nomade si sposta, tra selvati e coltivato
a identità e Cacao, le banche dan l'agguato
Pan mediterraneo, alle americhe fa spola
ha ricette d'alleanza, pizza e zuppa buona
sommario quartine


  a b c d
 

nomade si sposta, tra selvati e coltivato

Guarda qui sotto figliolo, la terra dura fatta

di roccia e ghiaccio, dove l'uomo suda stanca

lavora la sua vita, vede in cielo le speranze

Eppur è destinato, a lavorar suolo istanze

 

nel magico luogo dell'orto, il bimbo impara che: - unendo i minerali provenienti dal basso

con la luce solare e la CO2 provenienti dall'alto,

le piante verdi uniscono la Terra e il Cielo;

- il peso di un ceppo di legno deriva al 90% dall'aria (bruciando un ciocco, O2 e C si uniscono nuovamente creando CO2) e, con luce e calore del fuoco, recuperiamo parte dell'energia solare servita a formare il legno.

- il lavoro ciclico dev'essere rifatto di continuo poiché non lascia alcuna traccia durevole;

- le sostanze nutritive circolano nel ciclo della rete alimentare che a sua volta interseca i cicli degli elementi, delle stagioni, ecc..

- nutrire una comunità, è nutrire le relazioni tra i suoi membri, scoprire la teoria frattale delle arti visive, musicali, sceniche, capaci di sviluppare e affinar le natural capacità del bimbo a riconoscer ed esprimere configurazioni (coltivare, cucinare e mangiare, tocca il cuor dei bimbi poiché rende importante l'attività ch'essi fanno).

 

Un tipo di sapere ti radica nel contesto fisico:

sai distinguere il nord dal sud e il pino dall'abete. Conoscenza concreta che miglior la vita pubblica e salva le specie in via d'estinzione. Si acquista riabitando un luogo fisico o culturale maltrattato e dimenticato, ripiantando alberi, decanalizzando corsi d'acqua, rompendo l'asfalto, prendersi cura di qualcuno; ha limiti, è ordinaria e coltivata.

L'altro tipo si spinge oltre i confini.

La Cultura è una mela coltivata

La Natura è una mela selvatica

 

Circol la materia, sen sosta in rete vita

Gli scarti di una specie, son alimento d'altra

Il sole da energia, che alimenta tutti i cicli

La varietà è garante, di recupero e ricicli

 

la vita ha conquistato, il pianeta senza lotta

A mezzo associazioni, e la formazion di reti

ogni viven sistema, di tanto in tanto affronta

Instabili correnti, che sue struttur confronta

 

Infrangon vecchie forme, di comportamento

Mentre emergon nuove, e nuova leadershìp

Che è detta condivisa, quan riesce stimolare

Emerger incessante, struttur da incorporare

[1]

Insegnamento è scambio, cicli informazioni

Che scorre orizzontale, nell'emotiv contesto

È scuola d'empatia, sfogo e nutrimento

È multisensoriale, sociale apprendimento

 

Cervello si organizza, collega nuovi dati

all'esperien passate, in costan ricerca senso

comprendere i principi, di nuova ecologia

Viverli in natura, acquisir luogo sinergia

 

Emerge la cultura, quan ci si mette assieme

Per fare del lavoro, giocar raccontar storie

Oppure recitare, o quan qualcun si ammala

Nasce o muore o feste, una rete si dipana

 

L'uomo naturale, cibo, femmina e riposo

Equilibrio tra bisogni, e risorse cui dispone

Ha minime richieste, che appan facilmente

Ciascun basta se stesso, salvo socialmente

 

Contatti sporadici, in necessità contingenti

Desidera il selvaggio, sol ciò che conosce

E conosce solo ciò, che facil può avere

Tal illuminazio, Jacques Rousseau ripete

 

Democrazia diretta, vuol stati piccolini

La delega principio, rifiuta è inefficiente

Prima rivoluzione, cambiamen che porta

Uomo far famiglia, clan civiltà comporta

 

Poi gran rivoluzione, nasce da invenzione

Della metallurgia, agricoltura progressiva

Accompagna a divisione, sociale del lavoro

Spartizion di terre, e proprietà di un uomo

[2]

Ritornare selvatici, dice Snider Gary

è diventar astringenti, acidi a molti

non concimati, non potati ma forti

elastici infine, in primavera fiorire

 

Oggi noi tutti, siamo ceppo coltivato

Ma perderci ancor, possiamo nei boschi

Lasciamo una casa, intraprender ricerca

Interior wilderness, archetipica incerta

 

Che è piena di belve, di estranei ostili

Pericolosa direm, in incontro con l'altro

A noi intern-esterno, richiede abbandono

Comodità sicurezze, accettar il bisogno

 

Può darsi che poi, più non veda tua casa

E le tue ossa affiorar, sul fango potranno

Sai esser disposto, al freddo e alla fame

Qualsiasi cosa mangiare, solitudine pane

 

Libertà in cambio dona, slegato e scollato

Pazzo un po' tempo, all'umiltà collegato

Rompe tutti tabù, poiché porta sull'orlo

Della trasgressione, con-senza ritorno

 

Camminar digiunare, cantare da soli

Comunicar tra confini, di specie e specie

Pregar ringraziare, ritornare o accampare

Tempo scompare, solo un Sé ci rimane”

 

Ciò sul mitico piano, è fonte narrazioni

Il viaggio dell'eroe, diffuse in ogni dove

Sul pian spirituale, è processo che chiede

abbracciare noi stessi, nell'altro che vede

[3]

Ogni parola ascoltare, in profondo suo eco

Sgorgar lacrime grate, per la terra nutrice

Ogni luogo esperienza, vedi centro del mondo

Emotivo e cosciente, appar sacro tuo mondo

 

“I modelli sostenibili di produzione-consumo devono essere ciclici per sopravvivere su un  pianeta limitato. Tutto non può crescere in simultanea, ma alla sua stagione: mentre alcune cose crescono, altre devono diminuire, così le istituzioni, lasciate al loro decadimento, rilasciano talenti e capitali umani usabili in nuove organizzazioni”. Paul Hawken

“Finchè non ci si impegna, regnano l'esitazione, la possibilità di tirarsi indietro, e l'inefficacia.

In ogni gesto di iniziativa, c'è un elementare verità, ignorare la quale vuol dire uccidere un'infinità di idee e splendidi progetti: nel momento in cui ci si impegna definitivamente, allora anche la Provvidenza inizia a muoversi. Cominciano a succedere cose che altrimenti non sarebbero mai accadute. Un intero flusso di eventi scaturisce dalla decisione, portando a favore di chi si impegna, ogni sorta di accadimento imprevisto, ogni incontro, ogni assistenza materiale, come nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Qualsiasi cosa puoi fare o sogni poter fare, comincia a farlo. Nell'ardimento ci sono genio, potere e magia. Comincia, Ora."  Johann Wolfgang Goethe

 

È tempo di nomadismo, tempo di zingari

L'uomo spogliato, da pulsioni economiche

torna alla fonte del sogno, riparte di nuovo

La vita è saggezza, non complicar il gioco

 

Fabrizio de Andrè “da una parte le merci e il denaro, dall'altro lo scambio e il dono, quando ci sarà maggioranza che sostituirà il dono e lo scambio all'economia del profitto, per potersi difendere dalla morte per inedia, il sistema capitalistico si sfascerà. Concilio l'anarco-individualismo steineriano con le pratiche zen, credo sia meglio che l'uomo viva il più possibile da solo e che non faccia parte di alcuna organizzazione, se non occasionalmente. Le organizzazioni sono la morte dell'uomo poiché nasconodono in sé i germi della violenza.

L'uomo organizzato è pericoloso, è violento. La solitudine, come scelta o costrizione è un aiuto, ti costringe a crescere. Questa è salvezza”.

 

Krishnamurti “Quando la mente è svuotata di tutte le cose che il pensiero vi ha introdotto, allora il tempo finisce, comincia la sincronia meditativa con la dimensione atemporale che governa l'universo, inizia la meditazione, liberi da ogni illusione o forma d'inganno.  Il multiverso è creativo, in meditazione e movimento, ordinato non creato dall'uomo o dal pensiero. Il cervello è parte di esso, non è fondato sul tempo poiché è il pensiero che ha impiglia il cervello nel tempo. Si può sciogliere queso groviglio, liberarlo, cosi che l'universo sia la mente, in una meditazione priva del passato”.

 

 

Osho: “Il conosciuto è la mente, l'ignoto è Dio.

La mente è ripetitiva, può solo mettersi alla ricerca dle conosciuto. La meditazione è l'arte,

di lasciar cadere la mente.. almeno per qualche istante, dare un'occhiata all'ignoto, senza sapere dove stai andando o chi sei.

Abbandona il conosciuto e attendi l'ignoto, si manifesterà da sé, aspetta alla porta.

Quelli sono i momenti più belli poiché oltre il sapere emerge l'amore che ti rende saggio, mai colto, il sapere ti rende furbo ed esperto, mai amorevole. Per entrare nell'ignoto occorre coraggio ..dalla disperazione può nascere un grande coraggio. Muta la disperazione da malattia a risorsa, motore del coraggio estremo dell'avventura, coraggio di vedere gli Dei della mente e seguire solo l'impulso vitale.

Quan divieni religioso ti addentri nell'inesplorato, c'è il rischio che ti possa smarrire e non tornare mai più, potresti perdere ogni controllo, potresti impazzire: questo è il prezzo per la religione autentica. Noi abbiamo paura, per questo ci aggrappaiamo a surrogati religiosi a buon mercato in cui non serve scegliere ma solo farsi battezzare, etichette che diventano patologiche che creano nevrosi. Se la tua religione è solo presa in prestito, tenderà contro la vita, a ogni istante la percepirai in antagonismo, ti storpia e paralizza permettendoti di vivere solo al minimo, comincerà a torturarti perché ti troverai sempre in conflitto con la tua religione, ogni istante diviene un istante di colpa, qualunque cosa fai, persino sorseggiare una tazza di tè!”

