Solanace sessuali, cibo e Sabba rituali
Culti dei Misteri, da Eleusi su ai Sumeri
iniziazion sciamane, Jhakri e Yamabushi
Dioniso ci chiama, ai baccanal robusti
sommario quartine


  a b c d
 

Solanace sessuali, cibo Sabba rituali

(sesso e piante, Julius Evola, M.Elide, G.Samorini, M. Aldrich)

 

J.Evola: “I tradizionali culti per Dionisio, Bacco, Priapo, Sabasio (divinità frigia), hanno influito sia sulla modalità dei riti, sia sulla denominazione del Sabba (festa di Sabazio). Sul Sabba, sono attestati fatti di esperienza interna tipici e costanti. Per propiziare queste esperienze in individui, predisposti o meno, venivano usate sostanze aventi effetti analoghi ai filtri, polveri afrodisiache, sostanze narcotiche e stupefacenti: oppio[1], aconito[2], belladonna, giusquiamo, quadrifoglio foglie di pioppo, papaveri e grassi animali per farne unguento, che per assorbimento cutaneo, provoca un duplice effetto:

a) sonno profondo con liberazione della forza plastica dell’immaginazione, sogni lucidi e visioni;

b) il risveglio della forza elementare del sesso e la sua attivazione sul piano visionario e immaginativo in questione.

 Gli autori menzionano una consacrazione rituale delle sostanze impiegate: invocazione di demoni-geni delle sostanze e cerimonie magiche fatte loro”. Operazione intesa a dare una particolare direzione di efficacia all'azione delle droghe in uso. Questo fattore ha importanza fondamentale, la sua realtà dipende dal grado in cui i sacramenti siano percepiti oltre le pure cerimonie simboliche. Ciò fa la differenza fra l'azione generica e disordinata esercitata da stupefacenti e afrodisiaci sul primo venuto, e quella specifica, indirizzata ed evocata, nell’esperienza del Sabba. Una tradizione può esser presupposta: un fondo fisso di immagini portato da una corrente psichica collettiva, nella quale il singolo andava ad inserirsi nell'atto di aggregarsi ai gruppi praticanti: da qui la concordanza delle esperienze fondamentali che avvenivano in stato di sonno o transe, il corpo è immobile dove si trova mentre il soggetto crede recarsi fisicamente al Sabba.

 

Esperimenti fatti dal XIV secolo da benedettini con persone che, dopo esauriti i preparativi rituali per recarsi al Sabba, furono legate al letto e osservate, mostrano che esse, spesso caddero in sonno profondo, letargico, che bruciature o punzecchiature non riuscirono a svegliare. Dato costante, nelle notizie, è che per recarsi al Sabba, bisogna che, dopo essersi unti e aver pronunciato formule, ci si addormenti. A prima vista direbbe che si tratti di orge della fantasia erotica vissute allo stato di sogno. Ma chiunque sappia che questo stato comporta cambiamento di livello di coscienza, il passaggio virtuale di essa al piano astrale o spirituale, pensa a qualcosa di più di una fantasmagoria soggettiva. De Nynauld, nel parlare delle varie specie di unguenti, ne distingue alcuni che “provocherebbero un trasporto fuor di semplice illusione sotto sonno profondo”, l’effetto sarebbe una dislocazione o bilocazione e ciò rende il Sabba, diverso da una solitaria allucinazione soggettiva.

I fenomeni di bilocazione sono fenomeni menzionati nelle vite di diversi santi cristiani. Nelle verifiche dei benedettini e di Gassendi, furono constatati casi di sdoppiamento: chi giaceva immobile e inanimato sul letto per effetto delle droghe, poté talvolta riferire con esattezza ciò che avveniva nei dintorni. Per cui esiste la possibilità di esperienze, che, pur restando essenzialmente psichiche, presentano una dimensione oggettiva.

D'altra parte nel Medioevo continuaron residui di riti estatici antichi, che culminavan nell'atto sessuale come in un sacramento avendo molti dei caratteri del Sabba. Vi figurava Cernunnos una divinità cornuta, compagno della Terra;

un altare ad esso dedicato è stato scoperto sotto le fondamenta del tempio della Grande Dea cristiana, di Notre-Dame di Parigi.

Da confessioni spontanee, senza tortura, di partecipanti alla cerimonia reale, l’esperienza era vissuta in una transe lucida e assicurava la vita eterna. Giovani donne affermarono di essersi recate al rito per rapimento, nel cuore e nel volere, da parte del Dio, che esso era la suprema religione, che il Sabba era il vero paradiso di piaceri estatici indescrivibili, che perdevano il peso del corpo e acquistavano un corpo nuovo come angeli; delle lor esperienze andavano fiere e affrontarono la morte con la stessa tranquilla fermezza dei primi Cristiani.

Le esperienze del Sabba sono evocazioni torbide di archetipi e di situazioni rituali, rifacentesi a precisi culti orgiastici antichi, serbati nella subcoscienza collettiva, ricettacol d’immagini già vissute e capaci di rivitalizzarsi sul piano sottile; ad esse si mescolano scorie d'ogni genere del subcosciente individuale, di persone del popolo che avevano perso accesso alla preparazione regolare tipica degli antichi Misteri, per causa di una distorsione o degradazione specifica, causata o dovuta alla presenza di una tradizione diversa, come quella cristiana, che a tutto ciò che è sesso dava un carattere peccaminoso.[3]

 

De Guaita ha ricostruito la struttur prevalente delle esperienze del Sabba, cerimonia in cui riaffiorano i riti del Mistero afroditico.[4]

Nel convegno diabolico appariva la regina del Sabba come giovane donna nuda, spesso vergine, di particolare bellezza portata da un ariete nero. Dall'ufficiante la vergine veniva iniziata con successivi sacramenti, unta e poi stuprata su un altare, il che, secondo una testimonianza, le faceva vivere “un meraviglioso e orribile tormento”. Seguiva un'orgia generale, ove il modo antagonistico di manifestarsi di un eros elementare, cioè allo stato libero e disciolto da ogni forma, spesso si drammatizzava in rapporti adulterini, incestuosi o contro natura, oltre l'esperienza di un possesso carnale polimorfo simultaneo vissuto dalla nuova sacerdotessa. Sul corpo disteso di lei, come su di un altare palpitante, il re del Sabba, in figura umana o semiumana, ufficia, offrendo grano allo Spirito della Terra, principio di ogni fecondità, talvolta liberando anche degli uccelli come rito di una liberazione pei convenuti alla tregenda (evocazione del demone della libertà, detto a Roma Liber). Viene talvolta impastata una focaccia per procedere ad una confarreatio, cioè una comunione per mezzo della consumazione di parti di essa distribuite ai convenuti. Si vuole che per ultimo la regina del Sabba si alzasse e, quale vittima trionfante gridasse formule quali: «Folgore di Dio, colpisci, se l'osi

Rallegriamoci oggi, il Cristo è consumato”.

 

Chi partecipava a tale iniziazione orgiastica otteneva la pentecoste, ossia rivelazione di segreti e di procedimenti per la composizione di filtri, veleni, elisir e altri doni classici.

 

Nel Sabba, spesso era Diana a venire evocata (fino al Cinquecento ire ad Ludum Dianae fu sinonimo di recarsi al Sabba); insieme a Lucifero, evidente trasposizione invertita del dio maschile luminoso. Diana come Kali, figura centrale coi tratti ambivalenti dell'archetipo femminile, soavi e terribili, elargitrice di grazie e distruttrice. Il monte della tregenda e della notte di Valpurga è quello in cui Venere prende dimora, monte trasformatosi, in  prospettiva cristiana, in luogo demonico e di peccato. Gli ultimi riti venivano allora celebrati presso rovine di templi pagani, ruderi antichi su vette sacre ad Ermete, dolmen e altri monumenti megalitici.

 

In moltissime popolazioni, con le orge si cerca di sventare crisi cosmiche o sociali (siccità, epidemie, anomalie meteo) oppure conferire un supporto religioso (scatenando la potenza sessuale) a eventi propizi della vita umana. Sia di fronte a una crisi minacciosa che a un evento felice, grazie a rapporti sessuali indiscriminati ed eccessivi, la collettività si immerge nell'epoca favolosa delle origini. Ciò appar evidente nelle orge periodiche della fine d’anno o a intervalli sacri, dove questo tipo di orgia rituale, rivela la funzione originale dei rapporti promiscui collettivi: l'orgia ritualizza il momento della creazione, lo stadio beato delle origini quando non esistevano ancora tabù sessuali o morali né norme sociali.

 

Tra i Daiachi Ngadju la fine dell'anno significa la fine di un'era e di un mondo. Le cerimonie indicano chiaramente che c'é un ritorno al tempo precosmico della totalità sacra. Durante questo periodo, tutta la popolazione del villaggio ritorna all'età pre-cosmogonica, nel desiderio di raggiungere la perfetta totalità avanti la creazione. Norme e divieti sono sospesi fin tanto che il mondo non abbia cessato di esistere. Nell'attesa di una nuova creazione, la comunità vive nella totale, primordiale, natura divina. L'orgia ha luogo in armonia con i comandamenti divini e coloro che vi partecipano recuperano in loro stessi la totale natura divina. "Non è questione di disordine, ma di un ordine diverso".

 

La tribù degli Aranda, nell'Australia centrale, celebra periodicamente le opere creative degli antenati mitici quando vagabondavano per il paese. L'epoca favolosa, per gli Aranda è l'età del sogno: ogni specie animale si lasciava catturare con facilità, c'era abbondanza di acqua e frutti, gli antenati erano liberi da tutte le inibizioni e frustazioni che affliggono ogni essere umano vivente in comunità organizzate. Il paradiso primordiale ossessiona ancora gli Aranda. I brevi intervalli delle orge rituali, quando ogni divieto è sospeso, sono ritorni alla libertà e beatitudine godute dagli antenati.

 

Tale nostalgia per il tempo beato delle origini mitiche sembra inestirpabile. Gli Adamiti, una setta boema dei secoli XIV e XV, cercavano di recuperare lo stato di innocenza di Adamo, antenato mitico. Praticavano il nudismo e il libero amore, e uomini e donne vivevano insieme in una perfetta, disinibita libertà sessuale. Nella prima metà del XIV secolo, Lazaro, un monaco del monte Athos ed ex Bogomilo, fondò una setta propria e proclamò il nudismo il mezzo migliore per ritrovare la condizione anteriore alla caduta. Teodosio, predicatore itinerante, fondò un'altra setta, che oltre a praticare il nudismo, incoraggiava i suoi seguaci a indulgere a eccessi orgiastici per ricevere la grazia del pentimento. Giustificazione analoga era addotta nel XX secolo dalla setta russa degli Innocentisti, che vivevano in caverne sotterranee praticamente nudi e impegnati esclusivamente in rapporti sessuali indiscriminati, sperando che la redenzione venisse loro dall'enormità dei loro peccati.

 

Si esita classificar cristiani gli orgiasti sfrenati. Causa, la demonizzazione ebraico-cristiana della sessualità, che ha fatto sì che qualsiasi genere di orgia venisse considerata satanica, sacrilega e degna delle punizioni più severe. Ma neppure nel giudaismo e cristianesimo si è riusciti ad estirpare del tutto la sacralità della vita sessuale. I tentativi di recuperare poteri e beatitudine perduta, sono accompagnati da  radicali modifiche dei costumi sessuali.

I teologi erano ben consapevoli dei poteri magico-religiosi della sessualità, poteri capaci di trasformare cristiani in eretici sacrileghi e in pericolosi esseri demoniaci.

Denunciare le streghe come adoratrici di Satana era una conveniente routine. L'elemento decisivo stava nel fatto che le loro orge, immaginarie o no, potevano mettere a repentaglio, al pari di quelle degli eretici, le istituzioni sociali e teologiche. Le orge, infatti, scatenavano speranze, nostalgie e desideri tendenti a un modo di vivere diverso da quello dell'esistenza cristiana tipica.

Gli eccessi sessuali rituali perseguivano obiettivi che andavano di là della gratificazione voluttuosa. Non era mero desiderio carnale a indurre le donne delle campagne a diventare streghe, ma l'oscura speranza che infrangendo i tabù sessuali e partecipando alle orge demoniache, la loro condizione sarebbe in qualche modo mutata. In definitiva,

la tentazione della stregoneria, derivava dalle forze magico-religiose contenute nelle pratiche sessuali proibite, fosse pure immaginario l'universo in cui tali avventure si compivano. La maggior parte delle streghe ha sempre fatto riferimento alla mancanza di piacere nel commercio sessuale con il diavolo. Leggendo le loro deposizioni, si ha più l'impressione di severe prove di iniziazione che feste di piacere.

Tal carattere penoso delle orge delle streghe era noto, al di là delle estorsioni alle accusate, ci sono casi di deposizioni spontanee di rapporti sessuali con il diavolo, in cui giovani ragazze (che a una visita medica risultavano vergini) descrivevano con particolari il loro stupro iniziatico ad opera del diavolo.

 

Le pratiche orgiastiche reali o immaginarie rivelano ed esprimono una protesta radicale contro la situazione religiosa e sociale, specie in tempi di crisi e catastrofe. Ribellione contro istituzioni cristiane, dimostratesi incapaci di salvare l'uomo e viste in decadenza libera nella corruzione delle gerarchie ecclesiastiche.

Infine, sono la testimonianza di una nostalgia religiosa, di un intenso desiderio di tornare a fasi culturali arcaiche, a recuperare il senso perduto della beatitudine delle origini e, insieme, la speranza di scoprire un modo nuovo e creativo di essere al mondo.

 

“Unguento unguento,

mandami alla noce di Benevento

supra acqua e supra vento

et supre ad omne maltempo".

 

Formula ripetuta in tutte le versioni dei racconti sulle streghe che si davano convegno sotto il celebre noce. Molti assertori della realtà del volo, dichiarano di aver assistito personalmente all'unzione e di aver potuto accertarsi che la strega rimaneva nello stesso luogo dove s'era unta, cadendo in un deliquio, seguito da sonno profondo, e svegliatasi, avrebbe raccontato l’avventura astrale.

Inclusi medici e scienziati, nessuno venne sfiorato dall'ipotesi che le cause erano da ricercare in ambito fisiologico: patologie organiche, carenze alimentari, intossicazioni.

Paracelso, preso atto delle conoscenze di medicina popolare (erboriste, ostetriche, cerusici e boia), intuì la composizione di quell'unguento che Pietro Andrea Mattioli trascrive in una ricetta: sugna, resina e fiori di canapa, rosolaccio e semi di girasole.

Della Porta prende coscienza del rapporto fra le sostanze dell'unguento e il delirio indotto:

 

"Mi accadde di avere a disposizione una vecchia la quale, spontaneamente e in breve tempo, mi offrì la soluzione del problema. Comandò che venissero mandati fuori coloro che io avevo chiamato a testimoniare e mentre noi la stavamo a spiare da una apertura della porta essa si spogliò e si frizionò vigorosamente con un unguento che, a causa dei suoi succhi soporiferi, la fece cadere in un sonno profondo. Allora aprimmo la porta, ma essa, svegliatasi, ci cacciò a male parole, ma poi cadde completamente priva di sensi. Noi ritorniamo fuori e, piano, il potere del filtro perde i suoi effetti. Essa si risveglia, inizia a delirare e dice di aver attraversato mari e montagne. Noi affermiamo di non essere convinti di quanto ci dice e lei insiste, perdiamo la pazienza, ma lei si ostina ancora di più". Della Porta conclude: "Una esagerata bramosia di sensazioni morbose ha talmente invaso lo spirito umano da portare all'abuso di sostanze che la natura mette a disposizione. Di molte di esse riunite insieme sono composti gli unguenti delle streghe, i quali, benché mescolati a superstizioni, mostrano a chi li esamina, che la loro efficacia proviene da forze naturali. Dirò quanto ho appreso dalle streghe. Esse cuociono in un vaso di rame grasso animale stemperato con acqua. Cocendo, l'acqua evapora e nel vaso rimane una pasta, a cui le streghe aggiungono aconito, foglie di pioppo, sangue di pipistrello, solano sonnifero e olio. E' possibile mescolarvi anche altri ingredienti non dissimili. Appena l'unguento è pronto se ne spalmano il corpo, strofinando la pelle fino ad arrossirla, in modo che si rilasci e si dilatino i pori e l'olio penetri più profondamente nei tessuti provocando una reazione più rapida e violenta".

[5]

 

Verbasco e valeriana, sono sedativi

Rospo e fustigato, per ottener veleno

dubbie erbe di streghe, Salice e Cicuta

Luppolo e Colchico, e la Digital confuta

[6]

 

Gli unguenti delle streghe calmano il dolore e spesso lo guariscono, ma sovente danno reazioni tossiche. Molti ingredienti entrano nella pomata con funzione vulneraria (foglie di pioppo), sedativa (solanacee), antiflogistica e antibatterica (olio di iperico) leniscono i dolori, curano i mali dando in aggiunta "sogni dilettevoli" che soddisfano le "bramosie di sensazioni morbose".

In genere gli stati tossici indotti dall'uso di questi farmaci neuropsicoattivi provocano nell'individuo una lacerazione del tessuto connettivo coscienziale fra immagini di origine sensoriale e immagini endogene che si presentano con carattere percettivo e son vissute dal soggetto come autentiche, tanto che sono ritenute immagini reali. Si induce un feed-back positivo: coloro che sono affetti da piaghe dolorose o varie ricorrono alla strega erborista per avere lenimento e questa, nel procurare loro un potente analgesico (ipnotici, tranquillanti, neurolettici) inizia costoro, inconsapevolmente, ai misteri del Sabba, e reiterando, li lega ad essi.

 

La famil di solanacee, usa il triptofano

A produrre l’alcalò, che medicine fanno

Bocca secca danno, e la pupilla dilatata

Pression tachicardia, sete più ampliata

[7]

Il Peperone crudo, contiene capsicina

sapor acre piccante, C antiscorbu vitamina[8]

Millenni avan Colombo, nell’Africa arrivò

d’Americhe a tribù, con scambi propagò

 

Digestiva tonificante, del sistema nervoso

Antiemorragica riduce, stasi perdite sangue

Così è antiemorroidi, unguento interessante

Assieme al tabacco, attraversò l’atlante

 

La prima pian tabacco, naque sul luogo

Dove giovan coppia, ebbe amor rapporto

Il tabacco nativo, è una pianta rivelatrice

Haisa chiamata, quan fumata copulatrice

 

Uomo e una donna, cercavan loro cavalli

S’incontrano per caso, e aspettan ripartir

Assieme sotto un alber, siedono a parlar

Giacer’assieme vanno, com a conversar

[9]

Quando fur rialzati, l'uomo se ne andò

Lungo la sua strada, così fece la donna

La seguente estate, il maschio passo là

Vide pianta bella, un tabacco a vegetàr

 

Melanzana in India, origina poi viaggia

Con gli arabi qua e là, Spagna e Amerikà

Ricche d’acqua sono, uno stimolo pei reni

Potassio fosfor calcio, e A C vitamin tieni

 

Autoimpollinate, ha tannino e color viola

Una forma protezione, da ultravioletti sole

Grand’antiossidante, melanina melanzane verdura-frutta viola, gli antocian san dare

[10]

Epatoregolatrice, della bile e colesterolo

Depurativa è pure, ed è blanda lassativa

forchetta schiacci polpa, con yogurt o sola

per maschere nutrienti, 20 minuti ancora

 

Solanum dulcamara, contiene solanina

così il Solanum nigrum, legger allucinanti

Dàn senso d’ebbrezza, ansia o rilassanti

cefalea ed insonnia, ninfomani eccitanti

 

Atropa belladonna, fu solan sonnifero

Pianta perenne, diffusa in tutta Europa

In macchie radure, su strade boschive

Suoi frutti son bacca, luci nere ciliegine

[11]

Più erbe delle streghe, son di tale gruppo

Tutte dose-dipendenti, bassi-alti dosaggi

Dà euforia e benessere, memoriali sbalzi

Vari tipi spazio-tempo, nei dosaggi bassi

 

Mentre alle alte dosi, appaiono midriasi

Allucinazion delirio, offuscamento psiche

Scende calor e polso, comatosi è la via

L’avvelenato infine, muor per asfissia

 

Dopo grandi dosi (Dose Letale:10-15 bacche), l'avvelenato diviene soporoso, comatoso, la temperatura cade, il polso diviene piccolo e si ha morte con sintomi d'asfissia. La scopolamina è il più velenoso degli alcaloidi della belladonna. Se somministrato a una dose di 0,5 mg., compare uno stato lieve d'esaltazione, inceppamento della lingua, ottundimento psichico, senso di peso al capo, come se vi fosse sopra un corpo pesante; si ha la impressione che una forza invisibile chiuda le palpebre; la vista è confusa, gli oggetti sembran aver preso forma allungata; ad occhi aperti si han varie allucinazioni visive, poi le palpebre si chiudono al sonno, pieno di fantasmagorie. Poiché la sua allucinasi, è più spiccata di quella da atropina, esistono anche allucinazion visive d’indole terrifica e disgustosa, dell'olfatto e del gusto.  Atropina e scopolanina penetrano facilmente per mezzo della cute e della mucosa, con bevande, pomate, impiastri. Penetrano rapidamente anche col fumo delle sigarette antiasmatiche, attraverso i polmoni, ma estrinsecano piena azione se somministrate via anale. Tutti questi modi erano attuati dalle streghe (pomate, fumigazioni, bevande). La dose letale di questi alcaloidi, è relativamente alta; frequentemente, anche dopo avvelen. con sintomi assai gravi, avviene la guarigione. Le streghe, naturalmente, non usavano gli alcaloidi, ma le piante che li contengono. Fra le più note Atropa belladonna, detta "erba delle streghe”. Contiene 0,30-0,80% di atropina nelle foglie, radice e frutto. Il contenuto in scopolamina è scarso ed il quadro di avvelenamento è uguale a quello per atropina. Solo quando si somministra per bocca compaiono nausea e vomiti per azione irritante dei componenti accessori sullo stomaco. Forse a evitare questi inconvenienti, come pure per il rapido assorbimento per la mucosa rettale, le streghe, preferivan l'introduzione via cutanea.

