichiatrici ho visto pazienti la cui malattia veniva mantenuta piuttosto che curata. A loro venivano date medicine e null’altro. Noi terapeuti tradizionali, possiamo collaborare, lavorare ed aiutare la gente ad essere meno dipendente dai chemioderivati, ciò significa pure, portarli a conoscenza della filosofia economica e dell’equazione di Mandeville in particolare

[44]

Visione dell’insieme, è gran lungimiranza

Investi in ciò che esiste, prendi padronanza

Produci economia, in se stessa sufficiente

Scambia tuoi bisogni, con ambient e gente

 

Apparve Lambarène, bas’estratto secco

di 0,20 grammi, per una sol compressa

Usata in depressione, astenia convalescenza

Malattie infettive, e sforzo soma e scienza

 

Interessa l’alpinismo, vulcanologi sportivi

Ciclismo oppure marcia, campestre militare

Eccitante ti permette, trovare nuova forza

Tre compresse al dì, ne sono la supposta

 

Esce dal mercato, nel novecèn-sessantasei

Ibogaina vai in tabella, dopante ora tu sei

Poco tossico via orale, vasto uso in terapia

Fin 50 milligrammi, ancor antidepressiva

 

Da 300 sin un grammo, onirica è l'azione

Suo tossico s’eguaglia, a chinin ed aspirina

Solfato di atropina, fa sparir la sua atassìa

Inibisce suoi effetti, suo antidoto par sia

[45]

Ibogain inibitore, della MAO ha proprietà

Defatican calmanti, vince tossi dipendenze

Vigilanza prolungata, sono ad onde lente

Usa tradizione, a purgàr vita incoerente

 [46]

Oppiacei cocaina, anfetamin alcol tabacco

Sen dare dipendenza, li riduce nello scacco

Lor stimolo impazzito, in rilascio dopamina

Vien normalizzato, e regolato come prima

[47]

Iboga ibogaina, spengon circolo vizioso

Ingloban dissipando, traumatiche memorie

Sale calcio intracelle, scende soglia tolleranza

Più sensibil a droghe, psiche ora le scansa

 

Psico Legge curva U, ci rivela che dosaggi

troppo forti intolleranti, dan effetti contrarianti

Sgancian le droghe, normalizzan dopamina

Iboga-Ibogaina, Ayahuasca ed harmalina

 

Tra cellule del corpo, ormoni messaggeri

Avvisano di tutto, son cerebro forieri

Protein piccoline, tra di esse è l’insulina

Ormone che conserva, la dose zuccherina

 

L’adrenalina ormone, prodotta in surrenali

Stimola ed accresce, ltensioni muscolari

Chiede più energia, infine è consumata

Ansia emerge che, estrem è incontrollata

 

Le scariche di Adrena, vengon stimolate

Da stati di paura, e minaccie all’organismo

sostanza a lei opposta, prodotta da cervello

È l’endorfin ormon, che toglie ogn’arrovello

 

Se cresce l’endorfina, decresce l’ansietà

La tensione muscolare, scende a rilassare

È prodotta in stati sonno, oppure favorita

da pratiche di yoga, relax o tantra vita

 

Dopo assorbimento, d'iboga o ibogaina

Segue lunga fase, di un lucido sognare

Avviene nel tuo ego, crescen ristrutturazio

Comportamen di base, fan deprogrammazio

 

L’uomo vive veglia, sogno e son profondo

In periodo senza sogni sforn’onde profonde

Che dirigon l’orchestra, or chiamata sogni

Al fin di rinnovàr, individuo e suoi bisogni

[48]

Radice fa lavoro, introspezione riflessione

Iniziato pare viaggia, attraverso la visione

Verso nascita e morte, poi mondo degli spiri

sovrimpon a realtà, personal vissuti primi

 

Lui conversa con soggetti, di sua personalità

Son immagini auditive, come sogni fase REM

Conversa con le parti, componenti Se stesso

Riviv obliati eventi, memorizzati nel cassetto

 

Iboga produce, risveglio calmo prolungato

Sostituisce il PGO, o direttor d'orchestra

Visioni in terzo stage, van verso archeotipi

E le storie di antenati, d’intero globo vivi

 

Iboga ben ricrea, condizion sonno fetale

Che portan plasticità, al circuito neuronale

Cervel ristabilisce, organizzazione frattale

Un intensa attività, di sinapsi a collegare

[49]

Privazion di sogno, è seguita da bisogno

Crescente di sognàr, per viver continuàr

Le oniriche visioni, son gran gratificanti

Spaventano se fuor, d’ambien rassicuranti

 

Psicòterapi intensa, mostra la tua psiche

E patologia di fondo, tua da comprendèr

Elimin dipendenze, spontaneità riassorbi

Vita sembra un film, errore vedi e solvi

 

Quaran minuti dopo, orecchio sèn ronzio

Annunzia le visioni, di luce e vari luoghi

Esperienze di passato, sgancian emozioni

Rinsalda tuo cervello, i legami fra neuroni

 

I condizionamenti, vedi e puoi sganciare

Vinci dipendenze, acquisite nel passato

Tal fase intensità, lentamen scompare

Dopo trenta ore, nel capogir segnale

 

Nausea ed atassia, insonnia vanno via

Secondo dipendenza, nell’arco settimane

Visioni e distorsioni, auditive per più ore

Fà un pò di qigong, a cordinar migliore

 

Permetti un pisolino, specie dopo sforzo

Mangia frutta e ortaggi, ed evita fritture

Camera a vapore, o sauna con massaggi

Aiuta equilibràr, corpo prima a stracci

 

Pierre-Kouna et J.C.Cheyssial: “Le Bwiti une des plus importantes stuctur sociale de représentation des sociétés gabonaises, de philosophie, d'enseignement, et de thérapie physique et moral. L'Iboga véhicule initiatique du Bwiti, également appelé Bois Sacré a des effets toniques à petites doses et mène à des visions initiatiques à plus forte dose. La pratique de l'Iboga remonte à la nuit des temps car l'arbuste magique prospérait déjà à l'ombre des arbres géants de la forêt équatoriale, les premiers à expérimenter son les Pygmées qui avaient observé des animaux (porc-épics, mandrilles) être en proie à une grande excitation après l'ingestion des racines du "Tabernanthe iboga". Sa pratique ritualisée passa de génération en génération des Pygmées aux Bantous venus vivre à leur contact au coeur de la forêt.

Le but de l'initiation, est notamment de "faire remonter l'impétrant à l'origine des temps en revivant les souvenirs de miliers de générations qui l'ont précédée et qui sont enfouis dans sa mémoire individuelle, parcelle d'une mémoire collective immémoriale". Un autre but est curatif, de nombreux patients comptent sur le pouvoir du rite pour chasser tous types maladies psychosomatiques ou d'origine sorcière.

«Tout est dans la nature et toute la nature est en moi. On est ensemble ! » Parole de pygmée

Si un jour tu manges Iboga, tu mangeras l’écorce amère de la racine de cet arbuste qui pousse dans la forêt primale au Gabon; elle est utilisée par les pygmées dans leurs rituels de guérisons physiques et spirituelles depuis des milliers d’années, ce rituel: le bwiti, ou culte des ancêtres est d’ailleurs à l’origine de la thérapie occidentale appelée : constellation familiale ; cette plante est un précieux cadeau de la nature.

L’écorce, c’est la partie de la plante qui est directement au contact de la terre, c’est la membrane qui cogère les échanges de la plante avec la terre; en mangeant cette écorce tu recontactes tes propres racines; en quelque sorte, tu réévalues et optimises tes programmes d’échange (entrées et sorties) avec l’extérieur.

Tout ce vécu, se fait avec un sentiment intense d’hyperprésence, à aucun moment il n’est question de paradis artificiel. Iboga participe à la guérison des maux et blessures, des plus physiques au plus subtils. En prenant Iboga, tu peux, si tu le désires, régler fondamentalement les comportements addictifs générateurs de dépendances, peu importe l’addiction que tu as choisi de vivre, c’est la tienne. Quand tu manges Iboga, tous les esprits de la nature peuvent se parler en toi, s’harmoniser, une gigantesque constellation familiale d’esprits; ce sentiment de paix génère du discernement (intelligence est au service du coeur), du bonheur (le plus de vérité) et de l’autonomie (pourquoi aller consommer à l’extérieur ce qui existe en toi? Pourquoi créer cette dépendance in forme de consommation?). Le voyage vers la guérison n’est pas uniquement lié au fait de manger de l’iboga, mais aussi dans l’intention que tu y associes dans les conditions dans lesquelles tu le manges. miracle de ta guérison dépend de ton intention de guérison. Lorsque tu manges le bois, il travaille en toi là où il doit travailler, au rythme juste, peut être que tu n’auras aucune vision et seulement des sensations physiques consciemment, peut-être que tu feras voyage sur voyage!

Comme dans Alice au pays des merveilles, en mangeant le Bois Sacré, tu vas aller au fond de ton placard, là où sont rangés tous tes secrets, accepter de quitter ton siège de spectateur-rêveur, ouvrir la porte secrète qui est au fond de ce placard, et Guérison, bonheur et autonomie.

 

Un festival Bwiti, la notte può iniziare

Quan le prime stelle, rischiarano il buio

Sotto luce luna, fuochi e torce Okumè

Chiamano spiri, sacro teatro avvièn

 

Fino al mattino, decisioni in comune

Cantare e suonare, pregare e danzare

Cerimonie han sequenza, inizio poi clima

Poi ritorno alla calma, vediamoli in fila

 

Il picco è il Mighonzi, cioè spiriti morti

Ciascuno chiamato, da un dei suoi canti

Intrattengon le danze, gli spiriti mentre

Corron villaggio, più torce in seguente

 

Apparizion di antenati, è l’arte bwitista

Al fin comunicare, e chiamar protezione

Crescon musica e danze, or gradualmente

A inizio solo il bakè, marca ritmo corrente

 

poi s’aggiungono tamburi, e la musica sale

In ritmo intensità, fino al culmine mighonzi

Con danza delle fiamme, mutano le scene

Appaiono maschere, a turno oppur insieme

 

Musica or trasporta, gli spiriti all’incontro

Suono corno caccia, è voce Nzambe Kana

Invita gli antenati, a unirsi all’assemblea

di bandzi qui presenti, su suolo Gaia Dea

 

Mogongo richiama, suono d’arpa antica

linguaggi che iniziati, capiscon in continua

pur melodie dell’arpa, Ngombi ad otto corde

in forma di Dissumba, prima donna notte

 

Nessuna autorità, individual può sabotàr

L’arpa la sua voce, impon sul chiacchieràr

La musica è la via, per gran comunicazio

Tra mondi vivi morti, fà la trascendazio

 

Siedono gli arpisti, cima al fondo tempio

Arpa tra le cosce, con testa vers esterno

A suoi lati son i due, suonatori del bâkê

Batton con bastoni, creano il ritmo che

 

Viene accompagnato, dall’arco musicale

Per recitar il rito, del mito Nzambe kana

Due tamburi verticali, ai lati fondo tempio

Stimolan le danze, dileguan ogni scempio

 

Sonagli con due uova, pien di grani secchi

Sul manico infilati, accompagnano i discorsi

Vi son pur dei biomba, cioè corni d’appello

Chiamano antenati, e astanti al carosello

 

Avvantaggia le visioni, le estasi al-di-là

Permette agli iniziati, senza intermediari

Entrar comunicar, con personal appunto

Appaiono Mighonzi, climax è raggiunto

 

Altri avvenimenti, il teatro rendon vivo

Ciascuno è pur chiamato, entro rito fino

Luogo della corsa, sino a limite foresta

Picchetti fissi a terra, delimitan la festa

 

Danze delle fiamme, maschere su scena

nuov’ordine visuale, poco a poco inscena

Binalo sono dette, le danze acrobazia

Che in notturno spazio, fan pirobazia

 

- lessico buiti, tsogo e babongo

 

ngudi: forza/num, ngoma: foresta

Banzi: neofita iniziato alla confraternita

Mbandza: costruzione rettangolare usata per l’incontro, è spazio sacro nelle cerimonie Bwiti

nganza: tempio del Bwiti o del Mwiri

Bokudu: storia mitica dei Tsogho: creazione  cosmo, uomini, origine del Bwiti e fasi sviluppo

Bwiti a banzi: cerimonia Bwiti per l’iniziazione 

Bwiti a biomba: cerimonia che commemora il primo iniziato che mangiò la radice e scoprì Bwiti  

Bwiti a mombé: prima della scoperta d’Iboga

Bwiti a mopéto: cerimonia che traccia le tappe

Mighonzi: antenati mitici a cui gli iniziati chiedon intercessione ed appaiono con maschere varie.

Nzambe Kana: antenato creatore del Muanga

Muanga: Antenato che manifesta differenti entità Ya Mwei: ninfa che vive nei corsi d’acqua

Môtsoê: personnaggio Pigmeo, che guidò gli umani del mondo celeste al monde terrestre.

 

mbongo: pirogue, famiglia estesa/clan

Mombe: sprito di un defunto che diventa antenato allorchè raggiunge il mondo alto

mbumbi: cadavere, ndogologo: antenato

nyambi: Dio, nyuni: sprito buono

kakala: colonne vertebrale, mbadi: cuore

Oto: corpo dell’essere umano, nzondo: cuore

Ghedidi: sprito dell’essere umano

Ghedinadina: ombre dell’essere umano

Tsogo: prigione, nyogoko: soffrire a lungo

nzombi: tenia/malattia, sala: varicella

sela: veleno, selaka: metter veleno/ sarcasmo

Tolo: migrazione, pongo: Libreville/benessere

Tsinga: saggezza/tranquillità/femminilità

dyonga: viaggio, kombo: capo, consigliere

aboga: attraversare; gino: danza

ginaka: danzatore, gwa: morte genda: straniero

nzobe: danza iniziatica, anda: danza divinazione

beko: danza di veglia notturna;

mbamba/gombo: pista, strada; bedu: malato, setadimo: vertigine, Tsiga: epilessia,

Tsigaka: ripetere all’infinito, beka: soffrire,

diba: sordità, pogo: cecità, Tendi: strabismo, Vanzaka: aver diarrea, Veguma: respirare, dimo: ombra, dina: febbre, dongaka:  guarire, Vemboga: bianchezza, bengaka/gwaka: morire, kunduga: resuscitare, lambaka: vivere a lungo

Vemba: sprito cattivo, vembaka: vampiro

guma: egoisme, gumaka: esser avaro

ndogoko: perdere un bebè, nyamba: porta-bebè

yulu: canto funebre, ombo: villaggio/canzone, ngila: tomba/cimitero, gonzi: marionetta,

kole: scuola, Tsava: proverbi, ikaka: apprender ikedya: insegnare, menyaka: sapere, begaka: invocare, vovoko: parlare, kokaka: chiamare, vwala: lingua francese/Francia, dimboko: dimenticare, gobaka:  suonar uno strumento

nongoko: essere amici ngebe: infante

ta/ba/nde: essere, tasi: pensare, baga: uomo, geto: donna, amba: acqua, gege: fratel minore, iya: madre, kadi: sorella,

Tongaka: costruire, nzobo: casa, vogolo:caverna

Povi: iniziato incaricato di leggere e recitare le leggende e preghiere cerimoniali. Intermediario

Kombo: organizzatore e garante della cerimonia.

Ñima: iniziati più anziani di rango partecipan le attività e controllano andamento cerimonie.

Nganga: in pigmin e lingua bantu divin-guaritore

Mogongo/ngongo: arco musicale antichissimo

Ngombi: arpa antropomorfa a 8 corde

Mekeme: piccolo tamburo, akamedinga: medio; ngom/ossoumba: grande; Bâkê: barra di ferro su 2 zoccoletti davanti il suonatore di ngombi.

banda: corno musicale, bando: inizio,

ndungu: tanburo, somba: piccolo tam-tam

pemba: caolino, ngume Okoume: arbusto delle torce (Aucoumea klaineana), tswa: torcia/resina,

 

volo: Nicotiana tabacum, yamba: haschich

bongo: fibra di raphia/prendere; oi: miele,

lamo: vino, langa: ananas, kei: uovo

boga: campo d'arachidi; bogaka: sognare

silingongo: cotone, singa: erba Paspalum

songo: Saccharum officinarum, ogo: fungo,

Tsagele: Solanum nodiflorum, Tsango: legume

mbuga: liane Passiflora foetida

 

goge: sentiero del serpente, nyama: animale

nyogo/gogugana: serpente; Tobono: riconciliarsi

lembanakoi: camaleonte; kengi: mosca tse-tse

angala, boi: varietà serpente, mbambe: varano ngando: crocodile, ngubu: Hippopotamus amphibius

nzao: elefante della foresta (Loxodonta afric)

nzego: leopardo/pantera, pige: pangolino

nzigo: scimpanze (Pan troglodytes),

dyego/ngia: Gorilla gorilla, Tsege: mandrillo

Tsinyenye: scorpione, Tsotsotsotso: farfalle

 

pene: nudità, nzene: vagina, doko: clitoride,

diana: fare l'amore, pelana: accarezzarsi

Tondo: amore, Tsumba: amante

getaka: circoncisione, nganda: poligamia/gelosia

tingaka: eccitarsi sessulmentem

ate: salive umana, kenge: saliva d'animale,

nzoka: pene, lome: sperma, longo: medicinale,

soba: urina, sobaka: urinare, ya: intestino

sombe: ano, Tobi: feci umane

 

 


 

[1] Mallendi ed Hugo, un francese iniziato al buiti nel 1980, fondano nel 1999 a Libreville, Ebando, associazione culturale che lavora con giovani abbandonati sen mestiere e istruzione. Questi iniziati al Buiti, hanno nuove abilità: collaborando con la Tradizioni orali dell’università Omar Bongo, costruiscono una Mbanza nell’omonimo campus e organizzano danze tradizionali e giornate culturali.

[2] Dissumba è la madre della razza umana, antenato comune a tutti. il Buiti Dissumba è basato sulle cerimonie dei Pigmei, ed è soprattutto un culto di antenati, divenuto il primo Bwiti praticato dagli Tsogo. Si differenzia per l’uso dell’arpa ngombi scolpita nella forma di Dissumba. La sua musica richiama il sospiro del morto che sale dal mondo terreno a quello superiore e l’arte della caccia, dei geni nei corsi d’acqua. Il Dissumba animista è il più autentico e impressivo dei bwiti, l’iniziazione dura da 7gg a un mese ed è un rito di passaggio al mondo adulto in quanto ha luogo verso i 12 anni. Ha cerimonie spettacolari e suggestive.