 

- rallentare il tempo (Hakim Bay)

L'ora non batte, per l'uomo felice

Proverbio tedesco, idèm a carpe diem

Una civiltà del tempo, obbliga ipoteca

Presente per futuro, e vita tua rinnega

[4]

È l'età del sogno, ritmo non progresso

L'attività creativa, è il suo riferimento

Prima di comparsa, di tempo e civiltà

Natur offrì segnali, in stagionalità

 

Percezion di tempo, essenza di cultura

Luce ver trattiene, dal giungere d'intera

Illusion'artificiale, idea che tempo scorra

In data direzione, e tutt'ordìna e sforna

 

Cultura sopravvive, grazie a mistificazio

Or siamo conformati, alla sua legittimazio

Che sembra naturale, padron d'ogni reale

Produce assuefazione, a un unico ideale

 

È modello basilare, d'ogni dominazione

Imperial o culturale, costruita dimensione

Più inoltriam in esso, più pressione cresce

Progenitrice sua, è una division cosciente

 

Uguagliàn separazione, sòn sottoprodotti

Disintegra esperienza, lavoro ti spezzetta

Propagàn del mondo, sua esistèn presum

E sottomessa ad esso, l'esisten consum

 

Giornate del bambino, sfuggon ad adulti

Un sogno immaginario, abitato dal reale

Fuori i vigilanti, attendono che i bimbi

Entrino alle classi, a spegnere gl'istinti

 

Sul tempo basa il mondo, tecno capitale

Registra i suoi progressi, e l'esistenziale

Lentamen il tempo, vien dato per scontato

Da conscia produzione, è quindi eliminato

 

Tempo appar umano, narrazio di giornale

Un simbolo che sgancia, vive la sua vita

è Yidàm artificiale, prodotto della mente

La logica supporta, dellà civil corrente

 

Divien divinità, per mezzo numerario

Appaion l'orologi, e templum calendario

Conquistan la natura, tram suddivisione

Denàr linguaggio è, merc'informazione

 

Creare un calendario, produce civiltà

Regola condotta, social comportamento

Or l'idea di tempo, mette in scorrimento

Cresce alienazione, o imprigionamento

 

Era dio Calendae, il primo dì del mese

Nucleo religione, è vision storica tempo

Scandivano campane, coatta regolazio

Tempo a società, in artificio spazio

 

È nemico autorità, la tua creatività

Che libera s'irradia, da individualità

Invenzione d'orologio, offrì opportunità

D'opprimer libertà, e creàr nuovà realtà

 

Scandìr ordin imposto, rivolta contadini

Contro il tempo storia, o arma burocrazio

L'orologio è gabbia, Rousseau lo gettò via

Simbolico rifiuto, a forzàr la propria vita

 

La perdita di tempo, chiamata fu peccato

È nemica al capitale, che tempo fa denaro

Ogn'ozio in cuor amato, cambia stile vita

Richiama lo Zamani, antica via negrita

[5]

È tempo progressivo, legato al capitale

Come stil di vita, e mezzo arricchimento

Averne il monopolio, significa arricchire

L'elite che lo detiene, popol sa svilire

 

Ansia e tempo sono, strette e collegate

L'evitàn l'orgasmo, ed estasi al contempo

Desidèr e inconscio, son estranei a tempo

Odia il narcisista, e nega imposto tempo

 

Tutto inizia e và, in zamani eternità

Ritmo personale, tu impara a rallentàr

Vivi la passione, immediata permanente

Dell'esperienza viva, và con la corrente

 

Esiston collegamenti, eventi correlati

Distàn pure tra loro, che fanno sincronia

E istantaneamente, accadon in un gioco

Come eterno è, il cuore d'ogni fuoco

 

La fisica dei quanti, or tiene analogie

Con vision del mondo, sociali primitive

La legge d'entropia, riflette gran paura

Futùr di capitale, non è cuor di natura

[6]

Regna il capitale, in paur dell'entropia

Disordine che cresce, in tempo innaturale

Non rimandar piaceri, oppur la tolleranza

In ciò la civiltà, illude e pur ingrassa

 

Inverti accelerazio, in vita quotidiana

Per viver più felice, tua esistenz'umana

Cthulhu è l'artificio, del mondo capitale

Assoluto tempo che, vuol sol dominare

 

A natur non interessa, caos o cosmo in sé

Tutte le coppie eventi, san tempo sostenèr

Ognì comunion d'amore, il tempo fa finire

Riporta l'immediato, spontaneo rifluire

 

Vita militare, è una prova di passaggio

Monotonia apparente, gerarchico disagio

Dopo avvio ribrezzo, emerge spazio gioco

Lascia la natura, esprimere il suo fuoco

 

L'ambiente militare, impone un celibato

Incide su processi, di ciò che vien pensato

La mente vien riempita, dell'addestramento

A produrre l'obbedienza a condizionamento

 

Là l'uomo Varanasi, da mosche ricoperto

Qua nasce l'amicizia, assiem cameratismo

Fresco gruppo cresce, e divide sofferenze

Gioie con risate, per vincer contingenze

 


[1] la creatività (spontanea comparsa di ordine), è l'emblema della vita, dove il meglio di nuove strutture, è incorporato nel progetto organizzativo esistente, Ecologia (dal greco oikos casa) e base della vita sostenibile.

[2] Jean-Jacques Rousseau: “il primo che arato un terreno, pensò di affermare, questo è mio, e trovò persone abbastanza ingenue da credergli, fu il vero fondatore della societa civile. Quanti delitti, guerre, miserie, orrori e diseguaglianze morali e politiche avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i paletti o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: guardatevi dall'ascoltare questo impostore!

Se dimenticate che i frutti sono di tutti e che la terra non è di nessuno (noi siam suoi figli), voi siete perduti. La proprietà afferma la prima divisione fra gli uomini, quella fra ricchi e poveri e l'uomo che prima era libero è ora assoggettato alla natura da nuovi e crescenti bisogni artificiali e vincolato al prossimo da rapporti di mutua dipendenza. Un patto subdolo ora il ricco propone al povero: voi avete bisogno di me, stipuliamo un accordo fra noi, permetterò che abbiate l'onore di servirmi, invece di combatterci diamoci a un potere saggio che ci governi: le leggi. Patto che origina lo stato, come legalizzazione definitiva della diseguaglianza che, via via, procedendo porta l'uomo a un decadimento in 3 tappe:

_fondazione diritto di proprietà (ricco e povero);

_istituzione della magistratura (potente/debole), _trasfor.potere legittimo in arbitrario (padrone e schiavo)”.

[3] “attraversare il confine, tenendo delicatamente presenti l'identità e la differenza. Ciò può portare a vedere le case, le strade e le persone del tuo luogo, come fosse la prima volta, a sviluppare un rapporto emotivo, sacro e consapevole con la natura che ti circonda”. Gary Snider

[4] Tempo, in greco antico, sta per divisione, il Sacrum dei latini. Nei libri Fatales dei popoli Rasna, Templum è il cerchio tracciato a terra o su un oggetto oracolare (es. viscere di ovini) e suddiviso in quadranti e caselle dove collocare le divinità responsabili del responso.

[5] Riporta John Mbiti che Zamani è un concetto tradizionale dei popoli Bantu, indica il tempo indefinito e senza tempo degli antenati. Si contrappone al Sasa o tempo storico prossimo (dai 2 ai 4 mesi). Nel tempo Sasa si possono fare progetti e previsioni, mentre nello Zamani, cui un giorno tutti accederemo, rappresenta la dimensione atemporale del tempo di sogno, il mondo-al-di-là della realtà storica computata. Zamani è il tempo di sempre da cui scaturisce il Sasa, l'oggi e a cui fa sempre ritorno per rinnovarsi.

[6] i sistemi isolati, a cui non sono consentiti scambi con l'ambiente esterno, mostrano la tendenza irreversibile della seconda legge della termodinamica (legge d'entropia) mentre l'universo, come esce dalla moderna fisica, è un sistema aperto, dove i positroni sono elettroni che si muovono indietro nel tempo mentre i tachioni son più veloci della luce e generano effetti e contesti che invertono l'ordine temporale

[7] nel vangelo di Tommaso, dice Gesù: chiunque non danzi non sa di essere immortale! le choreae sono danze circolari in gruppo al suon di cantilene e passo grave e cadenzato, mentre saltationes sono balli saltati rituali o liturgici, erotici e vivaci

[8] Tra economia e politica esiston stretti legami, diversi sistemi politici comportano forme di organizzazione economica riflessa e i gruppi egemonici occupano le due sfere, imponendo ai gruppi subbalterni i sistemi economici più adatti a soddisfare i loro interessi

[9] l'emettere moneta propria sfida la proibizione legale e i privilegi che il governo accorda a precisi monopoli

[10] tutte le sette, danno un motivo per vivere a singoli, famiglie, gruppi, comunità e nazioni, poiché, in qualche modo, palesano l'ombra divina che, solo, è antitodo al potere diradicante di egemonie di interessi

[11] 10 semi per un coniglio, 12 una sacra prostituta, 100 uno schiavo.

[12] nella buca scavata nel terreno e rivestita di pietra, a calor sufficiente, il fuoco vien spento, la cenere tolta e al suo posto vien messo il pane. La buca viene chiusa con grossa pietra mentre al suo interno il pane cuoce lentamente. Poi nacquero forni a forma conica costruiti con mattoni di argilla del Nilo. I greci aggiunsero nuove spezie, arrivando a creare 72 tipi diversi di pani i cui nomi prendevano origine dalle forme, dal tipo dei cereali usati, dagli ingredienti e dal modo di cottura. I fornai greci iniziarono a lavorare il pane di notte in modo che la gente al mattino lo trovasse cotto ma istituirono le prime caste di panificatori e le regole per il lavoro notturno dei fornai. I Romani allestirono i primi forni pubblici nel 168 aC.

[13] L'alimentazione indiana prescrive di suddividere lo stomaco in 4 parti cosi riempite: 2/4 cibo solido, 1/4 liquido, 1/4 aria.

[14] Dopo l'uccisione, il maiale veniva pulito con acqua bollente per facilitare l'asportazione di setole, sventrato, privato di interiora e diviso a metà. La carne, in parte conservata (da un norcino o famiglia) e in parte consumata fresca: prosciutto, capocollo, lombetto, salsicce, pancetta, salame, coppa, costolette e braciole, fegato e sanguinaccio. I residui non usati per gli insaccati (ghiandole, coda, zampette, orecchie, trippa e lingua) venivano cucinati nella “padellata” finale.

[15] Tutti i tipi di pasta per ciambelle erano ottenuti con acqua e farina, condita con cannella, noci/nocciole, miele cioccolato.

[16] dhal bhat tartari in(pali. Se usi lenticchie secche, lascia a bagno per circa 2 ore, soffriggi in extra d'oliva la  cipolla o spicchio d'aglio, poi aggiungi sedano quindi i legumi

[17] Da lago e fiumi dell'alta Tuscia: persico (boccalone), tinca, coregone, trota, luccio, carpa e lasca. Il pesce azzurro fresco del mediterraneo (alice, sardina, sgombro, spretato, suro, lanzardo, alalunga, cicerello, costardella, biso, pesce spada, lampuga, aguglia e tonno) ha grassi simil vegetali (omega 3) utili per lo sviluppo cerebrale e protettori di cuore e arterie.