 

Hyoscyamus niger, è pianta biennale

Comune in Europa, alcaloidi nelle foglie

Nei frutti e nei semi, e tien scopolamina

In grado superiore, quindi azion affina

[12]

 

È chiamata Apollinaris, già in antichità

Per la spiccata azione, profè capacità

La usavano le pizie, o sibille oracolari

seguendo prescrizioni, di protocol rituali

 

- preghiere del VI secolo:

“ora voi tutte, erbe potenti invoco

Madre Terra vi generò, ai popoli vi donò

in voi medicina, salvifica condensò

io vi scongiuro, in atto supplichevole

statemi accanto, con forza amorevole ..

“Sant’antogno mio più non dormì

Tre nuvole dal cielo vidi apparì

Una porta acqua, una porta vento

Una porta.. gran tempestamento

Sant’antogno, coll’iniorate sante

Libera le vigne, le case e le campe”

Pioggerella non venì,

San Giovani sta dormì

Su braccia del Signore,

resti l’acqua e venga sole

 

Datur annual’eretta, frutt ovoide spinose

In tutti i continenti, ha foglie scur rugose

Contien atropina, iosciamin e scopolamin

sintetizza radici, ma serban foglie e semin

[13]

Atropina isolata, è più sicura negli adulti

Se in tossiche dosi, sà dar perdita coscienza

Pericolosa nei bimbi, la morte può arrecàr

Morbo Parkinsòn però, gli riesce di trattar

 

Contrast’avvelenamenti, da nervini pesticidi

Ulcere peptiche, diarrea e asma bronchiali

I tropanici alcaloidi, son buoni anticolinergi

Atropin per via intestino, circola più energi

 

Tropanici alcaloidi, del gruppo solanacee 

Datura belladonna, mandragor e giusquiàm

Usati qual collirio, per effetto iosciamina

O simil sapo rospi, sui tagli si strofina

[14]

Datura cur ferite, fratture e antidolore

A seconda dell’effetto, è usata la radice

In forma bevanda, oppur fumando foglie

Mescolat’assieme, per impiastri doglie

 

La Datura stramonium, conosciuta col nome di pane spinoso, erba del diavolo, erba delle streghe, erba dei demoniaci. Oltre ad allucinazioni, provoca uno stato di stupore psichico con amnesia retrograda ed anterograda. Gli avvelenati presentano delirii da ebbrezza lucida ed esercitano differenti atti in modo puramente automatico. Nonostante l'apparente coscienza hanno l'attenzione e la capacità assimilativa totalmente paralizzata. Di questa azione facevano uso, i ladri per stupefare le vittime, od anche per crimini libidinosi. Datura, usata come medicinale o veleno, deriva dal termine indù dhatureas, una banda di ladri dell’antica India che usava la pianta come sopra e come siero della verità; ad Haiti, è chiamta concombre zombi, ingrediente attivo nella polvere zombie usata dalla giustizia tribale, per seppellir la coscienza di malviventi condannati, per un tempo variabile, a servire da schiavi. Quando cessa lo stupore, rimane ancora una certa confusione mentale con tendenza, a riempire le lacune amnesiche con confabulazioni. Tra le descrizioni delle streghe, ve ne sono alcune interpretabili come stati di avvelenamento con stramonio. Pure la leggenda della maga Circe può alludere allo stramonio indicando il veleno usato.

 

Consumano bevanda, radici di Datura

I giovan Tubatulobal, tribù di California

Raffinano la vista, a vedere gli animali

Che diventeran, loro spiriti guardiani

 

Far visita potranno, curar infonder vita

Ideale di visione, che intero gruppo invita

Sinergie coi vari regni, tutti cercheranno

Loro totem poi, uccider non potranno

 

I nativi americani, sanno dell’affinità

Tra lo stato delle piante, e la sessualità

Atto dell'amplesso, e atto d’ingestione

Capace di mutare, la cosciè interiore

 

Datura per navajo, sessuali eccessi cur

Cinque giorni cerimonia, vomito e sudor

L’emetico è prodotto, con piante raccolte

Presso i picchi fallo, Testa Glande forte

[15]

Ambigua datura, potente e pericolosa

Dicon pure gli Hopi, dipende da chi l’usa

Chimon Mana piacente, a caccia d’amanti

Fanciulla miete pazzi, oppure spasimanti

 

Prostitution Way navajo, frenetica magia[16]

Usata per curare, e armonia sociale dare

Con piante di datura, amare e divinare

È l’ultima risorsa, pei ladri rintracciare

 

Ritrovano i navajo, molti tipi di magia

Presso loro feste, cerimonie fier che sia

Profittator d’amore, spruzzano per tempo

Sensi pelle schiena, goccie dell’unguento

 

Per esser liberati, dall’incantès d’amor

Bisogna rintracciar, un curander cantor

Pur il cacciatore, che ricorre a tal magia

Frenetico finisce, ad amar chiunque sia

 

Berdàche dei navajo, conoscono suo ruolo

Datura può stregare, e protegger da magie

In cerimon iniziazione, vìè rito di ciambella

Maestro sputa bolo, dal buco in bocca bella

 

Apprendista allor inizia, a correr delirare

E ridere finchè, riceve pianta antagonista

L’Occhio di Cervo, che inibisce l’atropina

Dop’iniziazione, apprendista è  medicina

 

Bisogna usar la pianta, senz’interruzioni

Così che ti conosca, e male non ti faccia

Interrompi 2/3 anni, non ti riconosce più

Allor la cerimonia, iniziazion ripeti orsù

 

Nel sud California, in riti passaggio

Prendon datura, Toloache in nahuat[17]

Dio Chungichmish, trasmise il rituale

Per dare salute, e vital prosperare

[18]

Svolto all’aperto, febbraio o marzo

Prim d’uso rituale, istruivan gli anziani

Agli adolescenti, canti e storia del clan

E gli obblighi vari, verso la lor società

 

Via dal villaggio, pochi giorni isolati

Fan dramma lezioni, anzian in costume

Mai sonno e più corse, psicofisi pressione

Metton ragazzi, in crescente tensione

 

Psicologico stress, precedente il rituale

Apprendimento rapìdo, in lor età liminale

Rigoroso digiuno, e datur trita in bevanda

Acqua radici gambi, in giorni maceranda

 

In stati incoscienza, si producon visioni

Che posson durare, da 2 a quattro giorni

La pianta potrebbe, dar disordin mentali

Psicomoti disturbi, e cuor spasmi mortali

 

In questo travaglio, acquistano i ragazzi

Gli spiriti guardiani, per la loro protezione

Durante la trance, soprannatural’ incontri

Oggetti ed animali, svelati nei confronti

 

Partecipant a rito, grupp’interpretazione

Scoprono gli anziani, i talenti da visione

Ciascun ragazzo vede, ruolo o vocazione

Tracciato suo futuro, in solchi tradizione

 

Jivaro d’Ecuadòr, Daturan bimbi ribelli

Si che gli antenati, l’istruiscono più belli

Algonchin riti passaggi, reclusi 20 giorni

Consuman wysoccan, adulti son bicorni

 

È culto toloache, tracciato nei rupestri

In piccole grotte, e più rifugi della zona

Rituale ha provocato, la grafica visione

Trascendèn creature, e vita d’interiore

 

Usan i Chumash, datur precolombiana

In segreta sociatà, ch’è Antap chiamata

Tutti i capi tribù, riuniva in aggregazione

Per cerimonie fare, assiem offert al sole

[19]

Momoy nome chumash, è Nonna Datura

Importan divinità, vedova ricca medicina

Capace a far riviver, morti e curar malati

Ber acqua del suo bagno, fa tornar rinati

[20]

Momoy è la guardiana, di riti e tradizioni

Ha un orfano nipote, che alleva da saman

Coyote vecchio uomo, trickster di coscienza

Potente cacciatore, dà datura adolescenza

 

Atropa Mandragora, la sua azione è simile alle piante sopra ricordate. Il succo della pianta fresca, radici e frutta, hanno iosciamine, scopolamina e mandragorina. Provoca allucinazioni, eccitazione maniacale o melanconia e sonno profondo, in genere a carattere scopolaminico. Nota come erba magica, oltre che per l'azione farmacodinamica, per la forma biforcata della radice,  paragonata alla figura umana. Era chiamata infatti antropomorphon o semihomo. Da questo hanno l'origine le leggende sul pericolo mortale di strappare la pianta e l'uso delle radici come amuleti, come pure l'idea che essa sia la reincarnazione dello spirito del fuoco. La Mandragora era anche usata dalle streghe perché contiene gli stessi alcaloidi e per le sue virtù farmaco-dinamiche, che la rendono simile al giusquiamo.

 

Mandragora radice, influenza forze num

Dell'uomo e di Natura, fa spose le ragazze

Aumenta latte in vacche, fortun fecondità

Affari a lieto fine, armonia e prosperità

 

Incanto può svanir, pur s’un can s’accorge

Efficacia poi decresce, dopo sol che sorge

Colta la mandraga, fanciulle s’accarezza

S’abbracciano dicendo, la litania scelta

[21]

 

Matraguna, Matraguna,

  mandragora, mandragora

Marita-ma peste-o luna

  maritami fra un mese

Cà de nu m'ai marita

  poiché se non lo fai

Oiu veni si te-oi ciunta

  io torno a farti a pezzi

 

Frunza verde matraguna,

  erba verde, o mandragora,

Pasere ce esti nebuna,

  Bell'uccello, che è tanto folle

De-mi tot cânti sara pe luna

  canta per me, la sera sotto la luna.

 

Femmina che d’uom, amor vuol provocare

Quan sradica mandraga, nude va spogliare

A suo posto nella buca, vi versa le monete

Cosparge pur di vino, la mandragor sete

 

Fanciulle van in campi con vecchia praticon

Dopo aver mangiato, e danzano quasi nude intorno alla mandraga, s’inchinano scalzate

Li alla mezzanotte, s’abbraccian carezzate

 

Pronuncia praticona, più formule d’incanto

Parlan i compagni, s’abbraccian e si bacian

Fanno del bivacco, la vecchia ha terminato

Iniziano danzar, e terren suo vien scavato

 

Chiave par l’intento, con cui viene raccolta

Attent a non scassare, nessun pezzo radice

S’è colta a creare l’odio, si sputano sul viso

Si scambiano gl’insulti, si picchiano di rito

 

S’è colta per amore, ovvero per dragoste

Per maritar oppure, ballare o far le feste

2 donne pur anziane, digiune van cercàr

Portan pan e sale, e un soldo per trovàr

 

 

In luoghi assai nascosti, la raccoglieranno

Devono spogliarsi, e inchinarsi per 3 volte

Con visi volti a oriente, 3 volte van girar

E più incanti a recitar, al fin di sradicàr

 

Pur senza parlarle, mostra la tua gioia

Finché giudicherai, che sia di buon umore

Bevi mangia accanto, saluta col buongiorno

Invoca qual sovrana, e rivela il tuo bisogno

 

Tu sei regin dei cieli, e radice della terra

Sovrasti le tempeste, e vesti ondose foglie

Sei la Regin dei fiori, ti invoco e bacio terra

Concedi guarigione, che la tua forza sferra

 

Matragun salù, buongiorno mia Regina

E ripete invocazione, rivoltale alla sera

cercato camminato, incantesim hai portato

in bicchiere messo a guarir quest’ammalato

 

Malato beve miele, la vecchia versa l'acqua

Tutta su sua testa, e poi lo spalma in miele

Lega sul suo collo, coton rosso col soldo

Riveste con camicia, il rito par assolto

[22]

3 cucchiai mistura, 3 volte al dì si beve

Ciò dura per 3 giorni, astien cipolla cruda

Non beve l’acquavite, almen due settimane

Né vino birra od altro, per fin 6 settimane

 

Non prende latte fresco, per 4 settiman

Pur cibi zuccherati, intestino a riordinar

Dieta assieme a igiene, e cuor di terapia

Com in amazzonia, accompagna disciplina

 

Se la porti a casa tua, le dai più musicisti

Le rendi onor regina, e mostri volto allegro

Non litighi e non odi, ricorda tal consigli

Lei ti salverà, e ti assegnerà dei figli

 

Domenica con musa, continua deliziarla

Conduci pur persone, per divertir danzarla

Sempre resta allegro, specie di quel giorno

Tu le auguri salute, lei gioia spand’intorno

 

Eu va dau pâine si sare/ io vi don pane e sale

Dar voi sa-mi dati sanatate/datemi forza salute.

Fac cruce si bat matànii/mi segno e mi prosterno

Si pui pâine si sare / ti dò pane e sale

Sa-mi dai leac  / perché tu mi dia guarigione

 

Nasce Matragun, da seme d’impiccato

Pianta erotica regina, procur fecondità

Cogli in intenzione, trasmette al dna

Ritual silenzio e, purezza del sessual

 

Cogli a sua foglia, durante il plenilunio

Paga con qualcosa, se vuoi abbi efficacia

Incantala con danza, di gran venerazione

Suo duplice potere, dipen dall’intenzione

[23]


[1] L’Oppio è l’estratto di teste immature di Papaver somniferum. L'azione dell'oppio, principalmente dovuta alla morfina, è caratterizzata da allucinazioni spesso di carattere erotico, delirii, poi sopore e sonno. Avvelenamenti gravi danno uno stato comatoso, che trasforma in morte. La frequenza delle allucinazioni e dei delirii, negli oppiofagi e fumatori in Oriente, si spiegano con la differente reazione delle razze orientali all'oppio, o con il differente contenuto in alcaloidi, dell'oppio orientale. L'azione principale del nostro oppio si esplica nell'analgesi, nell'euforia, e nell'indifferenza completa verso tutto ciò che non è il proprio "io". In piccole dosi può essere stato aggiunto alle solanacee per calmare un poco la loro azione eccitante. Usato assieme alla belladonna, stramonio o giusquiamo od anche con l'aconito per confezionare i filtri analgesici e calmanti per poter sopportare le torture ed il rogo. L’ottundimento ottenuto con tali filtri analgesizzanti, spiega la condotta di molte streghe ai processi, quando senza alcuna ragione si accusavano di molti delitti che aggravavano la loro pena.

[2] aconitum napellus è pianta erbacea perenne, frequente in tutta Europa su pascoli montani fertilizzati. Tra i suoi principi attivi: alcaloidi diterpenici, napellina, aconitina e i glucosidi luteolina e apigenina. Aconitum ferox, vegetale più attivo: 2gr. di tubero fresco (1-3mg. di aconitina) posson rappresentare la dose mortale per l'uomo. Il veleno penetra attraverso la pelle (anche il semplice mazzetto, tenuto in mano, provoca intossicazioni e dermatiti). Le preparazioni di aconito applicate sulla cute inducono leggera eccitazione sensoriale, cui segue un formicolio e anestesia, disturbi sensoriali, paralisi dei centri bulbari, irregolarità cardiache.

[3] La tecnica di una inversione diabolica del rituale cattolico, come la messa nera che Caterina de' Medici fece celebrare, è attestata per scopi ed operazioni magico-politiche per nulla estatiche. Le cause tecniche della demonizzazione dell'esperienza e repressione e condanna teologica della sessualità furono operate dal cristianesimo imperiale per fini di conquista e possesso del potere temporale, evidente distorsione del modello imperiale astrale. Ad esempio, nella descrizione del Sabba, il bacio

od osculum sub cauda che i partecipanti avrebbero dovuto dare al dio del rito, all'immagine o a chi lo rappresentasse come ufficiante, fu oscenamente distorta. L’osculum era diretto al simbolo di Giano, una maschera che l'idolo o l'ufficiante indossava dietro nuca.

[4] Nel rito Venereo o Afroditico, il centro del rito era costituito da una donna nuda distesa facente essa stessa da altare. La posizione con le gambe divaricate in modo da mostrare il sesso (Pos sacrum, bocca sacra, nei testi ermetici) è quella stessa raffigurata nelle antiche divinità femminili mediterranee. Il rito comportava gli stessi sviluppi del Sabba. Il dettaglio dell'eventuale sacrificio di un bambino dinanzi all'altare, oltre l'idea di una contraffazione del rito sacrificale eucaristico della messa, riporta ai sacrifici e all'effusione di sangue di cui la Dea, in alcune forme del culto antico, si compiaceva, mentre per un altro lato, poteva trattarsi di una tecnica magica intesa a fornire un corpo per la presenza reale di essa in un dato luogo, inoltre, dettaglio importante, si riteneva assolutamente necessario che il rito venisse compiuto da un sacerdote o sacerdotessa regolarmente ordinato/a. La divinità delle pratiche di magia dei secoli XVII-XVIII era di sesso androgino. Si chiamava Astaroth, stessa radice di Astarte, Ash-tur-tu, Astaroth, Astante-Ishtar (nelle lingue semitiche oth è desinenza del plurale).

[5] I composti liposolubili veicolati su eccipienti lipidici (unguento), strofinati sulla pella lacera, piaghe o carne viva, funzionavano più rapidamente che per ingestione o inalazione.

[6] La digitale (intossicazione acuta o cronica) provoca disorientamento spazio-temporale, confusione, afasia, delirio, allucinazioni. I salicilati sono responsabili di confusione, delirio, forme stuporose, mania erotica, allucinazioni. La cicuta terrestre (Conium maculatum) induce paralisi motoria graduale, rallentamento cardiaco, ipossia (insufficiente ossigenazione), eventuale delirio ed  eccitazione, fu la bevanda presa da Socrate. Humulus luppulus, oltre i principi amari, eccitanti della mucosa gastrica, ha un'azione inebriante lieve, produce cefalea, ottundimento e stupore, debolezza delle gambe e sonnolenza. poco velenoso, potrebbe essere stato aggiunto per la sua azione sedativa. Altri autori descrivono, come erbe magiche, l'elleboro e il colchico (Colchicum autumnale), ma la loro azione sul sistema nervoso centrale è legata a dosi troppo forti, che avrebber procurato, prima, gravissimi disordini organici, laddove le piante principali del gruppo tropenico, hanno azione onirica più forte in dosi poco tossiche, e la dose letale è relativamente alta.

[7] Del circa un milione di piante della Terra, 200.000 sono classif. come angiosperme cioè portatrici di fiori, di queste 3.000 specie sono utilizzate per l’alimentazione umana e solo 150 sono oggetto di commercio mondiale (12 o 13 coltivate su vasta scala). Su 5.000 piante contenenti alcaloidi solo 4 sono commerciate su scala mondiale: oppio, coca, tabacco e canapa. La fam. delle Solanaceae include pomodoro, patata, peperone, tabacco, mandragora, giusquiamo, belladonna, datura (stramonium, meteloides, ecc.) e varie brugmansie.