[3] ci sono similarità sorprendenti tra le iniziazioni al Bwiti, i riti di iniziazione franco-massonica e le Nde. Il risultato finale è lo stesso: la conoscenza del mistero dell'aldilà, che i muratori chiamano il sublime segreto. Il neofita, motivato e in salute mentale, affronta la morte iniziatica o reale. Il rito massonico è preceduta dalla "messa in pensione" del candidato dove qualcuno già iniziato, mentre lo fa passare per una porta stretta, lo assiste e gli comunica che l'iniziazione è una nuova nascita, al neofita si danno tre colpi sulla testa con un mazzuolo, in ricordo dell'assassinio di Hiram, l'architetto del tempio di Salomone, ad opera di tre compagni a cui aveva negato di rivelare il sublime segreto. La  differenza tra muratori e buitisti è che quest’ultimi realizzano la certezza di questo segreto.

[4] Buiti Missoko è figlio di Dissumba e si distingue da quello in quanto è principalmente un rito di cura, che attira persone. Come il Dissumba, emerge nel territorio Tsogo e Pinji, per poi diffondersi ovunque. Il Nganga oltre che direttore di cerimonie, è anche terapeuta che dà consultazioni, prescrive piante ed eventuali cerimonie collegate. A volte ospitalizza qualcuno nella sua casa specie se privo di mezzi. In cambio, questi agiscono come suoi assistenti e apprendono a portare la sua conoscenza. Missoko ha tre rami: Myobe (rito di cura basato sulle stelle), Ogondè (visionario e divinatorio, basato sulla luna) e Senghelia (basato sul sole) il più piccolo.

[5] La prima visione consiste in immagini vaghe, incoerenti, disordinate, prive di significato. Nel secondo stadio vi sono apparizioni di animali minacciosi che si dividono, si fondono velocemente. Nel terzo stadio, la visione onirica progredisce verso l’archetipo mitico e il neofita diventa più calmo, segno di una visione piacevole e distensiva che dissipa i suoi dubbi. Gli etnologi distinguono i primi tre stadi come visioni del mondo sotterraneo di Freud e la  quarta come Junghiana, cioè immagine collettiva e culturale della tribù

[6] Le comunità dispongon di più templi situati nei villaggi natali dei gruppi familiari. Gli iniziandi contribuiscono con rifornimenti alimentari e oggetti offerti alla comunità che impiegherà nel rito di passaggio. In Gabon, molti francesi hanno fatto l’iniziazione a varie scuole Buiti, in particolare alla setta Dissumba, la più antica e diffusa

[7] L'iniziando  sceglie padrino e madrina fra i membri della comunità e questi lo presentano all'assemblea. il nima, capo religioso della comunità, sentenzia l'accettazine del nuovo membro ed esorta tutta la comunità allo sforzo collettivo richiesti al caso. Da quel momento l'iniziando è a loro disposizione: non gli è concesso muoversi di suo volontà e dovrà eseguire tutto cio che gli verrà ordinato di fare.

[8] Durante l’iniziazione, nei casi di omicidio non confessato, si può giungere sino alla pazzia permanente o alla morte

[9] l'iniziando siede su sgabello e assume posa con gli avambracci appoggiati sulle gambe, tenendo le mani a penzoloni, non potrà essere modificata per tutto il tempo dell'assunzione dell'iboga. Se ciò accade qualcuno lo riposiziona.

[10] Testano sensibilità e temperatura di vari punti del suo corpo con ago e fiamma di candela poiché uno degli effetto dell’iboga è il lento raffreddamento del corpo nell’arco di 20 ore. Se il neofita o paziente non reagisce, l’assunzione della medicina termina, il corpo vien disteso a terra, su stuoia, e sorvegliato a vista durante il gran viaggio

[11] riguardo alla quantità di iboga da offrire, i kombo e il nima si devono fermare nel giusto momento un pò prima della dose letale specifica per ciascun individuo. Vissuto dall’interno, l'inter processo appare logico seppur pericoloso: mediante l'assunzione della forte dose di iboga, l'iniziando viene portato vicino al suo punto di morte, in quella condizione, egli puo vedere e passare nell'altro mondo.

[12] Quadro di Sabom delle manifestazioni NDE: 1. sentimento di essere morto, 2. pace e benessere, 3. azione disincarnante, 4. Visioni di oggetti e avvenimenti, 5. galleria o zona scura, 6. Valutazione del passato, 7. Entrata nella luce, 8. mondo trascendentale, 9. Incontro di altri esseri, 10.Ritorno

[13] i Fang prima dell’eboga, nei riti iniziatici del Byeri, utilizzavano le foglie di Alan (Alchornea floribunda fam. Euforbiacee) per comunicar con gli antenati. Cristianizzati dai missionari, sviluppano un Buiti sincretico (Gabon, Camerun e Congo), che miscela il rito Tsogo originale, Bieri, Cristianesimo ed Elombo, culto terapeutico tradizionale

[14] La pratica del collirio è diffusa nelle comunità Ombwiri di tipo terapeutico. Ibama è versato nell'occhio, mediante imbuto di foglia arrotolata di abomenzan, facendo contemporaneamente schioccare sotto la testa un'altra foglia abomenzan per aprire un nuovo pensiero e permettere l'entrata del suo nuovo spirito. Il bruciore indotto è molto forte e l'iniziato avrà gli occhi rossi per diversi giorni.

[15] Padre Neu scriveva nel 1882: “agli iniziati, ogni parente desiderato può apparire, nel mezzo di una foresta o davanti una folla. Numerosi Europei del governo, vengono alle cerimonie incuriositi, per vedere coi loro occhi, persone defunte che hanno chiesto di vedere".

[16]Savorgnan De Brazze, nasce a Castel Gandolfo 25.1.1852, spento in Senegal a 54 anni, naturalizzato francese esplorò il fiume Congo e fondò Brazzaville per conto della Francia

[17] Come Virgilio rifondò Roma a mezzo del mito trascritto nell’Eneide, nel Buiti rappresentar un iniziando venuto dal sud, nella stessa barca del Bianco, rifonda l’essere bianco che appare e guida, stavolta, nelle visioni del mondo iboga. Dopo l’indipendenza, Léon Mba primo presidente della Repubblica del Gabon, iniziato al Buiti ed artefice della sua espansione, entrò nel pantheon Buitista dei Fang

[18] In Gabon i templi buitisti sono lungo le strade della foresta

[19] l’emergere dei culti antistregoneria è legata alla perdita di legittimità delle autorità autoctone, alla loro inadeguatezza a gestire le tensioni che li superano e all'offerta di servizi che propongono gruppi itineranti. La strategia ricorsiva, mette in causa i vecchi feticci o geni del luogo, per proporne di nuovi, figli della nuova marginalità e bisogni.

[20] Le donne, assumono iboga in piccole quantità e giungono allo stadio dove sono guidati dai geni nella loro diagnosi e prescrizione dei terreni malandati, umani e agrari. Iniziando nel 1950, Ombwiri si diffuse più velocemente del Bwiti tra i Fang al punto che le comunità Bwiti, crearono delle branche Ombwiri al loro interno, si da adattarsi ai bisogni e richieste della popolazione: malattie, sterilità, disoccupazione, alcolismo, depressione. Dove c’è Bwiti Missoko, Ombwiri è meno presente poiché Missoko è già un culto di cura.

[21] per il Buiti la morte è un passaggio a una nuova vita, essa continua, non cessa di esistere, solamente cambia

[22] la pianta è efficace dal quarto anno, la radice principale è lasciata nel terreno a produr altre radici che soddisfano il fabbisogno del villaggio

[23] si tratta della seconda passata poiché la prima serve più che altro per togliere la terra. L’esposizione al sole distrugge il principio attivo dell'ibogaina. Il decotto dei residui può bollire da 30 a 60 minuti

[24] Vanno a Pasqua, Pentecoste, Ascensione, Natale, veglie funerali, e i fin settimana, per rafforzare i legami di gruppo.

[25] Mongongo o arco musicale, rappresenta un legame tra i villaggi degli uomini, sulla terra, e il villaggio del padre nell'aldilà, è la strada della vita e della morte.L'arpa sacra (ngomo), rappresenta Eva, la femmina primordiale; il Balai (scopetta) è simbolo dei peli pubici femminili, mentre il grelot (sonagli a due sfere), ritualizza la potenza mascolina.

[26] Le fascine-torce di cui si serve il nganga e kombo, sono un capolavoro di abilità pigmea, costituite da fasci di steli secchi di piante della foresta, annodate e fermate con nastri scorrevoli di foglia di banana. Questi si comportano come braccialetti ignifughi, poiché permettono la regolazione dell'estensione della fiamma su tutta la lunghezza della torcia. La proprietà ignifughe della foglia di banana, viene sviluppata da un trattamento sul fuoco; in pratica si riscalda per un pò, a contatto col fuoco, la parte inferiore della foglia, sino a formare una patina opaca impermeabile che proteggerà la foglia da ulteriori aggressioni del fuoco.

[27] La messa o Ngozé, detta organizzazione in Gabon, el trabajo in Guinea Equatoriale, è l'insieme delle tre notti che formano la cerimonia di base: Efun (nascita e principio), Nkeng (morte o nocciolo), Meyaya (rinascita)

[28] Obaka significa primo ed ultimo sospiro, bo-ka-yé, è la parola finale e iniziale di un discorso, è la foratura del cadavere dopo alcuni giorni di decomposizione. Rievoca l'ultimo rantolo del Cristo in agonia. L'arpa a otto corde maschili e femminili, è la parola resuscitata, il mormorio dell'amore di un essere defunto che gioca e crea armonie.

[29] Nganga presso i mitsogho sono gli indovini-guaritori, mentre presso i Fang sono i ministri del culto, designati ad ogni cerimonia. Nella scuola Assumgha Ening diventa l'attore centrale della cerimonia con l'aiuto dei suoi due serventi. Questa funzione, rivelata tramite visione personale, esige purezza morale e resistenza fisica, incarna Nzamè.

[30] Dissumba è la terra di quaggiù mentre il Buiti è il regno del Tao eterno e originario dove la morte non esiste. mbeng-ntame, in lingua fang, sta per salute e prosperità e fa eco alla triade cinese Fu-Lu-So

[31] fessura vulvare praticata nel pilastro ombelicale dalla quale la tribù è stata partorita e dentro alla quale l'iniziato deve nascondersi, di nuovo, per rinascere

[32] cioè perde la sua pelle, il suo colore, il suo status, il suo evus, per rivestire l'uniforme degli uomo veri (in latino vir)

[33] Nzame è sacrificato dagli uomini, ma la sua morte ha aperto la strada della vita. Il kombo, nella veste di Dio padre, decide la morte del primogenito, il suo potere supremo viene anch’esso dall'evus, ma è necessario, dunque pericoloso; sebbene tiene il posto d'onore, è nascosto agli sguardi, fino al giorno in cui l'evus, venendo sradicato e nascosto nel nocciolo della terra, sarà visibile a tutti, assieme al Buiti.

[34] I due colori rappresentano lo sperma e il sangue mestruale necessari alla generazione dell'uomo

[35] Essere bandji (iniziato), vuol dire aver avuto quaggiù, per un istante, la visione divina grazie alla radice di eboga.

[36] All’entrata di Efun (la nascita) ogni nganga porta oggetti rituali, quello di centro tiene la torcia di albero copal e una campanella, il nganga femminile Egnépé, tiene il sonaglio sokè e una candela, il nganga sul lato degli uomini tiene la bandiera ngwa, il piccolo scudo e la punta baionetta

[37] Lo scoppio dell'uovo è pluridimensionale, è l’uscita del bambino dal ventre della madre è lo scoppio del cadavere nella tomba duran la fase Nkeng. Mobakaka è colpo d'obaka che sposta la coscienza in un altro ologramma temporale che sfugge all’azione dei beyam, gli stregoni che si infilano all’inizio nelle riunioni Buiti per portare agitazione. I partecipanti col Mobakaka s’alzano tutti insieme ad un livello d’esistenza equivalente a quello degli spiriti. Importante che i tre suonatori di obaka colpiscano allo stesso tempo, altrimenti è un cattivo segno per l'armonia e la pace della cerimonia

[38] Buiti, superati con coraggio gli anni delle persecuzioni missionarie, è accettato da varie élite governative africane poiché parte di quei movimenti religiosi popolari custodi e garanti di valori tribali repubblicani di rinascita.

[39] Ad esempio, lo scopo dell’associazione dei Nganga è la medicina, mentre, nell’ordine dei giudici Evovi è la giustizia

[40] In ogni rito comunitario, i ghedidi divengono moghonzi, gli antenati che si manifestano durante il Bwiti, sotto forma di maschere antropomorfe, zoomorfe o vegetali.

[41] Tabernanthe iboga, arbusto delle apocinacee dell'Africa equatoriale. La radice grattugiata ed infusa è inebriante, afrodisiaco, allontana il sonno e fa scoprire cose nascoste. Grazie alle sue capacità di inibire le tossicodipendenze da droghe pesanti, fu dichiarata patrimonio universale, nel 1999 alla Conferenza di New York e prodotto strategico nazionale da Omar Bongo, nel 2000. Iboga ha piante cugine: T.Manii, Voacanga africana (ibogaina nella corteccia), l’australiana Ervatamia orientalis (ibogaina nelle foglie), tabernamontana albiflora e angulata, il cui spirito tutelare Yapukiliwa, nei riti iniziatici di Wayapi e Palikur, apre la testa, fa sognare vedere tante cose. Gli indios grattano la corteccia, bevono e ne fanno il bagno. Infine, tracce d’ibogaina, si trovano nel comun falso gelsomino, trachelospermum Jasminoides.

[42] Malaria, malattia recidiva, se causata dal Plasmodium falciparum è detta terzana maligna, resiste ai farmaci ed è mortale. Sintomo diretto è l’ingrossamento di fegato e milza al tatto, mentre l’abbassamento delle piastrine sono effetto indiretto, un loro rialzo percentuale e un indice indiretto della guarigione. Altri sintomi sono: variabili accessi intermittenti di febbre, vomito, brividi, mal di testa, dolori muscolari, para-influenzali, anemia e ittero. La malaria da falciparum non trattata in tempo, può determinare insufficienza renale, coma e morte.Un primo test del sangue individua la presenza dell’antigene (patogeno) che residua nel sangue, se è presente anche in minime tracce, il test è positivo quindi la terapia va continuata finché non scompare. Un secondo test individua la presenza di anticorpi, se ci sono il risultato del test è negativo

[43] dr. Harry Lilly, medico inglese: “la professione del medico, oggi, sulle due sponde dell’Atlantico, è in balia delle case farmaceutiche, non esiste un farmaco sicuro e la dieta è sempre migliore dei farmaci”. Samorini: “Alle industrie dei brevetti, interessa come capitalizzare una risorsa naurale, magari già in uso da millenni, rinominandola e brevettandola per averne l’esclusiva commerciale o monopolio. Tale atto di forza, si accompagna sempre a massicci investimenti nell’advertising selettiva, che ha per scopo l’obsolescenza delle conoscenze legate all’uso tradizionale della risorsa presa di mira, al fine di creare un consenso e mercato, della sostanza brevettata (es.: tabacco, sale, vino, caffe, cacao e molte piante tradizionali, da tempo, già dissimulate”.

[44] Vari stati americani (California, Arizona, Nevada, Alaska, Oregon, Hawaii, Washington, Maine) oggi, permettono l’uso medico della Hemp, per cancro e terapie del dolore, sebbene classificato come narcotico nella scheda1.

[45] 1930 A.Sweitzer dalla sua clinica sul fiume Lambarene, in Gabon usa l’iboga; dalle sue esperienze nasce il Lambarene, farmaco con le seguenti indicazioni: “antifatica, stimolante neuromuscolare che promuove la combustione cellulare ed elimina la fatica, raccomandato in casi depressione, astenia, convalescenza, malattie infettive, sforzi fisici ed intellettuali anormali”. Fu ritirato dal commercio nel 1966 quando venne sintetizzata l’ibogaina e scoperto l’antidoto l’atropina. Dhair, nel 1971 stabilì tossicità acute e croniche dell'ibogaina:

DL50 nel Topo 327 mg/kg intragastrica, 145 intraperitoneale. L'alcol (depressivo del SNC), fa sparire il tremito di animale annullando gli effetti dell'ibogaina. L’atropina, da 1/2 mg/kg, sopprime i tremiti e la maggior parte degli effetti d’ibogaina riaccelerando il battito cardiaco e la tension dello stato veglia

[46] In psicoterapia è usata con successo nella lotta contro la dipendenza alle droghe, poiché blocca la stimolazione di dopamina indotta da morfina e cocaina. Dal 1980 in poi, in Europa e America, vengono trattati tossicodipendenti, con estratti d’iboga (Indra) o ibogaina, da persone ex-addicted, curate e rinate. Divenuti terapeuti esperti, aiutan altri a uscire dal tunnel della dipendenza: Howard Lotsof (scopritore delle  proprietà antiaddictive dell’Iboga), Bob Sisko, Dan Liberman Gerard Sestier. Le dosi utilizzate, di 300 mg per via orale, scatenano appena le visioni, analizzate dallo psicoterapeuta che guida il paziente, nella seduta che non supera le 6 ore. Nel trattar tossicodipendenti, da 500 mg a 1g di chloridrato di ibogaina via orale, la seduta dura circa 36 ore, come nel rito d’iniziazione del Bwiti Fang dove la cerimonia, rispetto ai Mitsogho, è accelerata da un preparato galenico (espresso) aromatizzato con latte, miele o vino. Gli anziani  del Bwiti hanno un antidoto che permette interrompere lo svolgimento delle visioni, se l'assorbimento dell'iboga fa temere per la vita del neofita; questo è osservato costantemente dalla madrina che regola le sue reazioni fisiologiche per evitar interferenze.