 

 

 

 

 

 

a identità e Cacao, le banche dan l'agguato

 

Farina latte e miele, sale e pomodoro

Igien purificazio, di sauna spazio d'oro

Abitazion in tenda, ricorda noi l'essenza

Legno pelle o roccia, n'è la consistenza

 

Difesa è relazione, tantra o procreazione

Sfilate in ologrammi, o culto aggregazione

Polver trascendenza, è percezion del Num

Corpo in movimento, danza in noi Gesù

[7]

Stress in città, sviluppa più nevrosi

Orari e frenesia, opprimono la mente

Caduta di capelli, afa sudor devianze

E vari surrogati, danno dipendenze

 

Medicine piante, le mani su tamburo

Pium ossa d'uccelli, o corna bovi e cervi

Campane tibetane, medesima funzione

Sciogliere paure, che creano l'ostruzione

 

Bisogni elementari, uman di sussistenza

Spesso disattesi, più beni son distrutti

Energia risorse, impiegati in produzione

D'inutili prodotti, sol per lucrazione

 

I Bisogni tuoi sfruttati, fisici e ideali

Istinti base devian, flussi esistenziali

Il grado violazione, assiem a disistima

Traduce in malattia, il livel disarmonia

 

Il desider negato, produce senso sfida

Autonomo rafforza, minaccia psiche fina

Se riesci d'appagarlo, ovvero trasformarlo

Attor divien maturo, smette abbisognarlo

 

L'evoluzion coatta, è cercare gerarchia

Dominio dei fratelli, a mezzo propagande

Sentirsi quale Dio, a mezzo tecno scettro

Forza ogni natura, l'uomo rende spettro

 

Ieri come oggi, è scalfita sussistenza

Uomo vien strappato, da sua consistenza

Agrario fu operaio, impiegato di consumo

Inizia restrizione, e abuso idee d'impuro

 

Cresce l'amnesia, il mezzo divien fine

Vision più riduttiva, cuor andrà indurire

La vision globale, cioè l'istante presente

Eterno sta nel tao, che ogni cuore sente

 

Forza bruta e cieca, produce resistenza

Intrigo e falsità, e più frutti d'ignoranza

La spint'evoluzione, è nella natur umana

Accettazion wu-wei, riattiva vir fiumana

 

Azien diseducante, sfrutta i dipendenti

a mezzo di tensione, o stimol di sospetti

Insegna ipocrisia, qual arte per l'ascesa

Produce deformazio, della divin impresa

 

Manipola auto-imago, depista san'istinti

Stimol dipendenza, e stimola a esser finti

Baroni e contadini, in economia di corte

Chiusa senza scambi, enzima poco forte

 

Infanti con anziani, barbon disoccupati

Malessere per primi, tutti han rivelati

Poi Dioniso in follia, segnà fase finale

Erutta vasta morte in rinascita da fare

 

Informazion vitali, in versi tramandate

Su pelli su pareti, incision costellazioni

Incubano armonia, in memorizzazione

L'uomo poi riscopre, la vera soluzione

 

Diritto scambio è, senza mediazioni

Reminescenza pur, d'antiche soluzini

Rimuove più conflitti, ti anima ti sfama

Crea comunità, e un cuor che tutti ama

 

Segui il pellerossa, percorri tue parole

Coerenti in armonia, con leggi di Natura

Fuor di tal sentiero, v'è solo sofferenza

Mente la tua mente, litiga in-coscienza

 

Uomo è progettato, a crear suo paradiso

In Terra mentre è vivo, diventa l'infinito

Simbionte con il tutto, è l'esser risuonato

Nella diverse forme, dio s'è reincarnato

 

Smetti il delegare, or puoi partecipare

A politica o altra storia, se fa disperare

Non delegare il voto, agisci con coerenza

Cerca conoscenza, segui tua coscienza

 

Ogni istante vivi, cerca il tuo piacere

Llibero già sei, ovun puoi rimembrare

D'ogni sofferenza, divieni trasformante

Apporta migliorie, coeren partecipante

 

Evoluzio spirituale, o accumulo di dati

Sempre ostacolata, da gruppo lì al poter

Interessi schemi fissi, carceri obsoleti

Da disinformazione, son tenuti in piedi

 

(Thomas Jefferson presidente USA, 1770)

Se gli Americani, consentiranno mai

Alle private banche, d'emettere denaro

Prima in inflazione, poi con deflazione

Banche parassite, faran espropriazione

 

Priveranno la gente, di loro proprietà

Finché loro figli, perdon quel che hàn

Potere d'emissione, linfa più importante

A popolo appartiene, togli dalle banche

 

Le principali banche, ch'emettono moneta

Son'organi privati, che creano dipendenza

Ai singoli e agli stati, come in medio-evi

Siamo noi venduti, a pezzi oppur interi

 

Pur la tua salute, il cibo e innovazione

Finisce in dipendenza, di gruppi di poter

Più o meno gradualmente, muor il fai-da-te

Vince grupp'insieme, tua parte tocca a te

 

L'azione coercitiva, è usata a mantenere

Tal ordine via media, e leggi ragnatele

Entomi piccini, che van ad impigliare

Entomi più grossi, riescon a sbrigliare

[8]

Controllan O-M-S, finanzier del mondo

Impongono vaccini, ai popol girotondo

L'Aids fu creato, col vaccin d'anti-Polio

A mezz'oral canale, còntr'Afrìca ruolo

 

Oggi più di ieri, person disorientate

Sen riferimenti, vedonsi abbandonate

Problemi esistenziali, restano irrisolti

Debito economi, ha depressiòn risvolti

 

Fa bene alla salute, non tener rancore

Carattere clemente, facilita i rapporti

Sfida concentrazio, dell'energia surplus

Con pratica baratto, mercato tu per tu

[9]

Mens sana in corpo sano, antic'adagio è

O produzio attività, fatta all'aria aperta

Nostro vero bene, assieme con la terra

Perdona sen rancore, è pace sottoterra

 

D'ecònomia successo, dipendono le vite

Costretti siamo a, nos'esistèn comprare

Per poter pagare, famiglia casa e cibo

Produzion di massa, uccide ogn'ecotipo

 

Paesaggi ecosistemi, brulican di vita

Divengon piantagioni, agricol desolate

e Industrie cancerose, in urban distese

Distruggono coesione, aumentàno spese

 

Lavoro ai fin consumo, parte di processi

Lavoro non creativo, esilia da noi stessi

è paralisi mentale, stress autonegazione

Per guadagnar salario, in continuazione

 

Poi isolati in casa, a guardar televisione

Fisici disturbi, che crescon coi mentali

Lavoro è pur godere, paesaggio naturale

Sia permacoltura, su scala industriale!

 

Assenza di bollette, chi resta da pagare?

Vedi or storia in terra, d'indigene culture

Distrutte assimiliate, da strana economia

che priva sussistenza, coscienza chi tu sia

 

Raccolta caccia e pesca, pascolo e coltivo

Non chiedon intermedi, ma solo compagnia

Toglie il salariato, suo tempo sua energia

A vera organizzazio, in natura sinergia

 

È libero di usare, ed occupar le terre

Dono d'antenati, e oggi inver sottratte

Preghiera di speranza, coltiva in libertà

Riprende la memoria, di gran comunità

 

Amor rifless in altri, fè Carroll nelle fiabe

Fonda comunità, con scopo a ciò coerente

Gioco autogoverno, per giovan'espressione

Speranza nel futuro, e coscienz'evoluzione

 

Agli uman di oggi, gradual sta risvegliando

L'impulso prepotente, a far il gioco sacro

A lungo fu represso, da giochi di potere

Che tramano prigioni, come false chiese

 

Conflitti di valori, lucro oppur ricerca

Scambi oppur brevetti, solvi senza fretta

Non perdere le idee, più utopiche che sia

Paur di cambiamento, gratta e spazza via

 

Seminar è fase, raccolto è conseguenza

Raccoglier seminare, difficile al contempo

Separa operazioni, in mente ciò puoi fare

Infondi e recepisci, ondoso come il mare

 

Uomo pellegrino, di steppa di deserto

Popolo di Pan, che afferma suo concerto

Eterne vie del sogno, in nomade Spirìto

Imper'argilla crolla, nuovo fa convito

 

Parlo a contadina, dietro a una colonna

Mi dice che baratta, salar ad obbedienza

Rifiuta abbandonare, antiche usanze vita

Pur sotto tortura, in walkabout confida

 

Dopo aver sofferto, dubbio e confusione

Ormai non vale nulla, la vita senz'amore

L'amor le pare tutto, motivo a navigare

Lo sceglie come casa, o luogo d'abitare

 

Anima gemella, possiede il tuo sentire

divide le tue scelte, qualunque l'avvenire

Dentro qualcun corpo, razza e religione

Desidera la pace, e unione d'interiore

 

Le cose poi accadranno, voler di fede va

Ciò che ti circonda, esprime tua fragràn

Poliedrico l'incontro, ovunque fallo spesso

Amarsi è amare Dio, far in lui l'amplesso

 

Magico e imprevisto, l'amore là t'attende

È adatto a ciò che sei, arde e ti risplende

Momenti di conforto, e dona e ti consegna

Quan meno l'aspetti, l'antenata insegna

 

Zingari ed indiòs, pastori con viandanti

Lebbrosi sotto stelle, sembrano diamanti

Un alito di brace, in paese di montagna

pur Africa e Brasile, in emozioni staglia

 

È fuoco di Gesù, sincretico che piange

Piange dell'amore, oltre il riso estremo

Libera il divino, l'ama sempre ovunque

Om nama shivaja, grida Lui per dunque

 

l'Asia per compagna, oppure è una tribù

Diletto è tuo lavoro, a prossimo s'insegna

Economico servizio, un dolce lavar piatti

Far case di capanne, là mezzo gl'anfratti

 

Se tieni amor divino, tutto s'è accettato

Vestito dell'incanto, di magico fulgore

Salvati nel gruppo, gioca integrazione

Arte o religione, salvan da depressione

[10]

Sovran sempre sarai, solo nel deserto

Respiro sarà vento, corpo sarà l'ombra

Cavalcherà con l'ali, della polver vasta

Ovunque tenderai, oblio pulisce spazza

 

I misteri schiuderanno, poco a poco sai

Culture e civiltà, son nomadi e stanziali

Campo ha suo gioiello, seme suo terreno

Azion sia concentrata, singol scop'intero

 

Susseguon civiltà, domestici e tribali

E monarchico respiro, cerca sudditanti

Feudo e corporazio, o la multinazionale

Concentrano poteri, in un ceto sociale

 

Economico potere, sfrutta tuoi primari

Bisogni a trasformar, in falsi disumani

Gandhi pur predisse, la lotta dei passivi

Civil disobbedienza, slegàr sgradì conviti

 

Ha radice in umiltà, trae forza in verità

Da tropp'intelligenza, nasce pur'orgoglio

Che nutre cecità, e accoglie l'ignoranza

Assiem stupidità, regres e intolleranza

 

Theobroma cacao, famiglia Sterculiacee

Chiamato da Linneo, bevanda degli Dei

Perenne pianta alta, fino a sette metri

Suo habita ideale, gli equatorial sentieri

 

Teobroma possiede, glucidi con grassi

Proteo e minerali, e alcuni antiossidanti

Influenzan l'umore, alcaloide teobromina

Più tracce d'endorfina, perfin serotonina

 

Nutrien corroborante, cura tubercolosi

Infiammazioni gola, insonnia e pur colera

Bevanda dei poeti, cioccolata degli afflitti

Libera il pensiero, da noie e da conflitti

 

Gli indigen avan Cristo, coltivano il cacao

L'usan in bevanda, oppure a fare scambi[11]

Narra la leggenda, che pianta nacque un dì

Da sangue principessa, che molto par soffrì

 