[8] carenza di vit.C provoca lo scorbuto: indeb.muscolare e tendenza alle emoraggie, evidenti su gengive, piaghe, dolori articolari e pallore

[9] il mito degli Hichiti e Creek dell'Alabama, sottolinea come l'atto culminante del coito, avviene in uno stato non ordinario di coscienza così come l’unione della pianta del tabacco col suo alleato sciamano

[10] La melanina è sostanza è presente in frutta/verdura porpora e viola: mirtilli, more, uva, fico nero, cipolle, rape, cavolo.

[11] La pianta intera contien scopolamina, iosciamina, atropina. Nel processo di disidratazione, enzimi trasforman iosciamina in atropina, sostanza delirio-inducente, che a medi dosaggi, produce modificazioni esperienziali (DL: 10-15 bacche)

[12] i sintomi periferici sono simili all'avvelenamento con belladonna, mentre quelli psichici differiscono. La più importante differenza è la maggiore azione ipnotica e il minore eccitamento motorio; si ha la mancanza dello stimolo a saltare, ridere ed altre esagerazioni dei movimenti, si producono cefalea, vertigine, diminuzione della sensibilità, sussurrio nelle orecchie, ambliopia, fotofobia, afonia o laloplegia, diminuzione dell'olfatto, assopimento, sonnolenza con allucinazioni audio-visive, sonno profondo con sogni spaventosi (come con scopolamina) o azione allucinante di tipo Apollinare (producente lo spirito profetico).

[13] Atropina agisce provocando eccitazione motoria e psichica assieme. I sintomi appaiono dopo 5-10 mg.: fuga d'idee, loquacità, voglia di camminare e correre che contrasta con le vertigini, tremori degli arti, andamento titubante impossibilità di reggersi in piedi. Compaiono riso convulso, eccitamento,  allucinazioni audio-visive accompagnate da abolizione della vista, udito e tatto. A volte, il delirio è di natura triste per le sofferenze in mezzo alle quali si svolge, ma può anche essere allegro. Dopo qualche tempo l'irritazione diminuisce, divien stanchezza e sonnolenza. i tropani competon con acetilcolina  nell’occupare i recettori muscarinici. l’intossicazio da Datura può essere trattata da carbonella e inibitori della colinesterasi fisostigmina dell fagiolo Calabar Physostigmine venenosum

[14] Nelle società di cacciatori-raccoglitori, tali espedienti, hanno lo scopo di acuizzare la vista ai fini della caccia. In Inghilterra, a un uomo di 75 anni, sofferente per cataratta senile, per diagnosi, furono applicati sugli occhi, due dischi contenenti ioscamina, pochi istanti dopo il paziente cominciò a lagnare lieve vertigine, si fece inquieto e fu costretto a sedersi. A capo di venti minuti le pupille erano dilatate sufficientemente da permettere l'esame necessario. Minuti più tardi ebbe senso di debolezza spiccata, gran secchezza di bocca con fortissimo sapore amaro, lungo la strada barcollava e sragionava da ubriaco con allucinazione visuale. Messo a letto, fu preda di movimenti incessanti, sguardi sospettosi sotto le lenzuola, dietro di sé e un torrente di parole e giudizi

[15] gli hopi e i navajo fanno associazione tra la datura e il sesso sfrenato. Presso i navajo, vengono strofinati preparati di foglie, radici e semi, direttamente sull’addome al fine di stimolare cura, magia frenetica, visioni e diagnosi. L’attività topica è tipica delle Solanacee tropaniche che venivano usate, anche nell’Europa medievale, per indurre l’allucinazione del volo, come fanno le streghe yaqui, che applicano le foglie schiacciate ai genitali, alle gambe e ai piedi.

[16] La magia frenetica è condannata ma non demonizzata, tesa alla conquista di donne straniere, presenta regole e riti simili a quelli della raccolta ed uso della mandragora in Romania. Andare dalla pianta, pregarla deponendo un pezzo di conchiglia o lignite come offerta, le si chiede il permesso di usarla, strapparla dal terreno, diventar suo familiare corteggiandola o facendosi presentare da chi la conosce ben

[17] gli aztechi la chiamavano Toloache (dal nahuatl Toloatzin “testa inclinata”),; usata come anestetico per dolori forti provocati da un osso rotto, lenire dolori reumatici, sanare contusioni e ferite, ridurre il gonfiore, contro il morbillo e le piaghe di uomini e animali, indurre visioni e diagnosticare malattie, localizzare ladri e oggetti rubati, permettere agli stregoni d’essere portati in presenza dei loro antenati

[18] Nella desertica regione costiera della California meridionale tra i gabrieliño, i juaneño e i luiseño i giovani maschi in età puberale sono sottoposti alla cerimonia iniziatica della datura meteloides dove dopo l’assunzione, ballano freneticamente, cadono in collasso e ricevono l’agognata visione che darà loro un progetto di vita

[19] I Chumash tenevano i loro riti di rinnovamento del mondo in estate, all'epoca del raccolto e al solstizio d'inverno. Un sacerdote antap (potere civile ed economico) dava i nomi ai neonati, riferiva ai capi e distribuiva la datura il cui uso fu associato ai riti di nascita, di cura e per chiedere la pioggia o successo in guerra o nella pesca. Le pitture rupestri della Painted Cave, sull'uso della datura nella società Antap, rappresentano il pantheon chumash con a capo il sole maschil terrifico e la terra nei suoi 3 aspetti: vento, fuoco e pioggia.

[20] N.B.: analogie col mito di Ganesha nato dalle acque del bagno di Parvati. Dathur e Ganja, sono pure due attributi vegetali (maschile e femminile) del dio Siva Rudra.

[21] Se la mandragora è colta per matrimonio, in tutta la Romania, si cantano versi magici con varianti insignificanti, Nella Moldavia (dipartimento di Vaslui) è chiamata Gran Damà' Doamna mare o Imparateasa dragoste (Imperatrice d’amore), ed è utilizzata soprattutto per amore; le donne e fanciulle che ne fanno uso, vestono eleganti (cafetano stil muchomor) e le parlano con rispetto

[22] Nel comune di Doftana si usa la mandragora per curare i dolori alle gambe, mani, reni, mal di denti, contro la febbre e la tosse, si coglie la pianta regina con lo stesso rituale, poi si fa bollire la pianta in un recipiente nuovo e si da bere l’infuso al malato legato nel letto poiché dopo aver bevuto, comincia a delirare mentre, col succo della pianta, si lava il suo corpo contro i foruncoli e ripristinare vitalità. Nella Moldavia foglie seccate e pestate (o bruciate) si applicano sulle ferite o si fanno cataplasmi per gli ascessi e l'idropisia dell'uomo e del bestiame (contrasta i vermi intestinali), ai febbricitanti si applicano cataplasmi sulla fronte e guariscono.

[23] essendo una temuta e rispettata erba della vita e della morte, lo stato emoivo con cui l’approci stabilisce la direzione del suo potere: amor e salute, oppure odio e follia

[24] Core è Persefone, Phersipnai per i Rasna, è la Dea delle danze del fato, i suoi fedeli son detti coribanti quando lei ascende/discende e li possiede, cavalcandoli.

[25] Imperatore monoteista che accelerò la disfatta dell’impero

[26] del reato di omicidio

[27] emette scintille di seme o fallaina (dal greco fallos), che divengono falene (psiche) notturne e viaggiano in cerca d’un corpo per rinascere. Ti=luce, tin=giorno, tivr=luna, Velth-ur-Atin-nas: l’anima del defunto davanti la porta del fiume dell’oscurità (acheronte), nel viaggio post-mortem (bardo) della psiche. Il funerario fungo/lingam di Ermes/Dioniso, indica al defunto (e iniziando), la via del cielo o rinascita dal labirinto del sottosuolo o dedalo di cerchi, dopo l’iniziazione trova il portale di uscita per altri mondi. Sacello è suo tempio

Culti dei Misteri, da Eleusi su ai Sumeri

 

Aldous Huxley: “l'uomo che ritorna dalla Breccia nel Muro non sarà mai lo stesso uomo che era andato: sarà più saggio ma meno presuntuoso, più felice ma men soddisfatto di sè, più umile nel riconoscere la sua ignoranza, eppure meglio attrezzato per capir il rapporto tra parole e cose, ragionamento sistematico e Mistero insondabile che egli cerca, sempre invano, di comprendere..

 

Ad antipodi l’umano, appare sottosopra

Ma in sostanza è dritto, ecco l’apparenza

La mente dell’artista, cambia prospettiva

È realtà essenziale, identica e sconfina

 

Libertà è tessuto, una trama relazioni

Che scegli stabilire, sottostar azioni

Scultura che ti lega, vedi e tiri fuori

Pur se la rigiri, è Massima Bormioli

 

La Pianta centrale, mappa relazioni

Acqua sua sostanza, in alto divien Buiti

Bassa appare corpo, sessual fuoco vitale

agro natur sinistra, a destra edu sociale

 

Lei assiste Identità, e lavor sessualità

Etere Aria e Terra, e Fuoco per curar

Poeti e contadini, coltiva alla Natura

Lei fà la realtà, produce una cultura

 

Nostalgia di origin, stà in orge rituali

In culti dei misteri, streghe sabba vari

Ostinano le piante, comunicar qualcosa

Siamo cibo cura, riparo e sesso forza

 

Là nella stagione, uniamoci d’assieme

zanzar’agopuntura, cambia la tue diete

Ogni farmaco richiede, ritual a lavorare

a scopo direzione, che vuoi tu ricavare

 

Si vive in sinergia, su gaia ecosistema

Il paziente se la sbriga, solo in rete fina

Compensa economie, e social identità

L’unguento lenitivo, di onirica realtà

 

Il desiderio di uscire dal mondo ordinario per esplorare i mirabolanti e terrifici territori

non ancora mappati dello spazio interiore,

è costante che accompagna l'homo sapiens

sin dai suoi albori.

In tutte le culture si è tentato di fornire un contesto adatto agli individui che desideravan affrontare questo tipo di ricerca, che in alcune società riveste un ruolo molto importante.

Dai Misteri dionisiaci dell'area mediterranea,

ai voli magici dello sciamanesimo siberiano,

dalle ardite posture dello yoga indiano alla meditazione delle scuole buddhiste, nel corso dei millenni ovunque nel mondo sono state elaborate tecniche del sacro per render sicura l'esperienza dello psiconauta e della società .

 

L'occidente cristiano, energeticamente squilibrato per aver sopraffatto la sua parte femminile e naturale, ad un certo punto della sua storia ha prima ostacolato e poi ripudiato questa esperienza umana elementare, impegnandosi in un opera di rimozione e di repressione della sfera onirica e irrazionale. Ma negare una necessità biologica, s’è rivelata impresa ardua e un disastro sociale evolutivo.

Rifiutando di venir a patti col proprio inconscio, la società occidentale si è ritrovata orfana di un sano retroterra spirituale e ingabbiata in un pesante feticismo nei confronti della merce.

 

Circoli e movimenti esoterici ed artistici hanno cercato di mantenere aperta la via del sentiero interiore, contrabbandando nel tempo saperi e visioni. La beat generation, nella coraggiosa guerriglia poetica-spirituale, usa in sostanza due strumenti di de-programmazione: droghe psichedeliche e gli insegnamenti delle culture della visione (realtà native e filosofie orientali).

Capaci di indurre nell'individuo un cambiamen della consapevolezza, si rivelaron un lassativo perfetto per l'anima occidentale, un corso evolutivo accelerato per una gioventù disillusa dalle autorità e poco incline a credere alla sola favola del magnifico progresso tecnologico. Scopo e contenuto di tali esperienza sono illimitati, ma le immagini sono la trascendenza dei concetti verbali, del calendario ufficiale e dell'ego identità. Queste esperienze di coscienza espansa possono avvenire in vari modi: privazione sensoriale, esercizi yoga, discipline di meditazione, estasi mistiche religiose o estetiche e diete. Una dose di droga non produce l'esperienza trascendente, agisce soltanto come chiave chimica, libera il sistema nervoso da struttur e modelli ordinari. I beat, ed in seguito gli hippies, hanno intrapreso una spettacolare iniziazione collettiva a base di pozioni.

Questi bizzarri stregoni-alchimisti sono riusciti a rimettere l'occidente in contatto con la propria parte femminile, a riavvicinarlo alla natura. Non è stato un passaggio nè indolore nè facile.

La resistenza e la repressione contro l'uso di queste sostanze messe in atto da var autorità, continuano ad essere immorali nel principio e inefficaci nella pratica.

Una persecuzione che dietro il pretesto di una difesa della salute, è una Guerra Santa contro ogni ricerca sperimentale di autogestione della coscienza estranea ai canoni religiosi e medici accettati dalla cultura dominante. La guerra contro l'abuso di droga, è in realtà una guerra per eliminare, se possibile dovunque, l'uso di droghe non monopolizzabili e incoraggiare dovunque l'uso di droghe monopolizzabili.

 

Dal tempo in cui Eva e Adamo vennero puniti a maledetti dal dio semita per avere mangiato una "sostanza proibita" che, secondo i saggi consigli del Serpente, sarebbe stata capace di aprire i loro occhi, l'uso sacro delle piante, così come ogni altro aspetto dell'approccio magico al sacro, venne brutalmente perseguitato dalle religioni monoteiste. Anche la nostra società positivista tende a irridere come puro parto di fantasia, magari malata, ogni condizione in cui la coscienza dell'uomo si apre ad una realtà "diversa" da quella consueta.

Nonostante ciò, un'indomita avanguardia di esploratori, consapevoli degli stati di coscienza, continua ad intraprende esperienze altre, ricavandone momenti dì intuizione, rivelazione e illuminazione che, se supportati da un buon grado di onestà e di umiltà personali, possono svolgere una funzione benevola e integrativa sulla propria vita e su quella degli altri.

Il cammino per portare l'uomo occidentale, col suo strascico di disastri psichici e ambientali, fuori dalla gabbia del materialismo, è appena cominciato, bisogna vedere se il Pianeta avrà la forza e la pazienza di aspettarlo”

 

 

 

Narra Erodoto, di un culto dei misteri

Fondato dai Pelasgi, in Tracia e Samotracia

Dedicato a un gruppo, di Kabìrim Fenici

Otto Dei del mare, antichi e pur amici

 

È il centrale Eshmun, detto Kadmilos

Pure conosciuto, come Herme Dionìso

Gli altri son Demetra, Core e pure Hades

Furon celebrati, Eleusi in riva al mare

 [24]

Dioscuri detti, a Lemmo Imbro e Thaso

Efeso e Mileto, Teo Rodi Chio e Syros

La gente di mare, a loro è gran devota

Che mitigano il mare, pericoli e alta bora

 

Editto di Teodosio, nel trecen-novantuno[25]

Proibì celebrazioni, più antiche dei Misteri

Santuari son distrutti, ed è la fin d’impero

I Vandali e Alarico, oblian mondo intero

 

Eleusi come Delphi, santuario pan-elleno

Inizia imperatori, tra essi è Marco Aurelio

Che propugnò armonia, uomo con natura

Or inno di Demetra, vita morte c’introduca

 

Narr’Inno a Demetra, nèl VII avan Cristo

che Core la sua figlia, stava presso Nysa

I fiori raccoglieva, con le ninfe di Oceàno

Quand’Ade la rapì in sposa di sua mano

 

Demetra poi scoprì, il via libera di Zeus

Allora disperata, va in cerca della figlia

Vagabonda e giunge, a Eleusi a riposàr

Al pozzo Callicoro, si mascher da mortal

 

Ospitata è dalle figlie, cordiali del re Clio

Seduta e silenziosa, ha un velo su suo viso

Assorta nel dolor, vien distratta da Iambè

Ch’erotica con scherzi, mostra suo sedèr

 

Rifiuta il vino rosso, e chiede il kikeone

Ringrazia gli ospitali, e rivela sua natura

Quindi tempio fonda, a ricordo della figlia

Olimpo vuol punir, il fatto ancor l’indigna

 

Demetra siccità, produce sulla terra

Intera umanità, minaccia d’estinzione

Rifiuta di tornare, fra gli Dei di Olimpo

Zeus propone ad Ade, stagional invito

 

Nel periodo inverno, tien la sposa a sè

Mà nel resto d’anno, Persefone riappare

Fiorisce a primavera, nel mondo vegetale

Demetra soddisfatta, Olimpo và tornare

 

Rivela i suoi Misteri, li affida a Trittolemo

Mister piccol e grandi, l’insegna a celebrar

I primi a febbremarzo, mese anthesteriòn

Epoca che in Grecia, si copre in fiori d’or

 

Son per gli iniziandi, una preparazione

Insegnan mistagoghi, drammi sopra miti

Le gesta di Demetra, Persefone con Ade

Còn purificazione, digiun e danze sacre

 

Gl’iniziandi a Eleusi, riattuano quel mito

Discesa al sottosuolo, in dramà rituale

Lo scopo è stimolare, beatifiche visioni

per l’anima curare, in eterne condizioni

 

Un dramma di morte, e di resurrezione

Del giovane Cabiro, ad opera degli altri

Parla delle origini, di umanità e destino

Celebra fa scuola, dal mar fin al confino

 

La scuola è circolare, due piani d’edificio

Ermetico e ben chiuso, penalità per ladri

Mercati e processioni, spese e pur’incassi

Sono di routine, rapporto ai magistrati

 

Guida un sacerdote, la purificazione

Di tutti gl’iniziandi, segue confessione

Donne e fanciulli, pure sono ammessi

Alle cerimonie, in date e luoghi fissi

 

Il secondo livello, sono i Gran Misteri

Duran’otto giorni, nel mese di Settembre

Percorrono via sacra, trà Eleusi ed Atene

Per esser iniziati, a Misteri di Persefone

 

Inizian ad Atene, con un pellegrinaggio

Diretto verso mare, e prove nel passaggio

Migliaia di neofiti, ciascuno ha suo tutore

Pur semplici curiosi, fanno processione

 

Iniziandi salmodianti, diretti ad Eleùsi

Invocano Dio Bacco, Dioniso dell’estasi

Due sole condizioni, per essere iniziati

Obbligo al segreto, non essersi macchiati

[26]

Passano su un fiume, sopra stretto ponte

Che tra vivi e morti, rappresenta il fronte

I pellegrin raccolti, ora vengono insultati

Da osceni imitatori, a Iambe mascherati

 

A Eleusi giunti a sera, in luogo iniziazione

In folla salmodiante, s’alza e poi discende

Una visione collettiva, di uomini e figure

Forme venerande, immerse nella luce

 

Alla luce delle fiaccole, entrano iniziandi

Nel cortil esterno, a quel Pozzo Callicoro

Luogo del santuario, gaudio di Demetra

Li vedi ora danzar, tra vortici di pietra

 

Narra Euripìde, che danzan pur le stelle

Luna e mare aperto, e le Nereidi figlie

Nei vortici di acque, sono angeli in coro

Che onorano la vergine, còronata d’oro

 

O Tu che guidi il coro, di stelle spiranti

Fuoco sei guardiano, delle parol notturne

Fanciullo sei di Tinia, manifestati d’intorno

Con Tiadi celebranti, in danze di ritorno

 

Uno fa un risuono, di cimbali di bronzo

Un altro tiene i flauti, dal profondo suono

Che riempion melodia strappata con le dita

Un richiamo minaccioso, suscitator follia

 

Il timpano propaga, con forzà tremenda

Mentre alto si leva, il suono della cetra

da un antro segreto, in risposta mugghiàn

Imitator taurini, dal tuono sotterràn

Eschilo (sopra) - Sofocle, Antigone (sotto)

 

Nella roccia v’è la grotta, detta Plutoniòn

Passaggio del Dio Ade, signore degl’infèri

Che porta in oltretomba, Persefone natura

E la cede a primavera, se dissipa foscura 

 

La stanza sacerdoti, agreste Anaktoron

Il Rituale dei Misteri, si fà al Telèsterion

Una stanza ritoccata, quan crescon i fedeli

Qui vedono splendente, la luce dei misteri

 

Portico a 2 colonne, tien semplice dimora

In fondo stan reliquie, ai lati spalti a mura

Il centro è illuminato, da lucerne di candele

È sacra porta a sud, Eràcle o San Michele

 

All’interno del recinto, qualcosa viene visto

Né teatro o cerimonia, bensì una phasmata

Cioè l’apparizione, di Persefone suo spirito

Che dal regno morti, torna al suo convito

 

Il fedele or’esperisce, mistero nei Misteri

Divien colui che ha visto, bandzi o epoptei

Seduto sui gradoni, nel buio più completo

Siedon gl’iniziati, che attendono il kykèon

 

Bevanda di Demetra, viene or mescolata

Dono per gli astanti, può esser trangugiata

Acqua orzo nutriente, e menta stomachica

Con Clavice paspali, dal Paspalum disticha

 

La gramigna del loglio, Erysiphe in greco

È l’aira o rondinella, è Lolium temulentum

È nome di Demetra, con porpora le vesta

Che cresce fra le messi, e facile si infesta

 

La soluzione acquosa, separa idrosolubili

Gli alcalò dell’ergòt, dai tossici insolubili

Dà micro parassita, freddà sudorazione

Nausea e tremore, precedon la visione

 

Pindaro ricorda, che questo è gran finale

Di colpo appare luce, da basso dall’astrale

Esplodono i confini, d’ognì terreno mondo

Tempio dal mistero, s’inonda a tutto tondo

 

Fantasmi che s’aggirano, nel recinto sacro

Dèi scendon l’Olimpo, vengono a profàno

Micro fungo parassita, dà epifania divina

A mangiatori d’orzo, che seguon tale via

 

Come Trittolemo, col dono di Demetra

Divengono iniziati, a mezzo d’esperienza

Potranno ora vedere, segreto l’alternarsi

Di nascita e di vita, da morte rinnovarsi

 

Terra ora si svela, non sol dimor di morti

Ma cibo inestinguibi, riserva di conforti

Di sé e divinità, occasione di scoperta

A trasformar la vita, adulta più perfetta

 

- Hermes psicopompo e culti fungini

Misterico messaggio, in saggi sopravvive

Coi dialoghi Platone, sovente ci descrive

Che gradi di saggezza, archetipi e le idee

Danno form e spazio, a ciò che ci sovviene

 

Grad’uno la myesìs, visione temporanea

Ma poi vien la telete, che par definitiva

Infin v’è la suprema, chiamata epoptia

Nata dall’altrove, natur mito-creativa

 

Demetra e Core, ricordan che l’umano

È legato alla natura, mano nella mano

Cosciente od incosciente, tant oppure poco

Armonizzars ad essa, è giungere allo scopo

 

Capire la natura, penetrandone i segreti

Fa identificare, con essa e i suoi custodi

Nei tempi di crisi, emergono più dubbi

Crollano i modelli, e fioriscono più culti

 

Rispondono a domande, tipo Chi son io?