[47] Ripetute assunzioni di droghe sintetiche, sovraccaricano il normale sistema neurotrasmettitore. Gradualmente le cellule rimpiccioliscono e la poca dopamina risulta meno efficace. Si ha stato depressivo a causa di un deficit nel riciclaggio dei neurotrasmettitori messaggeri come dopamina, bloccati nell’interspazio cellulare e altri messaggeri ne prendono il posto. Simil al processo di batteri aerobi della compostazione che, impossibiliti a circolare e lavorare, a causa delle droghe chimiche somministrate dall’esterno (fertilizzanti, pesticidi) lasciano il posto ai batteri anaerobi portatori di patologie. Il bisogno di aumentar dose del metadone aumenta alimentando il circolo vizioso. Essere dipendente, significa aver una vita sociale costruita attorno alle droghe. Allora è necessario, se uno vuole uscire da tali dipendenze, rompere i ponti con contesti e abitudini riuscendo a vincere gli attaccamenti.

[48]Goutarel: “Sogniamo per dimenticare, la pulizia dei circuiti neuronali, avviene attraverso l’attivazione di meccanismi random: le onde PGO (onde lente e profonde e primo mezzo di codifica corticale che registra acquisizioni genetiche e ambientali necessarie al processo individuazione del cervello umano), eliminano da varie reti neuronali un informazione in eccesso collegata a comportamenti patologici. Certi neuroni, geneticamente programmati, possono essere deprogrammati e poi riprogrammati ripetutamente, in vista di una costante e rinnovata individuazione. Come il sogno, conseguente al post Delirium Tremens (allucinazioni caotiche) negli alcolisti in astinenza, pulisce le anomalie e riequilibra la comunicazione tra i 2 emisferi, così Iboga aiuta il reset del sistema nervoso e permette di trattare comportamenti post-traumatici e disturbi emotivi, radice dei comportamenti di dipendenza. Le persone iniziate, hanno una sensazione di riguadagnata armonia e l’impressione di una riorganizzazione del cervello e memoria. Il ruolo del sonno REM nel ri-programmare i neuroni è simile all’effetto prodotto dall’Iboga. L’effetto REM, è moltiplicato e potenziato dalla durata delle visioni lucide”. Michel Jouvet: “Gli NMDA, sono recettori dei messaggeri di glutammato, (principale neurotrasmettitore eccitatore del SNC), aspartato, calcio, glicine e aminoacidi; supportan la plasticità delle sinapsi necessari alla memoria e giocano un grande ruolo nel processo di dipendenza alle droghe. Vari neuro disordini, come Alzheimer o Parkinson, sono collegati alla disfunzione degli NMDA. Iboga, data cucchiaino dopo cucchiaino, dagli Nganga per adattare il dosaggio a ogni individuo in accordo alle sue reazioni, riduce i danni neurotossici e le disfunzioni NMDA, contrastando e interrompendo le dipendenza”.

[49]Benoit Mandelbrot, nel 1983, pubblicò: The Fractal Organiztion of Nature, dove dimostra che i frattali sono immagini geometriche che a spirale ripetono all’infinito, come due specchi riflessi l’un nell’altro e, che in periodi di intensa attività, si passa attraverso uno stato critico di auto-organizzazione (stato plastico). Ogni piccola parte, isolata ed estratta, è simile all’intero in forma e tessitura: broccoli, nubi, dna. Il concetto frattale dei fenomeni rivela che le fluttuazioni di molti fenomeni, sono statisticamente organizzate in modo frattale: inondazioni del Nilo, traffico automobilistico, attività e connessione dei neuroni, terremoti, variazioni d’intensità del suono in tutte le melodie musicali, variazioni temporali alla base dei giudizi e presa di decisioni negli umani.

[50] Mircea Eliade: Il mito descrive le irruzioni del sacro nel mondo, viverlo fa emergere dal tempo storico ed entrare in un tempo primordiale riproducibile. Kerenyi: divenire il personaggio che soffre la morte dell’eroe nel dramma rituale, fonda la fede della sopravvivenza dopo la morte. Otto: l’importanza del mito non è nell’informazione che contiene, ma nella sua teatrale rappresentazione durante la quale, gli dei ed antenati mitici, irrompono e manifestano se stessi attraverso noi, nella nostra personale esperienza del mondo, allora il potere del mito è rilasciato, risveglia la connessione tra i mondi e accade il sogno lucido o magico. Se l’interazion con l’immaginario è solo intrattenimento, il potere curativo degli spiriti oblia nell’inconscio

[51] L’antropologo inglese Desmond Morris scrive: gli umani si sono trasformati da cacciatori a calciatori attraverso sport sempre meno sanguinari e via via stilizzati. Il calcio catartico, sostituisce a livello rituale, altri spettacoli più drammatici, non cambia però il significato di Caccia Rituale in cui l’arma è la palla e la preda è la porta. Gli striscioni razzisti, sono il loro emblema e totem. La Folla della curva è un gruppo clanico la cui appartenenza è comunicata da costumi, maschere e tatuaggi simbolici e che si esprime con cori, boati, coreografie spettacolari, droghe e irruenza. Ogni scuola calcistica e football club è organizzato come una piccola tribù completa di territorio tribale, anziani, stregoni ed eroi. Stadio diviene il palcoscenico dove soggetti, altrove emarginati, riescono a dar espressione alle loro frustrazioni, schiaffeggiar la società organizzata per le mancate promesse di successo; là riconquistano l’autostima, perduta nei confronti dei modelli irraggiungibili proposti da media e pubblicità.

[52] L'uomo-tra-la-vita-e-la-morte, Massana è Teresa, donna condivisa col fratello Abele. Nzambia-Pongo è Adamo-Gesù.

[53] Nzambia (Jesù) prima di venire nel seno di Maria (Egnépe), era vicino a Dio, assieme a suo fratello Ekurana (Michele) detto Nzambia-Vanga. Solo lui, come primo uomo, ha peccato e ora viene e mostra la via della redenzione e risveglio alla sua discendenza

[54] Agnes Paicheler: “Nel ramo Ogondè del Bwiti Missoko, si narra che i gorilla, cinghiali, uccelli, elefanti e porcospini, mangiarono la radice d’iboga e l’insegnarono all’uomo, al fine di far visita al mondo dei comuni antenati. Mwiri è studio, sopravvivenza e gestione sostenibile delle risorse forestali e naturali. Gli iniziati al Mwiri, nel villaggio, sono responsabili per la pesca, caccia, raccolta e conoscono il giusto periodo per farlo”.

[55] Tutti i rettili son suddivisi in due categorie, piccoli draghi come serpenti, rospi, tartarughe, salamandre, lucertole cornute, coccodrilli e grandi draghi, cioè rettili che hanno risvegliato la loro individualità e radice crono-biologica negli umani come i sauri giurassici. Secondo vari miti, Gandharva, Apsara, Naga e Nasini, sono geni maschi e femmine, esseri intelligenti con volto umano e lunga coda serpente, non disdegnano di amare gli umani e vivono sul fondo delle acque dove fanno splendide dimore e da lì osservano il mondo degli umani, a cui rivelano leggende di Atlantide, Mu e altri continenti sommersi

[56] Originariamente i Naga abitavano la superficie terrestre, divenuti troppo numerosi, Brahma li fece discendere nelle regioni infere dove vivono in una grande città chiamata Bhogavati, città dei piaceri ricca di palazzi, grotte e pozzi naturali, i buchi sulle rocce o ai piedi degli alberi sono le porte al regno nascosto dei Naga. Taksaka è il mitico sovrano del regno sotterraneo o Patala Loka ed è celebrato in India con feste, danze e processioni di suonatori e incantatori di cobra tra la folla, il 12° giorno di maggio-giugno

[57] Naga Vasuki aiutò gli dei a vincere la guerra, si prestò a fungere da fune, legando una delle proprie estremità alla montagna sacra Mandara che a sua volta funse da zangola per la frullatura dell’oceano e il possesso dell'amrita. Gli dèi, senza l'aiuto di Vasuki (comprensione del lato oscuro della psiche e della vita), non avrebbero trovato la spezia capace di far emergere la natura divina. Le nostre emozioni interiori sono l'oceano di latte che dev'essere frullato per far affiorare tesori e veleni

[58] L'uomo è sintesi Yin-Yang, superamento del dualismo di quadrato e cerchio o Terra e Cielo, spazio e tempo, corpo e mente,  materia-energia, quantità-qualità. Duran la vita le due polarità interagiscono scandendo tempi e ritmi della vita. Il cammin di vita d’ogni uomo è l’union di Cielo e Terra in lui.

[59] Il Genio dal corpo di serpente, si esprime in Zhu Long e Zhu Yin, centro e movente di luce e calore dei luoghi santi del mistero e del sogno taoista. Capostipite della variegata e immortale stirpe dei draghi cinesi, dal passato remoto a oggi, ancor vive nel centro della tradizione e culto popolare cinese

[60] divinità maschile che concede gli animali ai cacciatori

[61] la donna camminò sul lampo che andava dalla terra alla Luna e sul cordone ombelicale o vena, che andava dentro il suo corpo e per mezzo del quale, resta sempre collegata alla Luna, specie nella gravidanza o gestazione.

[62] Totem è parola algonchina e significa discendeza di fratellanza. Nel deserto, albero e roccia son due totem possibili per contattare gli antenati. I Wondjina o totem della pioggia, si tramutarono in pietre, rievocati ogni anno prima del  monsone, provocano la pioggia con riti creativi che sfogano la fantasia in incisioni su cortecce, rocce, terreni, pali, ecc., arte che a Mumbay (India), rievoca Ganesha, per chiudere la stagione del monsone con devota fantasia

[63] Spazio-tempo intercambiabili, una sequenza di suoni fa una storia che descrive un paesaggio e ogni paesaggio nasconde una storia.

[64] Tavoletta di legno (cjuringa), talora dipinta, attaccata a una funicella e il cui rumore fa supporre la presenza del Sé primo. L’iniziando si ritira in boscaglia e lo fa vibrare, lo spirito del termitaio sotterraneo lo coglie e divora e poi lo risputa come uomo perfetto. Clemente Alessandrino rivela come Dioniso Zagreo fu divorato dai titani dopo essersi dipinto il viso di bianco caolino e aver roteato il rombo, come nei Misteri, affinché producesse il ronzio extradimensionale. Tale pratica residua presso i maori, boscimani, bororo del Brasile, melano –indonesiani, amerindi della costa pacifica e, in Sicilia, nel giocattolo del Lapone (grossa ape dall’insistente ronzio).

[65] Didgeridoo, strumento del corpo e non della testa, suonato seduto in piedi o camminando, attraverso le vibrazioni permette il Sentire vero della musica nei sordi e artistici, e il senso della spazialità nei ciechi si da liberare pensieri, imago e sensazioni del corpo.

[66] tabù incrociati, proibivano ai membri dei gruppi responsabili, il mantenimento rituale di una specie animale o vegetale, così ogni gruppo totemico pratica riti per il beneficio economico di altri gruppi favorendo la ridistribuzione delle risorse

[67] Riti di magia simpatica, imitativa e omeopatica, si basano sul principio che il simile produce il simile. Evocar presenza di antenato, identifica col totem protettore, si chiede aiuto alla fratellanza transtorica, cui simbolo è il rombo, apone o cjuringa, creatore degli uomini. Numbakulla (dio-vagina degli Arunta) apparve in cielo attraverso un buco (stargate) da cui partorì le creature a mezzo del mana; luna cornuta creò discendenza con umani, mentre sole femmina rincasa la notte

[68]l’ultimo rituale ebbe luogo nel 1979. Terribili disastri indussero a tener ricorrente cerimonia, per acquietare il potere di dei e demoni

[69] Ungund (mondo, nelle ligue nord-europee), significa sogno, onirica realtà; siamo tutti fatti della stessa sostanza dei sogni e viviamo in un grande sonno, ci ricorda Krsna. Lui con il suo bacio, poteva risvegliare le Gopi, pastorelle adivasi.

[70] il sogno è momento centrale della vita decisionale, sociale e individuale per: Rasna Irochesi, Hopi, Sioux, Aborigeni australiani, Dayak del Borneo, Senoi e Batek della Malaysia. Nella realtà-teatro, si scopre e accetta il destino autoimposto

[71] Annata è il nome del serpente, significa infinito senza fine

[72] Ogni aspetto della creazione, dagli atomi alle galassie, nasce da questa energia che ha moto roteante, spiraliforme e ondulatorio (vortex della radiazione elettromagnetica). Il moto o metamorfosi, dal nulla centrale espande lo spazio tempo nella complessità, all’acme rovescia il senso del moto, dalla complessità esterna ritorna al vuoto centrale. La spirale, nelle varie culture, assume forme e simbolismi diversi.

[73] In lingua rasna maschera è porsen (da cui il latin persona)

[74] plesso branchiale; nervo radiale e nervi del torace; nervo ulnare, sciatico, femorale, tibiale, peroniero e tutti i recettori interni per lo scambio d’informazioni tra corpo e ambiente

[75] Lilith, come la sumera Lamasthu, la greca Lamia, l’indiana Baba Yaga o Kalì, è il lato terrificante della psiche femminile che può rapire in estasi cosmica oltre ogni attrazione terrena.

[76] Lo xutan, nelle profezie dei Lacandoni discendenti maya, è l’evento di capolgimento drammatico e oscuro dei costumi umani, scatenato nella psiche collettiva della specie umana e del pianeta Gaia, dalla negazione e repressione di un canale d’espressione degli istinti primordiali umani e dal ripetersi di eventi cosmici di cambio d’assetto del pianeta, previsti dal loro calendario astronomico. Nei sigilli sumeri non c'è alcun senso di colpa nel godere dei frutti dell'albero, il segreto della vita è offerto senza riserve a qualunque mortale cerchi di attingervi con profondo rispetto e venerazione; ciò anche al fine di riuscire a pilotare la fragile nave dell’esistenza umana sulla terra lungo i mari tempestosi dei cicli cosmici

[77] i Lapponi, nel corso di una cerimonia per il dio della vegetazione, pongono presso l'altare un albero con le radici verso il cielo e le fronde a terra, ciò che è in alto si riflette in senso inverso in ciò che è in basso come riflesso nell'acqua; per Platone, l'uomo è una pianta rovesciata, le radici si estendono verso il cielo e i rami verso la terra, così Dante Alighieri nel Purgatorio, descrive due alberi rovesciati vicino al vertice della montagna sotto il Paradiso terrestre, giunti colà, gli alberi appaiono raddrizzati nella loro posizione normale. L'albero in posizione normale indica l'ascensione, mentre rovesciato indica la discesa o incarnazione.

[78] Gli enzimi son larghe proteine che accelerano le attività cellulari con velocità e selettività, leggono il Dna text, lo trascrivono in RNA, costruiscono la macchina che legge le istruzioni e costruiscono altri enzimi, fanno 1 errore ogni 10 miliardi di lettere. DNA language usa 4 basi (A, G, C, T) per trasmettere dati,  informazioni o unità di significato. Quando combinate a tre a tre, come lettere di alfabeto, possono creare 64 (4x4x4) possibili parole che corrispondono ai 20 aminoacidi usati per fabbricare proteine più due parole di punteggiatura (start e stop), cioè 22 possibili significati comunicabili con 64 simboli, la ridondanza è tale per cui uno stesso aminoacido ha 3 sinonimi. Il genoma umano e quello del topo, contengono circa 3 miliardi di lettere Dna ed è lungo 125 miliardi di miglia. Tale sistema richiede la presenza di intelligenza per esistere, per cui, la comunicazione non è un fenomeno esclusivamente umano.

[79] Ogni neurone ha miliardi di recettori, proteine specializzate nel riconoscere e intrappolare specifici neurotrasmettitori. Una molecola di nicotina è simile al neurotrasmettitore acetilcolina e si adatta come una chiave al suo recettore su un certo neurone. Tal recettore include un "lock" cioè un canale con un ponte che è normalmente chiuso. Quando una chiave è introdotta nel lock, il ponte del canale si apre, permettendo un flusso selettivo di atomi di calcio e sodio caricati +. Più tardi, parte una cascata di reazioni elettriche nella cellula, che finisce per eccitare il DNA contenuto nel nucleo, causandogli di attivare la trascrizione di diversi geni inclusi quelli corrispondenti alla nicotina. Il curandero Montes Shuma comparò gli spiriti alle onde radio, il DNA emette biofotoni con regolarità, per cui, agisce come un laser ultradebole che viene percepito dall’ayahasquero.

[80] Il quarzo è il cuore degli strumenti che captano e misurano radiazioni ultradeboli, possiede atomi che vibran a frequenza stabile, sono ottimi recettori-emettitori di onde elettromagn. usato nelle radio, tv, pc, shamanesimo e alchimia

[81] Twist è radice di two (due) e twin (gemello); gli sciamani Yaminahua, dell’amazzonia peruviana, durante le visioni apprendono i loro canti (icaros o koshuiti) direttamente dagli spiriti dei vari regni di Gaia al fine di comunicare con loro; imitano parole, spesso incomprensibili a chi non le conosce, come soprannomi, metafore astruse, ridondanti e ripetute. Un esempio: la notte diventa "tapiri rapidi", la foresta “noccioline coltivate", il pesce "peccaries", i giaguari sono "ceste" e le anaconda sono "amache"

[82] Con dieta e digiuno si diviene vegetalista tradizionale; se consegue per anni, si divien conoscitori dei tre gradi della medicina vegetalista dell'Amazzonia: muraya, sumi e banco. La dieta tipo del curandero ayahuasquero, priva condimenti, sale, zucchero e dolci, grasso, limita quei cibi  che possono causare pesantezza. Per un mese si mangia manioca, patate, pesce e piantaggini, riso senza sale e spezie due volte al dì, mistura di chacruna e tabacco da bere ogni quattro giorni e/o tè di yagè una volta a settimana. A volte include segregazione sessuale al fin di concentrare il corpo per l’apprendimento e non far ingelosire le piante maestro aventi spirito femminile che si manifestano tramite la libido del corpo.