Moneta a Chicken Itza, più d'altri tesori

Gl'imperiali editti, ne imposer piantagioni

Stimati i suoi mercanti, erano esentasse

E i sudditi coi semi, pagavano le tasse

 

Montezuma il capo, ne beve quaran tazze

Polvere essiccate, aggiunta ad altre spezie

I semi fermentati, danno un tè bollente

Al popolo di Aztechi, regala dio serpente

 

Il nome cioccolata, è l'azteco xocolatl

Atl sta per acqua, xoc è schiuma e fiori

Fusion di Xochipilli, e Quetzalcoatl divino

Dio serpen piumato, e dio dei fiori il primo

 

In Messico t'accade di non poter star senza

Colpito chi è privato, da sintom dipendenza

Sostenta tutto giorno, senza mangiar altro

Per feste e cerimonie, è ideal senz'altro

 

L'indio consuma, cacao fresco macinato

A polpa di banana, e succo è mescolato

Mangiato a fine pasto, come tonificante

Gustato lentamente, è farmaco eccitante

 

Quan bevi cioccolato, piace e giova assai

Adatto pei malati, in bevanda calda sai

Spagnoli e torinesi, caffèlatte e cioccolato

Bevon la mattina, con spezie mescolato

 

La cioccolata calda, è cibo e bevanda

Divina bevanda, che clero pur domanda

Era servita in chiesa, durante le funzioni

Là nel settecento, a dame e buon signori

 

Quaccheri adottaron, cacao in vece d'alcol

Popolo di Cina, consuma in forte aumento

Subcomandante Marcos guerriero zapatista

Soffre privazione, del cioccolato in pista

 

Pur Napoleone, vorace impressionante

Ammira tale pianta, amara ed eccitante

Ne beve ogni qualvolta, deve ritemprarsi

Assieme a illuministi, al fin d'illuminarsi

 

Barattando schiavi neri, contro semi amari

Mercanti dell'Olanda, diventano assai ricchi

Sviluppano consumo, Europa e loro empori

Diffondon piantagioni, e creano monopoli

 

C'è chi lo produce, chi gusta chi guadagna

Molti produttori, rifiutan quel d'industria

È sempre mescolato, con zuccher raffinato

Che sali e vitamine, sottrae e ti fa malato 

 

Ciocc'edulcorato, sconsiglia nei bambini

Affatica digestione, il fegato e il colòn

Grasso ipercalore, dà obesa stitichezza

Infarto con diabete, attendono stoltezza.

 

 

preghiera di Alce Nero Oglala

(trascritto John G. Neihardt)

 

io ero là sulla piu' alta delle montagne,

tutt'intorno a me c'era il cerchio del mondo

mentre ero là, vidi più di ciò che posso dire

e capii più di quanto vidi perché..

 

stavo guardando in maniera sacra

la forma spirituale di ogni cosa,

e la forma di tutte le cose che,

tutte insieme sono un solo essere.

 

Io dico che il sacro cerchio del mio popolo

È uno dei tanti che forman un unico cerchio

largo come la luce del giorno e delle stelle,

e nel centro crebbe un albero fiorito

 

di un'unica madre e di un unico padre

a riparo di tutti i figli

e io vidi che era sacro...

ed il centro del mondo e' dovunque.

 

Grande Spirito, Grande Padre,

una volta ancora guarda verso me sulla terra

e chinati ad ascoltare la mia flebile voce.

Tu sei vissuto per primo,

e sei piu' vecchio di ogni necessita',

piu' vecchio di ogni preghiera.

Tutte le cose ti appartengono

gli esseri con due gambe,

quelli con quattro, le ali dell'aria,

e tutte le creature verdi viventi.

Tu hai fatto si' che i poteri

dei quattro angoli della terra

s'incrocino fra di loro.

 

Tu mi hai fatto attraversare

la buona e la cattiva strada,

e dove esse si incontrano,

quel luogo e' sacro.

Giorno dopo giorno,

e sempre e per sempre,

tu sei la vita delle cose

 

Ascoltami!

Inchinati a udir la mia flebile voce.

Nel centro del cerchio sacro

Tu hai detto che dovrei far fiorire l'albero.

Con le lacrime agli occhi,

O Grande Spirito, O Grande Padre,

con gli occhi piangenti  io posso dire

che l'albero non ha mai fiorito.

Io sono qui, e l'albero e' appassito.

E ancora, richiamo alla mente

la grande visione che mi hai dato.

Forse una piccola radice dell'albero sacro

vive ancora. Nutrilo allora

Potrebbe mettere foglie e forse fiorire,

e riempilo di canti d'uccelli!

 

Ascoltami! che il popolo possa trovare

ancora una volta la buona strada.

 Ho abbandonato dietro di me,

Ogni paura, ogni dubbio perchè

Una grande gioia, mi sento in cuor

Canterò le gesta, di Fauno Signor.

 

Ha fatto i cieli, sopra di me

Ha fatto il sole, il mare, i fior

Ma il più bel dono, che mi fatto

È stata la vita, ed il suo amor.

 

Ho abbandonato, dietro di me

Ogni tristezza, e ogni dolor

E credo ancora, in un mondo che

Sarà diverso, per via del suo amor.

 

Se poi un giornò, mi chiamerà

Un lungo viaggio, allor Io farò

Per monti e per valli, Io dirò..

Sappiate è buono, Fauno Signor.

 

 

 

 

 

 

 

 

Pan mediterraneo, alle americhe fa spola

(Ai pigmei africani, ai nativi americani e tutti i panteisti di Gea,

i versi eterni di Omero, Esopo, Ovidio, Virgilio e Macrobio)

 

Pane di Pannonia, Apollo dell'Etruria

Farina misteriosa, di boschi come altari

Nasce dall'unione, di Drupe della Quercia

Vino messaggero, enzima e fuoco d'Esta

 

Ermes o Mercurio, eminente narratore

Pur essendo un dio, pascola le capre

Giunto dall'Egitto, a Penelope s'unisce

Questa il figlio Pan, alfine partorisce

 

Musa racconta, del figlio di Mercurio

Dal piede caprino, e dal dolce sorriso

Ispido e barbuto, precoce di saggezza

Allegro indiavolato, padre dell'ebbrezza

 

Le corna sulla fronte, antenne dei profeti

Esprimon volontà, dar forma alla materia

La foggia delle corna, come quel di Cervo

Dividesi due a due, moltiplica un sacello

 

Fertilità di piante, ermafrodita incanto

Pastori e contadini, ti veneran con canto

Diabolico demiurgo, diletto di Mercurio

Preso fra le braccia, gioisce animo puro

 

Mercurio senza indugio, salì dagl'immortali

Avvolto avea fanciullo, in pelle d'una lepre

Suo figlio presentò, per tutti a rallegrare

Dioniso il più lieto, li porta ad acclamare

 

Lo chiamano Pan, poiché tutti incantava

Col canto che propizia, nell'animo l'amor

Lo fece con zampogna, suonata nella sera

Usanza che prevede, d'unire canne e cera

 

Pan amò più ninfe, sette e più cannucce

Eco e la Saetta, Siringa e la Staffetta  

Tra le valli alberate, era solito errare

Assieme alle ninfe, avvezze a danzare

 

Pan dolce signore, chiome abbondanti

Hai dorso coperto, con manto di lince

Irsuto tu regni, sulle vette dei monti

Sugli aspri sentieri, sassosi errabondi

 

Vaghi qua e là, in boscaglie intricate

Ora sei attratto, da acque immacolate

Corri attraverso, montagne cui aleggi

Siedi e contempli, dall'alto le greggi

 

Pan, Fauno

 

Col tuo riso sonoro, risvegli ogni bosco

Fai strage di fiere, se accingi alla caccia

Alla sera ritorni, suonando alla siringa

Musica serena, melodia che avvinghia

 

Le ninfe Eco e Siringa, cantan melodia

Di sfere in movimento, creando l'armonia

Rane e ninfe d'acqua, cantano e fan l'eco

Limpido tuo canto, godiamo noi completo

 

la Tua faccia rossa, è cielo che rosseggia

Hai la lunga barba, bastone da passeggia

Col batter dei tuoi piedi, che fai rapidamen

Al centro della danza, ci guidi gradualmen

- 12 -

Universale è la lingua, di flauto e tamburo

Come da sempre, vive gatto e canguro

Signore del suono, del bosco e foresta

Sei Fauno caprino, che danza e fa festa

 

Pan per i greci, Cernunnos ai Celti

Grazie del flauto, tra i doni prescelti

Duran funerali, è dolcezza più antica

Lo spirito unisce, alla fonte musìca

 

Magico arcano, strumento di cura

Addolcisce ed incanta, ogn'anima pura

Grande sciamano, cornuto e saltellante

Di piante e animali, protettor e garante

 

Insegni rispetto, nel bosco tuo tempio

Se sei disturbato, abusato con scempio

Intervieni di certo, lanciando il pavor

Gran panico d'urla, terrore e dolor

 

La pelle tua screziata, è la licè del sole

Mentre le tue corna, la luna che rinasce

Ti chiaman Pan Liceo, cuor d'ogni natura

Scibile esistente, nel grembo che matura

 

Pan vecchio-fanciullo, oltre uman saggezza

Un piede all'altro alterni con più leggerezza

Chi scopre la tua danza, ride con costanza

Un gioco circolare, or vede in ogn'istanza

 

Per zoccoli di capro, con cui percuoti terra

Conialo oppur Ticone, ti chiaman a Volterra

Sei colui che scuote, ogni polver di materia

Tramite l'impronta, crei forme d'ogni sfera

 

Diraman le tue corna, in Satiri e Panisci

Infinite e sfaccettate, entità della natura

Molteplici presenze, enzimi in più colture

Diabolico vuol dire, divider due a due

 

La coda è antica, radice di coscienza

Seno e doppio fallo, natura ermafrodita

Tali due nature, in Te fondono un tutto

Quella di animale, protesa a umano frutto

 

Pan sei cacciatore, ti sdoppi nei due sessi

Nei satiri maschili, e le ninfe femminili

Sei l'unica realtà, attrice e spettatrice

Fatta di pensieri, di mente incantatrice

 

Esisti solo tu, Sei multi ed universo

Amore è per te stesso, ieri com adesso

Tu sei l'inventore, della masturbazione

Suoni flauto e danzi, in continuazione

 

Flauto o la zampogna, divide all'infinito

La vita in melodie, da un fiàto di libìdo

Azione che armonizza, la forza istintuale

È Pan che da alimento, al tuo spirituale

 

Il simbolo del sette, sono i sette Centri

In cui danzan le Ninfe, amate da dio Pan

Le Ninfe trasformate, in canne voci e pini

Dissolvono nel Tutto, gli ego lor confini

 

Pan sei la natura, profonda della vita

Dio di proprietà, confini e identità

Erri di tra i campi, boschi monti e grotte

Contrade solitarie, proteggi giorn e notte

 

Sei spesso venerato, con nomi multiformi

Pan Fauno e Sileno, Priapo Satiro Silvano

Sei un dio universale, docente degli Dèi

Presente in ogni luogo, erotico tu Sei

 