Dove vado e vengo? cosa è mai la morte?

A soddisfar gli umani, e ritrovar gli Dei

Provano gli artisti, le chiese ed i musei

 

Mira ad un traguardo, l’eleusìn modello  

Spinge l’individuo, a unà trasformazione

Della sua coscienza, per vivere migliore

Rendendolo iniziato, epopte gran dottore

 

Padron d’una visione, unitaria d’esistenza

Agisce in trasmissione, di secoli esperienza

Da un cumulo d’origine, d’intera umanità

Soddisfa pur bisogni, d’estàsi e libertà

 

Misteri Eleusini, esperienza suprema

Celebran Demetra, cioè Iside egiziana

Nascondon la figura, di Dioniso potenza

Osiride egiziano, di straniera essenza

 

L’obbligo segreto, impediva l’esperienza

Fuori di un contesto, di sacra reverenza

Durava mesi e mesi, la sua preparazione

Com ancora oggi, fà arcaica iniziazione

 

È cuor dei Misteri, Ermete o Turms

Mercur messaggero, ambiguo e furtivo

Dio della sapienza, pur della scrittura

Medicina scienza, e musica struttura

 

Felice colui, che ha vissuto tal cose

Quando rientrerà, nel grembo dell’Ade

Dioniso li guida, qual Erme psicopompo

L’enigma canta Orfeo, nell’eco di ritorno

 

Poeta bardo antico, viaggiante dell’Egitto

Che lega nei suoi canti il multiforme all’uno

La cetra è suo strumento, sua vita è ritual

Riscrive la sua storia, per mito riattuar

 

Accolto dai Kadmilos, a Tebe nell’Egitto

Per essi nuovi riti, lui inizia in sincretismo

Inventa nuovi miti, sull’Ade e iniziazioni

A render attuali, percorsi e produzioni

 

Insegna l’astensione, da omicidi alcuno

Vegetariano appare, un Jaina in stile puro

Lo narrano morto, sbranato com agnello

Dono di se stesso, in mito e vin novello

 

Son giunto lasciando, i templi divini

E conduco vivendo, sanniasi sublimi

Divino Zagreus, ora vago ogni notte

Col tirso e con cetra, tra dense forre

 

Incanto or la roccia, e le bestie feroci

Tu vivi e sei morto, quan muori allor vivi

È un antica sapienza, vissuta ai misteri

La notte è la madre, dei Dei desideri

 

Ermes Karmelos, ispiratore dei carme

Patrono delle strade, e caravanserraglie

protettore di ladri, incontri e viandanti

Nutri col latte, serpen suoi danzanti

 

Erme psicopompo, itifallico compagno

Dell’anime farfalle, nel viaggio d’aldilà

Oltre la materia, nel cuor del sottosuolo

Spande col suo fallo, gocce spermaforo

[27]

Heva tua compagna, progenitrice terra

Totem di serpente, t’avvolge in caduceo

Cobra oracolare, sacro a Shiva e Devi

Gaia genitalia, progenie a genius dei

 

In Egitto è Thot, dio anterior diluvio

Scriba delle piante, cui depone effluvio

Le sue conoscenza, le porta suo totèm

Ibis la cicogna, e moglie sua Seshèt

 

Ella apre le storie, le vie d’iniziazione

Sibilla ovver Cibele, che ascolta sibilare

Voce presso un antro, soffio serpentino

Lo danza ballerino, e fa oracol sibillino

 

Gli aruspici in versi, sacerdoti di Horus

Imparan a memoria, e li cantan ai cori

Poi in altra coscienza, rivedono il mito

In pelli di lepre, come Ermafrodito

 

Figlio di Maia, la pleiade d’Atlante

Or sei un eremita, e vivi nel deserto

Aleggi in presenza, poter silenzioso

Sensual femminile, sottil melodioso

 

Sei Ninfa Zoè, desiderio che in canna

Accendi coscienza, divien tutto Pan-na

Fai sintesi opposti, dell’anima e corpo

Riporta al sacello, l’amico tuo porco

 

Culto sacro fungo, chiave dei misteri

Di abissi sotterranei, e fonti oracolari

Lamenti evocazioni, al dio nell’aldilà

Chiedon a Tagete, d’insegnàr di quà

 

Evocare fungo sacro, è necromanzia

Comunicar con fonte, di sapienz’antica

Nekragogos è, condurr’innanzi il morto

Si da interrogarlo, e vivi dar conforto

 

Sciamani e poeti, eroi e necromanti

Visitavano inferno, tornando coi miti

Il santo han veduto, dicea Samuele

Vate Profeta, d’amata sua Israele

 

Il canto o Peana, di Pan od Apollo

Contrasta il potere, nocivo del fungo

Mostràr femminil sesso, libera il fungo

Poiché l’intimità, l’eccita a gran punto

 

L’esser umano, deve indurre pian piano

Il fallo del cielo, stimolarlo all’orgasmo

Canti con danze, e copule tra i campi

Aiutano pure, a farli più abbondanti

 

Se pioggia non cade, Gaia steril resta

Non nascono animali, e caccia s’arresta

La pioggia dei deserti, è fonte della vita

Umidità del cielo, grembo t’ingravìda

 

La pioggia contiene, il germe della vita

Mentre nell’umano, è dato dallo sperma

Emesso dal pene, di dio nel suo orgasmo

Assieme coll’urlo, del tuono di spasmo

 

Scossi sono i cieli, da eiaculo divino

Le labbra lancian verbo, seme novellino

Che viene trasportato, da vento sulla terra

Penetra nel grembo, tra i solchi sottoterra

 

Nell’utero terrestre, avviene gestazione

Sede di sapienza, saliva  umor del seme

Risiede presso Dio, il suono e la Parola

Fiato e peto vita, essenza d’ogni cosa

 

Danze e recitazio, richiamano portento

Le incision rupestri, tracciano l’evento

Dentro eterno fuoco, arde qual vulcano

oceano d’acqua cheta, seminal umano

 

Han piante ed alberi, radici sottoterra

Prendon nutrimento, d’acqua di sapienza

Consumate danno, segreti e profezie

Angeli son detti, tal verdi dinastie

 

Sottrazion di pianta, grazie a rituale

Compiuta senza danno, evita il penare

Se invece le maltratti, senz alcun decoro

Svanisce beneficio, dell’anestral tesoro

 

Profeti e guaritori, or credon lor fiato

A bocca lor che parla, affior insalivato

Il seme del divino, trasmette di per sé

Forza della grazia, per popol sostenèr

 

Davide vuol dire, amante del Signore

Geova Sabaoth, di eserciti e tempeste

Gran fecondatore, dei frutti della terra

Pene eiaculante, che urla e s’accontenta

 

Giuseppe sta per grido, Yahweh Sabaoth!

Sabazio euoi saboi, cioè Ercole con clava

In semitico è marito, signore detto Ba’al

Pastore delle greggi, che vuol moltiplicar

 

Il sacerdote unto, vestito come un pene

Oltrepassava il velo, le labbra di Vagina

Il fallo sacerdote, nell’uter penetrava

E creativo atto, nel fondo lui operava

 

Dio era marito, di Terra e della gente

Sua semenza sacra, disperde era peccato

Così la sua parola, il cui uso era richiesto

Sol se testimoniata, porta frutt’innesto

 

Coiutus interruptus, fu peccato di Onan

Che risparmiava seme, la Genesi racconta

Pur Sodoma e Gomorra, rupper tradizione

D’inseminar le donne, a clan d’ospitazione

 

Respinte indegnamente, furon figlie Lot

Fallire l’obiettivo, vuol dire aver peccato

Seme viaggia su ali, dello straniero vento

Solo ospitale fede, fa fertil seme e verbo

 

Sfortuna sta per grembo, sterile di terra

La santità del seme, è grazia sottoterra

Genera più cibo, per uomini e le bestie

A fin di riprodursi, al tempo delle feste

 

Poi alla loro morte, tornano alla terra

Simbolico rimborso, a ristabilir il ciclo

L’uomo indebitato, al dono del divino

Invoca poi Gesù, Jahvè che salva fino

 

Accade carestia, la vita va a ibernare

Dio quan rifiutava, suo dono seminale

Freno questo dava, all’avidità dell’uomo

A spese dei vicini, giustizia fa rinnovo

 

Il sangue conteneva, il soffio della vita

Spirito che santo, presenta pur nel fungo

Nella consumazione, facean suo sacrificio

Sanar incrinature, tra gli iniziati a officio

 

Piante di sapienza, potean comunicare

Sapienza degli dei, a color che ne bevean

Poi l’uomo infin usò, solo arte scrittura

Uscì dal primitivo, e fu statica cultura

 

È parola scritta, un modo di pensare

Un epoca precisa, che vuole tramandare

Comunicar con Dio, con inni e con azione

Preghiere riti e danze, son sua adorazione

 

È la Parola di Dio, nella forma del fungo

Il figliolo diletto, suo sperma fecondo

Dio fattosi carne, per mostrare la via

Conduce a se stesso, succo ambrosìa

 

È fonte il diluvio, di sperma divino

Uranus o Urea, Dio ciel tempestoso

Detto Ahura-mazda, Yahoo Eureka!

Seme fecondo, parol che procrea

 

Bibbia e vangeli, furon culto del fungo

Il figlio del tuono, da chiesa poi espunto

Rifugiato in deserto, fu chiamato eresia

Sostituito nei templi, da Re ipocrisia

 

Saulo è folgorato, sullà via di Damasco

Da luce fungina, che a occhi chiusi appar

Quando apriva gli occhi, nulla ti vedeva

Và da pio Anania, a capir la storia vera

 

Ai misteri eucarestia, cibi acidi o aspri

Preparan corpo mente, del partecipante

La cura ovver settena, fa gran purificazio

Terzo o quarto giorno, emetico fa sazio

 

Messo tra lenticchie, ovvero minestrone

Il vomito comincia, dopo un quattro ore

Tutta la faccenda, risolve in sette ore

Digiuna sera prima, per evitar malore

 

Il piccolo fungo, al mattino appariva

A calar della notte, decomposto finiva

Più vermi lo avevan, ben consumato

Nemico che uccide, e calore più afo

 

Pan ovvero fungo, Apollo epite Pietro

Facea il grido Peana, eleleu eleleu eleleu!

Cantato al dio-fungo, dai sui celebranti

Quan lo si trova, e raccogl’ansimanti

 

Dovevan fedeli, recare dono al dio

Mangiar morir con lui, in comune rito

Dio la promessa, sempre mantiene

Chi lo riceve, un suo figliol diviene

 

Dio era stato, in mezzo ai suoi figli

sceso alla terra, invocato Alleluia!

lo avevan cercato, colto e mangiato

Per un carpe diem, fu manifestato

 

I dioscur cabiri, funghi di tempesta

Kore e Persefòne, portan la sua festa

Un giorno sono vivi, l’altro son morti

Fertil mitologie, nei culti sono forti

 

Centro sotterraneo, tutto concepisce

Il verbo si fa carne, Dio seme rifiorisce

Disgrega si ricrea, materia nella morte

Tutto si trasforma, nella fornace sorte

 

Le viscer della terra, chiamasi Plutone

Dove vita e morte, fanno la creazione

Muko non appare, qui nel nostro mondo

Se mancan le pioggie, è il divino sordo

 

- Inanna in viaggio nella psiche

Raccontano Sumeri, l’avvento civiltà

Enki saggio vive, nell’acque dell’abisso

Le tavol del destino, lui tien di civiltà

E all’umana specie, tesoro elargirà

 

Inanna figlia d’Enki, è Regin dei Cieli

Ebbe assai pietà, dei popol della terra

Veleggia con sua nave, a casa di suo pà

Accolta è con banchetto, cibo e vin avrà

 

Enki amò sua figlia, oltre la saggezza

Prese ogni bicchiere, vin che lei porgerva

Ubriaco le accordò, qualunque desiderio

Pur tavole destino, e cultural imperio

 

Inanna caricò, gli oggetti sulla barca

E nel cielo veleggiò, ad Erech sua città

Quan sveglio da stupore, Enki rimembrò

Ciò che aveva fatto, ben si rammaricò

 

Trucchi tenta e prova, Inanna gli resiste

Così presso i Sumeri, arrivan le stagioni

L’agricoltore Enkidu, e il Dumuzi pastore

Istruiti e coccolati, le fan favor d’amore

 

Le fecer doni al cuore, di frutti e lana pura

Dumuzi favorito, suo cuor scaldò con cura

Il mito ci ricorda, ogni disputa che avviene

Tra nomadi e stanziali, cioè Caino e Abele

 

Inanna in ambizione, discese al sottosuolo

Nel reàm dei morti, o valle di kur-nu-gi-a

Governa giù di là, sorella sua Ereshkigal

Che sentenzia morte, sua e mondo reàl

 

Al regno dei morti, viaggia lei nel mito

Presso la sorella, rende or suo convito

Regina del Cielo, che lascia il suo posto

È morta tre giorni, questo il suo costo

 

Inanna iniziò, passan tra sette porte[28]

Obbligata in ciascuna, ceder un vestito

Nuda fu alla fine, ai piedi di Ereshkigal

Che presa la legò, chiuse sua vagina

 

Inanna allora muore, assieme la natura

E la Regina d'Est, va in cerca dell’aiuto

Per mezzi del dio Enki, trova soluzione

Lei rinascer può, se ha la sostituzione

[29]

 

Inanna nel sottosuolo (tav. d’argilla sumer del 4000 a.C)

 

Enki dio saggezza, rimedia alla tristezza

Spedisce due creature, per liberar Inanna cantano a Eriskegal, l’aiutano in un parto

Inanna torna a vita, la lun le fa da carro

 

Sceglie poi l’amato, consorte Dumuzì

Che d’allor potrà, regnar il sottosuolo

Mentre ogni mezz’anno, lui risalirà

E all'equinozio autunno, si celebrerà

[30]

Il Matrimon divino, d’Inanna e Dumuzì

festa-del-Nuov’anno, della vegetazione

Dumuzi torna su, dal mondo sottoterra

Pronto a far l'amore, con Inanna bella

 

Tal dramma rituale, nella cultur Sumera

Realizza nel profondo, una lezione intera

La morte non è ostile, al mare della vita

Porta a nuovo ciclo, la vita conseguita

 

Poesia di naturale, avveniment al mondo

Che ben si riflette, su psiche mappamondo

Qui vien rappresentato, dalle sacerdotesse

Che da Sumeria in poi, attuano se stesse

 

Giace in tè profonda, l'ombra sconosciuta

Esercita influenza, sulle scel della tua vita

Porta alla coscienza, e conosci sua natura

Emerge pur nei sogni, o vision coloritura

 

Non sfiora tua psiche, svalutar nomi entità

Potenze se negate, assumon nuova identità

In sintomi converton, malattie del razionale

L’antiche divinità, van drammati a rivelare

 

Filosofi orientali, e psicologi del simbol

Riportan esperienza, di mètafisi scienza

Bilancia la ragione, d’imago ed emozione

Parlerai all’inconscio, senza restrizione

 

Non separar gli opposti, istinti fai fluire

Ignora la tendenza, di eroe autosacrificio

Processo individuazio, di psiche personale

È taoista liberazio, integrale e salutare

 

Trasformazion coscienza, estasi samadhi

Nella meditazio, profonda o in movimento

Saman viver deve, esperienza della morte

Da demoni smembrato, pian oppure forte

 

Deve essere vissuta, in immedesimazio

Bisogna sentir ossa, che rompono lo spazio

Morire per rinascer, e nascer è un morire

Dopo morte c'è, nuova vita in divenire

 

Sembra un simbolismo, religioso invece

Diventa un’esperienza, d’uomo che matura

I Tungusi a diventare, uomin di medicina

Devono trapassar, ritual tale officina

 

Somiglia samadhi, a un coma cosciente[31]

Opposto allo shock, o estrema eccitazione

Prossimità di morte, accomun esperienze

Paura è l’ostacol, che il mistico attende

 

Molte persone, han paura a rilassarsi

Ogni piccol modifica, a corpo o la psiche

Scatena l’angoscia, di paura della morte

Motivo di spavento, d’aprire delle porte

 

Son miriadi modi, cambiar stato coscienza

Stan Groff ci descrive, 4 gradi esperienza

Esteti sensoriale, biografico auto impatto

Simbolico di Jung, transpersonal il quarto

 

Esperienze diverse, vissute in sequenza

Oppur al contempo, o si blocca una d’esse

Successive esperienze, di trasformazione

Arrivan gli altri tipi, di sperimentazione

 

Esteti-sensoriale, vuol dire psichedeli

Comparsa geometrie, di forme colorate

Come imago di relax, dietro palpe chiuse

Innescano pensieri, che fan revèrie pure

 

Esperièn autobiografi, eventi d'individuo

Traumatici o rimossi, associati ad emozioni

COEX condensata, o engram molto forte

Chirurgici interventi, e pericoli di morte

[32]

Estasi oceanica, del feto in gravidanza

Espulsion dal Paradiso, l’utero fa istanza

Pace ora distrugge, esce al mondo ostile

Forze esterne ignote, portano a soffrire

 

Nascita esperienza, è titan sessualità

Aggressivo sadomaso, radice di violenza

Esplode l’aggressione, con autodistruzione

Estasi e agonia, s’ha in nascita tensione

[33]

Transito dolore, incontro con il sangue

Escrementi eccitamento, e libido sessuale

Contien pur la promessa, della liberazione

Trascendenza danza, sacra prostituzione

 