[83] Mariri è il magico flegma che lo shamano ha in corpo e regurgita a volontà per curare, o lavorare come arma difensiva. Se un curandero si sente sotto attacco di un brujo, per tramite di un virote, dardo attivo-passivo fatto coi frutti huiririma (astrocaryum jauari), huicungo (astrocarium vulgare) denti di piranha od ossa di animali), chiama il suo mariri e lo impiega come virote difensivo, cioè specchio, capace di stornare l’attacco al mittente. Mariri, come icaros, può venire dalle piante o ereditato da un maestro umano, che lo passa fisicamente da bocca a bocca, attraverso le mani

[84] Icaro (cuor del potere curativo indio) dal Quechua ikaray: soffiare fumo per curare; i vegetalistas usano il verbo icarar, cioè cantare o soffiare un icaro su una persona, oggetto o circostanza al fin di dargli potere. huarmi icaros, incantevoli melodie apprese dietando con i profumi. Icaros, memorizzati da maestri, posson venire in sogno o durante un rituale, sono usati per diagnosi e cura di un male, fortuna nella caccia, l’amore, recupere un anima, controllare e potenziar visioni. Romulo leniva dolori e curava morsi di serpente con icaros

[85] encantero è curandero specializzato nel lavoro con gli encantos, incantamenti con pietre di vario colore aventi proprietà di cura

[86] si narra di casi di icaros rubati da rabbiosi curanderos che venivano ai rituali sotto travestimento

[87] dal quechua aya (defunto) e runa (gente). Ogni curandero, riceve icaro e sapienza da altri maestri o direttamente da natura, tramite suoni e visioni spontanee o a mezzo di piante maestro. La melodía è captata ascoltando ciò che arriva, spesso in idioma sconosciuto, durante la cura, l’efficacia dipenderà dalla propria preparazione, mediante diete e purghe, stile di vita integrale e sapienza ancestrale. Un maestro trasmette e cede i suoi icaros, solo a tempo maturo

[88] gli icaros, come algoritmi scritti in linguaggio musical-vibrazionale, raggiungono la mente che li ascolta (sotto l'effetto di medicine sacre la risonanza sarà più forte), la quale, li elabora e li passa al Dna delle proprie cellule che risponderanno, irradiando l'output sotto forma di biofotoni, S’avvia un processo di risonanza a catena che nel suo insieme, conforma e riforma la coscienza di quella individualità, la quale, così alimentata e arricchitia, espande

[89] dopo il cataclisma climatico che portò alla desertificazione del Sahara, parte della popolazione che li viveva, prese la via del nord e del mare, altri presero la direzione a oriente verso l'egitto altri, come i Pigmei migrarono a sud, verso le grandi foreste, portando con sé il segreto della musica soave che i teonanactl avevano loro insegnato e ispirato per vivere sani e in armonia di intenti col sé e col cosmo.

[90] i lavori di medicina disintossicante come bagni d’acqua e fiori, puricano il corpo e la mente, stimolandolo ad andare sotto controllo cosciente si che possa accettare intenti e speranze di cura e crescita

[91] Trichocereus pachanoi, catsus a veloce crescita nel mondo

[92] Pusanga è la magia rituale d’amore diffusa ed accettata nella regione ’amazzonica peruviana di Loreto. In amazzonia si dice che alcuni icaros, accompagnati da strumenti a corda, dian controllo sul Bufeo o delfino rosa di fiume, creature temute e di forte attrazione sessuale… gli umani, durante il coito con tali delfini mitici, sentono intenso piacere, si che talvolta, sono incapaci a disgiungersi.. Ci sono icaros per aumentare o diminuire l’intensità e il colore delle visioni, per cambiare il colore percepito e per dirigere i contenuti emotivi

[93] SACHAMAMA: dal Quechua "spirito madre della giungla, è un grande serpente boa ancestrale. La vegetazione cresce sul suo corpo. Può divorare il cacciatore incosciente che accidentalmente inciampa sul suo corpo. YAKUMAMA: dal Quechua “spirito madre d’acqua”, grande anaconda che vive nel fondo di  laghi e fiumi. controparte acquatica della Sachamama terrestre

[94] tutti i fiumi portano al Rio delle Amazzoni , nuotare, remare e usar machete aiuta; così come un compagno cane sente tutto prima di te

[95] tamburo fatto da un tronco, lungo 4 metri, intagliato agli estremi come coda e testa d’anaconda, è poggiato al terreno tramite due pietre piedistallo poste sotto a un terzo delle estremità del serpente-tamburo. Premendo un piede al centro del tronco, s’ingenera un ritmo oscillatorio verso il terreno trasmesso dal tamburo-anaconda

[96] magia nociva e idiozia su commissione

[97] Sebbene la loro forzata estinzione accelera quanto l'evoluzione tecnologica e la depressione dell’homo modernicus, molti popoli autonomi, cugini di antica data, hanno conservato la sottil arte di ri-stabilire pace e armonia tra il corpo e la mente, il singolo e il gruppo, il clan e la coscienza terrestre di Gaia e del cosmo pluri-verso.

[98] continuum Incoscienza-Supercoscienza: estasi-samadhi; trance-zazen; movimento-relax; epilessia-pigrizia; delirium-debolezza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abitan Babongo, foreste fiume Congo

(Bruce Perry, BBC Tribes documentary: Babongo Gabon

http://www.bbc.co.uk/tribe/tribes/babongo/index.shtml)

 

La vita cambia velocemente per i Babongo e altri popoli della foresta, circa 12,000 uomini, conosciuti come pigmei e ancora trattati come cittadini di seconda classe dai loro vicini.

La loro conoscenza ed expertise delle foreste è unica e il loro uso dell’Iboga, potente pianta maestro che soggiace al cuore della cultura Babongo, li rende famosi in tutto il Gabon, ex colonia francese sulla costa occidentale d’Africa, con l’80 % di foreste vergini.

Per via del programma di stanziamento del governo, la maggior parte dei Babongo si è spostata dai loro tradizionali campi nella giungla, nei villaggi nati lungo le principali strade, sebben essi spendano del tempo nella foresta.

Fuori della foresta, i babongo sono discriminati dalla società Gabonese e privati dell’accesso all’educazione, impiego e cure sanitarie.

Resistono ancora pochi gruppi sparuti che vivono interamente nella foresta. La loro vita è calda, umida e l’aria è piena d’insetti. Malaria e febbre dengi sono endemiche. Abitano queste foreste animali come I Gorilla e gli elefanti delle foreste.

I Campi sono composti da 6 a 10 capanne, che ospitano fino a 20 persone alla volta.

Le capanne tradizionali son chiamate tudi, son fatte interamen di materiale raccolto in foresta e sono costruibili in mezza giornata. La struttura base poggia su pali rivestiti di larghe foglie impermeabili. Quando i Babongo vivono una vita nomade entro la foresta, usano queste capanne.

Oggigiorno anche loro costruiscono capanne di fango, in uno stile adottato dai loro vicini bantu della tribù dei Mitsogo. La capanna degli uomini è il cuore del credo Babongo. La sua struttura richiama il corpo umano con le sue strutture, solo gli uomini iniziati possono accedere alla parte nascosta o spirituale. L’entrata è intenzionalmente bassa, così che quando tu entri, debba piegare la tua testa. I Babongo credono di esser stati il primo popolo della terra. Essi condividono la foresta con i Macoi, spiriti e figure ambivalenti, malevoli e benigne allo stesso tempo. Suonare il tamburo li richiama dalla foresta, ed essi debbono essere appagati  ogni volta; esistono rituali per ogni azione, e infinite forme di cerimonie. Quando una persona muore, per esempio, i Babongo credono che il suo spirito tornerà al villaggio a causare fastidi. Il villaggio deve essere pulito tramite il suono del tamburo, danze e rituali.

Le donne in capanna, lavano i corpi e li vestono e gli uomini li trasportano nella foresta per la cremazione.

Le donne dipingono le facce con bianco caolino a simbolizzare la purificazione, e cantan e danzano per dar riposo allo spirito del morto. Dopo 3 dì e 3 notti di compianto animato, il funerale viene dichiarato concluso.

I Babongo sono sempre stati cacciatore-raccoglitori. La caccia avveniva tutto l’anno, specie nella stagione delle pioggie, quando gli animali erano più in vista. Generalmente è l’uomo che caccia con differenti tattiche lungo tutto il Gabon. In Lastoursville e Lebamba, ad esempio, uomo e donna cacciano insieme con le reti così che piccola selvaggina viene catturata. Archi e freccie sono  ancora usati per larghe prede, le punte delle frecce sono spalmate con veleno ricavato da semi raccolti nella foresta e polverizzati in fine pasta. Oggigiorno I Babongo cacciano anche con armi da fuoco, spesso affittate dai vicini Bantu in cambio di una porzione della carne di valore catturata nella foresta, inclusi gorilla ed elefanti. Le donne spesso coltivano manioca, patate e mais in piccoli orti puliti presi alla foresta, assieme ai bimbi poi, provvedono cibo che include erbe, radici e catturano armadilli usando il fumo per scacciarli dalle tane.

Come molti cacciatori-raccolgitori tradizionali, essi dedican dalle 3 alle 4 ore di lavoro al giorno, per provvedere ai bisogni base. Il resto del tempo è speso a cantare, giocare coi bimbi, scherzare fra loro, passeggiare, raccontare storie fumare e dormire. I Babongo stanno lottando per mantenere la loro identità. Quando vivono nella foresta, le loro conoscenze di fauna e flora e abilità di caccia sono insuperabili. Le strade portano taglialegna, missionari , malattie ed economia contante. Fuori della foresta, rischiano di perdere le loro conoscenze e il loro stesso senso di storia, cultura e identità.

 

I Babongo sono circondati da popoli linguistici Bantu, molti dei quali li ritengono poco più che animali della selva. Generalmente indipendenti dall’autorità formale, senza carte e documenti, essi prendono le loro decisioni in base alle loro strutture tradizionali. Potrebbero avere gli stessi diritti civili di altri Gabonesi, ma hanno scarso rilievo nella politica del paese. Un indagine dell’UNICEF, ha trovato che alcune popolazioni nella parte nord-est del paese, sono spesso ridotte in schiavitù dei Bantu, con i bambini che diventano proprietà dei loro padroni. Il governo al momento non interviene.

La relazione con i Bantu, tuttavia resta complessa. I Babongo hanno forte reputazione di stregoni e inspirano timore e soggezione, nei Bantu, per la loro conoscenza della foresta. Al cuore di questo status, sta la loro conoscenza dell’Iboga, pianta entoegena usata nei loro rituali di passaggio.

Molti seguono il Bwiti, religione ani-panteista basata sul credo degli spiriti, iniziato nella foresta migliaia di anni or sono. Recentemente il Bwiti, sincretizzando in modi nuovi e innovativi con la Cristianità, è divenuta una delle religioni ufficiali del Gabon, esistono chiese, cappelle e templi Bwiti, cerimonie a iniziazioni in Libreville, la capitale, e il primo Presidente, Leon Mba, era un iniziato. L’Iboga è l’ostia sacra, presa nelle feste di massa e nelle festività che seguono il calendario cristiano. Ma nella foresta, l’originale forma del Buiti è ancora praticata, in tutta la sua potenza e bellezza. I Babongo coltivano l’arbusto tabernanthe iboga, per le loro cerimonie, e la riguardano come fonte di conoscenza spirituale. Molti Bwitisti moderni credono che l’Albero della Conoscenza, del giardino dell’Eden, proviene dalle amare radici dell’arbusto dell’Iboga. L’ingestione d’Iboga porta un senso di ansietà, apprensione e visione, effetti resi più forti dal buio, ambientazione e suggestioni vocali, cinestetiche e sensoriali. Rende temporaneam.te “malati”, potendo portare a uno stato di letargia che può durare pure 4/5 giorni e, a dose eccessive, senza controllo, alla morte.

Quando gli sciamani Bwiti Babongo, mangiano Iboga, essi vedono, curano malattie e parlano coi defunti. I Babongo la usano inoltre come stimolante prima e duante la caccia e per le  cerimonie d’iniziazione nei riti di passaggio dall’infanzia all’età adulta. Essi credono che la pianta liberi l’anima per un grande viaggio, per incontrare e parlare agli antenati e agli spiriti di animali e piante. All’inizio l’iniziato ingerisce polvere di radice d’Iboga, nell’arco di qualche ora, monitorato dal suo padrino Bwiti, e iniziano le visioni. L’Iboga gli permette di vedere nel suo vero io e rivisitare vividamente le sue azioni passate. Dopo 24 ore l’iniziato è portato al fiume dal gruppo. Gli uomini lo immergono tramite una piroga a forma di vulva sospesa sull’acqua, poi lo lavano con acqua, miscelata a foglie e fiori.

Gli uomini strappano un arboscello di matombi dalla foresta, e lo trapiantano al tempio Bwiti, (esso rappresenta l’iniziato come un bimbo). Durante il giorno i fratelli maggiori continuano a nutrirlo con piccoli pezzi d’Iboga, e l’intero villaggio performa, danzando in vivaci costumi, in modo da stimolare ulteriori visioni o rivelazioni. Nell’ultima fase, l’iniziato è chiamato a condividere le sue visioni Bwiti. Danzatori del fuoco attraversano il villaggio per attirare e sedurre gli spiriti Macoi dal buio della foresta. L’iniziato deve raccontare agli “anziani” ciò che ha visto; questa è sacra conoscenza, accessibile solo a loro, e attraverso di essa, egli diviene un uomo. Nel frattempo I paesani mimano una foresta attorno all’albero matombi, a rappresentare i problemi che bisognerà confrontare nella vita adulta. Insieme, gli uomini staccano I rami, uno alla volta per simbolizzare la rimozione di tutti i suoi problemi.

Oggi l’Iboga è di enorme interesse per la medicina occidentale, poiché uno dei suoi ingredienti attivi (ibogain), è usato con successo nel trattamento delle dipendenze da eroina, alcool e gente che ha subito traumi nell’infanzia, in quanto capace di sganciare da precedenti abitudini e stili disarmonici di vita.

 

 

Nel 2002, 26,000 kilometri quadrati di foresta pluviale Gabonese, sono stati trasformati in parco nazionale dal Presidente in un tentativo d’incoraggiare l’eco-torismo come alternativa al taglio degli alberi. Ciò potrebbe offrire qualche speranza e impiego ai Babongo comer guardiani e guide della foresta. Inoltre, rifornendo il mercato occidentale della pianta medicinale dell’’Iboga avrebbero una fattibile e autosufficiente attività economica. Resta da vedere come loro e altri popoli della foresta saranno influenzati dalla creazione del sistema dei parchi nazionali. Perdere la loro rivendicazione alla terra, significa perdere la loro anima, e con essa, il collegamento con passato e il futuro della intera umanità.

 

 

- Mongongo, Dibenga e Mosuma

(a Obaka Massogho e al divin folletto di ogni latitudine)

(alle scuole Buitiste Babongo, Mitsogo, Fang e Ombwiri)

 

l'arco pigmeo si tende e vibra

e tuttavia niente esiste

l'uomo non è ancora

un pensiero fuggitivo di Nzamé

e Nzamé non è ancora

una delle tre piccole macchie nell'uovo

la placenta non è seppellita ai piè d'albero perché nessun albero ancor esiste

tuttavia, l'arco pigmeo si tende e vibra

piange lunga melopea che modula il vento

la corda ha già tre nodi

 

II - il vento

Il vento soffia sempre più

il lampo figlio del vento

improvviso ha rotto l'uovo

la placenta cola via

i tre originari si scrollan e gridano

i primi canti nel vento

Nzamé grida e piange

sua sorella Nyingone grida

suo fratello Noné grida

le grida seminano il vento

del turbine pazzo della vita

 

III

Le grida nel vento, la cetra,

ancor è notte e l'acqua nere

Dio crea il sole e la luna

che segnano il tempo di vivere

e il tempo di morire

Dio voga sulla piroga

la termite ha il lungo lavoro della terra

Nzamé l'ha creata per questo

compie lentamente la sua missione...

un luogo dove posarsi infine

All'uomo sarà la terra

alla donna l'acqua

ma la donna deve esser aperta

 

IV

Evus che fai tu nella boscaglia

come mai non ti hanno seppellito

cordone-placenta, che senso hai ancor

e se ti guardo dall'altro lato,

non sei Ekurana?

Evus che temi la luce,

come mai non penetri la donna

ch’é già buio e caldo e fame...

 

Mebeghe a principio, pose l’uovo-feto

Nel caos originario, Nzame n’era uscito

Solo lui piangeva, e Mebeghe gli ordinò

Di smembrar il corpo, e mondo si formò

 

Esce poi dall'uovo, sua sorella Ninegone

Con gli orifizi in corpo, ancora tutti chiusi

Infine il pupo None, venne al suo natale

Resta la placenta, e cordone ombelicale

 

Presero la forma, di 2 esseri in un solo

Evus cui doppio è, Ekuran suo antagonista

Tra i 2 gruppi sono noie, conflitti d’interessi

Mebeghe ruoli assegna, chiari ed indefessi

 

Nzame è incaricato, produrr natur e uomo

A sua imago poi risiede, uno dei quadranti

Tra 2 punti cardinali, son None e Ninegone

Evu alla boscaglia, nessun sconfin altrove

 

Nzame poi inizia, la produzion di umanità

Ninegon gelosa, viaggia e va in boscaglia

Alla palude arriva, e invita Evù a villaggio

Apre le sue gambe, lui entra nel passaggio

 

Poi l'indomani Evùs, le dice di aver fame

Mangia allor la capra, davanti sua capanna

Finirono le capre, ma Evus ancora ha fame

Chiede la sua figlia, che muore come pane

 

Nzame poi ritorna, dal suo lungo viaggio

Non riconosce più, il suo natio villaggio

Capisce che l'Evùs, è qui dalla boscaglia

Solo lì la caccia, soddisfa la sua pancia

 

Nzame si ritira, deluso dal suo mondo

Donna con l'Evù, fan leggi a tutto tondo

Ninegone s’avvicina, a suo fratello None

Desider un bambino, prim incesto vuole

 

Da quest unione poi, discendono i mortali

Poiché soltanto Nzame, sa fare gl’immortali

Evus a None insegna, ogni forgia di metalli

Gli dà primo soffietto, mostra raffreddarli

 

Nonè può fabbricare, attrezzi a non finire

Nell'acqua di marmitta, d’origin femminile

Mebeghe vede tutto, è frutto trasgressione

Del suo prim divieto, in terren ripartizione

 

Allora invia Ekurana, per attaccar l'Evùs

Lo getta sulla terra, assiem a umani pur 

Gli uomini implicati, fan combattimento

Vivono nel sogno, illusione del momento

 

Ninegone con Evus, poter mondò usurpò

Viene condannata, portar la ter in testa

Accadon tali eventi, prim presso gli Dei

Poi su prima coppia, o umani loro alfieri

 

Adam ed Eva, o Mukengué e Mangongo

Si lascian sedurre, da Evù a fare l'incesto

Nasce Abonà-Litougo, Cain figlio maggiore[52]

Che Massana sposa, e divide col minore

 

Geloso del fratello, l'uccide và in foresta

Mangongo la mamà, gli da seme d’eboga

Così potrà vedere, il fratello suo defunto

E i propri genitori, dopo morti appunto

 

Legge dell'Evùs, è visione conoscenza

A mezzo sacrificio, d’un proprio parente

Cresce prim eboga, su prim Adamo morto

reincarnasi Mukengué, or è Nzambia-Pongo

 

Gesù figlio d’Egnèpe, Maria che incarna Eva

Muor sempre 2 volte, in Adamo poi Judea

Prima d’incarnarsi, Jesù ed Ekuran frère[53]

Bibbia con eboga, scelser chi appartiene

 

Jesù scelse per primo, prese bibbia e vino

Scese presso i bianchi, accolto con inchino

Volle andar dai Neri, ma i Bianchi ingelositi

L’uccisero pertanto, e Michel l’ha redarguiti

 

Prese bors’Eboga, e scende insegnar buiti

Un seme seminò, su tomba di Mukengué

Fratello tanto amato, radice di Nzamè

Questo io lo faccio, te voglio rivedèr

 

Caìn fu l'antenato, del popolo dei Neri

Ebbe da sua madre, in eredità l’eboga

Summa di più testi, di varie scuole buiti

Patrimonio base, di popol Fang che guidi

 

Narrano pigmei, babon di fiume Congo

Origin dell’arbusto, di Eboga medicongo

Da dita di antenato, sepolte nella terra

Nascon le radici, che memòr conserva

 

Presso di Mitsogo, abbiamo la Benzogo 

Donna che potè, parlar con suo marito

Questi era defunto, potè grazie all'eboga

Pagò con la sua vita, la conoscenza nuova

 

Nell'Africa centrale, Dio Padre tien due figli

Maggior ha pelle nera, minor invece bianca

Un dì Divin decide, insegnar ai figli il vero

Trascrive su 2 libri, tuttò il sapere intero

 

A ognuno ne dà uno, l’esorta poi a studiàr

I due figli pien di gioia, a casa van tornar

Ma durante viaggio, scappa nero far popò

Entra là in foresta, e poggia il libro un po’

 

Lo poggia inavvertito, su arbusto dell’Iboga

Soddisfa il suo bisogno, intanto pure piove

La pioggia cola via, l'inchiostro dal suo libro

Finisce nella terra, e su arbusto iboga fibro

 

Il figlio nero vede, e pensa che disgrazia!