En to Pan, Tu sei Uno e pure il Tutto

Natura naturata, che gode di sé stessa

Pan sei penetrante, vulcano primordiale

Il Lazio di Saturno, aspetta a ritornare

 

Pan o Dio dei boschi, camminaci vicino

Dietro e dentro me, prestami i tuoi occhi

Fai vivere quel bosco, delle sue creature

Ninfe fauni ed elfi, gnomi e fate pure

 

Ballano in cerchio, diversi per fattura

Cantan lavorando, gli esser di natura

Fan celebrazione, enzimano ogni cosa

Danzano in continuo, quasi senza posa

 

Tutto accade ora, attorno grande quercia

Flauto Pan in mano, suono per far breccia

La melodia che senti, è il coro degli uccelli

Squisito contrappunto a flauto negl'ugelli

 

Seduto sotto un Leccio, vidi una figura

Danzar assai graziosa, un metro forse più

Era un fauno tipo, mento orecchie a punta

Zoccoli e cornette, e pelle miel trapunta

 

La piccola creatura, mi guarda poi si siede

Mi disse che viveva, nel Giardin dorato

Lui abita una sfera, altra di esistenza

Lavora ad aiutare, la quercia sussisteza

 

Entrai in un'atmosfera, più straordinaria

Nuda camminando, un'aria assai più densa

Formicoli sentivo, come arto addormentato

Un fauno era al mio fianco, sotto tale stato

 

Sai chi sono io? Mi parla il grande Pan

Sorriso che beffardo, scintilla nei suoi occhi

Panico deriva, da timor di mia presenza

Demonio di paura, fu detta la mia essenza

 

Se son vicino a te, non senti repulsione?

Non vedo la paura, sorger nel tuo cuore

Ebbene eccomi quà, son servo di natura

Aiuto umanità, sebben m'inquin e oscura

 

Un tempo mi derise, una cristiana chiesa

I zoccoli e le corna, mutarono in offesa

Natura fu peccato, si venne ad oscurare

La vita materiale, e la gioia di cantare

 

Ovunque tu risiedi, Pan-thèon vitalità

Sei il Dio delle foreste, non hai malvagità

Tu sei l'umor di bosco, di pini umide foglie

Dolce odore muschio, incenso delle soglie

 

Pan vuol dire prana, num vitale o mana

Cosmica energia, presente là in natura

Appare nelle grotte, sorgente chiara luce

Spirale di lavoro, sudor che quà riluce

 

Gli antichi Arcadi, adoravano il dio Pan

Qual Fauno protettore, accolto a dimorar

In onor del suo bicorne, si celebrano i riti

Per propiziar le greggi, al tempo delle idi

 

Soffiando fiato, in canne lunghe e brevi

Quattro intervalli, trovarono gli Arcadi

Aggiunti ad altri 3, fan otto for del flato

Simulan le canne, forati in un incavo

 

Come la radice, di canne è là in palude

Così l'arte musìca, è cuor dell'inventore

L'umido d'un fiato, dona un dolce tono

Mentre secco fiato, dà muggito stono

 

Voci lamentose, aleggiavano sui mari

Pan si disse è morto! S'avvia l'era cristiana

Fauni con le Ninfe, piangevan la scomparsa

con Naiàdi e le Driadi, divennero una farsa

 

Gli umani poco a volta, emigrano in città

Adoraron vana gloria, lo sfoggio delle idee

Tu divenisti un vecchio, tolto da ogni luce

Alla fine poi moristi, demonio sulla croce

 

Oh grande Pan! dal tutto fosti un niente!

Deriso e sputacchiato, tu che sei sorgente!

Le ninfe furon streghe, i fauni ciarlatani

Ti aggiunsero lo zolfo, nei fuochi saturnali

 

Sorto dall'Arcadia, ridotto a una menzogna

Dalla mente umana, che nega alla bisogna

In America nativa, riemergi nei convivi

Accarezzi la tua barba, riempi i cuori vivi

 

Tu Pan che ogni cosa, riunisci nella vita

Sei forza delle piante, sprizzare delle fonti

Fai correre la linfa, negli alberi e le querce

Germogli nel frumento, divieni pane merce

 

Rinasci assiem ai cicli, perenni di stagione

Splendente tu ritorni, là nel Rinascimento

L'oceano riattraversi, in direzione inversa

L'America custode, in Europa ti riversa

 

Ti chiaman i nativi, Grande Wakan tanka

Spirito Supremo, e loro Anima Assoluta

Tu racchiude il tutto, poiché sei Pan in sé

Cantano i poeti, Io son Pan e Pan è Me

 

Nacque dal Tuo ventre, intera umanità

Come un bimbo nato, dice ciao mammà!

Vivevan tutt'insieme, umani con ambiente

Fino a ché un idea, ti escluse dalla mente

 

Ogni cosa aveva, sua propria volontà

L'Albero si spinge, in alto verso i rami

Mentre in basso affonda, forti le radici

Il suo possente intento, forma le pendici

 

Vivo in un capanno, ai piè delle Rocciose

Un grande pino s'erge, simile a un custode

Roccia d'un vivente in continuo mutamento

Vive una sua vita, a ognì stagionamento

 

Sibila a ogni vento, che viene giù dal nord

Presso la mia casa, produce il suo silenzio

A raffiche ora soffia, il vento del deserto

Resiste e fruscia acuto, sibila in concerto

 

L'albero il vigore, succhia dalla terra

Si libra poi su tutto, assorbe la Tua luce

Da viscere del mondo, nell'anima racchiude

Quel fremito legnoso, e lento vita schiude

 

Dona vita agli altri, spesso ci incontriamo

Lui penetra mia vita, a vicèn c'influenziamo

Lui parla la sua lingua, in amore cerca me

Rivendica esistenza, più o meno come Te

 

Gli viene da di dentro, la sua resistenza

Magnifico contrasto, di tronco nerboruto

Sento che mi cambia, la vita nel profondo

Fremo di energia, che eman a tutto tondo

 

Tenace esprime vita, pur irraggia attorno

Vigor di sua presenza, e fiero io ritorno

Selvatico mi forma, sua forza lui mi dà

Spande suo profumo, che d'erotismo sà

 

Esalo trementina, par che gli assomigli

Oh albero concedi, un poco tuo potere!

Aiutami alla vita, ti do un pò dell'umàn

Brandello mia veste, strappa col tuo ram

 

L'aprire o chiuder porte, alla ricettività

È segreto del rapporto, col pino oppure Pan

Se dico son sciocchezze quelle che io sento

Scambio d'energia, tronco in un momento

 

S'apro la mia porta lui effonde sua energia

Dal tronco resinoso o sussurro dei suoi aghi

Lo dicono i nativi, specie quan gagliardi

Fanno danza sacra, attorno pin vegliardi

 

Tu grande albero, ti ergi con gran forza

Assorbi dalle viscer, la linfa della terra

Guardati da me, o vecchio antico Pan

Ti toglierò la vita, per ceppi e travi far

 

È l'atteggiamento, il punto della svolta

Se tra noi tu vedi, solo un fier contrasto

Oppur s'accrescerai, la sensazion che tutto

Possiede sua ostinata, esistenza dopotutto

 

Uno special rapporto, vivo avrai con me

Arricchimento in vita, simbiosi va da sè

Prova là nel campo, come fosse un gioco

Là sulle montagne, notte attorno al fuoco

 

Guard ora la fiamma resta in piedi e scalda

Con voluttà le cosce, le natiche e le spalle

In faccia tu vedrai, un legger sorriso Pan

Contempla coi tuoi occhi, danza delle fiam

 

Bevo il tuo calore, l'assorbo nel mio corpo

Prendo la tua vita, ad alimentar la mia

Albero son caldo! Son forte e son felice!

In questa notte fredda che monte benedice

 

Torna pure o fuoco! come miele torna

Miele della vita, fissato dentro un pino

Nel sole risiedevi, poi l'albero ti prese

Ora là sul fuoco, ritorni in sol distese

 

Il profum del pino, che brucia pare miele

Un vecchio suggerisce, attento non parlare

Altrimenti la parola, darà la morte a Pan

Dio che può soffiar, nel flauto a sette can

 

Riscopri che lo scopo, di viver la tua vita

È viverla in profondo con ciò che ti circonda

Un vivido rapporto, tra l'uomo e l'universo

Tra ciò ch'esprime vita, in modo multiverso

 

Quando vien mattino, il fuoco pare morto

Le cener della notte, restano sul posto

Su di esse soffierò, a ridestar contatto

Tra l'essere partito, e l'essere ch'è intatto

 

Memoria di antenati, è calore di contatto

Bevuto il suo calore, Pan rimane intatto

Mentre il sol tramonta, prendo sua potenza

Dal calor di cervo che m'ha donato essenza

 

- dono del cervo

Arde il cacciatore, poi s'alza con silenzio

Fa cuocere la carne, e il cervo dà l'assenso

Spossato e tuttavia, lui emana una potenza

Raccolta da suo ventre, con grata riverenza

 

C'è una grande roccia, s'erge sulla pista

Oh tu grande roccia! Aiutami alla caccia

Dammi la fermezza, io ti farò un omaggio

Uno stupa piccolino, ti dono come assaggio

 

Il vecchio cacciatore, fucile oppure altro

Nel suo animo profondo, parla col cerbiatto

Dimmi dove sei, con le agili tue zampe

Ti sento ti conosco, donami tuo sangue

 

Si muove ora furtivo, proietta fuor di sè

La primitiva essenza, dell'uomo cacciatore

Trova infine preda, con psiche non per caso

Prende poi la mira, per volitivo incanto

 

Se non c'è difetto, in sua astratta volontà

Il bersaglio sarà preso il cervo è soggiogato

Egli avrà lasciato, che sua vivida coscienza

Resti ipnotizzata, da cacciatore essenza

 

Si isola oggi l'uomo, spesso sempre più

Nel cuor della meccanica cerca un vano dio

Rifiuta ogni rapporto, fuor delle invenzioni

La noia sta in agguato, senza condizioni

 

Le cose conquistate, l'uomo invero perde

Un mondo reso schiavo serve poco o niente

Riduce quel mistero, che le anime connette

L'incontro viene meno, la vita resta inerte

 

Tutti abbiam bisogno, che l'universo viva

Perché possiamo viver, noi dentro di esso

Se l'universo è vinto, Pan rimane morto

Nulla più rimane, a una vita senza porto

 

Pur oggi tra i nativi, dio Pan ancora vive

Ma piano sta morendo, a suon di civiltà

Se gl'offri l'occasione, d'esser meccanizzato

Il selvaggio uccide Pan, più del civilizzato

 

Anche civilizzato, puoi scegliere universo

Meccani conquistato, o quel vivente in Pan

Poter antico vedi, che gioca ad infiammare

E in un bicchier di vino, cura a rallegrare

 

Fuggi la conquista, se vuoi che Pan ritorni

Puoi vivere per viver, non per conquistare

Soffrir potrai la fame, oppure le fatiche

Ma cosmo a te vivente, parla e pure ride

 

Ecco là la Luna, che affiora su nel cielo

Mi turba nella sera, mentre la contemplo

Le donerò qualcosa, a mezzo di una donna

Voglio ringraziarla, del don delle sue corna

 

Questa è la forza, di Pan nel cuore umano

Che fare ora che, universo e conquistato?