Simbolico di Jung, è l’esperien di sogno

Si vivono parabole, come in un teatro

Emergon verità, importanti all'individuo

Che lasciano trascender, l’ego un attimino

 

Il quarto tipo è, traspersonal coscienza

Oltre tua persona, appar il punto vista

Tu non sei tal tizio, che fa indentificazio

Sei l’uman che và, oltre tuo ego spazio

 

Attingi psiche gruppo, comunitar valori

Senti appartenere, a uman intero gruppo

Cambio di coscienza, emerge con talenti

Emergono casuali, di norma son latenti

 

Dopo il decesso, prendiamo corpo bardo

In grado trascendèr, spaziotempo campo

Viaggi attorno Gaia, ai mondi del samsara

Vediam con occhi dei, o quelli di zanzara

[34]

Soggetti che affrontano, nascita e morte

vedono improvvisi, distorsion della realtà

Organizzazion dell'esistenza, pare loro falsa

Comportamenti assurdi, vedon in comparsa

 

Derivan da paura, di morte o cambiamento

E da residuo trauma, irrisolto della morte

La vita tumultuosa, in competizioni var

Or incubo gli appar, nòn più necessar

 

Sviluppan  legami, con entità interiori

Scopron che visione, material di mondo

Radica in paura, di nascita e di morte

Dopo morte d'ego, gioia vita è forte

 

Passato e futuro, meno del presente

Coazione ad obiettivi, vien abbandonata

Mondo artificiale, appar Divin Commedia

Ercol doma drago, ovvero mondo media

 

L'illusione d’ego, svanisce in un copione

Individuo sperimenta, gioia e la fusione

Apprezza ora la vita, bellezza naturale

Cadono le lenti, che storcono il reale

 

Coscienza infinita, oltre spazio-tempo

Siam or espressione, dell’inter creato

Radice della vita, or si scopre modellata

Da cosmiche influenze, cantata ricamata

 

Facoltà di yogi erranti, i riti per la pioggia

Mediate dal cervello, non hanno origin là

Nascon da coscienza, ch’ego tuo trascende

Quando sesso appaga, e desiderio spenge

 

Limite estremo, è coscien transpersonale

Viaggi oltre te stesso, in menti e corpi altri

In processi di natura, di alberi e montagne

Tsunami ed astronavi, senti dono grande

 

Archetipi han coscienza, possono pensar

Agiscono da sé, senza causa manifestar

Incontro col creatore, estingue sete scienza

È simbolo sessuale, o cosmica coscienza

 

Archetipo produce, costrutti immaginali

Veicolano questi, ogni psichica energia

Capace a favorire nuovi atteggiamenti

Cioè comportamenti, sopra i precedenti

 

Gli archetipi fanno, l’inconscio collettivo

Struttura della psiche, reale e universale

Il vuoto primordiale, è silenzio pien di tutto

Tu scegli una realtà, e lor gli danno frutto

 

Fai collaborar, tuo conscio con inconscio

Accettazion conflitto, che vedi tra l’opposti

Union paradossale, individuazion processo

Ampliamen coscienza, oltre l’io te stesso

[35]

L’energia rubata, nel conflitto opposti

Or s’è liberata, puoi usàr a far creazioni

Accetta ambivalenza, e la conflittualità

Spodesta l’Io dal trono, Sé ha regalità

 

Strutture ricorrenti, le immagini mandàla

Simbol di energia, in mutazio e movimento

Osservati al completo, da varie prospettive

Circolazion del qi, nel corpo e nella psiche

 

Le immagini del mito, proiettano le mente

Archetipiche potenze, che portan luce in sé

Esperienza religiosa, è un fatto soggettivo

Non è sigillo dogma, ma gustar vin vivo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

iniziazion sciamane, Jhakri e Yamabushi

 

Saman parola è, tunguso manciuriano

Colui che sa per mezzo, d’estas rivelazio

Con là sua volontà, contatta altre realtà

Rapporta ad entità, e acquista abilità

 

Collega lo sciamano, mondo delle storie

Ai mali dell’umano, per crear significato

Usà intero corpo, in canti danze e scene

Sveglia la coscienza, e spiriti sovviene

 

Uomo coraggioso, che sfida più misteri

A mezzo della danza, e drammi rituali

Cura depressione, più crisi esistenziali

Laceranti malattie, con arti magistrali

 

Amico contadino, armonia ristabilisci

Medico erborista conosci pian maestre

Spii nella natura, animali eletti a guida

Il fuoco tu alimenti, Gaia in te confida

 

Gli amerin sciamani, usano il peyote

Mentre i sadhu d’India, Ganja fumarote

Quelli di Siberia, ingeriscon muchomor

Fungo canterino, rosso e bian color

 

L'aquila t’insegna, gran volo siberiano

L’orso col salmone, t’insegnano a danzar

Uccelli con le piume, t’insegnano i costumi

Tra i monti del giappone, e forestali fiumi

 

Guarda dentro fuori, verso mar di stelle

Nei boschi d’Amazzonia, bevon medicina

Chiamano Ayahuasca, la liana d’antenati

fusion della chacruna, e Banisterios Caapi

 

Loro abito rituale, corazza anti influenze

È mappa itinerari di cosmo e psi coscienze

Lavorano col clima, e le piogge dei raccolti

La caccia fecondare, assiem uman risvolti

 

Rinnova sciamanismo, è l'ultima speranza

Per riattivar canali, di dialogo a distanza

Con mente di Natura, e gli esseri maestro

Impar a raccontarti, fuor d’ogni contesto

 

Puoi esistere nel mondo, fuor d’ideologie

Abbatti le barriere, di mono strategie

Urge l’assistenza, all’indigeno ch’è in te

Paga un vitalizio, sciaman sarà per tè

 

bimbo che offre dell’uva a un Satiro (Marcantonio Raimondi)

 

Accendi tuoi falò, danza dentro cerchio

Balla ad occhi chiusi, a ritmo dei tamburi

Il moto è curativo, in mezzo alla natura

Legato a nonno fuoco, luna senti pura

 

Ritrova ora il divino, che cura dentro te

Cuor esprime danza, cedigli il permesso

Il gran peccato è, smettere di amarsi

Perder l’autostima, cioè non perdonarsi

 

Saman in cammino, abbandona profeta

Maestri e dottrine, e raggiungi la meta

La morte è tua sola, unitaria esperienza

Risvegliati o re, in neonata coscienza

 

È l’iniziazione, irruzion nel mondo mito

Ci invita a recitare, per fare il nostro rito

L’archivio dei copioni, giace nella psiche

Profonda e collettiva, è una ed infinite

[36]

Coscien partecipazio, a teatro della mente

Svela tua natura, e le stor di guarigione

È viaggio solitario, esperienza personale

Nel fondo della psiche, per rimodernare

 

Viaggio nel reame, di spiriti e antenati      

Duran l’iniziazione, di giovani iniziandi

Psiche in caos, smembramento di certezze

Per vivere un sogno, di teatral fattezze

[37]

Entro ognun di noi, esiste già una mappa

Ignorata pur a lungo, vuol’esser spolverata

Lavoran nella psiche, profonda dell’umano

Attore e guaritore, assieme fan sciamano

 

Scopo d’ogni rito, passaggio o iniziazione

Del mondo della vita, è cambio percezione

Il mondo sovrumano, irrompe alla realtà

Rigenera strutture, coscienza e identità

 

I simboli viventi, una volta risvegliati

Lavorano da sé, dal fondo della psiche

Rivelano una storia, che vuol partecipazio

Al fin di trasformare, inter cosciente spazio

 

È risveglio turbolento, corpo n’è linguaggio

Psicosi temporane, accompagnan processo

Incontri di energie, d’istin di vita e morte

Prima di rinascer, qual essere più forte

 

Impara maneggiar, accesso ad altri mondi

Fai spazio a lor presenza, entro tua cultura

Inizia in una cava, bosco oppur motangna

Gestisci dissociazio, psiche è tua compagna

 

Iniziazione per Jung[38], è confronto col Sé

Che produce individui, coscienti e sbocciati

Eroe o sciamano, dormiente in ciascuno

Se sveglia e rivive, fa umano maturo

[39]

Partecipa al dramma, essenziale del mito

Dai vita a ogni cosa, fai psiche tua sposa

Saprai che fantasia, è processo reale in sé

Mondo spirituale, in psiche e fuor di tè

[40]

Il viaggi dell’eroe, echeggia iniziazione

Viaggia in molti miti, è auto-realizzazione

Il mito ti trasforma, quan l’attivi in rito

Inanna e gli altri dei, vedi là in convito

[41]

Spesso lo sciamano, riattua iniziazione

Prima di una cura, fa rappresentazione

Qui il potere mito, attiva trasformazio

L’eterno ridiscende, nell’umano spazio

 

Alce Nero Oglala, durante giovinezza

Ebbe gran visioni, tenute nel suo cuore

Finch’ebbe coraggio consigli ebbe da saggio

“Danza sulla terra, mostra tuo messaggio”

 

Lo sciamano cura, ristabilisce o aggiusta

Un’interrotta connessione, dell’anima tua

Scova il suo guasto, che in corpo s’incarna

Ritrova sue storie, si fà parte del dramma

 

Quale attor guaritore, rispolver tuo mito

Riaggancia alla terra, fa ponte col rito

Scambia energie, se vuoi farne parte

Il cosmico dramma, risveglia con arte

 

Dioniso accogli, linguaggio natura

È voce animale, di spiriti e stelle

Questi lo pregan, in gran sinfonia

Con grazia di gesti, e pur’armonia

 

Nacque il teatro, da estasi e gioia

Da gesti rituali, per vivere il bello

Accesso ai reami, d’immaginazione

Miracolo vivo, di transustanziazione

 

Il luogo dei miti, è mundus imaginalis

Ha sua coscienza, e una real consistenza

Tua anima lo coglie, attiva immaginazio

Cuore con le ali, sorvol eterno spazio

 

L’anima vi trova, cura e nutrimento

Divino percepisci, estatico ascendendo

La cura è conoscenza, del mitico legame

Tra mondi iperuranio, e terreno dimorare

 

Coscienza di quei mondi, scopr’antico ponte

Nell’anima presente, è a nuova vita fonte

Accresce tolleranza, all’ambiguità binaria

La terra ora è teatro, di vita immaginaria

 

Tal spazio è nella psiche, reame delle idee[42]

Poiché fenomen tutti, ad esse si conforman

Vita propria hanno che in mondo manifesta

Attraverso nostre vite, dolori oppure festa

 

Le storie son create, per noi ad ogni giro

La tua risposta ad esse, fa o disfà confino

Nei riti di passaggio, scopri i loro mondi

Substrato della vita, nulla più confondi

 

Mondo intermediario, tra sogno e veglia

Dramma potenziale, che cerca recitanti

Se capace di pensare, e viver in tal luogo

Alimenti il mondo, e l’energia del fuoco

 

Universo sognato, si lega ai nostri sogni

E a manifesti eventi, intorno e dentro noi

Produce desideri, che vanno ad incarnarsi

Per divenir coscienti, e ci vuol partecipanti

 

L’ingaggio dai reami, avviene giornalmente

L’archetipo di attore, risponde a tale invito

I modi sono tanti, sincronico è l’ambiente

Un vento tra i capelli, un canto ricorrente

[43]

Gesti d’amore, son ritual connessioni

Istintivi e profondi, ai mondi del sogno

Alimentan l’un l’altro, dicon gli Huicholes

Nel “mito del sole”, alimentato dal cuore

 

Discendo a occidente, poiché torno a casa

Le cerimonie che fate, mi mancano assai

Son belle e le amo, e ogni volta rinnovo

Doman tornerò, ad ascoltarle di nuovo

 

Recitando la storia, a mezzo-dì-rituale

Alimentate mio fuoco, nel vostro reame

Il mio sogno cantate, e danzate vitali

Non resisto io vengo, darò seminali

 

Le linee del canto, conforman la terra

L’aborigen le cura, e le snoda cantando

Mantien poi vitale, lo spazio in cui vive

Solo in quel modo, sognar sopravvive

[44]

Vitalità d’ogni luogo, l’umano riattiva

A mezzo intenzione, e co-partecipazione

In cerimonie rituali, cioè in-canta-mento

Di storie ed eventi, che fissan momento

 

Non sottostimare, le tue connessioni

Alle storie che sono, dietro agli eventi

Significano assai, per psiche ed ambiente

Dan senso alla vita, e armonia ricorrente

 

La natur abbisogna, di tua ammirazione

Ritual celebrazio, a non cader noi malati

Mancanza di senso, oggi sforna tumori

Spegne le speranze, sole clima e colori

[45]

Scorriam nella vita, a essa apparteniamo

Tal senso porta cura, all’animo più umano

Risposte al suo creato, rituali noi le diamo

Reciproco rapporto, con essa stabiliamo

 

Se scordi tal rapporto, perdi posto e scopo

La terra appare morta, senz’enzimi e totem

L’anima diparte, il sognare va errabondo

Muore canto danza, muore pure il mondo

 

Sognare far sognar, è incantar ed animar

L’anima è di sogno, e là solo può abitar

È tale sua sostanza, che musica la muove

Sforna la realtà, che sogno poi commuove

[46]

Nei regni immaginali, risiede quel potere

Portar alla coscienza, sàman può insegnare

Natura ascolteremo, che piange a ricordar

Ci chiama alle sue storie, ancora a recitar

 

Ogni cur richiede, una gran preparazione

Diagnos trattamento in dramm’invocazione

Dramma porta i sensi, piano a risvegliarsi

Come nel teatro, la cura è una catarsi

[47]

Attraverso lo sciaman, dràmmatico agire

L’audience può vedere, esser d’altri mondi

Battaglie e pantomime, per demoni epurar

Negli uomini pazienti, partecipi al curar

 

Teatro è antico rito, sciamanico di cura

Attore incarna l’enti, di front a più pazienti

Ricrea sua iniziazione, risveglia le energie

Della trasformazione, che prova trasferire

 

Paura e gioia muove, in mezzo a spettatori

Che inizian a viaggiar, tra lumi compassioni

Cantan la canzone, danzando con costume

Al suono di tamburo, sonagli oppure piume

 

Il buio fa da sfondo, per alba d’altro mondo

S’attiva possessione, a cuor dello sciamano

Il palco è come cerchio, fatto con le pietre

Che invita a rivelare, più spiriti e paredre

 

Ìncontri di viaggio, samano canta intanto

E gli astan presenti, supportan trepidando

Or intrattenimento, conforto e nuova fede

Provano gli astanti, riuniti in quella sede

 

Per aiutar l’eroe, a percorrer strada buia

Gruppo appoggia in coro, con canti ripetuti

Tamburo suon furioso, sale eccitazione

Cresce pur la danza, dilaga la visione

[48]

Nella nostra psiche, singola e di gruppo

Accade il tempo mito, nostro vero frutto

il mito allor c’invita, a ricoprire un ruolo

per salvar la vita, e riportarla a nuovo

 

Rìnnovo del mondo, come di noi stessi

Dipende da creazione, di rituali spazi

Dove l’irruzione, del sacro può accadere

A sostener i vivi, in un tempo a decadere

 

Rapporti tra due mondi, salvano a vicenda

Nostr’anima è nel sogno, cosmica faccenda

Con estasi accediamo, al drama della cura

E scopri che il tuo ruolo, salva la natura

 

Relazione personale, è cuor d’iniziazione

All’esperienza intera, della rivelazione

L’iniziato cambia, lo stil della sua vita

Essa ha contemplato, e ora lei lo invita

 

Cambio di coscienza, produce nuovi occhi

L’ego vien rimosso, dal centro della scena

Divien periferia, in tua psiche quotidiana

Al centro sta mistero, di gioiosa Diana

 

Spiriti dimoran, viventi e non viventi

Volen puoi contattare, fin comunicare

Mutàn la loro forma, veloce a volontà

Per insegnar curare, cioè sciamanizzàr

[49]

Esperir rivelazio, trasforma la coscienza

Psiche normalmente, produce iniziazione

ch’è senso e scopo vita, e personal valori

Senso appartenenza, più interconnessioni

 

Psiche come pozzo, profond’affioramento

Di vitale acqua, che scorre in suolo mito

L’analisi dei simbol, emergono spontanei

Lavorano l’inconscio, iniziazion coetanei

[50]

Eros e Thanàtos, son Romolo e Remo

Universale mito, che viaggia ogni psiche[51]

Libido istin d’eroe, che lotta ad emerger

Da umano inconscio, per vita sorregger

 

Uno volge all’altro, se sciovol all’eccesso

I vecchi del progresso, divoran propri figli

Questi a sopravviver, riscoprono Dioniso

Abbatton loro scuole, fondan nuov’officio

[52]

Sono pur le fiabe, espression del collettivo

Inconscio immaginario, che svela se stesso

Ci parlano di mappe, noi possiam seguire

Duràn la nostra vita, presente o divenire

 

Aprirti a loro storia, è aprirsi a lor’azione

Risuona in nostra psiche, l’immaginazione

Emerge il primordiale, potere di cambiare

Che porta noi ed il mondo, a sintonizzare

 

Racconta l’esperienza, là dalla tua psiche

Che vuol tu sia l’attore, eroe dell’avventura

Psiche è ugual teatro, anima oppur mente

Preparati ad entrare, t’invita certamente

 

È maschera Dioniso, natura della mente

Illusor sostanza, teatral sua fondamenta

L’anima è teatro, con più individuazioni

Il viaggio dell’eroe, ha mille variazioni

 

Ogni storia è, version d’antico dramma

Identico perenne, ogn’anima lo spanna

Modo in cui lo vivi, con enfasi e passione

Di vita mondo e senso, fa rinnovazione

 

Scoperto tale fatto, or recita anche tu

Rispondi con rituali, alla vita d’ogni su

Inconscio tesse drammi, è drammaturgia

Sostanza delle mente, chiamala poesia

 

Le sincronicità, ora iniziano accadere

Rivelano che psiche, è pronta a intravedere

Tra i fatti del presente, coglie ora l’essenza

Vive rabbia e stress, in piena indifferenza

 

Coscienza vien aperta, a spazio di magia

Gli eventi quotidiani, or sembran incantati

Apprende entrare uscire, còn sua volontà

Nei reami paralleli, cioè spiritual realtà

 

Elargito dagli Dei, o più spiriti antenati

Spontàn ereditario, num è sempre dono

Or saper viaggiare, richiede un axis mundi

Trova grotta o selva, per accesso ai mondi

 

Tàmburo che batte, è il ritmò del cuore

Che chiamà ai reami, d’inconsce realtà

Nel buio ti orienta, il cuor mette le ali

Piroga che discende, i battiti maestrali

[53]

Stabilir richiesta, ogni viaggio chiede

Quàl forza che guida, a orientar un senso

Fuoco o le candele, lì al centro del gruppo

È boa sommozzatore, che segnal un tuffo

 

Scendere nel buio, è confrontar problemi

Buiò connette e nutre, con fertìl sapienza

Ti scalda ti conforta, come buon mantello

E tua psiche in esso, scopre suo castello

 

Entrar nella balena, passaggio della soglia

Ingoiato là nel luogo, dellà sua digestione

Avviene metamorfo, immersio nell’incoscio

Discesa in ventre drago, or in modo conscio

[54]

Sessuale riunione, ri-accade dentro te

Tra psiche maschile, e quel femminile

Seme vien piantato, ora è gestazione

Dio rinasce bimbo, in tua sensazione

[55]

Muor il vecchio io, e scopri nuova madre

Oltre tempo e storia, ci aspetta là nel mito

Or vivi un deja vù, poiché t’han risvegliato

Di spiriti or sei figlio, oh giovane iniziato

 

Ogni tempò del mito, da vità alla storia

Storia ch’esso snoda, dalla protostoria

Nulla può resister, fuor della sua tela

Questo è il mistero, che fondo rivela

 

Io sono l’Ayami, dea dei tuoi antenati

Sàrai mio marito, io mogliè che assiste

Ora ti insegnerò, ad essere sciamano

In quanto lì da te, nessùn cura l’umano

 

Ascender o discender, trascendèr la terra

Apprendere natura, dell’anima immortale

Sposare proprio scopo, è incarico al novizio

Mission che gli antenati, dan con sposalizio

 

Divin matrimonio, pontè d’union produce

Unione degl’opposti, in anima tua psiche

“Ho telos ho gamos, misteri d’un tempo

Or tu sei unito, alla realtà sen tempo”