Or ho perso tutto, ma ho fratellino bianco

Sicur mi presterà, il suo libro per studiar

Giunt alla sua casa, può tutto raccontar

 

Ma piccolo fratello, suo libro fermo nega

Se perdi pure questo, cosa mai accadrà?

Il figlio nero triste, fa visita a Dio Padre

Racconta la vicenda, e rifuti di suo frate

 

Dio comprende tutto, dice che il fratello

Da sé comprenderà, l’egoico trattamento

Sappi o figlio nero, che vèr non può morir

Cerca dov’è andato, inchiostr a scomparir

 

D’allora figlio bianco, nel Libro legge vero

Il figlio nero mangia, l’arbusto del sentiero

Radice dell’Iboga, su cui caddè l’inchiostro

Parola di dio padre, che vive in ogni posto

 

Dibenga cacciatore, della tribù Missoko

Vide un porcospino, raspare una radice

Scaglia la sua lancia, su carne d’animale

Estrae poi gli intestine, buon medicinale

[54]

Sul fuoco li cucina, e mangia amara carne

A letto se ne và, e si sente un poco strano

Poi nota un auditorio, effetto uguale all’eco

Distante allor va fuori, alla luna fa ripiego

 

Rivede scena caccia, l’arbusto visualizza

Il giorno dopo torna, a capir la situazione

incontra ora pigmei, disposti tutti attorno

lo guidano graduale, a capire suo ritorno

 

gl’insegnano foresta, cosmo e gli elementi

gli dan radice iboga, somministrata in dosi

una volta divenuto, padron della sapienza

Torna nel villaggio, trasmette conoscenza

 

Inizia presso Tsogo, un Bwiti senza Iboga

Bwiti è pigmin ebweta, emergere arrivare

Eboga è boghaga, primo mezzo per curare

vuol dir prendersi cura, Tsogo và adottare

 

Dibenga primo uomo, è nganga Mapenga

Colui che per primo, mangiò radice iboga

Del popolo Missoko, or passiamo ai Fang

Che hanno leggenda, propria da mostràr

 

Scomparve un pigmeo, la moglie lo cerca

Si lascia guidare, da un suono strumentale

Così trova sue ossa, ai piedi iboga arbusto

Una voce l’invita, mangiar senza disgusto

 

Così lei può parlare, con lo spirito marito

Gradual inter villaggio, segue stesso invito

Il suon di madre arpa, echeggia dai fondali

figlia di Mogongo, Mosuma ascende ai piani

 

Va verso la nazione, che guida nella morte

E cade nel Mogobwe, cioè fiume vibrazione

Amar radici ingoia, le pene e più fantasmi

Ascolta i suon radici, arco arpa e sonagli

 

Seduta ella rimane, e inizia a fare sogni:“

Scendi nel Mogobwe, qual vermi intestinal

Discendi alle cascate, sopra fino al fiume

D’allora cominciò, il bwiti a noi comune”

 

- Pan-gu, e zhu long

 

Nulla forma l'uovo, dell'essere infinito

L’uovo d'oro è, l’insieme dei più mondi

Il Tao genera l'Uno, l'Un genera Due

Due genera Tre, e questi i diecimila

 

Rapido è il sud, il nord è improvviso

Entrambe a ciascuno, 7 orifizi regalan

Per vedere ascoltare, mangiar respirar

Il centro è indistinto, può solo ospitar

 

Ciel e Ter unione, come globo d’acque

Generaron l’uovo, da cui nacquè Pan Gu

Uomo primordiale, crebbe assai gigante

E i propri genitori, separa con distanze

 

Pàn Gu resta in mezzo, fino che resiste

Le sue membra poi, ruppero in più pezzi

Sparsero cadendo, sul globo delle acque

Nacquero le terre, su isole lui giacque

 

Uomo tripartito, fa germogliare il seme

Di mezzo terra e cielo, senza casa e libri

Succedon le stagioni, senza essere scritte

In cento metamorfo, divino pur si scinde

 

Attuazion del mondo, ha prezzo sacrifcio

Del primo testimone, eterno ed immutato

Lui scivola in oblio, e dà vita alle creature

Pur se sua radice, trascende le strutture

 

Equidistanza d’uomo, agisce come ponte

Poggiato sulla Terra, e librantosi nel Cielo

Pan fra 2 strutture, quadrata e arrotondata

Trae forma e nutrimento, in ciclo rinnovata

 

Cielo d'uomo tende, a Ciel da cui proviene

Terra d'uomo tende, alla Terra sottostante

Vita è tension verso, l'alto come il basso

Morte è fin tensione, uomo giunto sazio

[58]

Guarda dentro te, comprendi circondario

Scopri il manifesto, e ciò che sta nascosto

Percorri lunga strada, umil amor costanza

di Pan Gu sei scintilla, in immensa stanza

 

Il Drago Celeste, è destriero che giunge

A sancir la riuscita, della vita dei saggi

Nel mondo di ricerca, della via taoista

Immortalità totale, l’anima conquista

 

Cavalcando Fei Long, il Drago Volante

Formo il mio carro, di var pietre preziose

Conduco gli otto draghi, lungo spire d’onde

Alzo mio stendardo, tra nuvol vento fronde

 

Fuxi e Nugua coppia, Draghi dei taoisti

Intreccian loro corpi, fratelli sposi amanti

Vivono in simbiosi, con uomini e animali

I primi imperatori, ascoltan lor segnali

 

Genio primitivo, ha coda di serpente

La sul monte Zhong, androgin ricorrente

Zhu Long fiammeggiante, Zhu Yin l'oscurità

Sorgente d’ogni cosa natur che può mutàr

[59]

Vive a nord Zhu Long, alla porta delle oche

Chiuso dentro ai monti, dove sol nasconde

Non beve non mangia, respira nel vento

Serba yin-yang, luna e sol nel tempo

 

Quand apre l’occhi, giorno compar

Quando li chiude, la notte riappar

Viene l'inverno, quand’esso espira

Viene l'estate, quand’esso inspira

 

Visioni di draghi, volanti in discesa

Sulle onde di note, accolgono i saggi

Imperatori e devoti, conducon a dorso

Nei cieli al galoppo, in un giro ricorso

 

- Polinesia e Australia

Tàaroa dio Creatore, abita conchiglia

Sferica com uovo, che gira nello spazio

Null esiste ancora, Tàroa con una scossa

Esce da conchiglia, e fa la prima mossa

 

Poi trova oscurità, il silenzio e nulla più

Allor da eternità, da forma alla creazione

Creò con le conchiglie, cielo con la terra

Scosse le sue piume, che la terr’afferra

 

Piume rosse gialle, forman foglie e fiori

Drago attiva mondo, nei miti in Polinesia

In lingua dell’inconscio, o sogno ispiratore

Forman la coscienza, o umano collettore

 

La terra era Dea, in 5 involucri serpente

Per gli antichi messicani, aveva 4 direzioni

Un punto centrale, cui apparivan 4 sorelle

Meditavan a Coatepec, la collin serpente

 

Dea Coatl-que raccolse, 5 piume bianche

Prese pietr in giada, per adornar suoi seni

Grazie a lor virtù, fu gravida in sapienza

Nacque Quetzalcoatl, dio della saggezza

 

Vergine rimase, è moglie al dio del sole

Divinità di luna, gran madre della morte

Presiste ad ogni cosa, fluttuando nelle ere

Gonna di serpenti, e ghirlan di cuori tiene

 

Teschi come Kali, e vestito in pelle umana

Coatl-que è onorata, con fior di primavera

È detta Tlaltecutli, brutto rospo della terra

O chiamata Tonantzin, eterna Mà redenta

 

Origina pur mondo, da un eroe furfante

Son fondator astuti, uman-coyote e corvo

Cielo prende forma, in caverne sotterrane

Da forgia delle forme, umane sovrumane

 

Gemelli della caccia, capostipiti di umani

Risalgon fusto d’alber, portando gli animali locusta ragn e falco, la rondine e il coyote

Liberano i pòpol, da giogo imposte ruote

 

Giunto in superficie, coyote liber stelle

Il ragno tesse tela, disegna luna e tende

Il falco batte le ali, dirige l’acque al mar

Uman con pelle cervo, il sole van a far

 

Venere pianeta, la stella del mattino

Amata qual kachina, invocata a dare cibo[60]

Sorella a Donna Gialla, divinità Lunare

Illumina la terra, e a notte fa cacciare

 

Donna Gialla Kochinako, la donna creò

Non c'era ancor la luna, era tempo novità

Il Sole convocò, pianeti e inter creazione

con lampo nel vento, don’occhi di visione

 

In nuovo luogo l’occhio, la Luna divenne

Su questo globo crea, la donna femminile

Che ciclo gestazione, fa in nove lunazioni

Cammina sulla terra, per via di sol azioni

 

Il Sole poi creò, il poter ragion di donna

Fulmine impiegando, e vena pur di sangue

Qual ponte fra la Luna, e terren suo corpo

Lei cammin su d’esso, a collegar ricordo

[61]

Inizia lei a vegliare, l’arrivo daino bianco

E nel cielo d’aldilà, ogni spiri morti salgon

Alcun diventan stelle, oppur costellazione

A lei furono dati, i nove mesi di creazione

 

Al Tempo del Sogno, creature totemiche[62]

Percorsero Australia, nominando cantando

Dando un nome alle cose, le fecero esister

Creature e le valli, fiumi e stelle coesister

 

Dieder canti agl’umani, una mappa virtuale

Che durante cammino, segna piste da fare

L’aborigeno scambia, le sue mappe sonore

Con vicine tribù, a continuare il folklore

 

Ogn’uomo tiene sogno, di mito fondatore

Antenato primordiale, che in sogno lo cantò

Tramandan le mappe, mondi a noi contigui

Australia piste sogno, è vie di canti antichi

 

Nacquero da sé, dall’argilla gli antenati

Ogni episodio giace, trascritto nella terra

Ogni canto e terra sono, identico sovrano

Distanza fra 2 luoghi, leggi com un brano

[63]

Piste senza canto, non vengono a realtà

Sacra conoscenza, s’incide in legno o pietra

Var luoghi e itinerari, dell’antenà Cjiuringa

Traccian’iniziazio, che sciaman distingua

[64]

Cjiuringa ronza ronza, chiama l’antenato

Di spirito che vive, dentro un termitaio

Uccide ogni iniziando, al fin resuscitarlo

Dentro la capanna, risuona vorticando

 

Pur didgeridoo, è prodotto da termiti[65]

Fa vibrar il corpo, in melodici andamenti

Senz’alcun parola, descrive terren canto

Suscitàn presenza, d’antenato intanto

 

Fan cordon sonoro, imitando api e tuono

Fonetica e organismo, a mezzo della voce

Boomerang volteggio, salto del canguro

Vento e ululo dingo, uccello kookaburo

 

Perdere Cjiuringa, è oblio di via ritorno

Nessun è senza terra, noi tutti ereditiamo

Un verso di quel canto, e terra su cui passa

Conoscer ricordare, la scorza dura scassa

 

Continua camminare, melodico andamento

Suon descrive terra, in canto del momento

Un bimbo sognatore, t’appare l’aborigen

Combinazion di note, del rito didgeride

 

Sapere religioso, acquisito in una vita

Partir da iniziazione, a pezzi è custodito

Con riti cureranno, i legami tra individui

Gruppi e territorio, e gli esseri dei miti

[66]

Per gravi malattie, di origine straniera

Sta l’uomo-medicina, in ciascùn famiglia

Inver gestiscon donne, malesseri ordinari

Impacchi e bruciature, e infusi officinali

 

Presenza della morte, in gruppo vien curata

Agonia d’un membro, in rito accompagnata

Due anime vi son, al momento del trapasso

Guida didgeridu, viaggio sen sconquasso

 

Dinamica cultura, aborigena che scambia

In ondate di rinnovo, su piste dell’Australia

Serpente Yulunggul, è arcobal in Melanesia

Brogla Dea di danza, giun dall’Indonesia

 

Terra apparve piatta, nei tempi dell’inizio

Serpente arcobaleno, Madre che dormiva

Nel centro della terra, là per lungo tempo

Sveglia e sale sù, quan matura il tempo

 

Rompe poi la crosta, inizia col viaggiare

Attraverso della terra, vuota e senza luce

Potente è sua magia, causa forte pioggia

Solco del suo corpo, torrente pure foggia

 

Così snodò più fiumi, laghi e più cascate

Viaggia lascia latte, dalle sue mammelle

La terra fertilizza, in foreste rigogliose

Crea deserti e valli, con caten montuose

 

Tornando nella terra, animali risvegliò

Rettili e marsupi, insetti e uccel colòr

Riempie ciel di suoni, pappagal dipinti

Uccelli danzatori, e corridor Moa estinti

 

Risveglia vita d’acqua, fiumi e pure mare

Pesci nei torrenti, in stagni gracchian rane

Tartarughe e anfibi, d’abissi e sottosuolo

Da uter della terra, risveglia alfine l’uomo

 

Umàn da Mà Serpente, apprese vit’armoni

A viver coi cugini, e a prender necessario

Onorare e rispettare, la terra loro madre

Creatur alberi rocce, tutto ha sogno padre

 

Appresero aiutarsi, l’uomo con la donna

Amarsi ed imparare, l’un dall’altro ai figli

Conoscer cura terra, passar in discendenza

Serpente Madre infine, fà ritir quiescenza

 

Entra in pozza d’acqua, dove guarda pesci

Sorveglia che la pesca, sia per necessario

Chi ne prendesse più, per avida arroganza

Mà serpen darebbe, punizio sin oltranza

 

Ogn’individuo pur, partien a un territorio

Totemico suo clan, per nascita o adozione

Caccia con raccolta, e spontanea vegetazio

Legame parentela, cresce in tale spazio

 

Il fuoco in sottobosco, facilita la caccia

Sèlezion le piante, e disegna ecosistemi

Estingue alcune specie, altre ne propaga

Aborigeni fan ciò, da tempi di antenata

 

Muovon sulla terra, con leggero passo

Meno prenderanno, men le ritorneranno

La terra prima esiste, ideata nella mente

Si canta ricorrente, e viene all’esistente

 

Lingua di poesia, assieme all’essenziale

Nei territor altrui, con scambio funzionale

Per cibo o corrobori, fan viaggi stagionali

Rifanno ad ogni evento, pitture corporali

 

Continua fratellanza, discende dal totèm

In nuove generazio, entro un comun spazio

Quan presenza totem, riconosciuta in luogo

Canti danze e riti, risveglian mana fuoco

[67]

 

- Rama, Krisna, Manitou

Shankara ci dice, riguardo al dio Krishnà

Dio sceso sulla terra, per amor d’umanità

Astuto blu guerriero, amante assai focoso

Gode anche i piaceri, del kamasù gioioso

 

Ha ventimila amanti, gopi o pastorelle

Sono sue compagne, di giochi dell’amore

Che grazie suo riflesso, lo credono per sé

Mentre lui si apparta, con Radharani olè

 

Krishna è l’uomo blu, del Mahabharata

La logica in umani, più usata è la binaria

Il gruppo degli attori, lavora tale dramma

Ognun un personaggio, e l’epopea s’incarna

 

African e un bianco, sono Bhishma e Drona

Nippo e un balinese, fanno Krishna e Shiva

Non mangian la carne il giorno della prima

Per limitare al corpo, ansia e adrenalina

 

Mahabharata scena, mostra una battaglia

Due eserciti impazienti, uno fronte all’altro

Fermi in mezzo ai 2, stà dubbioso Arjuna

Dio Krishna fa cocchiero, di sua bardatura

 

È campo di battaglia, metafora d’un fiume

Corpi assai smembrati, sòn sue rocce pure

Le dita i pesciolini, il sangue n’è il torrente

India è questo fiume, e scorre ricorrente

 

Mahabharata è, ricchezza del pensiero

Tradizionale indù, è un Teatro universale

Ognuno tien il suo, e non sa di ricamarlo

Dovere tuo è scoprirlo, così da realizzarlo

 

Al di là della morale, Krishna mostr’azione

Equilibra l'universo, ogni cosa tien a posto

Sessualità binaria, l’impatto e la violenza

Tutt’acquista senso, fuor binar coscienza

 

Il reale non è mai, ottimista o pessimista

È semplice accadere, visto in Mahabharata

Quest’epico poema, riflette oscur tensioni

Dell’epoca moderna, tra le divèr nazioni

 

Estrema degradazio, delle creatur umane

Senso del conflitto, puoi cogliere in catarsi

Movimenti della storia, disastri sofferenze

Pur se inevitabi, apròn varco alle coscienze

 

Ogni momento, un occasione nuovamente

Può aprirsi nella vita, vissuta pienamente

a capire può aiutarci, dar senso a Yuga età

Come e perché viver, comùn filo umanità

 

Gli umani hanno raggiunto, l’epoca dell’Oro

Epoca del sogno, il primo e il più alto Yuga

Da cui discendon tutti, i quattro successivi

Kali Yuga chiude, oscurando tutti i primi

 

Racconta tal poema, storia razza umana

Creazion e distruzione, in cicli all’infinito

Fame con violenza, e le realtà più assurde

Forgian esperienze, a scene già consunte

 

India è brulicante, è cascata in piena vita

Dimenasi assonnata, sopra un marciapiede

Trova azion di senso, per il tuo aggregato

Nulla puoi scartare, tutto va esplorato

 

Spettacol imminente, va in una foresta

Arriva a una radura, li fai un tempiettino

Catasti ciò che trovi, a mezzo tra le piante

Formi montarozzo, hai fatto cosa grande

 

Appena terminato, una vecchìn signora

Va alla tua catasta, in silenzio le si prona

Sussurra si rialza, dietreggia poi scompare

In India misteriosa, nuovo tempio appare 

 

Pullula foresta, di più presenze umane

Nascost’attorno a noi, mezzo del fogliame

Un attore balza fuori, là dai suoi cespugli

E gridan spettatori, è Shiva con i bugni!