Smetti spadroneggio, scegli la simbiosi

Fra te e l'intero Pan, rapporti più gioiosi

 

Pan è acqua veloce, scende giù dal cielo

Mentre lentamente, risal vapore in alto

È pure fuoco sole, che piante portan giù

Mente più veloce, brucia e torna su

 

Pan divin d'Etruria, d'Africa e Oceania

L'America ti vive, da Europa fino all'Asia

Sui monti e nelle valli, deserti e le foreste

Sei fuoco saturnale, sei l'acqua di tempeste

 

già i Rasna e Romani, mangiavano il puls

Pappa farro e grano, di macina a mulino

Poi il rinascimento, introduce il lievi birra

Enzima d'orzo che, ora il grano insigna

 

Scoperta del pane, spontanea da piante

Poltiglia che al fuoco, cambiava il sapore

I chicchi pressati, tra due pietre mole

Davan farina, per pappa acqua sole

 

Lievitazione d'Egitto, accade naturale

Impasto si riposa, e scende a riscaldare

Cotto vien su pietre, in buca del terreno

Da fuoco riscaldata, qual utero fornero

[12]

ha ricette d'alleanza, pizza zuppa buona

 

Le piogge furon tante, marito s'alza prima

A cercar funghi nei boschi, presso cascina

A sera poi consuma, coi bimbì il formaggio

Una torta al granturco, e frutti d'assaggio

 

I bimbi ora sazi, vanno fuori a giocare

Correndo nei prati, e urlando nel fango

Nessuno li sgrida, purché rientrin casa

Prim di tramonto, a evitar la sgridata

 

Moglie col bimbo, fasciato al torace

Scende in dispensa, riserve ordinare

Più sacchi farina, di grano e orzo che

Suo marito al mulino, portò l'altro ièr

 

Farin ha vitamina, e latte dur diec'anni

Miel assai mantiene, più mineral contiene

Sale è un essenziale, per tuo metabolismo

Aggiusta vari cibi, e cura il meteorismo

[13]

Allevano maiale, all'aria o in tufe grotte

Ucciso nell'inverno, asciutto freddo forte

Così da conservare, meglio le sue carni

Fin stagion estiva, sfama tutti quanti

[14]

Poll'oca e coniglio, arrosto cucinati

In giorni di festa, con gli orti ricavati

I dolci con le noci, coi ceci fan ravioli

Mandorle frittelle, speziati castagnoli

[15]

Napoletano cuoco, scopre pizza in sogno

Cibo ora mondiale, che porta la speranza

Coinvolge tutti sensi, gusto vista e olfatto

Al mondo offre simbiosi, tramite contatto

 

Le notti dell'inverno, or scivola nel sogno

Arriva allor Natale, famiglia ad aggregare

Amici or ci s'incontra, insieme per cantare

Parlar dell'an trascorso, cenare ringraziare

 

Gennaio e Febbraio, brucian nel camino

Di loro solo resta, buon cener grigio fino

S'allungan le giornate, un ann è passato

Marzo è arrivato, e il sole ha riportato

"..."

Tripudium di catarsi, appaga fame gioia

Piazza incontro-scontro, tra spiriti cultur

Cuoco in sogno vede, Cristoforo Colombo

Viaggia e scopre doni, ingrediè del mondo

 

Gaia antico regno, steso in mezzo al mar

Regina Margherita, fa saggezza governar

Affluiscono più genti, da svariate civiltà

Fan variopin commerci, grazie a libertà

 

Nascono tensioni, a causa incomprension

Tra e diverse genti, che a Gaia fan affari

Scontri e divisioni, offese in un crescendo

Regina Margherita, or medita un solvendo

 

Duran suo compleanno, indìce grande gara

Un dono originale, chi lo vuole le può fare

Questo sia capace, di riunire e pacificare

Genti del suo regno, e gran pace riportare

 

Tra vari pretendenti, cuoco un pò distratto

Un dì nella bottega, impastava la sua pasta

Pei marinai del porto, facea frittel focacce 

Sogna la regina, in mani ha tre borracce

 

Impasta acqua e farina, sale con sudore

Lo spirito ancestrale, l'ispira e fa sognare

Viaggia nel passato, alle origin di focaccia

Vede gli ingredienti, come fosse a caccia

 

Dal pescator ha sale, d'agricoltor farina

Fiume gli da l'acqua, il vulcano l'arte forno

Un fiato spir di Pizza, incontra poi affamato

L'accoglie dentro se, un corpo gl'ha donato

 

Rinato or lui s'ispira, a un cibo tricolore

Fatto da verdure, cocenti in calderone

Il lievito sudore, fermenta le sue idee

Buon vino sal in corpo, come fan maree

 

Parte ad esplorare, cercare gl'ingredienti

Quei numi tutelari, dei var cibi delle genti

A bordo d'un vascello, fumoso s'abbandona

Sogn esser Colombo, che America sorvola

 

Fa cònoscenza d'indios e frutto sconosciuto

Tomatl è suo nome, pomò d'oro battezzato

Rosso fiero nume, che un indio cant'intona

Danza di sonaglio, e tambur vibrato suona

 

Pomo ora gli parla, l'insegna a conquistarlo

Egli ama far la danza, e vuol esser divertito

Miei semi innaffia allegro, là nella tua terra

Io dono sia per te, e la regìn di Gaia bella

 

Cambia scena sogno, ora è su montangna

Cammina su sentiero, incontra dei pastori

Lor gl'offrono del cibo, fatto con del latte

Mozzarelle bufaline, munte appena fatte

 

Gli presentan il folletto, o spirito del latte

Faunetto femminile, di color bianco lunare

Tièn poppe rigogliose, a nutrire la natura

Danzano i pastori, per Gaia regin pura

 

Intonan canti a Fauno, polifonici e vocali

Abbigliati con le corna, e le pelli di bovari

Miman dentro cerchio, la capra loro totem

Zampogne camapanacci, zoccolan le note

 

Mungono la vacca, e prepàran mozzarella

È dono dei pastori, deserti e di montagne

Preso il canovaccio, il cuoco parte ancora

Sogna Marco Polo, che fa sua mediatora

 

Cammina tra giardini, stracarichi di spezie

Incontra due gemelli, Re magi della Media

La terra da cui nacquer, prime fluide civiltà

Recan spezie verdi, per poterlo consacràr

 

Olio-oliva e Basilisco, presentano le spezie

Numi e spiriti odorosi, di aromatica fattura

Sollevano coscienza, consacran fiuto senso Lubrifican la mente, in armonico consenso

 

Consacra la tua pizza, dòn per tua regina

Rivolgono 2 magi, parole al cuoco in rima

Nei secoli a venire, l'alleanza è ricordata

Da fumante pizza che, insiem è consumata

 

Cuoco or risvegliato, affetta tre ingredienti

Spalma su focaccia, e incuba in caldo forno

Ode inno di trapasso, metamorfosi di danza

Ingredienti in sofferenza, purifican l'istanza

 

Urla del tormento, nel processo mutamento

Cottur ed alchimia, trascendono ingredienti

Nel forno or danno vita, alla Pizza tricolore

Risveglian col profumo, palato redentore

 

Nasce or la coscienza, da un cibo genuino

Col suo lievito sudore, l'uomo enzima fino

Pizza nuovo piatto, di multietnica alleanza

Sia cibo redenzione, regin della pietanza

 

Spettacol di natura, che in essa ti rivela

Presenza degli dèi, voluttà e Venère vera

Motore dell'unione, in gioia condivisione

Dòn della regina, a sfamar popolazione

 

Chapati sol farina, più acqua con sale

Facoltative uova, impasta ad ottenere

Un omogenea pasta, come per la pizza

Poi delle palline, con le tue mani strizza

 

Nel palmo della mano, bene tu modella

Al termine con mani, tosto poi spiattella

A mo di focaccine, sen lievito è chapati

Metti in teglia e fuoco, senz'olio cucinati

 

Per circa due minuti, rigira e si rigira

Presto l'è finito, non ha bisogno d'olio

Puoi preparalo ovunque, è cibo genuino

nato dal deserto, è semplice ed antico

 

L'Appam è una focaccia, di farin di riso

Tosto è macinato, e in polvere ridotto

È cotto nel vapore, bollito od impastato

Metto pure cocco, fritto o fermentato

 

Se lievito per pasta, ancora io non ho

Prenderò un impasto, d'acqua di farina

Inacidir lo lascio, pur per qualche giorno

Grazie ai lievitanti, che volano d'intorno

 

Frittelle ben croccanti, appena fermentate

Con miele burro e sale, assiem alle verdure

Le mangi col chapati, ch'è pan non lievitato

Curd l'accompagna, nel continente indiano

 

- acquacotta, zuppe, risotti, belip

 

Mediterranea dieta, di sopravvivenza

Le carestie allontana, pur la pestilenza

Consumo di famiglia, fu ceci fave e orzo

Dieta di emergenza, nei secoli di sforzo

 

In tutti i focolari, presente era una pigna

Con sedano e cipolla, per fare la minestra

fagioli sera a bagno mattina cambi acqua

sciacqui poi li cuoci, ventì minuti saggia

 

È pasto quotidiano, per molti contadini

Acquacotta panzanella, misto con le erbe

Pane messo a mollo, zuppo olio e cipolla

Menta o altra erba, che d'estate affolla

 

- Acquacotta e panzanella

(Poesia di G.Zena agli abitanti della Tuscia)

 

So passate ‘n sacco d'anne

Ma ‘l sapore de quel piatto

No lo posso più scordà.

Ero fijo, sett'ott'anne,

e ‘il mi patre me portava

ogni tanto a trovà ‘l nonno,

lui contento ce ‘nvitava

a magnà quello che c'era,

acqua cotta e baccalà.

Voio datte la ricetta

De sto pasto profumato

‘n po' da tutte ricercato

Ma che poche sanno fa:

la mentuccia e na patata,

pomodori e cicorietta

spicchi d'ajo e cipolletta

e quant'altro troverai,

loffe, strigoli, spinace

prataroli e pastinache;

tutto dentro la pignatta

con ‘n po' d'acqua

e ‘n po'  de sale;

poi se tu la  voi speciale

metti n'ovo o ‘l baccalà.

Quann'è cotta la patata,

giù sta broda profumata

nel bacile sopra ‘l pane

e poe ojo a profusione.