[56]

Parti dell’anima, che lascian individuo

Si dicono perdute, rubate od errabonde

Sciamano allor negozia, per il suo ritorno

Paure traum abusi, scioglie in conscio forno

 

L’aiutano assistenti, cristal tamburi e pietre

Che provan afferrarla, per riportarla a casa

Nuova relazione, col mondo e col tuo fuoco

Vinci depressione, ritrova forza e scopo

 

È difficile e penoso, lavoro di ricerca

Psiche del paziente, ostacola e resiste

Paura tien del buio, resta intrappolata

Traumi del passato, sgancia ed è salvata

 

È gioco nascondino, nei reami della psiche

Spesso è volontario, per sfida oppure lite

Cliente si nasconde, nei reami immaginari

Sciamano va alla cerca, dei suoi legionari

[57]

Quando dentro te, il tempo fa maturo

Accade tal lavoro, spontanea iniziazione

Volente oppur nolente, fuor di tuo controllo

Inizia cambiamento, tuo ego fa uno scrollo

 

L’ego disorienta, e vede ovunque caos

Forze fanno spazio, a più larghe relazioni

Espandon la coscienza, con crisi ricorrenti

Saman è una farfalla, e apre ali bollenti

[58]

Dubbi e resistenze, di fronte a verità

Dissolvon quale neve, a irruzio di realtà

Tempòran dissoluzio di vecchi ego confini

Rivelano chi sei, in più modi sopraffini

 

Come in malattie, intuizione or ti rivela[59]

Vedi attaccamenti, al corpo e alla materia

Il mondo cogli eventi, sincronico t’aiuta

La macchina ti parla, di prossima battuta

 

Per curare gli altri, conoscer devi pene

Apertur a smembramento, scopri chi tu sei

Tuo ego è riassorbito, qual petalo d’un fior

Suo compito l’ha svolto, fotosintè del cuor

 

Ego è un etichetta, e serve in gestazione

Nome e identità, finchè non sbocci il cuore

Al termine dissecca, come i steli al sole

Or cuore sente tutto, nella compassione

 

Il vuoto fa da malta, tra mattoni a secco

I sensi fan confini, dell’ego tua coscienza

L’intenzion del cuore, li forma qual portali

A viaggi fuor dell’ego, o dimension astrali

 

“Io Sono” mi dice, il fiore della Quercia

Tua soldia presenza, polmonare essenza

Sei l’albero maestro, m’insegni dalla stufa

L’ego è un accessorio, il caldo tuo lo fuga

 

Lo smembramento, non è passiva azione

Il cuore dell’attore, è in partecipazione

Offre identità, la sua sola proprietà

Alla gran sorgente, ch’emana la realtà

 

Inanna che discende, muore e sottostà

S’arrende al bardo stato, e paradosso sà

Non ha conoscenze, è l’essere che cambia

Suo cuor samano vola, dall’antico Zambia

 

Velen son trasformati, in nettare nutriente

Suo corpo vien cambiato, in veicolo di cura

Con carne sua banchettan, spiriti su sfondo

Cristo sulla croce, trapassa al mito mondo

[60]

In danza dei Lakota, il corpo si risveglia

Tambur batte veloce, la danza va selvaggia

Scoprono esser fatti, di var più differenze

Vibran ad ascender, là nel trascendente

 

Aborigeni dell’Asia, vivon tal situazione

Mana da altri mondi, porta compassione

Sangue ed agonia, la danza muta in lode

L’estasi ora emerge, là in sofferto cuore

 

Deve l’iniziato, passare sopra un ponte

Trascendere conflitti, per acquisir suo dono

Vincèr contraddizioni, saltar sui paradossi

Unir nella coscienza, coppie degli opposti

 

Imago smembramento, entro nostra psiche

Conciliano nell’uomo, il gioco degli opposti

Ancestral terrore, confronta sen timore

Demone e divino, fan la costellazione

 

Dopo la battaglia, tra l’ego e l’universo

Il poter di guarigione, non vien da identità

Viene da quel , che è lapis filosofale

Dono della grazia, a ego consensuale

 

La via dello saman, corre in solitaria

Lontano dalla gente, viaggi in sofferenza

Umana mente s’apre, accetta la sapienza

La verità si svela, or nuda alla coscienza

 

Ogni viaggio è tappa, segue il precedente

È koan chi sono io, che sveglia la coscienza

Terra s’apre ad uovo, rivela gran dragone

E sopra alla sua testa, ritrovo me signore

 

Il drago emerge piano, maestoso si rivela

Androgino signore, e padron di terra sfera

Ha un occhio di smeraldo, l’atro è di rubino

M’inonda di risposte, pel mio quesito primo

 

Drago rappresenta, mio personal inconscio

Assieme a collettivo, ovver la Gaia psiche

Racconta in un istante, l’inter evoluzione

Custode della vita, qui a far rivelazione

 

Rettile ha le ali, grande è la sua pancia

Contiene i desideri, bisogni e istinti umani

Forza d’universo, contiene e guida ogn’ego

Sorgente d’ogni forma, nulla gli è diniego

 

Vola verso il cosmo, vuol portarmi a casa

È istinto migrazione, innato negli uccelli

Non sono spaventata, arrendo l’esperienza

Sensazion sue sento assiem alla coscienza

 

Inizio a realizzare, di perder connessione

Con l’ego della terra, lui tien forte missione

Separo or dal dragone, da forte sensazione

Torn indietro sola, su ter ho ancor missione

 

Il dragone risvegliato, or rivel tal verità

Sorgente senza forma, e senza identità

Energia ancestrale, latente nell’inconscio

Sveglia pur minaccia, soverchiar il conscio

[61]

Dragone risvegliato, è pur divino nascer

Entro la coscienza, dopò gestazion pascer

È simbolo del sé, oh divin Tagete eterno!

Con stomaco dorato, kundalini più bello

 

Cambia permanente, or ogni percezione

Vien da sottosuolo, in viaggi d’ascensione

Questo è pur lo scopo, d’ogni iniziazione

Riorganizzar la psiche, con la rivelazione

 

Tutto il mio cantare, danzar e far ricerca

Dragon ha risvegliato, esser mio profondo

Rispose a mia chiamata, or cerco relazione

Mi porta verso il bardo, quest è iniziazione

 

Non so se son capace, regger tal sapienza

Dell’anima conoscer, donde viene e andrà

Partecipar al drama, è toccar l’arcaica fonte

La lampada aladino, deflora mio orizzonte

 

Persefone discende, sposa Ade-Plutone

Diviene la regina, che vede ora nel buio

Vede sua bellezza, e poter trasformazione

Scopr’ogni natura, accende in compassione

[62]  

Socrate insegnava, follia è dono divino

Psiche antica s’apre, e storia prende forma

M’ingaggia averne ruolo, mio fato le si lega

Ogni maschera io vedo, drago la dispiega

[63]

Trasmette bocca a bocca, erotica sostanza

Sapienza condivisa, tra spiriti ed umani

Potere è trasferito, per fare guarigione

Parole canto e storie, in manifestazione

 

Il dragon emerge, da terra e da psiche

Autonoma entità, dai primordiali istinti

Collezion pulsioni, e di forze della vita

Da esso differenzia, a seguitar tua via

 

Contiene le forze, creative e distruttive

Ogni pensiero tuo, sposta velocemente

Vuol tua risposta, a poter suo d’influenza

Legge dell’eccesso, né rovesc’essenza

 

Incontra l’eroe, più dubbi e fallimenti

Così nel cuore suo, conserva umanità

Ricorda sempre che, doni non son suoi

L’Ego illude d’esser, dio e tuttì gli eroi

 

Aladino fu guidato, in pancia di dragone

Ricevette suo potere, in lampada stipato

Lampada nascose, nel giardino della casa

Fìnche cuore suo, matur più nul l’intasa

 

Io Lisa parlo al drago, suo àmor avverto

Amor che Gaia terra, donava agli antenati

A lui fondendo poi, n’avverto gran potenza

Ai desideri imparo, a togliere mia essenza

 

Dragon potenza è, connessa con la terra

A femminil e inconscia, oscura sua natura

Che va reintegrata, e risvegliata al mondo

Tu non sei né l’ego, nè drago sullo sfondo

 

Recita con stile, sul palco della psiche

Accade la catarsi, e vinci le tue sfide

Trovi libertà, nel recitar la parte

Recita pur dio, e cura pure l’arte

 

Nei rituàl tribali, pur diventa gli atti

D’un esser divino, fuor di spaziotempo

Il mondo pur rinasce, non sòl iniziando

Caos viene sospeso, sta lui civilizzando

[64] 

Sciamaano, attraverso sua esperienza

Trascende uman condizio, spirito diviene

Comunicare il drama, della iniziazione

è risvegliare pure, poter di guarigione

 

Saman vocazione, restaura connessione

Tra l’anima reame, e sua mito dimensione

Chi ha guardato fuori, non sarà lo stesso

Porterà il divino, senza alcun eccesso

 

Il drago è un cristallo, che riflette la luce

Luce è la coscienza, dagli archetipi svelata

Lui mostra le tue ombre, a fin incoraggiare

La libera coscienza, capace or di librare

 

Simbolo è dragone, di trasformazione[65]

Pur l’apocalisse, rivela un suo copione

Fuor d’ogni giudizio, esprime iniziazione

Dall’attaccamento, alla gioa condizione

 

Tornar a casa sai, richiede integrazione

Dell’esperienza avuta, con studi di ricerca

Sempr’essa vivrà, nel cuor dello samano

Cibo che alimenta, suo mito nell’umano

[66]

In molte culture, v’è la celebrazione

Gruppo unito ascolta, saman iniziazione

Nuovo guaritore, è amato con sua storia

È guida che rilascia, l’erotica sua gloria

 

Kundalin serpente, qualora si sveglia

Viaggia su spina, attivando var centri

Allarga coscienza, in ciascuno d’essi

Lei è sostanza, di quei mondi stessi

 

Lo smembramento, accade in vita

Là sul tuo corpo, e in psichica sfida

Rifonda il Sé, dopo un massacro

L’ego ti muore, e rinasce ora sacro

 

L’ego morente, par fin del mondo

Sebben dietro esso, è liberazione

La paura in persone, fa resistenza

Blocca nel mezzo, d’inconsistenza

 

La forza del Sè, ha un intenzione

Che brucia di te, gli inutili orpelli

Si muove in te, come in un fiore

Alteràn della vita, tua percezione

[67]

È forza d’istinto, risiede in ognuno

Drago dormiente, sveglio per tempo

Più compiti nuovi, attendon novizio

L’ego è rifatto, dopo un supplizio

 

Anziani ora vedo, apparir da ricerche

Ogni epoca e luogo, mi parlano in versi

Mi guidan nel viaggio, a tornare rinato

Uscire dal buio, redento e integrato

 

Ogni buio in cui cadi, è iniziazione

Passarvi attraverso, è vincere dubbio

Se in esso rimani, sei un uomo malato

Mentre se n’esci, sciamano o iniziato

 

Messia riluttate, a volte siam tutti

Paura di usare, fruttuoso guadagno

Tuo cuore si chiude, se non ti perdoni

Dal buio pur esci, usando i tuoi doni

 

Se non usi tuoi doni, gruppo ne soffre

Tu ama il dragone, così come è fatto

Compren l’inconscio, in nuovo rapporto

Toller l’ambiguo, è sarà tuo supporto

 

Kuan Yin bodisattva, cavalca il dragone

Elisir della vita, ha in fior compassione

La paura dissolvi, d’un falso dragone

Ora è Cina taoista, che fa la lezione

[68]

Uomo santo sono, questo vai dicendo

Ubriaco e malizioso, pure tu m’hai visto

Meglio oppure peggio, d’altro io non son

Ma visto ho la visione, e vita mia consol

 

- Yamabushi e Jhakri

Viaggia o yamabushi, là sulle montagne

Asceta ritirato, tra i monti del Giappone

Per esplorar misteri, eterni della vita

Fai pellegrinaggi, i kami là t’invitan

[69]

Salgon i sentieri, antichi gl’immortali

Al monte di Kunlun, al centro d’universo

Culto di montagne, è penetrare ventre

Caverne del silenzio, orgasmo ricorrente

 

Diete senza carni, sen salato e cereali[70]

Duràn l’isolamento, lassu sulla montagna

Mangian le nocciole, e cortecce di pinoli

Gli asceti realizzati, in Asia e tra i maori

 

Doccia alle cascate, è un rito per chiarir

La mente nell’inverno, in un nuovo rifiorir

Capace d’estraniare, dai condizionamenti

Medita in capanne, sen riscaldamenti

 

I yama bushi fanno, la puri-ficazione

Con incensi e acqua, in un calderone

Piante che urticanti, saturan l’ambiente

Dopo l’aspersione, fan danze di corrente

 

Fallo con dragone, custode e protettore

D’asceti ed esercizi, là sulla montagna

Ballata Narayama, è l’odissea dei vecchi

Salgono cantando, à morir tra i picchi

 

Jhakri del Nepal, luna pien d'agosto[71]

Piogge torrenziali, vento fredd’addosso

Al lago Gosaikunda, sacro ai pellegrini

Vado con un sacco, di cibi zuccherini

[72]

Con riso con patate, zucchero e del tè

Son unto con dell’olio, salato per difesa

Contro sanguisughe, dagli alberi cadute

S’infilan dappertutto, cercano la cute

 

Attraverso foreste, dei parchi nazionali

Rifugio degli asceti, e selvatici animali

Suonano i tamburi, nei Nepal santuàr

Jhakri sino all'alba, restano a danzàr

 

Un onda zigo-zago, anime in perpetuo

Colonna di devoti, cammina nel mattino

Viaggiano ad oriente, sul sentier di rose

Sopportano fedeli, hanno cuor di spose

 

Fedel in processione, salgono su ai laghi

Per adorar Kalì, dea mogli madre a Shiva

Son dei delle foreste, maestri di sciamani

Han rosse bianche vesti, cioè color vitali

 

Alcuni salgon scalzi, oppure con digiuno 

Rosari di rudrasksha[73], tridente col tamburo

Ciel di notti danze, con raksi alcol di riso

Colmaci di forza, è il canto su ogni viso

 

All’alba ci si spoglia, lago attrae la folla

La gelida sua acqua, cura chi lo voglia

Il lago Gosaikunda, è Shiva Pasupati

Androgin protettore, d’Himalai elevati

 

Propizio e fausto dio, Rudra è l’altro lato

Terribil distruttivo, specie se scempiato

Nell’estas dei devoti, appare yogi nudo

Androge con criniera, e cobra di velluto

 

Fallo rosso spunta, dall'acqua della yoni

Lingam venerato, in pietra a Gosaikunda

Stress dell'alta quota, e l'acclimatamento

Accende le visioni, e stimola il portento

 

Armonizzar la mente, viene detto kamnu

Sussulti con tremori, è grazia del pianeta

Strusciando con preghiere, i vaginali fori

I tesori nella roccia, fecondano i devoti

 

Crepe di montagna, ventre sua vagina

Pietre insanguinate, del sesso di Kali [74]

Trance è godimento, del mondo con il sè

Un flash di pura gioia, liberazion dal te

 

Ai piedi del Chomlunga, o mont Everèst

Nimba Bosan jhakri, suona il suo tamburo

A Dei della montagna, offre incensi e danza

M’invita a casa sua, davàn calda pietanza

[75]

Rapito fu da bimbo, da un elfo della selva

Gl’insegna lingua uccelli, a diventare Jkahri

Mangia un anno funghi, erbe e selvaggina

Torna al suo villaggio, accolto com regina

 

Folletti d'Himalaya, fuggòn con gli animali

Scacciati da foreste, via via più disboscate

Lascian la montagna, guardiani e protettori

Ferita gravemente, dai suoi conquistatori

 

Imparano i gesuiti, a villaggio Godawari

Usar tamburo bibbia, da jhakri fabbro Kami

A usare canti mantra, per viver intermezzo

Qualunque oggetto può, fungere da mezzo

 

Tamburo viene scelto, sotto ispirazione

Da legno tremarello, o da folgore colpito

Seccato e sotterrato, al sole poi piegato

Con pelle di stambecco, vien ora stirato

 

Su parte femminile, v’è luna piena brilla

Mentre la maschile, tridente Shiva argilla

S’innaffia lo si nutre, con mix di riso e latte

È rito animazione, di voce al tuon tonante

 

Mezzo di controllo, di battito del cuore

Respiro ed emozioni, il viaggio pilotando

Il manico pugnale, ha inciso due serpenti

Mandala ed offerte, attiran pretendenti

[76]

Il mandala presenta, l'ordine del mondo

Psicodramma che, l'anima comprende

Labirin babele, per demoni ed intenti

Cause di malanni, e danni ricorrenti

 

Lo spirito é sedotto, coi doni poi saziato

Col sangue di gallina, viene poi ubriacato

Pèrche mai ritrovi, la strada del paziente

Lì a Godawari, non sfior pur altra gente

 

Malessere o sfortuna, precede malattia

Per causa delle forze, venti umor maligni

Per la dissenteria, e a dolore dare pace

Il tè della datura, è antidoto efficace

 

Mamme con i bimbi, intente ad allattare

Assieme a sfaccendati, imparano che male

Se viene confinato, con stratagemmi cura

Porta a guarigione, curando una frattura

 

Saman cinquantenne, accoglie sorridente

Depresse e possedute, e cur nelle malate[77]

Sofferenza in donne, sfiancate da miseria

Da discriminazioni, e teocratica filiera

 

Figlia di una lotta, condotta in gioventù

A vincer sue paure, di morte e altri tabù

Si isola e si offre, in pasto a spiri vari

3 giorni nelle yurta, digiuna senza pari

 

Visioni di sciamani, tungusi oppur buriati

Si vedon fatti a pezzi, e riempiti di cristalli

Di quarzo poi cuciti, e le donne lì a cantàr

Questo nostro eroe, sciaman grande sarà

[78]

Iniziazion sciamana, è incontro coraggioso

Con morte e malattia, veleni e sofferenza

Lama e altri sciamani, trasformano pazzia

Nel dono del curàr, con forza Qi stantìa

 

L'apprendista solo, va in folto di foresta

Con gli animali vive, fortifica nell'acqua

Apparta tra montagne, e solitar deserti

Sconfigge cicatrici, e porta cuori aperti

 

Sal arrampicando, cammina pur veloce

Risale poi discende, sui fianchi dei pendii

Giunge al parossismo, del suo sfinimento

Di colpo poi cadrà, nel visionamento

 

Sul capo una corona, grida si contorce

Saman con seta rossa, viso si nasconde

Entra nella trance, lamenti animaleschi

Risa d’isteria, e tambur carnevaleschi

 

Presto s’assopisce, prega accende fuoco

Ha mani braci ardenti, vi sputa raksi puro

Inizia poi la cura, i malati stanno in fila

Picchiati massaggiati, dolore sputa via

 

Sputa ogni sozzura, peli e sangue marcio

Calcoli di pietra, strilla piange a strazio

Canta poi soave, suzione ha terminato

Male incorporato, a terra ha ritornato

 

L’anima suicida, persegue due figlioli

Uno trema molto, e l'altro pare matto

Dop’ore di tamburo, e tartassati in cure

Esplodon alla trance, il giovan parla pure

 

In tono del defunto, racconta l’esperienza

Più vecchi annotan tutto, per poi verificare

Gruppo e comunità, nutròn l’anim errante

Accendon un falò, fan cura assai vibrante

 

Spargendo sulle braci, burro latte sangue

All'unisono i tamburi, batton gli sciamani

I figli del suicida, si buttan sui tizzoni

Danzan liberati, tra odor misti a fetori

 

Il corpo sciamano, giovane o vecchio

Danza e risuona, a tamburo di villaggio

Acquista movimenti, di trottol polimorfa

Vola con le braccia, rannicchia come morta

 

 

 

 

Dioniso ci chiama, ai baccanal robusti

 

Zeus generò, quan Moire lo concesser

il Dio con corna toro, e corona di serpenti

Le menadi pertanto, vi cingono le chiome

ad imitar la forza, che cura e le fa nuove

 

Si mostra come toro, serpente mille teste

O leone fiammeggiante, Bacco che sorride

Quan flauto melodioso mormora suoi giochi

in accordo le vaganti, fan sui monti i moti

 