 

Procedendo in cerchio, rapido ciascuno

Dica una parola, esprima sua impressione

Nomi ed aggettivi, sensazion sull’India

Troverai parole, che una vita avvinghia

 

Ogni movimento, in India acquista senso

Rivela tuo teatro, e reclama tuo consenso

Pur l’epi Ramayana, racconta la battaglia

in India come Bali, fino alla Thailandia

 

Vicende del poema, fàn danza e teatro

Convulse possessioni, estasi ed orgasmi

Più prove lancinanti, del supernaturale

Sull’isola di Bali, ancor le puoi trovare

 

Le danze Balinesi, invitano la trance 

Là nell’Anah Lot, o tempio sopra al mar

Veston bianco e nero, i danzator Keciàk

Alzano le bracci, in coro fan Ciak Ciak!

 

Gamelan orchestra, offerte cibo e fiori

Ai mondi generanti, e mondi degradanti

Ringraziano agli dei, di vette dei vulcani

Pur demoni subacquei, placano l’umani

 

Undici demòni, Rudra è il più potente

Vengon trasformati, in spiriti aiutanti

Rudra antico Siva, divien benevolente

a Gun Agung vulcano, egli è residente

 

L’inter popolazione, dell’isola si attiva

Nell’Eka Dasa Rudra, o rito vette e mare

Offerte e processioni, trascesa degl’affanni

Acme dello sforzo, avvien ogni cent’anni

[68]

Krsna era scomparso, le gopi lo cercaron

Pien d’amore intenso, tosto rimembraron

Suoi divertimenti, suoi dialoghi con loro

Abbracci suoi con baci, vagano nel coro

 

Tutta la foresta, risuona e lo lo ricerca

Krsna è dappertutto, in ciel e sottoterra

In piante ed animali, cuore degli umani

Tutta l’esistenze, un gioco senz’eguali

[69]

L'anima è fatta, della musica sostanza

Risuona nella voce, oppure flauto e arpa

Platone consigliava, con musica educare

Anima poi corpo, in ginnastica danzare

 

Presso gli amerindii, Ojibwa del nord

Creatore del mondo, sognandolo crea

Ottien esser’umano, il dono di sognare

Partecipa così, al divin atto del creare

 

Kitche Manitu, ovvero Grande Spirito

In sogno vide cielo, con sole luna e stelle

Su terra vide valli, montagne con i laghi

Isole e pianure, foreste pioggie e prati

 

Qualcosa ripeteva, in ciclo di continuo

Gran Spirito ascoltò, storie com in canti

Sentì l’amore e l’odio, e il sibilo del vento

Paura con coraggio, gioia e triste evento

 

Kitche Manitu, allor medita visione

Vuole che suo sogno, giunga alla realtà

Offre della vita, a ciò che avea intravisto

Sentito comprovato, in sogno prima visto

 

Da nulla creò la pietra, acqua fuoco e vento

Depone in ogni cosa, suo soffio della vita

Al sole dà la forza, di luce e del calore

Crescita alla terra, e forza guarigione

 

All'acqua la purezza, la forza rinnovarsi

Musica dà al vento, e il respiro della vita

Poi forma le montagne, valli e le pianure

Deserti laghi e fiumi, ed isole in lagune

 

Tutto al proprio posto, bello da mirare

Kitche Manitù, crea il mondo vegetale

Uno spirito di vita, diede ad ogni pianta

Di crescita e di cura, essenza che t’’incanta

 

Per dare un armonia, all'ordin della terra

Colloca ciascuna, nel luogo più appropriato

Crea poi gli animali ciascuno da una forza

Assieme alla natura, nuotàr volare possa

 

Alla fine Manitu, l'èssere umano crea

Gli dà dono più grande, l’arte di sognare

Così come lui avea, creato mondo in sogno

Così l’uman poteva, crear a suo bisogno

 

Alfine crea principi, di armonica Natura

Così che i var viventi, seguisser loro vita

Pure per Uitoto, il creatore Nai-mu-ena

Mondo crea nel sogno, lì nel Venezuela

 

I Piaroa del sud, han Wahari creatore

Quan qualcosa sogna, diventa pur realtà

Se egli non sognasse, nulla esisterebbe

Come Brahma sogno, tutto si connette

 

Ciò che sogni è, seconda tua esistenza

Forgia pure gruppi, culto e coesistenza

Forza motrice e, consiglio d’ogni azione

Sognare è camminare, è rigenerazione

[70]

Vivere è sognare, su un parallelo piano

Realtà interdipendenti, là nel quotidiano

Invisibi sogn’inconsci, indirizzano l’agire

Narrano emozioni, di gioia o del soffrire

 

Vivon aborigen, nei loro sogn’immersi

Pervade il quotidiano, e guida intera vita

Ponte ininterrotto, tra gli albòr del tempo

Danzano quei sogni, nel presèn contempo

 

Sogno ed inizio, creazione stessa cosa

Presso gl’irochesi, è l'attività del giorno

Un interpretare i sogni, oracolo preciso

Salute e integrità, pàr supremo officio

 

I sogni provocati, indotti dal digiuno

Isolamento o danza, estatica o rituale

Assunzione d’erbe, buone pian maestro

Imago della trance, sono l’arte ed estro

 

Sogno è passaggio, al regno sconfinato

Vita d’ogni giorno, creazione della mente

In esso tu contatti, teorie e progenitori

Cose che tu vedi, han pluri dimensioni

 

La scienza moderna, nasce da più sogni

Nils Bohr come studente, in lor trovò fotoni

Spazio-luce Einstein, rincorre con la slitta

La mitica realtà, veste in matèma tinta

 

Noi distinguiamo tra, realtà con fantasia

Oggettivo soggettivo, scienza con poesia

Per i popoli tribali, vi è un unica realtà

Pratica efficiente, vibrante in varietà

 

L'indigeno si vive, custode di natura

Per guarir pianeta, curiamoci noi stessi

Per guarir noi stessi, curiamo nostra terra

Gli uomini malati, son privi della terra

 

Avvengono i sogni, entro Grande Sogno

Uomo che rispetta, estingue suo bisogno

Chi suo sogno perde, perde scopo meta

Semi e pure miti, rinnovan vita intera

 

Il seme risvegliato, vince il dur terreno

Civiltà che muore, degrada a fare humus

È tempo transizione, germoglio vuole luce

Nuovo nutrimento, per sogno che riluce.

 

- Brahma e il mito del bimbo divino

Durga Kali Shakti, depose l'uovo mondo

Nel grembo della notte, Eros esce in tondo

Col tempo acquista l’ali, o turbini di vento

S’innalza messaggero, in orfico pontento

 

Nasce la coscienza, dell’essere di luce

Segue poi a catena, la forme d’ogni cosa

Emergon le creature, a mezzo differenze

Strizzano l’amrita, sgocciolan coscienze

 

Risvegliasi il divino, latente nel girino

Visnu addormentato, assiem a sposa Loto

Distesi su serpente, abissàl con sette teste

Dall'ombelico Visnu, sorge un fior in feste

 [71]

Dal corp’addormentato, eleva Brama luce

Creator degl’universi, che in sognì produce

Emergon e degradan, come fior sbocciando

Da fondo dello stagno, muoiono sfiorando

 

Tale regola ripete, in ogni micro-macro

Ogni vita nasce, sviluppa e muor in tondo

Sòl dentro coscienza, che la materia crea

Insieme fanno il ciclo, del gioco che rivela

 

Io son del processo, scintill’autocoscienza

Spiral di kundalini, che ascende luminosa

Dalla coscienza vuota, nasce intelligenza

Dinamica ch’attiva spazio tempo scienza

[72]

Senso del movimento, centrifugo creativo

Mentre moto inverso, è centripeto involuto

Chiamal primavera, germogli in ramo nudo

Esternano le foglie, in fior spiral computo

 

Cicli luna e sole, stagioni vita e tempo

Natura ondulatoria, deriva ogni sostanza

Avvolta quindi svolta, nei miti del serpente

La fisica dei quanti, descrive ciò coerente

 

Serpente di fuoco, è lo spirito del sogno

Viaggia sulla terra, insegnando alle tribù

Dove e come viver, è il rosso Barramundi

Preserva ciclo vita, in laghi e mare mundi

 

Risveglio di coscienza del bambin divino

Spontan drammaturgia, miti e personaggi

Gioia e var dolori, risate e più intuizioni

La lingua della serva, non riveli azioni

 

Movimenti involontari, flussi del falùn

Graditi e non graditi, senti salire or su

Sostituzion di cuore, bimbo con l’adulto

Ad oper alchimisti, di mistero occulto

 

Cerimon devota, scalda amor latente

Gruppo ti supporta, con gioia ricorrente

Ngomo suona dolce, teatro lo provvede

Il mito appare uno, visione te richiede

 

Le Piante di potere, son tutte collegate

A mezzo di radici, là in Terra radicate

Comune substrato, di forze essenze qi

Presenti nel Perù, India Cina e quì

 

Lui che sogna, non sa di star sognando

Scambia tale sogno, per quotidian vivendo

Accade che si svegli, mond acquista senso

Bolla d’ego sogno, svanisce nel consenso

 

Torni alla realtà, del focolar di sempre 

Brahma sogna tutto, durate la sua notte

Poi mente collettiva, raggiunge saturazio

Autocoscièn risveglia, uman diviene banzo

 

Epopte jivan mukta, buddha o dir si voglia

Ridono del sogno, se voglion ne fan nuovo

Gioco del blu puffo, Shiva, Krishna o Pan

Tago oppur Lao Tsu, fan Muku a recitar

 

Scegli immaginario, e mettilo su scena

Poi recita la danza, sacra oppur oscena

Son tutti i personaggi, figli al sognatore

Animati inanimati, lo sentono creatore

 

Ognuno sogna un mondo, dove divien re

Potèr creativo che, ciascuno ha dentro se

Potere nella testa, che chiaman il divino

Cambia ruol e scene, drammaturgo fino

 

Incarna un persona, inizia a performare

Spettator lui stesso, che vuole or reciitare

Scende pur a stare, in sogno dentro sogno

Cascata senza fine, macro e micro cosmo

 [73]

Coscienza frattalizza, ovver fa la discesa

Ogni scintil divina, ha potere di sorpresa

Dramma sogno gioco, tra virtuàli mondi

O lasci il labirinto, o giochi e ti confondi

 

Voler lasciar il mondo, è uscire dal teatro

Ascetico al’estremo, e pùr morte passaggio

Muore personaggio, trasal la sua coscienza

Oppur continua gioco, parl’eboga essenza

 

Abbraccia la tua vita, tutte le sue forme

Accetta d’indossare, maschere che scegli

Godi fino in fondo, la gioia del tuo ruolo

Serve far cantar, uccello come il tuono

 

L’anima-bambino, se è pien di paura

Ti vien sostituita, portata all’aria pura

La porta verso l’alto, per evitar sozzura

Un palloncin blurosa, a forma di medusa

 

Il Dioniso bambino, è tempo che risvegli

Rintraccialo con riti, o giochi stratagemmi

Compia la missione, di chiudere la porta

Sigillar l’eccesso, di una ragione morta

 

Tuttò vestito in nero, occhi ben scoperti

In Africa rinasce, tribal son suoi conventi

Esplodono più fuochi, fuor della sua porta

Governa ogni chiusura, è l’epoca di svolta

 

L’autosuggestione, è un programma DNA

Realizza dei bisogni, d’un gruppo o identità

Nei riti di passaggio, trasmette una cultura

Mitologia d’un clan, per discendèn futura

 

Esperienza liminale, valori norme e ruoli

Stampa stabilmente, in mente all’iniziando

In gruppo condivide, bagagli inter costume

Uno scopo per la vita, attinge com al fiume

 

Amar esser amati, è ragion già sufficiente

Puffo insegn’amore, a chi non tiene niente

Scopo sta nel gruppo, che crea significati

Se qualcuno m’ama, continueranno i fiati

 

Ora vengo e busso, alla porta d’ogni cuor

Se qualcuno m’apre, stranier diveng’amico

Bimbo è drammaturgo, e buffo si comporta

Conosce la commedia, apr e chiude porta

 

A volte scende in ruolo, lui ama recitare

Passa inosservato, e non vuole disturbare

Qualcuno prima o poi, lo vede e riconosce

Scopre dai dettagli, che lui tutto conosce

 

Allor lui si presenta, la maschera si toglie

Augure col bastone, insegna con le foglie

Lascia le sue orme, ben salde sul terreno

Così che iniziazione, continui senza meno

 

Legame fra 2 amanti, pupo si rispecchia

Coccola se stesso, curàn ferita vecchia

Sentimen materno, proietta sull’amante

Infanzia di se stesso, ora diventa grande

 

Stacco dalla madre, strazia ver entrambi

È il rito iniziazione, con canti e ditirambi

Allarga la coscienza, sull’adulto mondo

Segreti ora svelati, fan giro girotondo

 

Adulta tien un ruolo, in sen comunità

N’entra a ne fa parte, e destin dividerà

Buiti è formativo, è scuola adatta oggi

Enzima identità, che nel gruppo sfoggi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

miti sogni e viaggi, la genesi del mondo

(agli Adivasi, Camuni e ii popoli del pacifico e Tempo del Sogno,

a Ovidio, Vincent Lebot e a chi prova sconforto nelle difficoltà. ogni racconto è un attrattore strano, crea comunità comunicanti in umiltà e rispetto e stabilisce un patto di alleanza con Gaia.

 

- Mongongo, Dibenga e Mosuma

- mito del bimbo divino

- Amore e Psiche  (fiaba di Apuleio)

- erpetologia dei draghiformi

- vijnana: coscienza condivisa

- l’albero e il serpente Dna

- Pan-gu, e zhu long

- Taaroa di Polinesia e Australia

- Rama, Krisna, Manitou

 

Lingua ancestrale, quadrimensionale

Che parla alla mente, umana globale

Spesso racconta, in quattro passaggi

In ciascuno rivela, paralleli messaggi

 

Mito racconta, come fosse in un sogno

Nel rito da forma, a qualunque bisogno

Col tempo esso muta, svolta e ritorna

A volte imbarazza, sebbene ci informa

 

Mito raccon nel corpo, e nella mente

I moti e la vita, che c’è interiormente

È la storia dei gruppi, dei loro fermenti

Affari conflitti, e stravaganti commenti

 

Parla del clima, di enzimi e pianeti

Dei processi in natura, loro sottesi.

Infine è la trama, del mondo divino

Gioco e teatro, dell’eterno bambino.

 

Il mito è una storia, trama di antenati[50]

Fuori dal tempo, dove stanno trasognati

Passato ai discendenti, per essere tessuto

Sì che iniziazion, umàn tu abbia vissuto

 

Pratica di un culto prevede 2 momenti

Muse canti e danze, ne son i condimenti

Diagnosi è primo, che indaga indovina

Dà interpretazione, di volontà divina

 

Poi vien terapia, cioè la propiziazione

Ex-voto o libagioni, oppure l’espiazione

Si inseguon due momenti, fino alla noia

In spazio recinto, il tempo è cerimonia

 

Ritual collettivo, e libertà d’espressione

Disciplinano gruppo e dan commozione

L’intuizione e l’invaso, toccano tutto

Travasano gioie e dolori nel gruppo

[51]

I 2 gemelli del tempio, Manti e Mania

Sono clinica e scuola, diagnosì e terapia

Come in orchestra, il rito coordina bene

Intercala i solisti, tra i rituali d’insieme

 

Individuo e gruppo, o strofe e ritornelli

Mantica e Oracolo, invece sono gemelli

Li trovi nel mondo, a dar conoscenza

Aiuti e supporti, a umana coscienza.