 

Per zuppe del deserto, serve sol un fuoco

Una pentola con acqua, messa su a bollire

Si fa poi una mistura, coi vegetal presenti

ridotti in pezzettini, coltello lo consenti

 

Zuppa di fagioli, verdur pane e cipolle

Sedano e patate, finocchio oppur carote 

Tre quarti d'ora circa, in pentola normale

Pentola a pressione, se vuoi accelerare

 

Lenticchie  con cipolla, sedano e carota

Dopo la raccolta, sciacqua in acqua fresca

Se non le consumi, chiudi nei sacchetto

Dopo aver seccato, a sole e vento secco

 

Riso con verdure, con zuppa di lenticchie

Con dita vien mangiato nel Nepal è frequen

Spaghetti ai vegetali, pure con formaggio

Miscele di verdure, più piccantin assaggio

[16]

 

- Zuppa el frantoio

lessare piantine di cicoria, foglie di borragine e semi di finocchio, versare tutto su bruschette, strofinate con aglio e condite con olio di oliva e sale. le verdure andrebbero sempre salate dopo la lessatura che deve avvenire in poca acqua e pentola a coperchio.

 

- ricetta russa del Belip

Alexei A.Pokrovsky, direttore degli istituti di scienze mediche alimentari dell'ex Accademia sovietica, studiando la longevità dei vegliardi montanari del Caucaso, sviluppo la ricetta Belip, un alimento energetico e dietetico per la salute di tutti i russi, atleti e cosmonauti in particolare)

 

1/2 kg di merluzzo spellato e disossato; 1/2 kg di ricotta (temp.ambiente);

1/2 tazza di olio di girasole od oliva;

1 grossa cipolla; 1 gambo di sedano tritato;

1 cucchiaino di aneto essicato o finocchiella;

1 cucchiaino e mezzo di sale marino;

pizzico di pepe fresco o peperoncino se piace.

 

Bollire a fuoco lento il merluzzo in acqua leggermente salata, finche la polpa si sfaldi con la forchetta, scolate, raffreddate, schiacciate fino a purea e aggiungete alla ricotta in zuppiera. Fate saltare cipolla e sedano in olio caldo e lasciate raffreddare un momento, unite soffritto al pesce e ricotta, cospargete di semi di aneto e sale e pepe secondi i gusti, mescolate il tutto.

 

Nel Riso tuo bollito, poni farin di mais

Può rendere leggeri, gl'intestini umani

Col riso o polenta, sugo pure in bianco

Con un filo d'olio, e poco sale al fianco

 

risotto con Pesto di ortiche

Tagliuzzare un mazzetto di cime e foglie tenere di ortiche e poi farle rosolare in olio con erba cipollina. Passare parte del composto al frullatore con l'aggiunta di un cucchiaio di grana padano, un cucchiaio di farina ed una tazzina di latte. Cuocere il riso sul fondo aggiungendo, al bisogno acqua bollente. A metà cottura unire al riso il pesto e, a fine cottura, mischiare il grana

 

- pasta/riso ai funghi porcini

cuocere i funghi con olio, prezzemolo, aglio e, aggiungere a fine cottura, i pomodori pachino tagliati a metà facendogli fare una media cottura. Ripassare la cicorietta, già lessata, con aglio olio e peperoncino. Unire tutti gli ingredienti e amalgamare per qualche minuto. Lessare i fusilli al dente (o riso a vapore), condire con il preparato e servirli cosparsi di prezzemolo tritato.

 

Mangian contadini, fave e pecorino

E cacio con le pere, pan e fichi secchi

Sul lago di Bolsena, anguilla e lattarini

Minestrin con brodo, all'erbe odori fini

[17]

Buon olio d'oliva, è dieta che contrasta

Tumori e malattie, cardiovascolari tipo

Acqua e farina, di granaglie macinate

Fan Rasna fettuccine, d'uovo rinomate

 

Fette pan tostate, per colazion crostini

Oppur crostoni conditi, d'olio e fegatini

Di polli o piccioni, o lepri in cacciagione

Marinati aglio e salvia, mela e limone

 

Cuoci lombrichelli, gnocchi o visciarelli

Con sugo ed olio , aglio e peperoncino

Prezzemolo e carota, sedano e cipolla

Semi di finocchio, gratta pecor forma

 

Patate cotte al forno, oppure all'uccelletto

Zucchine o melanzane, oppur verza bollita

Spiedini al rosmarino, o petti col limone

Gli fanno compagnia, senza far rumore

 

Frittata di patate, al forno con cipolle

Falle come vuoi, sbattute con forchetta

Zuppa sale ortaggi, buon reintegratore

Di varie dissenterie, dà Sali e dà calore

 

Pasta amatriciana, o penne all'arrabbiata

Spaghetti carbonara, col pesto o pomodoro

S'ha capperi con ceci, è grande puttanesca

Agli'olio è piccantino, o pomodorina fresca

 

Vongole in spaghetti, o pasta con il tonno

Un risotto pescatora, legumi o zafferano

Boscaio tortellini, in brodo o gorgonzola

Con formaggi e funghi, oppure delle uova

 

Carni oppure pesce, potresti tu mangiare

Sgaloppine al vino, o birra puoi assaggiare

Braciole di maiale, o rustì polletti al forno

Prosciutto e formaggi, limon di petti pollo

 

Acqua ora ricopra, metà del tuo capretto

Metti se lo tieni, un pò di pomodoretto

Cuoci a fuoco max, aspetta poi che bolle

Lascia a fuoco min, un ora circa occorre

 

Senz'olio ne acqua, agnello in padella
metter le spezie, a crudo tutt'assieme
Aglio con cipolla, sedano ed origan

Un pizzico di sale, vino e olio d'oliva

 

Un pollo a cacciatora, ben fai arrosolare

Prosciugalo dall'acqua, aggiungi vin cipolla

Pomodoro e aglio, prezzemolo con sale

Il pollo assorba tutto, a fuoco regolare

 

Varia con patate, messe a spicchi sopra

Condite già col sale, con l'aglio e la cipolla

Aggiungi pomodoro, a spicchi tutt'intorno

Origano e prezzemol, olio e giù nel forno

 

Tè alla menta, con foglia fresca e miele

O un cappuccin di tè, con pizzico di burro

Non mettere lo zuccher, bevi sorseggiato

È un tibetano Tè, che ha sale miscelato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Libertages 2014 (Riso e cereali, mito di Ceres/Libera, mito di Watakame)

  Pamela bolle Riso, a calmare mio intestino
assieme la polenta, ovvero Granturco fino
aggiunge erbe e spezie, un poco sale e olio
infine preghiamo Pan, in canto di rinnovo

Grano germina e cresce, è basso in Inverno
fa cespo a primavera, il fusto e poi la spiga
le spighe vò tagliare, in estate nel cestino
sgranate e separate, con un setaccio fino

il Grano sottopaglia, o al pascolo falciato
al prato è concorrente, legume è tollerato
gramigna assai lo frena, in pascolo tenace
allor preparo suolo, con la Bardan verace

giù nella Maremma, ho colto Grano e Farro
all’aia l'ho battuto, spulato ed ammassato
molito poi al mulino, farina sua impastavo
a dar focacce e dolci, con vino li mangiavo

Farro buon raccolto, semino in Autunno
non chiede concimi, da fabbrica di turno
è semplice coltura, Erba medica le basta
regge le malerbe, raccolgo a luglio tarda

Farro cuor di dieta, del rito cumfarreatio
in pre-romane nozze, da sposi è consumato
proviene da montagne, di terre di Anatolia
resiste marginale, sugli Appennin d'Italia
non ama il clima secco, sotto le montagne
assieme olive e olio, è buono Spelta pane

Orzo Hordeum vulgare, è antico cereale
fermenta e da la birra, grazie al Cerevise
Orzo usato a preparare, più salutar tisane
mischiato a Grano nutre, gladiator romane

Cibo delle masse, per carestie e disastro
Economico cereale, adatto in ogni spazio
l’impero lo supporta, strategico alimento
cresce nella pace, dove non può il Frumento

comprende molte specie, perenni ed annuale
da Etiopico altopiano, pionier fin sulle strade
resiste ben al freddo, la varietà invernale
e in estive siccità, ha ciglia assai ristate

Riso ben si adatta, a ogni tipo di terreno
sabbioso od argilloso, neutr’acido alcalino
purchè vi sia dell’acqua, per intervenire
nei casi in siccità, o paludi a non finire

erbacce han monopoli, su suoli sbilanciati
gramigna coda volpe, conquisto a Trifoglio
di Riso per asciutto, ogn'anno scelgo spighe
ad aver migliore seme, adatto a mie fatiche

Riso è Oryza sativa, tien Fior ermafrodito
venti ore luce al dì, tal pianta vuol di rito
mio istinto e umidità, periodo sa indicare
con Riso scuro colgo, a mazzi fò seccare

narraci ora Taras, la cura del malocchio
fuoco sant'Antonio, al ballo di san Rocco
del fungo parassita, di segale e dell'orzo
la fredda sudorazio, tremore senza sforzo

se Acqua di madonna, toglie l’occhiaticcio
il curandero segna, con acqua oli e candele
il piatto tiene l’acqua, accesa è la candela
L’olio segna fronte, poi cade giù e rivela

Ergot epidemie, in bevande e fuoco sacro
legate all’ingestione, pan segale cornute
sant'Anton d'Egitto, scoprì la cura in rito
acqua vino e grasso, del maialin suo amico

in cattedral dei Goti, curan gli Antoniani
convulsus o gangrenus, malesseri rinati
l’ordine arricchendo, va poi degenerando
vietato infine và, giràr solo questuando

Argo fu uomo lupo, alimenta le leggende
dell'essere selvaggio, visto a lune piene
invocano Dea Diana, regin del focolare
lo spasmo e la libido, iniziano a danzare

Meri dea del mare, tu hai diecimila nomi
luna madre al sole, e Dea di guarigione
Vergine che crei, dall’utero tuo tempio
balsamo di umani, immagini d'esempio


inizi di sessione, ansia nausea estrema
panico talvolta, per morte di ego psiche
Fiducia alla tua guida, facilita il transire
esperienza di morire, elimina il soffrire

un Delysid rilassa, riduce ansie nevrosi
cauto coi pazienti, depressi o con nervosi
attenua una barriera, tra l'ego e la realtà
aiuta nei pazienti, vecchi traumi superar

Raseno narra in versi, l'inno di Demetra
il ciclo vita-morte, nel mito di un Mistero
alla base dei rituali, di antica religione
in più massonerie, và il canto fondatore

son culti dei Massoni, diffusi dai Pelagi1
vari dèi del mare, steppe ed orzi campi
Eleusi sia modello, santuario rinomato
forma imperatori, d'imper greco-romano

l'inno di Demetra, descrive iniziazione
attraverso la bevanda, chiamata ciceone
Erme psicopompo, sciamano poeta fino
viene detto Ade, Carmelo e pur Kadmilo

l'altri son Demetra, Core assieme Hades
son tutti celebrati, a Eleusi in riva al mare
Dea Cerere è Demetra, Regìn della Natura
Lei dona i cereali, e la ritmica struttura

Core Phersicore, è Persefone sua figlia
un dì durante l'anno, stava presso Nisa
i fiori raccoglieva, qui nel mondo umano
quand’Ade la rapì, fè sposa di sua mano

poi Cerere scoprì, il via libera di Giovè
la figlia disperata, ricerca in ogni dove
vagabonda e giunge, a Eleusi a riposàr
al pozzo Callicoro, in maschera mortal

seduta silenziosa, col velo sul suo viso
già è ospite di figlie, cordiali del re Clio
assorta nel dolore, è distratta da Iambè
che erotica con scherzi, mostra suo sedèr