Con scatti la baccante, muove i piè veloci

Chi vuol bere del latte, con dita sfiora terra

E dai tirsi d’eder goccia, prezioso miele pur

Ubriache son di vino, e clamor flauto pur

 

Col tirso vedi una, percuotere una roccia

Ondè ne sgorga fonte, d’acqua rugiadosa

La terra un’altra batte, con ferula comun

Dio manda fuor per lei, sorgen di vino pur

 

Una per un s’appiatta, nei luoghi solitari

Ad assecondar le voglie, di maschi li rinati

affiancano Afrodite, a Bacco aroma intrugli

si stringon nell’amore, uccelli nei cespugli

 

Pur su foglie querce, o dove capitava

Lasciavansi cadere, col capo nella terra

Cercan in foreste, chiome ad ondeggiar

Stranier incantatore, e Cipria da cacciar

 

Da terra Lidia giunse, un mago incantatore

Le grazie color vino, Afrodite nei due occhi

I giorni e notti passa, assieme a pastorelle

Offrendo innanzi a loro, iniziazion più belle

 

Girate allor città, scovan stranier androge

Da forme femminili, che oltraggia matrimoni

Che porta nelle donne, una nuova malattia

Tien pelle di cerbiatto, sua veste sacra viva

 

È Dioniso dio Shiva, scuote la sua chioma

Verso il cielo alto, e frenetico or possiede

Si slancia ad eccitare, con corse le vaganti

Con danze e gridi gioia, le incalza divinanti

 

A Delfi ancor lo vedi, su rocce far la danza

Balzar con torce pino, sul piano tra 2 picchi

Brandir e scuoter ramo, bacchico infuriante

Tal dio è divinatore, quànd’entra delirante

[79]

Euripide, Baccanti 99-104

L’erotico furore, è un uomo arso d’amore

Non pago dell’unione, carnale o sensazione

Va in cerca d’infinito, che sazi le sue brame

Si sposa alla Natura, in copul sovrumane

[80]

 Corè gran Madre d'Asia, tien i coribanti

Spiriti del mondo, antichi assai festanti

Colpiscon di fedeli, le interior coscienze

Rituali possessioni, speciali ricorrenze

 

I terapeuti sacerdoti, di Cybel divinità

Trattan vittime e pazienti, con ritualità

Seguono in tre fasi, incantesimo e rituali

Diagnosi è la prima, con suoni musicali

 

I coribantizzati, reagiscon con prontezza

All'aria musicale, del dio che li possiede

Danzan sotto transe, i gesti del patrono

Che scende dall’olimpo, forte come tuono

 

La diagnosi rivela, il presente coribante

All'origine supposto, dell’atto ch’è flagrante

Ciascuno ha suo colore, e divisa musicale

Parole canti e ritmo, profumo suo speciale

 

Le formule sonore, echeggian contenuti

Le storie sono scritte, nei corpi posseduti

Cavalcano gli umani, entità dei coribanti

S’ingaggia ora con essi, concili riparanti

 

Il sacrificio offerta, è la seconda fase

Poi la terapia-lezione, sarà la terza fase

Patteggia posseduto, ad ottener la grazia

Al fin di guarigione, quindi poi ringrazia

 

Tale iniziazione, conduce a padronanza

D’una possessione, subìta in sofferenza

E dopo alcune crisi, v’è riconciliazione

Placati son gli Dei, con patto di alleanza

 

La danza possessione, è celebrazione pubblica e di gruppo, è liturgica funzione

Gli dei tormentatori, si vuol padroneggiar

Come in un teatro, si vuol rappresentar

 

La danza tormentosa, se addomesticata

Persona fa guarita, la crisi è controllata

Potrà partecipare, al rito conclusivo

Incarnerà suo genio, al circo collettivo

 

La transe primitiva, vera originaria

Tosto facilmente, si può risvegliare

Sorge da energia, sessuale naturale

Bimbo emerg in fasi, e cresce graduale

 

La tecnica è la stessa, varia l’accensione

La vista d’una pietra, l’ascolto d’un motivo

Dapprima movimenti, lenti ed ordinati

Poi accelerazione, dei ritmi sincopati

 

Il corpo col tremore, vive la sua scienza

Erompe nella transe, della sua coscienza

Esperienza originaria, del corpo amoroso

Che accede desideri, in modo più poroso

 

Viaggio di scoperta, interno alla coscienza

Scorre l’amorosa, energia vitale in gruppo

Accetta i movimenti, propri del tuo corpo

Apriti agli altrui, li scopri senza scotto

 

Momento di gioco, di delizia o di festa

Una vertigine breccia, sospende la testa

Indistinto godimento, sé come di mondo

Giubilo interiore, orgasmo a tutto tondo

 

Siamo ora l’ananda, convito di bambini

Che danzano nei corpi, visioni oltre confini

Commediant’ispirati, sdoppiati in sarcasmo

Diam forma energia, al mito nello spasmo

 

Ogni corpo composto, di spazio di tempo

Detto e non detto, d’impulso e represso

Strati di emozioni, di senso e di realtà

Ambigue oppur velate, son complessità

 

Dioniso in ebbrezza, riordina gli affetti

La psiche e relazioni, codifica in effetti

Platon ci dice che, poeta è un posseduto

Da genio della lingua, antico scriba muto

 

Donne normali, in famiglie affaccendate

Attendon la chiamata, come le stagioni

Divin Dioniso irrompe, ciclicamente

Dentro loro case, inaspettatamente

 

Scuote loro corpi, e le anime profonde

Suon di rombi tamburi, riempie la casa

Il disordine emerge, si sciolgon vestiti

Corpi inizian vibrare, d’amor investiti

 

Se la donna resiste, al Dioniso unirsi

Cade ammalata, lei famiglia e villaggio

Follia scende in cura, e tornan primordi

Porta senso e rinnovo, di vita ed accordi

 

È un periodico infuso, di creative energie

Donne tornano nude, da morale ed intrighi

Nasceran nuovi figli, la ragione è dissolta

Pur se nel breve, divin tempo di svolta

 

Processioni baccanti, attraversan città

Accompagnano falli, e tamburi vibranti

Raggiungon foreste, e le grotte i portali

Sott’influssi di luna, fan trance infernali

 

Accedono ai mondi, ai reami d’Olimpo

L’energia della terra, li scalda e rinnova

In cerchio protetto, han sciolto ogni cosa

Tamburi danzanti, nutron Dioniso sposa

[81]

A centro del cerchio, sta la brocca di vino

Bevon spirit e corpo, fertil hanno bambino

Frenesia or le prende, scuote utero e terra

Ogni peso dissolve, istinto primo l’afferra

 

Fan l’amore col dio, mentre l’estasi arriva

Confini dissolvon, tra specie e tra i mondi

I loro occhi fan luce, loro gole fan suoni

Num sale ascende, a far miracol’azioni

 

Dopo tre notti e tre giorni, ecco il ritorno

Esauste e radianti, alle case e al villaggio

Ogni cosa or più viva, rafforzati i motivi

Amanti e mariti, sono amati e accuditi

 

Dioniso fuggì, da oppression di religioni

Nel teatro si nascose, con miti e le visioni

Con erotica energia, e poter di guarigione

E quello liminale, scatenante l’intuizione

[82]

Dioniso in teatro, ancor oggi vi è onorato

Il canto del caprone, tragedia ha ricamato

Ancor è il ditirambo, la danza d’iniziando

Vita morte onora, sua storia riattuando

 

Celebra suo canto, ritorno qual sciamano

Dopo smembramento, e poi rinascimento

Portator della Zoè, manà energia cioè

Fu cura il ditirambo, che grida olè olè!

 

Narra il ditirambo, Titan uman d’argilla

Dipinto bianco viso, smembrano lui fungo

Al piccolo Zagreo, danno giochi a incanto

Lo mangiano bollito, salvan cuor soltanto

 

Dal cuor rinascerà, l’inter Zagreo divino

Titan ancor faranno, lor maschera caolino

Se iniziano un fratello, o fanno loro cura

Invitan l’antenati, bianca maschera l’aiuta

 

A entrar in altri mondi, fan travestimento

A scortar anima persa, senz’impedimento

Oppure per guidare, le anime dei morti

Nei reami di ombre, sen rischiare torti

[83]

Due volte nato, da femmina e da maschio

D’acquà mortal terreno, e divino fuoco cielo

Angizia Dea dragone, androgino sciamano

Migra tra i paesi, con vino coppa in mano

 

Nutrito con il miele, da capre in una cava

Apprende dai suoi boschi, forza della cura

Ha origine da mito, il fallo asse del mondo

Là nell’uter grotta, danza e vola in tondo

 

Cavalca suo totèm, un fallo avente occhio

Luce interna accende, e ogni mal disperde

Emerge come Tage, Erittonio corpo serpe

Albero che in rito, tra i mondi lo protende

 

Sogno seminale, d’un fallo avanti a Jung

Ha occhio prominente, e guida sua discesa

Dove presto incontra, teatrale la presenza

Divino numinoso, lo investe dell’essenza

 

Tutti siam connessi, luì in seguito dirà

Da una vitale forza, movente tra le specie

Archetipo la chiama, questà forza vitale

Analisi coltiva, restaurar l’immaginale

[84]

Dioniso è follia, nel teatro di tragedia

vino e primavera, maschere e commedia

permea la coscienza, dell’estasi è padrone

è star fuori se stesso, rapito in possessione

 

l’io accede all’altro, a mezzo del suo corpo

aperto e sensitivo, è penetrato dalle forze

di vita e distruzione, in estàsi contemplazio

Dioniso lo trovi, nell’erotico tuo spazio

 

Dioniso c’invita, a drammatica coscienza

A far cioè teatro, coi reami oltre la scienza

Sottostanti la realtà, ordinaria che viviamo

Per i rigidi confini, far si che debordiamo

 

Dioniso è pitone, drago-dea d’antica data

Oracol dentro grotte, pitonessa medi-fata

Tesse come ragno, delfin drammaturgia 

Imprevedibile divino, di vision epifania

 

Dioniso coscienza, restaura immaginario

Restando sulla terra, ecologico santuario

Ascolti nuovamente, la voce delle rose

Voce della terra, nei sogni e nelle cose

 

Ci aiuta a ricordare, nostr’intima natura

Che parla stessa lingua, di cosmica fattura

Svegli orecchi occhi, come sciamani fanno

Gli altri dall’interno, conosci senz’inganno

 

Se Dioniso ci guida, possiamo immaginar

Mondo in cui gl’intenti, s’incontran a giocar

Decàde il monopolio, di scrivere etichette

Magia risiede in tutto, non servon vedette

 

Dioniso ci aiuta, a capir drammaturgia

Nella nostra psiche, ci vuole in compagnia

Di spiriti ancestrali, archetipi oppur forze

Per vivere coscienti, più copule rimosse

 

Scoper che sei attore, un fine guaritore

Il mondo dei copioni, divori con furore

Ogni cosa ora t’accade, buia o luminosa

Scatena tua risposta, creativa numinosa

 

Dioniso bambino, accogli nel tuo grembo

Avvertirai l’urgenza, a danzare il ditirambo

Lasci che ti prenda per mano t’accompagni

Maestro lui d’attori, t’iniza a cieli e stagni

 

Paesaggi e territori, dell’anima impensati

Sereni o tempestosi, te stesso han rivelati

Un pianto in gioia allora, emana simultaneo

Dall’estasi tuo cuore, e cuor mediterraneo

[85]

Cultur ch’accetta sogno, vero come scienza

Lavora con le storie, salite alla coscienza

Scopre cuor di psiche, drammatico teatrale

Risponde alla chiamata, ritrovas’incantare

 

Il mondo divien fiaba, vita acquista senso

Risuona con gl’eventi, che le dan consenso

Scopri esser te stesso, salva intero mondo

Accetta la chiamata, gioca in tale sfondo

 

Forza culturale, può esser sciamanismo

Dioniso che torna, e ci spiega l’isterismo

Fornisce più modelli, a psico sentimento

Cultur uman rinnova, nel Rinascimento

 

- Misteri trans-dionisiaci

Più antica forma culto, fu Libero Zagreo

La morte è secòn nascita, di Dioniso cilleo

Agli inferi lui viaggia, per salvar mortali

In comunione s’offre, a renderl’immortali

[86]

L’estasi col vino, e danze più sensuali[87]

Son tantrici percorsi, per unirsi al Dio

è Ade lui notturno, eppur Sabazio orzo

Iniziazion antiche, presiede senza sforzo

[88]

Le feste Oreibasie, assiem alle Agrionie

corteo di sole donne, per montagn e boschi

risvegliano di notte, Divin addormentato

al grido di evohè, orgiastico e sfrenato

[89]

Festività promiscue, pure con banchetti

Fagesie con Nittelie, e notturne Baccanali

Sebben sessualità, è ovunque in liturgia

Non è permesso coito, sennò si esce via

[90]

Il culto di Sabazio, signor di birra e orzo

Rispetto a Zagreo vino, appar semplificato

I Mysti son Saboi, e notturna è iniziazion

Di giorno fan nei boschi, calèn celebrazion

[91]

i Gallae Frigi, di Turchia e antica Roma

Sceglievano gèner, adoran Dea Cibale

Maschi nel corpo, correvan per strade

Gettan genitali, in port’aperte di case

 

Padrone di casa, che accoglie rituale

Lo prende in custodia, sino a guarir

Gallae or riceve, nuovi abiti donna

Veste da sposa, il gruppo contorna

 

Gli Sciti in ritirata, da Siria e Palestina

Saccheggian tempio, di Vener Ascalona

Dea Venere adirata, in donne li trasfoma

Loro e progenie, terran la doppia forma

 

Ippocrate descrive, gli Sciti transessuali

Simili ad eunuchi, ma a causa del divino

In Frigia antico regno, sacerdoti d’Attis

Imitan dio Pino, sott’albero evirantis

 

Cambio di sesso, desider o punizione

Tiresia il tebano, l’assaggia sul Cillene

Incontra 2 serpenti, in amor attorcigliato

La femmina uccide, e in donna fu mutato

 

Fa testimonianza, del piacere della donna

Nel coito è dieci volte, all’uomo superiore

È rimutato in uomo, sempre per punizio

Strano retroscena, d’un indovino sfizio

 

Il mito di Tiresia, ha parallelo in India[92]

Re vien trasformato, per essersi bagnato

Decide e resta donna, piacere assaporato

Quello della donna, è a lui più smisurato

 

Piante uomini e bestie, cambian indòle

Imperatori romani, e il discusso Nerone[93]

Invertono sesso, per grazia o per droghe

Femmine in maschi, maschi in androgèn

 

Pullala Francia, di regnan transessuali

L’Abate Choisy, ambasciatore nel Siam

Si sente esser donna, e scopre bellezza

Nel seno di Dio, e in femminil brezza

 

Famoso possedeva, l’abate Becarelli

Droga che poteva, mutare i vari sessi

Uomini fan donne, donne come maschi

Federica a corte, inganna coit anaschi

 

Traversa ermafrodito, secoli del tempo

Portando idee d’unione, e di separazione

In tempi d’incertezze, fobie e alienazione

Narra lo straniero, e l’idea di perfezione

 

Fluiscono in città, persone assai diverse

Che portano colori, germi e trasgressioni

Metton pure in crisi, i rapporti di potere

Che la bipartizione, sol può contenere

 

Le donne della City, del ceto borghesia

Infrangono i tabù, di sesso e classeria

Accusate di immoralità, o prostituzione

Pel fatto d’indossar, maschilie vestizione

 

Giacomo I, nell’anno mil seicentoventi

Dà predicatori a condannar travestimenti

Nell’Inghilterra, del buon rinascimento

Diffusosi fenomeno, del travestimento

 

Medesimi sospetti, pregiudican gli attori

Si negan alle donne, palcoscenici clamori

Travestimento, confusion e occultamento

Palco offriva bene, androge esaltamento

 

È nelle commedie, l’attor privilegiato

Bene sperimenta, lo stato più allargato

Quando si traveste, in altrà sessualità

Ne scopre i suoi valori, e la mentalità

 

la mascolinità, si specchia nel potere

S’abbiglia con corazza, e rigido vestire

I modi più arroganti, di vari governanti

Dimostrano l’idea, dei vari dominanti

 

Sempre nella moda, anche nel teatro

Ambigui personaggi, creati e modellati

Annaquan l’energie, della trasgressione

così da esorcizzar, paur fermentazione

 

L'androgino è studiato, oppure sfruttato

Da medici antropologi, genetici e scrittori

Divinità e veggente, mostro ed attrazione Tra carovane e circhi, sesso e religione

 

 

 

- Krishna e Dioniso -

 

 


[28] Al primo portale fu fermata da Neti, guardiano che le chiese un pezzo della sua bellezza; a ogni porta pezzo dopo pezzo, Inanna diede i suoi vestiti e ornamenti fin a restare splendida e nuda di fronte a Eriskegal (Kali), dea della morte dai capelli neri, la quale, posati i suoi occhi sulla Dea del Cielo, sospese la sua vita per 3 giorni e 3 notti

[29] Suo padre Enki formò dalle sue unghia due creature, Kurgurra e Kalaturra e le spedì nell’inconscio mondo dei morti con cibo ed acqua per ridar vita ad Inanna, poiché nessuno può lasciare l’altro mondo senza un surrogato che resti nudo nella terra del destino, i demoni seguirono la Dea nell’ascesa al suo regno, e uno dopo l’altro, afferraron gli Dei (frutti di Gaia) che incontravano per ridarle libertà feconda.

[30] la Dea giunta ad Erech, sua città, trovò che il suo compagno Dumuzi aveva preso il posto di Re in sua assenza, arrabbiata per tale presunzione, comandò fosse preso come suo sostituto nel regno di Eriskegal.. Gestinanna, amata sorella di Dumuzi, lo seguì nel sottomondo e ottenne da Eriskegal la vita di suo fratello 6 mesi l’anno si da far fiorire il deserto. Gestinanna è uno degli aspetti d’Inanna, Regina del cielo, è madre, sorella e amante di Dumuzi, trinità del sole capace di portare deserto sulla terra oppure far rivivere la natura stagionalmente.

[31] Marco Margnelli, neurofisiolologo, descrive la fisiologia del sistema nervoso vegetativo, nei corpi dei ragazzi di Medeljugorie, come uno stato di shock clinico senza spavento, vicino alla morte.

[32] Groff chiama collana di Coex (Condensed Experience), eventi biografici dolorosi distribuiti nel tempo storico di un individuo, collegati tra loro dalla stessa situazion emozionale con cui si sono presentati la prima o ultima volta. Facendoli rivivere in ipnosi, arriva al primo di essi che spesso coincide col momento del parto, evento psicofisiologico base dove accade la prima esperienza di pericolo mortale. Buona parte di tutte le devianze, malattie e psicopatologie, sono legate a questo evento che Grof divide in 4 matrici perinatali:  Matrice I, feto che fluttua nel nirvana del liquido amniotico in rapporto biochimico con le emozioni della madre (può essere disturbato da sensazioni della madre che coloreranno il resto della sua esistenza psicologica); fase II, d’improvviso l'utero comincia contrarsi, comincia la nascita con sensazioni forti di schiacciamento e rifiuto (il feto sen necessità di andarsene pena la morte e attende l’apertura della cervice dell’utero). Fase III, passaggio del tunnel +/- elastico attraversabile solo con grandissima fatica e rischio della vita (prima iniziazione), avvengono cose in sinergia con la madre, se la madre è angosciata, spaventata, incapace di collaborare, cominciano difficoltà che possono portano ad anestesia per cesario che darà il primo imprinting di dipendenza alla psiche del feto. IV fase, il feto uscito fuori, è messo in un ambiente ostile freddo, affollato di persone, sculacciato a fare l'urlo e gli viene tagliato il cordone ombelicale, altro trauma con dolore psicologico vissuto come ulteriore  rifiuto della madre.