 

Amore e Psiche  (fiaba di Apuleio)

C'era una volta, in città mediterranea

Un re ed una regina, ebbero tre figlie

L’ultima era Psiche, e pure la più bella

Venere gelosa, il Dio Amore t’interpella

 

Fa che s’innamori d’uom più vile in terra

Mentre dall’olimpo, Giove guarda e sferra

Dio Amore s’invaghisce, di tenera carezza Porta al suo palazzo, la giovane dolcezza

 

Psiche vien servita, amata ed onorata

Come gran regina, da spiriti di fata

È qui dov’ogni notte, ìl dio le procura

Visite sublimi, d’indicibile natura

 

Psiche rispettare, deve patto intesa

Mai dovrà vedere, il viso dell’amante

Il rischio è la rottura, di beato incanto

Men di giorno vuol, consolarsi intanto

 

Le sue due sorelle, al castello invita

Insinuano sproloqui, gelose pien invidia

Dicono suo amante, è unà mostruosità

Resistere non sà, Psichè a curiosità

 

Quella notte allòr, presso dell’amante

Accende lumicino, ed un pugnale brande

Vista non distoglie, bello in fulgor forme

Amor le si rivela, dolce amor che dorme

 

Vede suoi capelli, profumano d’ambrosia

Legger ali di luce, guancin porpora rosa

Psiche trae saetta, da una fàretra al dio

Presto s’innamora, ahimè s’è punta il dito

 

Or una stilla d’olio, da lucèn di Psiche

Su corpo bel d’Amore, cade sì lo sveglia

Succede allora che, Amor fugge da Psiche

Patto ha lei violato, l’incanto è alla fine

 

Psiche ora dispèra, và in cerca d'amore

Venere ti incontra, gelosa con rancore

Che quattro porge, di diffici impresa

Nel regnò dei morti, alfine la discesa

 

Riceve da Persefon, vàsetto in consegna

A Venere darà, e a non aprir s’impegna

Cùriosità la vince, ancòr per una volta

E da son mortale, còsi vien avvolta

 

Intervien Amore, non solo per salvarla

L’ottiene come sposa, or è sua compagna

Giove dà il consenso, e da tale unione

Nasce bella figlia, Voluptàs suo nome

 

Divino è l’erotismo, poi vien curiosità

Guarità dalla grazia, di Amor divinità

Incarn Ara Voluptas, Vener capitolina

Chè salva i caduti, per volontà divina

 

La favola racconta, destino dell'anìma

Caduta ed incarnata, in crèatur umana

Lei tracotante tenta, di penetrar mistero

Che non è consentito, svelare per intero

 

Perdita n’è il prezzo, di condizion beata

È l’umilian ricerca, sofferta ed affannata

Si perde e si ritrova, Psichè destin dell’io

Perfetto stato è, ricongiungersi al divino

(La nostra anima è il nostro sogno dell’altro)

 

Saman del Sahara (pitt.rupestre del Tassili, Algeria, 8000 a.C.)

 

- erpetologia dei draghiformi

I rettili oggi studia, la herpetologia

Interazion cosciente, con rettili ed anfibi

per pratiche di cura, arte e umana scienza

Quetzalcoatl fu drago, di Maya conoscienza

 

Son detti dracoformi, tutt’esser loro specie

Come omini sapiens, son di umana specie

I rettil dracoformi, influenzaron civiltà

Rivelan clim ambiente, ora scienza sa

 

In rane messaggeri, parlan divinità

Moda e architettura, i coccodrilli fan

Rupestr’insegnamenti, dei serpen piumà

Ricordan Queztlcoatl, ovver i Kulkulkan

 

Etnià dei gran dragoni, aiutò l’umanità

In scambio di simbiosi, ad evolver civiltà[55]

Quan allievo è pronto, maestro drag’appare

Or il mondo è pronto, di nuovo a dialogare

 

Imperiali Draghi d’Asia, e serpen piumati

Siamo i Naga vostri, ancès maestri amati

Sottil movimento, sotto l’acque ci attende

Antenati a noi comuni, pulsan la corrente

[56]

Draghi di sapienza, e straordinar bellezza

uman da cinta in su, e sotto ancor serpenti

Assumon forma umana, o cobra a 7 teste

Naga Vasuki è, signor d’indiane feste

[57]

Chiude quinto sole, rinasce comprensione

Dormiente si risveglia, la pietra vita prende

Ah serpenti piumati, da sempre insegnanti

Da eruzion dei vulcani, in superstiti canti

 

Fan molte colonie, tra oceani di fuoco

India ed Egitto, afro americhe e Cina

Polinesia e Sahara, umani e draconi

Simbiosi felici, fratelli ed amori

 

Sensibil maestri, insegnan sapere

Di milioni di ere, ai figli or seguenti

Modellan la terra, in scuola di luce

Speranza di vita, che vola e riluce

 

Abitanti del luogo, spesso confusi

Sospettosi od ostili, dei nuovi venuti

Per non spaventare, i locali supposti

I maestri Quetzal, andaron nascosti

 

Diffuser medicina, e arti agricoltura

Sviluppo di coscienza, negli uman amati

Insegnan superare, animal propria natura

Fondan scuole e templi, misteri di cultura

 

Trasmisero lezioni, incise in riti squadra

saggezza che s’apprende, entro vari chakra

compreso tutto il film, in intuito d’interiore

avvien prova finale, nel gioco del pallone

 

Ogni squadra elegge, capitano in team

Dirigerà il destino, d’orchestra degl’istinti

la squadra vincitrice, si candida a maestro

oppur decide usare, creativo nuovo estro

 

Squadra cooperazio, chi perde si riallena

E ripete poi l’esame, a canalizzar suo io

Veder comun radice, di gioco multiverso

Al fin d’allinerasi, alle forze d’universo

 

Maestri itineranti, insegnano alle scuole

Senz’attaccamento, han vocazion in cuore

guerrieri od artigiani, scienziati contadini

Giran le città, remote e oltre i confini

 

Sottil come serpenti, cantavano concetti

In fiabe a varie storie, in esotici confetti

Antiche forme vita, perpetuano il sapere

In totem animali, e in piante di potere

 

Giunse epoca buia, e cala specchio fumo

Che l’anima distoglie, d’ascolto d’interior

E non tollera versioni, diverse di realtà

Volo sul dragone, del cosmo è al calàr

 

oh Mama Sachamama, regina di foresta

Serbi le vestigia, di forme degli ancestra

Gran drago e sei custode, della spezia blu

Che evolve la coscienza, delle tue creatur

 

Sogni di serpenti, in indios d’amazzonia

Riportano creazioni, di mondi multiformi

Scesi addormentati, riposan in paesaggi

Pietre stelle e film, riti e var passaggi

 

Presenti nel passato, della Gaia storia

Dopo meteoriti, evolvono in mammelle

Richiamano l’infanzia, degli antichi stadi

Tutti i feti umani, nell’utero son draghi

 

Drago di Pannonia, popol rappresenta

Autoctoni del Tirolo, lasciati viver pace

Nelle lor caverne, cacciato non venivan

Villaggio di Bezau, racconta novellina

 

Un prospero fattore, di nome Jolerbuel

Venne visitato, da un mendicante un dì

Jolerbuel lo caccia, senza dargli nulla

Mendico gli dice, che ciel prepara furia

 

Quando ciel fa scuro, scroscia la tempesta

Cascata d’acqua cadde, inonda tutt’intorno

Nel mezzo d’uragano, c’era il mendicante

Che con corda rossa, guida drago grande

 

Impietrito Jolerbuel, resta lì a guardare

Gli alberi in turbinio, venir presso di lui

Tutta sua ricchezza, distrutta in 2 minuti

Stranier guida poi drago, alto sui dirupi

 

pur Heidelburg città, aveva draghi amici

curaron loro uova, trovate al fiume Neckar

Curate nelle case, sotto protezion reale

Draghi alimentavan, fuoco col soffiare

 

Pur molto eran amati, dai locali fabbri

Acciaio molto fine, forgiavano gli scaltri

Grazie al fiato caldo, dei rettili volanti

Qualcun li cavalcava, in enfasi vibranti

 

Draghi femme sai, amano più l’acqua

Aiutan pescatori, parlando loro lingua

Molt’intelligenti, trasmiser conoscenze

a uomin donne sagge, aprono coscienze

 

Sia grandi e nani dragi, capaci di volare

Fan nidi su colline, di presso alla città

Venivano ospitati, spesso nelle case

Felice interazione, durò per lunga fase

 

Quand ad Heidelburg, giunse puro dogma

Crebbe intolleranza, e simbiosi si spezzò

Il mito fu invertito, i draghi condannati

Vennero cacciati, uccisi o allontanati

 

Gli amici di una volta, caddero nel buio

I draghi abbandonaron, tristi quella zona

Molti in Heidelburg, attendono il ritorno

Con feste ricorrenti, acqua ed altoforno

 

 

 

 

- vijnana: coscienza condivisa

 

I popoli antichi, del Tukmenistan

Usavano droghe, che più non si sà

Ephedra e vino, Canapa e Papavero

Soma detto Haoma, rito zoroastriano

 

Bramini e dervisci, sciamani e pajè

Per fini rituali, divinatori o di cure

Bevono vino, succhi e sostanze

Per praticare un arte importante

 

Del santo Haoma, parla l’Avesta

Del sacro Soma, ne parlano i Veda

Le prime son sacre, ai Parsi Mazdei

Seconde son versi, di gesta Hindu Dei

 

L’offerta di Haoma, è offerta di Soma

Nel sacrificio mazdeo, come bramino

Pianta inebriante, terrestre e celeste

In quattro nature, par essa si veste

 

Quattro facce riflette, d’uman universo

Il primo è lo stato, ordinario di veglia

L’onirico mondo, è secondo tuo stato

Tessuto con forme, di quan sei svegliato

 

Consegue armonia, dei demoni interni

Digerisce gli oscuri, suoi propri patemi

Terzo è nel sonno, o mondo informale

Che agisce e decide, per Te liberare

 

È quarto haoma, l’ultima esperienza

detta di Fravashi, virtù di Zarathushtra

Luce di Muhammad, presenza di Gesù

Kundalini energia, pianeta nuovo blu

 

Colui che è sempre, in Haoma stato

Nasce e poi rinasce, dio rinvigorisce

Dalla sua fravashi nasce Zarathushtra

Santo che quaggiù, parla e pure frusta

 

Quarto haoma detto, pure Pourushaspa

Uno con la Grazia, fravashi cioè presenza

È Soma di dio Siva, fin cristallo distillato

L’aspetto di noi, che mai vien annientato

 

Coloro che han percorso, la via delle virtù

Impediscono che strada, venga là distrutta

Son l’ispirazione, e la grazia del veggente

Abitazion divina nell’anima possente

 

Il Soma è lunare, la Sûryâ è solare

Haoma è Soma, Ambrosía ed Amrita

Araldo interiore, della trasformazione

da secoli nascosto, in miti ed orazione

 

La lotta finale, del cosmo è interiore

Della propria mente, è rigenerazione

Origine essa stessa, di tutte quelle prove

Che uomo attraversa, in dolor illusione

 

Mâyâ è la fonte, d’illusion fantasie

Se mal governate, divengon veleni

Energia kundalinî, se mal risvegliata

Malattie può dare, in psicosomata

 

Se padroneggi, poter del serpente

Chiamato verrai, come Kereshâspa

Ercole che uccise, il serpente cornuto

Dal veleno giallo, divorator compiuto

 

Il processo interiore, qui si conclude

In Soma fravashi, incarnata in chiunque

Il cammin ha percorso, di Zarathushtra

I demoni oscuri, ha distrutto con frusta

 

- l’albero e il serpente Dna

 

L'arbre de la vite, è simile al tuo corpo

Arbre in anagramma, è l’inglese brain

Divien latino bru, ovvero il cere-brum

Albero yin-yang, con due funzioni orsù

 

Sistema nervoso, cosciente incosciente

Tiene in vita il corpo, con gli automatismi

Elabora pur dati, che offre alla coscienza

Che le goda e gusti, dono o ricompensa

 

Quest’albero è diviso, ìn dodeca parti

I capelli recettori, sue radici filiformi

Sensibili antennine, captan variazione

Dei campi d’elettroni, in continuazione

 

Cervello d’intestino, e lo spinal midollo

Cervelli nella testa, emisferi e cervelletto

Fasci di più nervi, son tronco di tal’arbre

Che sostenta corpo, e flusso dati entrante

[74]

Albero parlante, per mezzo del serpente

La Genesi ci dice, in scritta ebraico antico

ALBero che ABLa, a mezzo di sue Labbra

ALBer che sostiene, il SER-PEN che ABLa

 

Il serpente parla, con lingua BI-forcuta

Libero pen-ser, anagramma di Ser-pen

Pensier è informazione, dà Dna fuoriesce

E genera linguaggio, in tao binario pesce

 

Diabolico può esser, se porge sol un lato

Della vision di sé, o ambiente naturale

Significa pensare, lavoro ad imparare

A viver sulla terra, al fin di sublimare

 

Pensier in ebraico, detto Mashashava

Significa Serpente, da ebraico Mashàsh

Colui che vuol scoprire, ovvero decifrare

Dentro sua radice, neuron fa funzionare

 

Scopo del pensiero, o del serpente antico

A avere conoscenza a mezzo di linguaggio

Alber sacro verbo, dice A-BRA KAD A-BRA

Sistem Nervoso sano, guida uomo e capra

 

Nel Giardino d'Eden, fa crescer seminare

Crea per uno scopo, frutto oppur traguardo

Attravers attivazione, di testa concentrata

Pianta sano intento, per vita rinnovata

 

Divin potere è, Kundalini che scalda

Continua srotolarsi, rinascer dileguarsi

Un serpente Dna, che parla avviluppato

In cellule viventi, è un angel confinato

 

Adamo fà l’amor, con Lili prima donna

Astuta la Lilith, chiese ali a dio Jehovah

da Eden poi lei vola, a desert occidentale

alle sabbie s’accoppiò, al fin ripopolare

 

Adam è castigato, da Jehova in castità

Ogni notte allor Lilith, lo viene a visitàr

Copulando lei su lui, partorisce Samuele

Sintesi diamante, rebìs regin sumere

[75]

Hermes caduceo, due vipere accoppiate

Intrecciate fra di loro, attorn’albero bastone

Fan dio di conoscenza, e mistica rinascita

Cambia la sua pelle, misterica fragranza

 

Plutone dio misteri, consorte figlio a Gea

Cambia la sua pelle, beato è chi lo vede

Là in riti di Demetra, serpent’alber e luna

Son acqua di vita, che fato uman confuta

 

La luna con le fasi, scandisce ritmo vita

Signora di maree, di acque e di rugiada

Serpente tra radici, degli alberi dimora

Frequenta le paludi, e cinge rami flora

 

Rit’iniziazione, contemplano dea madre

Regina dei misteri, che stacca da ogni fato

Mortale figlio muore, riscopre in sé l’eterno

Serpente che rinasce, in seno padr’eterno

 

Dogmatica cultura, tende a calpestare

Gli istinti della psiche, può demonizzare

Così come spontanee, credenze di natura

Il veto ripercuote, su psiche inter cultura

 

Il senso del peccato, nasce da inversione

Del mito del serpente, dell’albero e di luna

Simbol di saggezza, e sessuale elevazione

Spingono in inconscio, la cura redenzione

 

Vien crearsi tabù, che blocca evoluzione

Di singol e di specie, e s’esalta sol un lato

La psiche si ribella, e rovesciasi all’opposto

Scatena lo xu-tan, e rigetto tal composto

[76]

Dice Jung maestro, che confrontare drago

Vuol dir lasciar andare, dogma più ostinato

Illusione pregiudizio, e accettare dialogare

Col propr’innato sé, iniziandol ascoltare

 

L’albero del cosmo, genera ogni storia

L’uomo suo gemello, appare sottosopra

Curvo su se stesso, appar quello cinese

Coglie forze qi, concentra per l'ascese

[77]

L’albero sai vive, tra la terra e il cielo

È gemello di Pan Gu, flessibile nel vento

Divien creator del cosmo, asse luminoso

Colonna fuoco che, ascend a numinoso

 

Fumo sal al cielo, suo legno sa scaldare

Piantato nel giardino, divien l’ombelicale

Offre frutti e dati, in simbiosi col serpente

7 gradin samani, attendon pretendente

 

Albero è stazione, del sole arden roveto

Lampada di Allah, che illumina i tre mondi

Albero maithuna, accoglie Siva e Shakti

Il filò dorato sale, fìn chakra più alti

 

Ramo dei misteri, è l'acacia iniziazioni

Cosmo in miniatura, delle illuminazioni

Recinto sacr’altare, è l’albero con pietra

L’india lo decora, e lo zen vi si dispiega

 

Nel punto immobilè, Buddha si dispose

Sotto albero Bodhi, e osserva il divenire

Del gioco d’illusione, di vita e desiderio

Resist alle paure, invocando refrigerio

 

Dita tocca terra, chiama Madre Gaia

A farle testimone, contro men fantasmi

Gaia or tuona forte, dichiara io sono qui

I demoni lo lascian, e la luce lo rapì

 

S’alza la tempesta, giunge Muchalinda

Potente re serpente, l’avvolge sette volte

Spiega suo cappuccio ombrello fa d’incanto

Ripara da zanzare, sol vento freddo e caldo

 

Trascorsi sette giorni, seppe Muchalinda

Che temporal finito, le nuvol son disperse

Ritira or le sue spire, dal corpo lluminato

Veste forma umana, devoto s’è prostrato

 

L'albero del cosmo, Tièn sposa serpente ascolta sempre figlio, che chiede liberazio

Dai vincoli di brame, vecchiaia e malattia

Da morte e sua paura, l’evoluzione sia

 

L’alber dentro te, stabil lascia crescer

Sviluppa graduale, svolge proprio essèr

Elimina capricci, del vento di passaggio

Simbolo del mondo, e tempore disagio

 

Serpenti intrecciati, vision di sciaman

Dna dell'amazzonia, dei sud’american

Samana conoscenza, viene da visioni

Mitologia che informa, indios tradizioni

 

Corrisponde dnà, all’essenze animate

Delle forme vita, con cui comunichiamo

Gea natur ci parla, lei tiene intelligenza

Vien Dna da cosmo, dice ora la scienza

 

Proteine ed enzimi, robot in miniatura

Molecolar computer, in ribosom struttura

Cellùle in fattorie, dna è un programma

4 basi impiega, comunicar la gamma

[78]

Dicono sciamani, con spiriti parlare

In corretto modo, metafor devi usare

A livel molecolare, esiste la coscienza

Spiriti e folletti, fan tua conoscenza

 

Identico in tutti, è il principio vitale

Ad eliche doppie, o a chiocciola scale

Gemell’intrecciati, nell’Erme caduceo

Fonte informazioni, metafora d’Orfeo

 

Maninkari spiri, che inviano loro miti

Come altre galassie, c’ aprono i confini

In stati di coscienza, diversi dalla veglia

Tabacco e vini yogi, lor natura imsegna

 

Colui che usa tabacco, in session di cura

Sheripiari vien detto, curandero Ashanica

dai Dna biofotoni, ottien diagnos visioni

Analogico ponte, tra nicotina e neuroni

[79]