[33] Nell’evento della nascita, il paassaggio alla IV matrice è sperimentata come se si venisse sacrificati alla dea Kalì, o nelle fauci del Dio biblico Moloch, il viaggio nella madre, giunge alla fine, il mondo pare collassare, è la catastrofe o morte dell'Io. La rinascita può esser sperimentata come unione con Osiride, Dioniso, la Fenice, Cristo, Prometeo. Le entità adirate, impressionanti e terrorizzanti sono simbolici portatori della morte dell'ego, un passo necessario per iniziare il cammino spirituale o della seconda nascita. Ciascuno ha accesso ai temi archetipici di tutti i tempi e di tutte le civiltà

[34] Origene, uno dei padri della Chiesa cristiana, speculò sul ritorno dell'anima sulla Terra, i suoi scritti furono condannati 2 secoli dopo. Esperienze collettive e razziali dall'inizio del tempo, sensazioni e dejà vu di eventi passati, posseggono un alto potenziali di guarigione.

[35] Jung suggerisce di scomporre la realtà in coppie di opposti, si da far emerger alla coscienza i sensi dell’esistenza, il metodo da lui seguito è l’amplificazione o cassa di risonanza che sfrutta concordanze e analogie per decifrare i sogni in immagini di significato.

[36] Nella iniziazione lo sciamano è attore/guaritore, cura se stesso e il mondo recitando nel dramma fantastico del mitico eroe, incontra la  morte e rinascita, battaglia con demoni e malattie, supera prove di resistenza e coraggio, intercede per altri, e alla fine, un portale sarà aperto tra i mondi  magici del mito e il mondo ordinario.

[37] Lo sciamano nella civiltà moribonda, è spesso un uomo spiritualmente senza casa, le sue esperienze e visioni  vissute nelle iniziazioni son spesso viste come processi patologici o demoniaci da psicologi e clero, quindi abusate o distorte.

[38]C.G. Jung attraversò nella sua vita diversi periodi di crisi psichiche con esperienze e visioni mistiche che lo misero in contatto coi processi trasformativi dell’inconscio profondo che lui rispettò in quanto entità autonome e le accolse in sé. Realizzò i pericoli insiti nella relazione con la sorgente delle energie psichiche che scoprì risiedere nell’inconsc. autonomo

[39] 3 fasi comuni dei riti di passaggio: separazio dall’ordinario; transizione da novizio a saman; inclusione nella comunità come nuovo intermediario tra le realtà. Tappe dell’iniziazione saman: chiamata, sacro matrimonio, smembramento, discesa agli inferi (drago), doni di cura, ritorno festoso a casa.

[40]Jung: la fantasia è un entità psichica reale, in quanto accade da sé, se tu poni te stesso nel dramma così come sei, avvii il processo di individuazione, ogni essere o cosa che incontri è partner nel dramma della creazione che man mano ti si svela. Levi-Strauss: il tempo del mito/sogno necessita attiva partecipazione per sostenere energie creative capaci di curare.

[41] Gli antichi rituali iniziatici greci erano designati per maturare la percezione individuale su vita e morte.

[42] Gli Aborigeni Australiani chiamano tale spazio jukurpa, la terra del sogno che vive oltre la superficie di tutti i fenomeni visibili, in costante attesa di esser risvegliato nella sua forma terrena; per loro, creare è risvegliare, pertanto, ritengono essenziale incorporare il jukurpa nella propria coscienza.

[43] Osserva emozioni e gesti inconsci di rispetto per un tuono, l’eco, il mistero dei tramonti, ecc. Nell’evento sentiamo che c’è qualcosa di più che risveglia nostre rituali risposte.

[44] Gli aborigeni sanno che se smettessero di cantare, gli antenati partirebbero, il potere sognante (latente) contenuto nella terra cesserebbe e tutto perirebbe.

[45] Jung visitò gli indiani Pueblo nel New Mexico e realizzò che la conoscenza monorazionale non ci arricchisce, bensì ci rimuove sempre più dal mitico mondo nel quale una volta eravamo di casa per diritto di nascita. “La tua pratica rituale o religiosa alimenta la psiche del mondo. Percepire il proprio senso mitico, fa esistere il mondo in pace e bellezza” Jung

[46] Lo sciamano è maestro di gioco, danza e canto nel terreno della sofferenza umana, tramite tali atti, le persone son risvegliate dall’incubo della malattia, il mondo è rivelato, ricordato e celebrato come paradiso.

[47]Aristotele: Catarsi è purificazione rituale dove vengono eliminati escrementi ed umori patogeni del corpo e preocc. della psiche-anima, ripristinando il naturale fluire del Qi. Rasserenamento da turbolenze subite inconsciamente, l’arte secondo Aristotele, ha funzione catartica poiché aiuta l’uomo a comprendere se stesso, lo educa e lo forma; poesia, musica, danza, dramma, liberano temporaneamente dalle passioni che agitano la psiche (citta-vritti); rappresentandole al di fuori, portano a conoscenza degli effetti che di solito suscitano. Il teatro ricreativo ha radici nella ri-attivazione dell’esperienza iniziatica dello sciamano che discende nella psiche umana per rinnovarla e riconnetterla all’anima del mondo.

[48] Il gruppo entra nel dramma iniziatico appena lo sciamano rimette in scena la propria esperienza iniziatica, cioè la crisi iniziale che rivelò la sua condizione, il gruppo sintonizza cuore ed occhi, con quelli dello sciamano e, in empatia, lo supporta con scintille di luce nel viaggio di a/r alla ricerca dell’anima del paziente e nelle lotte e negoziazioni.

[49] gli spiriti, visti come esseri/enzimi ancestrali, (es. Tago e Juremà, spirito di terra, e acqua cabocla), possiedono rivelano verità in forma poetica, cioè puntano ad altro simbolo rispetto alla forma in cui appaiono nel dato momento di rivelazione.

[50] L’analisi junghiana nel trasformare l’inconscio, è analoga alle cerimonie ed iniziazioni religiose, in quest’ultime, la produzione di simboli spontanei della psiche è sostituita da un set di simboli deliberatamente prescritto dalla tradizione, ma alla fine l’intero simbolismo dell’iniziazione accade, se le forze archetipiche entro la psiche sono indipendenti da  dogmi religiosi e condizionamenti culturali, portano gran potenziale per lo sviluppo dell’anima individuale. Nelle iniz.sciamaniche le immagini e le storie che spont.si svelano, sono ripetute con poche variazioni, in individui di altre culture ed epoche, Anche le fiabe collettive, contengono schemi iniziatici vissuti dallo saman, se raccontate,  continuano, a livello inconscio, a fungere da mappe d’orientamento per la psiche e, produrre crescen maturità.

[51] Tale mito presente nell’inconscio e assimilato nelle religioni e nella poesia epica, è divenuto un dramma di  maturazione individuale, rappresentato a teatro e nel cinema

[52] Evento psico-sociale ricorrente ben descritto nel mito greco della Teomachia, lotta di sopravvivenza fra generazioni sradicate

[53] Sloan: “il primo viaggio, spesso nel sottosuolo, permette di scoprire il proprio animale totem, una delle forze spirituali che di solito emerge nei momenti difficili o dopo malattie”

[54] Il pericol di perder la via nelle regioni vietate è grande, ma grazie alla sua iniziazione e ai suoi spiriti guardiani, lo saman è capace di sfidare il pericolo e avventurarsi in una geografia mistica. Dio abita là, dove tutto è già accaduto e conosciuto, tale mondo parla con la lingua di un antico dramma.

[55] In molte società tribali, gli anziani accompagnano i giovani iniziandi in una capanna nel profondo della foresta, la in fisico e psichico isolamento, i novizi confrontano tutte le loro paure e demoni dell’oscurità, assistendo alla morte del loro io infantile e rinascendo come adulti. La magia vive nel buio (ventre del drago), sotto forma d’immaginazione; antico riparo, caldo e accogliente, dove riformare e partorire le idee.

[56] In tutti gli antichi culti dei misteri, obiettivo d’iniziazione è l’unione dell’anima umana con lo spirito di Dio/Dea, in un sacro matrimonio che porta immortalità e rende 2 volte-nato.

[57] Spesso vi son lacrime, è richiesta forza d’animo e pazienza

[58] Una parte è pronta ad arrendersi al lavoro di pulizia imminente, mentre un’altra parte difende il vecchio io dalle forze di riconfigurazione. Le crisi della vocazione sciamanica rasentano la disintegrazione della personalità e la follia intese come morte iniziatica o ritorno al caos originario da cui  vien la nuova personalità; l’ego storico è riassorbito dal cosmo.

[59] Jung parla della sua malattia, quasi fatale, come di un esperienza inestimabile che gli offrì l’opportunità di sbirciare oltre il velo delle apparenze, completo nudo e libero dal giogo dell’ego, moderna esperienza di estasi saman e scopo del processo d’individuazione.

[60] Eliade: il candidato vede come gli spiriti tagliano la sua testa, smembrano il suo corpo a pezzettini che distribuiscono agli spiriti delle varie malattie, solo così, lo saman ottiene il potere di cura. Senza cosciente integrazione (esser testimone) di tali esperienze nella propria personalità, il cambiamento appare sconnesso, senza senso di continuità e significato per l’individuo.

[61] Sloan: “quando tale catastrofe accade, l’individuo va in disintegrazione, la sua psiche è sommersa da molti contenuti arcaici incomprensibili. L’arte è una via di cura indiretta, poiché guardar direttamente Dio, in un esperienza di rivelazione, acceca la vista razionale”

[62] “Il viaggio nell’Ade è penetrazione dell’oscurità e del bel mistero della morte, è potere che aiuta a navigare tra pericoli e a sviluppare una relazione matura con la forza kundalini, percependo ora la forza ambigua di creazione e distruzione, risieder naturale nella nostra psiche e in quella del mondo”

[63]Sloan: “Ebbi la sensazione che una parte del mio cervello si apriva e qualcosa di fisico e vivo si risvegliava. Le immagini emergevano ora direttamente dal corpo, poggiando le mie mani su quella parte della testa, sentivo la stessa sensazione roboante che accompagna il volo del drago, vero maestro dell’umanità che risiede in tutte le forme di vita”.

[64] Nei riti di riattuazione, ogni iniziando assume un ruolo, gli eventi del mito sono ripetuti e il dono della civilizzazione riappropriato. Beneficia l’individuo, la società e il cosmo.

[65] Nel taoismo cinese, passare il ponte del drago, significa completare un passaggio iniziatico. in Cina tale frase, allude oggi, anche al passare vari esami o gradi di maturità.

[66] Harner: uno sciamano maestro, proverà sempre a integrare ogni sua esperienza, nella cosmologia desunta dal suo stesso viaggio, la via del suo cuore non ha nome nè religione.

[67] Tutti i punti di riferimento precedenti appaiono distrutti, se ti arrendi e resti osservatore, aiuti il decorso dell’esperienza, guidata dalla forza del num, qi, kundalini o mana interiore

[68] Secondo la teoria taoista, l’uomo nacque dal dragone che vive nella terra e nell’universo, egli ha cura di noi ed è il messaggero tra gli umani e i cieli. Il tuono è il suo volteggiare. La lotta per recuperare il giusto e sacro rapporto con lui, il serpente e il sentire femminile, è ormai di tipo culturale. Quan riscopri e usi i tuoi doni, molti sintomi e disfunzioni psicofisiche scompaiono.

[69] I kami sono energie della creazione, risiedono in uteri pietra

[70] la teoria taoista dei tre vermi, sostiene che il corpo umano è fin dalla nascita preda di tre energie distruttive il cui cibo prediletto sono 5 cereali: riso, frumento, miglio, orzo e avena.

[71] Jhaknu, nella lingua nepali, vuol dire sbirciare, spiare. Jhakro é la capigliatura lunga e spettinata e il cespuglio incolto; Jhakri è lo sciamano, un uomo selvaggio e  ribelle dallo sguardo limpido e intenso che curiosa nei misteri della vita, rispettato e benvoluto, è prete ed artista, guaritore psichiatra e contadino, capace di mediare tra il singolo e la comunità, comunica coi morti, demoni e spiriti dell’intera natura. In Nepal nel 1980 vi erano seicentomila sciamani Jhakri, oggigiorno, le vocazioni Jhakri sono in crisi..

[72] In luglio/agosto, nelle valli del Nepal vi sono monsoni e frane, l'uomo resta solo e indifeso fino alla luna piena, quando gli Dei tornano nei dharamsala (dormitori).

[73] Elaocarpus ganitrus, usati come scacciademoni e pensieri

[74] Dea del tempo e della distruzione, ha capelli corvini, occhi scintillanti, seni e lingua penzolanti, danza ornata di teschi.

[75] Un piatto di  Dhalbat (riso e ceci), e formaggio affumicato

[76] Ritte Kami invita alla sua puja, demoni terrifici causa di malattie, li attira con mandala ragnatela fatto di disegni colorati, fiori, offerte di riso, monete e lumini al fin d’isolarli

[77] Bhudi Lama va in trance con un mantra ipnotico e poi sfiora con la lama del coltello rituale, schiene curve e dolenti, ventri gonfi, ferite infette e seni vuoti che non vogliono dare più latte. Nei casi gravi cura a suon di ceffoni e strattoni donne che si divincolano a terra come serpi.

[78] Eliade: nella loro iniziazione, gli sciamani tungusi e buriati, sognano d'esser fatti a pezzi mentre attorno, le donne e le fate cantano: il nostro sciamano risusciterà e ci aiuterà.

[79] Erodoto, 4, 79 “gli Sciti biasimano i Greci riguardo alla frenesia bacchica: dicono infatti che non è ragionevole trovare questo dio che induce gli uomini alla follia… ci deridete per la nostra frenesia bacchica e perché il dio ci possiede, ora questo dio ha preso anche il vostro re, e costui infuria ed è folle per opera del dio… ora, chi di voi è pronto, può essere iniziato, ai misteri di Dioniso frenetico”.

[80] l’identificarsi dell’uomo con la Natura, questo suo farsi natura (jivan mukta), gli permette di sperimentare il grado più alto di libertà: l’accettazione della necessità delle cose e del destino del Tutto compreso il rogo a campo dei fiori.

[81] Nutrono e allattano Dioniso infante, e, quando adulto, si preparano a riceverlo come sposo nelle nozze spirituali (hierogamos), poi, miracoli e azioni operan tra loro.

[82] Nel 398 d.C., il concilio di Cartagine scomunicò chiunque andasse a teatro piuttosto che in chiesa nei giorni sacri e proibì i sacramenti agli attori che non rinnegavano la professione, ma, il teatro resistette, come arte e cura, per le anime della comunità. Dioniso come dio della catarsi estatica, veniva celebrato col rito del ditirambo, cantato da un coro di 50 satiri mascherati, dove Dioniso cambia forma molte volte, prima di venir ucciso e smembrato come toro; l’esarchon o leader del coro, risponde alle domande cantate dal coro, da tale dialogo nacque poi, la  forma teatrale della Tragedia.

[83] tra i Goldi dell’Altai, lo saman psicopompo spalma il volto di grasso per mascherarsi e incarnare un mitico antenato. Il satiro è immagine dell’antico saman mediterraneo e dei mitici antenati che possedevan gli umani con spiriti totem, divenuti poi, santi protettori. I giocattoli dei titani sono lo specchio (per vedere nei reami), il rombo del toro del cielo Tien (per chiamare gli spiriti), le conchiglie divinatorie e la mela d’oro.

[84] Hillman: Lo scopo della psicoterapia è un lavoro di restaurazione delle realtà immaginali del paziente e sviluppo di un sentire attraverso la coltivazione dell’immaginazione.

[85] Jung: il diretto contatto con immagini e simboli, nel sogno lucido dell’iniziazione, posson produrre trasformazion di coscienza, la rivelazione personale è unica mentre i simboli e motivi sottostanti, emergono spontanei nella psiche di culture ed epoche diverse, pertanto tali esperienze sono universali, non confinate in nessuna cultura, religione o tradizione particolare ma son accessibili a tutti. Durata e significato della trasformazione, è proporz. al grado di coinvolgimento e risposta cosciente ai simboli e storia che da essi scaturisce nelle visioni spontanee.

[86] I misteri di Dioniso Zagreo sono la più antica delle forme religiose sorte intorno a Libero. La morte, la seconda nascita di Dioniso e il suo viaggio agli Inferi per liberar e resuscitare Semele, rappresentano il potere del Dio di salvare i mortali. Ai Mysti, detti Bacchi, è concessa la vita ultraterrena, nell eterna gioia dei cortei e dei banchetti di Dioniso. L'omofagia (comunione col Dio mediante muku o carne di cucciolo cruda), rinnova il sacrificio di Dioniso e ne rende partecipi i fedeli, unendoli ad esso e rendendoli immortali.

[87] L'estasi, raggiunta col vino e l'eccitazione causata da danza e musica,  sfrenate e sensuali, permette all'anima di liberarsi dai limiti della materia e di congiungersi al Dio.

[88] Le iniziazioni sono di solito celebrate in casa della Baccante che le officia, ed il loro costo è variabile, dipendendo dalle spese della confraternita cui l'iniziando si rivolge e dalle sue disponibilità finanziarie. Oggetti base: lo specchio in cui il Bacco non deve guardare, la flagellazione, la sodomizzazione con un fallo sacro (imitazione di Dioniso nell'Ade), raggiung. dello stato estatico, omofagia e contemplazione oggetti sacri.

[89] Le grida rituali sono: elelèn, evohè e jacche. Le partecipanti si ubriacano, si spogliano, squassano i tirsi, urlano e si eccitano selvaggiamente; un capretto, o un cerbiatto, o un altro cucciolo, viene smembrato vivo e divorato crudo.

[90] Religione appena tollerata dallo stato, che pone limitazioni giuridiche per le riunioni dei fedeli, sia in privato che in pubblico. Il ruolo principale è svolto da donne di fascino, le Baccanti, che debbono saper suonare tamburello, cembalo o flauto doppio. Portano una veste di pelle di cerbiatto detta Nebris, una lunga sciarpa sacra, giallo-violacea, ed una corona di foglie d'edera; dal grado di Menadi la veste viene sostituita con una in pelle di leone. Il tirso (stelo della ferula, con una pigna posta in cima ed ornato con foglie di edera e vite) è il loro simbolo sacro, componente fondamentale di molti incantesimi. Di norma esse non ricevono compensi per le loro prestazioni, ma si mantengono privatamente. Sacri strumenti comprendon il fallo, coppe per vino e cesta mistica.

[91] Gli iniziandi vengono fatti sedere, coperti con una pelle di cerbiatto e strofinati con fango e crusca, come simbolo di morte; vengono poi fatti rialzare pronunciando "ho fuggito il male, ho trovato il meglio", che è la formula di resurrezione. Infine vengono celebrate le nozze simboliche con il Dio, per mezzo del contatto con un serpente d'oro sotto le vesti. I Saboi portano sulla testa corone di finocchio e pioppo e scambiano il saluto benedicente con le prime tre dita della mano. Nelle festività, un corteo danzante e chiassoso segue i sacerdoti, che procedono agitando serpenti sul capo e tenendo alti una cesta ed un vaglio; i gridi rituali sono: euoi saboi e hyes attes. I sacerdoti si mantengono grazie alle offerte dei fedeli.

[92] nel mito, Tiresia assiste ai misteri, perde la vista, diventa donna e acquisisce i poteri di vaticinio. Domina l’ambiguità sessuale per trasformarla in potere sciamanico. Passa dal non vedere al vedere (pro-videns, previsione, lungimiranza), dalla cecità ordinaria alla visione trascendente per poi tornare all’ordinario. La sua transe dal buio alla luce, da un sesso all’altro, da villaggio a grotta, con ritorno alle attribuzioni di ruolo e identità sociale, ripete il viaggio dello saman, e si ritrova residuato in molti miti posteriori, dalla caverna di Platone, ai santi eremiti cattolici (s.Lucia che perde gli occhi fisici così può curare la vista degli altri). La visione è come acqua resa potabile, cioè separata, decantata.

[93] Nerone in  un accesso di rabbia tirò un calcio all’addome della moglie incinta uccidendola, in preda al rimorso cercò di trovare qualcuno il cui volto le somigliasse, trovato Sporo, un giovane liberto di sesso maschile, ordinò ai suoi chirurghi di trasformarlo in donna, poi a seguito della conversione i due contrassero nozze formali. L’imperatore Eliogabalo, impalmò un poderoso schiavo e dopo le nozze assunse le funzioni di moglie, amava sentirsi chiamare la signora, sposa e regina di Ierocle. Papa Giovanni VIII successore di Papa Leone IV nel’855, in realtà era una donna mascolina (la papessa), partorì un bambino e morì con la sua prole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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