La somma di tutte, l’emission di fotoni

Elettromagnetico campo, fanno coscienza

Dei messaggi fra celle, amplifica istanza

La lente del quarzo, che fa risonanza

[80]

I cristalli di quarzo, manifestan fotoni

da DNA emessi, qual spiriti in luce

4 coppie di basi, in forme d’esagon

Ai cristalli quarzo, fan eco richiamo

 

DNA stimolato, da DMT o nicotina

Attiva emissione, di fotoni in visioni

Tutta rete biosfera, è fonte d’imago

dìsciplin chiede, sogno lucido indago

 

Cristallo di quarzo, con 6 segmenti

Anaconda ancestrale, guida alla vita

Kundali svegliata, a mezzo shak-shà

Parla a coscienza, di shiva samàn

 

Ridonde linguaggio, usano samàn

Con piantè maestro, si da lor parlàr

Melodie d’icaròs, son canti curandero

Parlano a spìriti, dell’inconscio intero

 

Metafore legate, da varia connessione

Analogico andamento, in cantilen-azione

Linguaggio contorcente, un poco sibillino

Doppio avvolto in twist, ridondante filo

[81]

Segni di natura, mantra oppur poesie

Intesson curandero, per vincer ritrosìe

Tsài yoshto yoshto, dicon del linguaggio

Usan come lente, negl’icaros passaggio

 

Esaminan le cose, cauti attentamente

Non troppo vicino, alle parol normali

Vi girano a evitare, un diretto scontro

Così posson vederle, chiar a tutto tondo

 

Son tutte relazioni, con spiriti prodotte

Fatte in questo modo, multi-referente

Ipnotici tranelli, spontanei ed indiretti

Riflettono natura, socratica di oggetti

 

Vist in doppio modo, in lingua speculare

Soddisfa 2 emisferi, e descrive in circolare

Cerca illuminare, esperienze trascendenti

Dietro cose e fatti, delle realtà apparenti

 

Unione d’opposti, incontro con l'ombra

Attraversi pur l’asse, d’Io sono e del Sé

Dell'io piccol ego, e del Sé eterna mente

Che tutto comprende, in sé totalmente

 

Dioniso presenta, con maschera sul viso

Dio d’estasi diverse, indotte da var piante

Frequenze di coscienza, chiamale pur luce

Venne da lontano, vini e danze riproduce

 

Teonanacátl Dio, incarna in figlio fungo

Mirabile sapienza, e scende con la pioggia

Creature positive, o meravigliò simbionti

Aggirano ignoranza, senza far di sconti

 

Profondi sentimenti, dà compagne piante

Esseri che in gruppo, aiutan l’orchestrante

Inspirando s’è ispirati, espirando smascherati

Inspira vanno giù, fa un peto e vanno fuori

Il moribondo sente, ùscir l’anima da gola

Vapor umìdo fumo, chiede l’acqu’ancora

 

Sogni pellegrinaggi, e semi d’intuizioni

Passaggi lungo i treni, oppur meditazioni

S’infrangono la notte, a riva di coscienza

e in contemplazione, di correlata scienza

 

Ciò che penso dico, ciò che voglio faccio

Rivela lor visione, in armonico passaggio

Lì dentro del castello, francese di Liviérs

Riuniron i buitisti, duemil-e-tre janviér

 

Al suon di melodia, nell’aria par vibravo

Un piede sul trapezio, riposa in celestiale

Comprendi essere vata, ossia natura d’aria

Mi muovo in elemento, d’oralità più varia

 

Ovunque conferenze, su trionfi dell’amore

Ma l’aria pur in gola, dall’umido s’asciuga

Tramite il respiro, entràn escono entità

Serve è necessario, l’acqua sorseggiàr

 

Scopri tuoi talenti, tramite i tuoi sogni

Se banal è il vero, nessun allor l’ascolta

Banalità è radice, è cuore dei processi

Reali oppur virtuali, dividono nei sessi

 

È come un elefante, oppur la tartaruga

Che mondo ti sorregge, coàgul e confuta

Teatro di ologrammi, è scuola del domani

Fa viver a ciascuno, maschere di umani

 

Teatro dov’esprime, se stesso chi lo vuol

Sfoglia e quindi sceglie, tra mille repertòr

Può fare spettatore, o attore s’abbisogna

Esperisce la realtà, così come la sogna

 

Ognun maestro è, discente di se stesso

Tiene gradimento, nell’interior commento

Danza di taranta, oppure il Mahabharata

Recitan le cose, al nudo o mascherata

 

Il teatro popolare, è catarsi e terapia

Scuola e religione, e gran gioco d’ironia

È l’intrattenimento, e mistero del fugace

Laboratori scienze, guerra oppure pace

 

Apocalissi varie, su cosmico quadrante

Clinica che cambia, in teatro dilettante

S’entràr volessi pur, da professionista

Quell’abito dovrei, svestire sulla pista

 

Fuori sei chi vuoi, dentro come tutti

Ricercator di luce, non monopol di frutti

Le regole rispetta, del conduttore ganga

Inizi fare gruppo, quando l’io si stanca

 

Ogni arte va da sé, senza mai forzare

Smaschera il tuo Io, si da dimostrare

Son maschere contigue puri spettatori

Tutti lavoriamo, a un teatro d’interiori

 

Hermanno hongo, e universi paralleli

Incontro alla riserva, botanica di Iquitos

Scuol di medicina, per malesseri pluviali

Contrastan alberelli, le febbri di malari

 

Hongo fresco ama, il succo degli agrumi

3/4 hongo e aspetta, dop un or e mezza

Assumi in cicli pure, 3 hongo per 3 cicli

Fan nove nel totale, o dodeca sacrifici

 

Hongo le canzoni, insegna camminando

Stratifica ogni cosa, incorpor in se stessa

Ti cala in varie storie, di magica parvenza

Miguel guida su fiume, la triplic’esistenza

 

L’arcangelo ha la casa, ti invita a visitar

due ninos tien per figli, Gabriel e Raffael

vive sua famiglia, sovrapposta a una real

nella città d’Iquitos, tal riflesso puoi mirar

 

Michele qual Caronte, protegge pure bimbi

Col faro guida e solca, sul caldo Rio Momon

Specchio tra due mondi, ugual e rovesciati

Sopra e sotto l’acqua, riscopri i significati

 

Poggian su esistente, i mondi paralleli

Tu sei quello e più, preistoria con futur

Impar a percepir, mister del drago verde

Nel luogo dove vivi, Gaia pulsa sempre

 

Dopo sempli pasto, senza zuccher sale

Olio oppure grassi, prepara pur la mesa

È una tavola di forza, o riferimen rituale

Un faro cerimonia, per scopo ricordare

 

Mesa intovagliata, e splendid’ornamenti

Inca oppur shipibo, e più simbol collettivi

Feticci e oggetti vari, ciascuno pur vi pon

Frutti d’amazzonia, sincrè statuìn d’amor

 

Cranio di otorongo, e palo ad incensàr

Candel attorn a ceppo, jacubi buon copal

Siedon partecipanti, passeggiano d’intor

Scambiano parole, con musa sottofon

 

Medicin di Sierra, è decotto huachuma

O pedro tricocereus, coltello taglia a fette

Il coltello tolga via, la parte bianca interna

Cuoci in acqua e lime, entro una padella

 

Fai bollir tre circa, un liquidi n’è estratto

Separa dal residuo, e assumi nel digiuno

Huachuma d’esperienza, dura 8/10 ore

Il picco è tra le tre, fino alle sei ore

 

Scen poco dolorosa, l’epilogo riattiva

Indigestion sottile, e dolor forte di testa

All’origine del patos, forse frutto freddo

Cerco pur sollievo, e acqua calda bevo

 

Micro-passeggiate, tondo nella stanza

Inizi oggi lezione, affrontando le vertigo

L’occasion è un ponte, tronco su torrente

Attraversar carponi, fu soluzion serpente

 

Vertigin eran forti, ma giunge forz’aiuto

Pedro coi compagni, invitano all’impresa

Sedersi man indietro, centime conquistati

Piedi a passi stretti, man glutei sollevati

 

Impacciati tentativi, diverton i compagni

La prova è superata, assieme alla paura

Pensiero ricreativo, amplifica graduale

Motivazione guida, e purificazion sale

 

Usa sciamanismo, l’essenza della terra

Sciamano senza piante, non esisterebbe

Maestro tè yagè, aumenta le onde alfa

Pure quelle theta, coscienza si caraffa

 

Dicon gli Shipibo, che le piàn maestro

Son muraya-cai, creatrici-di sciamani[82]

Rivelan vero mondo, normal è l’illusorio

In varie e più figure, fan lor’ostensorio

 

Acquisiscon principianti, aiutan spirituali

Yachay ovver mariri, e imparan a icarare[83]

Dieta e isolamento, se a lungo tu mantieni

Lor proprietà le piante, rivelano or interi

 

Melodie d’icaròs, insegnate dalle piante

Presentan lor potere, al curander ascolto

Gl’insegnan ritmo cura, parole e melodia

L’informano su scopo, e l’uso adatt’ossia

[84]

Parole e senso, spesso incomprensibil

Melodía è tessuto, di quando e com usar

Alludon sue parole, alle piante ed animali

Elementi di paesaggi, reali od ancestrali

 

Aria qi che cura, fischiata oppur cantata

Serbata vien nei corpi, di vari curandero

Usati per strappare, le energie pesanti

Da corpo dei pazienti, effetti rilassanti

 

È memor dell’acqua, a serbar l’intento

Più dura è la dieta, più icaro apprendon

A chiamar spiri pietra, dieta d’encantos

Con icaro del viento, li chiami frattanto

[85]

Comunque li ricevi, capace a ricordarlo

Tessuto vibratorio, sgorga dal tuo cuore

Mancanza di rispetto, verso tuo maestro

Apprender icar suoi, senza suo permesso

[86]

Canticchia gl’icaròs, non superar sua voce

Un giorno pure tu, accedi a spir di Piante

Ricevi tuoi icaròs, che han potere per te

Durante apprendistato, abbi fede in te

 

Ogni curandero, tiene il proprio idioma

Carica suo flegma, di qi cantando icaròs

Gli icar del tabacco, o del chiric sanango

Fan chiare visioni, chiaman pure Shango

 

Son icaro ayaruna, cantata a chiamare[87]

Spiriti antenati, subacquei o d’animale

Per aiutar la cura, nell’uman reame

È numero d’icaròs, a dar poter reale

 

Icaro doppia elica, serve a comunicar

Con spiriti maestro, di piante e mineral

Tutt’icar medicina, offrono riferimento

Cura d’armonia, o pensiero riconesso

[88]

A livello subconscio, agisce messaggero

Pensier di guarigione, su ritmi suoni d’arpa

La mente è coccolata, e cullata dalla festa

Nell’eco di antenati, pigmei della foresta

[89]

Medicin huachuma, per curandero andino

Che cura suo paziente, collaboran con esso

Processo guarigione, con fede e motivazio

il Sipapuni d’hopi, apre al ciel passaggio

[90]

Gli icaro son tanti, ognuno fa un lavoro

San Pedro antiche chiavi, usan nelle ande[91]

Di resine o profumi, pietre oppur sirene

Appaiono cantando, erotiche corriere

[92]

Icaros di aranita, un piccol ragno che

Tesse tel d’amor, a mo corteggiamento

Shirohuehua inver, canzon divertimento

Animan paziente, di gioia e spir intento

 

Sott’acqua viaggiar, un’alga può insegnar

Un icar principale, è l’essenza di sciamano

Presso indios Cocama, miscela suo poter

Struttura sua visione, Luna a intraveder

 

Acustici effetti, fan icar vegetalistas

Parole qual disegni, dipingon qual poeti

Buon vegetalista, orchestra storie in gare

Nelle competizioni, sfoga trucchi e trame

 

Vero ayahuasquero, fa icaros bellezza

Smaschera con essi, pure i ciarlatani

Arma curativa, e veicol di sapienza

Potere personal, o suà quintessenza

 

Icarar è caricare, un oggetto d’energia

Si che protezione, può far nel ricevente

Cantando sull’oggetto, si suffla fino fin

Tabacco oppur yagè, fa l’icar medicin

 

Agiscono su centri, o ruote di energia

Mediante vibrazione, sonora modulata

Guida curandero, l’intuito sempre nuovo

Fuor del razionale, rapporta natur uovo

 

Aiuta metabolizzàr, visioni nella psiche

Rimuove differenze, ed ostacol percettivi

Sequenza d’ogn’icàroa, blocchi li rimuove

Icarado fum tabaco, num vitale smuove

 

Fata verde sale, qual fumo da bottiglia

Guida nel cammino, mente ti scompiglia

Fa cantar ballare, invocar l’anima pianta

Sentir calor in corpo, kundalini che s’alza

 

“S” piccol serpente, colore rosso fuoco

inizia l’ascensione, in modo transparente

potere curativo, del corpo dell’inconscio

forza della terra, che sal midollo floscio

 

la M ora la senti, salire là nel ventre

concreta e materiale, instinto vita morte

la luce divien verde, e un albero si apre

coscienza del respiro, vedi ora vibrare

 

senti or A salire, dall’alber dei polmoni

aprire alla coscienza, l’anima e i ricordi

brecce d’emozioni, tristezza ed allegría

la U diventa or O, nel cuor Amore sia

 

poi color violetto, sede d’intuizione

suono della E, ora arriva nel frontale

quindi senti un I, infinita immensità

Interiore luminazio, discernimento sa

 

La selva pur t’intriga, come una donna

È madre che accoglie, sfama e pulisce

Ella pone disciplina, e le regole del gioco

Conoscerle permette, sopravvìver toto

 

Suono della selva, piogge e temporali

Orchestra sinfonia, di vari e più ranocchi

Tappeto gigantesco, fogliam decomposizio

In circolo rimette, vital transustansizio

 

È libro dove scrivi, in presenza di magie

Lo gnomo prima firma, chiaror luce lunare

Comprova tuo passaggio, lì dentro la selva

Bellissimo paesaggio, che gioia ti conserva

 

Cuore d'amazzonia, è fiume Rio Amazòn

L’intera vita informa, con disciplin e amor

Anaconda che si snoda, selva Sachamama

Di notte brilla viva, è argento Yacumama

[93]

Ti perdi nella selva, segui un corso d'acqua

Qualunque rio va ben, insegui sua corrente

Porta a rio più grande, fino a Rio Amazòn

A mare sai sboccherà, è floresta corazòn

[94]

Alla maloca Boras, ver indios della selva

Tamburo d’anaconda, baston sonagli sona

Bastone percussione, è zappa con sonagli

Gusci vuote noci, penzolan qual magli

 

Tamburo inizia batter, ritmo sul terreno[95]

Affondi con rilasci, del piede che lo guida

Rituali d’antenati, chiaman sachamama

Anacond antica, dragon e madre Gaia

 

Baston-sonaglio, e tamburo-anaconda

Servon per giocare, con la terra madre

Stuzzican podere, e il corpo suo s’invita

Risponder alla festa, presieder rito vita

 

Ricorda cavalcata, dei draghi protettori

Della spezia Dune, battendo sul terreno

S’inviano vibrazioni, su pelle d’anaconda

Simulando i moti, sinuosi ch’ella affonda

 

Meraviglioso gioco, può risvegliare Gaia

Semplice strumento, su corpo Pachamama

A sintonizzarla bene, sulle nostre schiene

Eco scosse dà, e corpo trance sovviene

 

Comunic alle menti, e corpi a lei prestati

Infond amor di danze, falc attorn al fuoco

È un aquila sivango, che vol su tutti i veli

Cur e nutre gruppi, con pensier più veri

 

Gli amerin del nord, intonan canti sacri

riuniti nel tepee, sonagli tambur d’acqua

Ciascun inton a turno, canti a gran potere

Inanna Wakantanka, per Gaia sostenere

 

Vibran loro voci, emoziòn condivisioni

Riempiono la tenda, ritmo e fratellanza

Lingua e significati, dei canti medicina

Scuoton risonanti, Dnà coscienza fina

 

Son archetipi sonori, istintivi vocalizzi

Trasmisson umane, di piante medicina

Ripeton ri-scoperte, durante le sessioni

L’emozion trascendi, nelle transazioni

 

Programmazion inconscio, crea fertilità

Conciliazion interna, che guarigion farà

Auspici di fortuna, com antica etruria

Augur fulgorales, cur umana incuria

 

Psiche recepiti, messaggi in risonanza

Attinge poi energia, a cosmica distanza

A suo corrispettivo, Tage o drago Turm

Inconscio collettivo, ctonio suon orsù

 

Contagio Dna, circola ora in stanza

Più forme della vita, van in risonanza

Generan risposte, adatte alle richieste

E formulate avanti, allè rituali feste

 

Evitando brujeria[96], o autodistruzione

Grazie aggiogamento, della motivazione

A desider risveglio,  coscienz’elevazione

Più scopi positivi, messi in condivisione

 

Imago negative, intossicazion il corpo

Rancor e depressione, sin fino a suicidio

E ingeneran paure, fin profonda-mente

Riscopri senso vita, natur felice-mente

 

Pigmei e Shipibo, nutron questo cibo

Positivo verso, la vita e il suo destino

Sebben invasi oggi, da economus homo

Abil san trasmetter, stato grazia novo

[97]

L'acqua dal cielo, entra in madre terra

Dove forze grembo, l’attendon benedetta

Agli spiriti ctoni, si dà nuova opportunità

Nella sachamama, loro frutti manifestàr

 

Diavolo vuol dire, passare d’attraverso

Divider dualizzare, o binar manifestare

È potere della maya, creatrice d’illusione

Coscienza con materia, è ritmo vibrazione

 

L'anima è sostanza, un ologramma musical

Ognun possiede mantra, ch’apre l'universo

Empatia è capacità, risuonar in emozione

Con anima contigua, in natura vibrazione

 

Ritmo e suono, son colore e movimento

Shiva danza Pan, india etruria e mondo

Mimica salmodia, che il sacro manifesta

Danza tua si dona, ai presenti della festa

 

Essa mima e racconta, in ritmo e melodia

Mito oppure storia, con gioie e pen umane

Poter binar frattali, in ascesa oppur discesa

Oltre dualità, trascendere è sua impresa

 

Stato di-vino, ebbra luna Bosch o Bach

Lei attiva l’emozioni, nel cuor d’ascoltatori

In catarsi spettatori, che li rende pur attori

È trascesa dualità, or son tutti spett-attori

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