Demetra ricorda, la Dea sole Amaterasu
riportata in cielo d'est, dal rumore e risa
Uzume nippo sciamana, danzò coi genitali
provocando eccitazione, di Dei e di umani

Iambè porge vino, Ceres lo muta in Kikeone
bevanda che permette, veder la figlia Core
dal regno dei morti, ognun vede il mistero
rivede gli antenati, mai morti per davvero

Demetra poi ringrazia, e rivela sua natura
il viaggio continua, l'Olimpo ancor l'indigna
a Eleusi lascia tempio, memoria della figlia
per dare iniziazione, ai misteri della vita

Demetra poi scatena, sulla terra siccità
minaccia d’estinzione, l'intera umanità
fra gli Dei di Olimpo, rifiuta di tornare
Dio Giove soluzione, riesce a escogiate

sei mesi d'inverno, la sposa sia con Ade
poi nel resto d’anno, Persefone riappare
Fiorisce a primavera, al mondo vegetale
Demetra soddisfatta, a Olimpo và tornare

quan Persefone discende, arriva l'inverno
lei opera nel buio, gradual preparazione
Lei sàl dal sottosuolo, durante primavera
e rivela i suoi misteri, all'uomo Trittolemo

gl'insegna coltivare, al mese Antesterione
Orzo sacro Cereale, e la civiltà interiore
da Febbraio-Marzo, comincian l'iniziandi
a far preparazioni per la trasformazione

i loro mistagoghi, insegnan tutti i riti
al fin di prepararli, a conseguir i miti
veglie con digiuni, canti e danze sacre
le gesta di Demetra, Persefone con Ade

e rivivono nel tempio, l'origine di tutto
vedon la Regina, suo ventre Tago frutto
in Eleusi gli iniziandi, bevon Ciceone
discesa sottosuolo, purga e morte sorte

lo scopo è stimolare, beatifiche visioni
per l’anima curare, dalle false divisioni
Vedono nel buio, natura e compassione
bellezza e tragedia, di ogni stagione

il giovane uomo, fa sua trasformazione
s'attua vita e morte, poi resurrezione
il giovane Cabiro, fa sua celebrazione
diviene un adulto, teatrale imperatore

celebra mistero, nel rito di passaggio
l'eterno spettatore, vede fato assaggio
la Scuola è circolare, due piani d’edificio
ermetica ben chiusa, pei ladri è dur'officio

Mercati e processioni, spese e pur’incassi
sòn sotto controllo, di vigil magistranti
già guida un sacerdote, la purificazione
per tutti l'iniziandi, segue confessione

Donne e fanciulli, pure sono ammessi
in cerimonie, in date e luoghi omessi
due sole condizioni, per essere iniziati
obbligo al segreto, non essersi macchiati

Iniziano ad Atene, con un pellegrinaggio
diretto verso mare, prove nel passaggio
migliaia di studenti, ognuno ha suo tutore
pur semplici curiosi, fanno processione

salmodiano diretti, in Elèusi direzione
Invocano dio Bacco, Dio d'ispirazione
passano sul fiume, sopra stretto ponte
che tra vivi e morti, rappresenta il fronte

pellegrin raccolti, ora vengono insultati
da oscen'imitatori, da Iambè mascherati
giunti a Eleusi a sera, folla salmodiante
s’alza poi discende, una luce penetrante

è visione collettiva, di forme venerande
uomini paesaggi, mondo assai più grande
i Cimbali con fiati, e timpani con cetra
diffondon la melodia, che suscita follia

da covo ben segreto, mugghiàno risposta
Taurini imitatori, del tuono della grotta
la grotta nella roccia, è detta Plutoniòn
Passaggio del Dio Ade, signor di sottomòn

che porta in oltretomba, Persefone natura
e concede a primavera, se dissipa foscura
la stanza sacerdoti, è agreste Anaktoròn
il Rituale dei Misteri, si fà al Telesteriòn

una sala ritoccata, quan crescono fedeli
nei secoli risplende, una luce dei Misteri
centro è illuminato, a lucerne di candele
sorvegliata porta a sud, da Ercole-Michele

all’interno del recinto, accade cerimonia
fedel or’esperisce, mistero della gloria
seduto sui gradoni, ora beve il ciceone
nel buio più completo, poi inzia la visione

dal regno morti sale, torna al suo convito
Persefone phasmata, riporta suo respiro
Pindaro ricorda, che questo è gran finale
di colpo appare luce, da basso e dall’astrale

esplodono i confini, d’ognì terreno mondo
tempio dal mistero, inonda tutto tondo
danzano le stelle, la luna e mar aperto
in vortici dell'acque, Core guida il coro

Bella sei qual sole, bianca più di Luna
Stella del mattino, Mater Flora e musa
Virgo veneranda, energia di pentecoste
riveli a Trittolemo, tua stagionale sorte


dunque gli iniziati, vedranno l’alternarsi
di nascita e di morte, crescer rinnovarsi
il mistico messaggio, in saggi sopravvive2
coi dialoghi Marsilio, sovente ci descrive

che gradi di saggezza, archetipi e le dee
danno forma e spazio, ciò che ci sovviene
Myesis lui descrive, è visione temporanea
seguita da Telete, o distante richiamata

infine è la suprema, chiamata di Epoptìa
nata dalle piante, e natur mito-creativa
Terra qui si svela, non sol dimor di morti
ma cibo inestinguibi, riserva di conforti


Marsilio fu iniziato, gnostica esperienza
scrive poi l'amore, sua divina essenza
felice va colui, che visse interne cose
quando rientrerà, nell'utero dell'Ade
Ermes psicopompo, lo guiderà a danzare

Kali tu sei oltre, struttura della mente
Sei la voce tuono, fiore che poi sboccia
Sei l'amore e morte, memoria di rituale
cuor del sottosuolo, farfalla del poetare

sei Gaia genitalia, progenie genius dei
o cobra oracolare, sacro a Siva e Devi
Kundalini sottile, tu avvolgi il Caducéo
totem di serpenti, e cuore di guerriero

In Egitto fosti Thot, dio anterior diluvio
Scriba delle piante, cui deponi effluvio
Ibis tua cicogna, che porta i figli a tutti
bimbo Kumar Tong, lo spirito dei frutti

Ermete battista, pur cuore dell'Orfismo
Mercurio messaggero, àmbiguo e furtivo
Dio della sapienza, mezzo di scrittura
sei canto medicina, sei musica struttura

Poeta bardo antico, viaggi nel rituale
cantami una storia, aiutami a vibrare
così trascorre vita, e solo non son mai
Stella del Cammino, ieri oggi e domani


Là nei tempi crisi, emergono più dubbi
crollano i modelli, e fioriscono più culti
a soddisfar gli umani, e ritrovar gli Dei
provano gli artisti, le chiese ed i musei

il mito di Demetra, esperito fino a quando
Alarico re dei Goti, invase pur Bisanzio
santuari son distrutti, fine d'un impero
editto di Teodosio, oscura mondo intero

il rogo in Alessandria, tutti sacri testi
fuggono i misteri, lontano nei deserti
il cuor di anacoreti, preserva la salute
purga l'illusione, di ogni dogma e scure

Fede sopravvisse, in cristianesi primo
Giovanni pur conobbe, consolatore fino
lo Spir di Verità, il mondo ora non vede
ma un dì ritornerà, e voi lo ri-troverete

Argo ed ergotismo, le tenebre con luce
appaiono gli eventi, che Cerere produce
Argonauti in viaggio, cercan vello d'oro
in gotiche visioni, con cattedrali Fuoco

i goti costruttori, innalzan nuovo culto
massoni muratori, che giran ogni punto
creano lor Europa, su slave fondamenta
riscrivono la storia, sul mito razza eletta

il Vello dell'agnello, serbava pur il soma
che bardi rishi d'India, tengono da allora
matur in sottosuolo, stilla nel suo grasso
il Ciceone e il Soma, risuonano nel canto

or canta più forte, la gioia può scaldarti
se sentirai dolor, quan vita và mancarti
canta i loro nomi, e la musica risuona
dolore si allontana, il cuore si rinnova

Maya è una tenda, il segreto nasconde
Chi lacer la tenda, pur lacer se stesso
poiché dietro tenda, è nulla oggettivo
fuor mondo e corpo, sta il soggettivo

il Reale non esiste, senza un conoscente
figlia di prodotto, tra mondo e ricevente
se manca uno dei 2, il reale non accade
Radio resta muta, schermo nulla appare

il demone interiore, presiede ti possiede
sua vittima alla fine, libera e trasforma
l'accesso altre realtà, aiutano le piante
coscienza sintonizza, commedia esilarante

straripa nel mondo, una parte d'interiore
si animan le cose, assumono altro senso
diverso e più profondo, solar od abissale
spontaneo è tale stato, se provocato sale

Esistono dimensioni, o molteplici realtà
comprese di soggetto, che sa manifestàr
la quotidian ha un Io, pensa e pur agisce
mentre un testimone, tutto vede assiste

se scopriam qualcosa, spesso non ci piace
se nega l'illusione, di moralità sociale
così innata libertà, spaventa ogni ego
poichè lo trascende, supera il diniego

l'esperienza del Num, moltiplica realtà
sembra dissoluzione, alla mente razionàl
che ricerca successo, solo in conformità
lui reagisce e protesta, alla spiritualità

uno stesso villaggio, oltre i vari confini
un viaggio sul fiume, tra la vita-e-morte
in cerca di antenati, di comun umana sorte
Corpo è una canoa, Kikeone il fiume soglia
che richiede silenzio, presenza e coscienza
a viaggiare sul fiume, raggiunger inconscio
la terra di miti, di un drago alato avvolto
drago di sapienza, apre un occhio a volta
non correre và piano, veleno è dietro porta

decanta ogni veleno, nel quotidiano rito
consegui vie dei canti, là riposa il mito
Argo è cane a Ulisse, e gli tiene fedeltà
conosce suo padrone, che travestito và

Ulisse navigava, nei mar della coscienza
Mercurio psicopompo, guida l'esperienza
Telemaco suo figlio, lontano è sulla riva
triste cerca il padre, divina schiuma viva

l'oppio nel suo vino, tosto poi lo spinge
a iniziar il viaggio, e l'interior suo tinge
dimentica la casa, la patria col soffrire
butta via il dolore, l’uomo ad impazzire

quel farmaco nel vino, l'ira sa calmare
cresce con stupore, ricerca di suo padre
Lui viaggia oltre la terra, oltre dell'Egitto
le anime mascherate, vanno nel tragitto

prosegue lungo viaggio, nei miti del mondo
Eolo antico vento, guida e spira in tondo
Invita a far i viaggi, notturni sotterrani
là nel regno morti, cioè medi-terranei

ai malati teminali, annulla pur dolore
per via dissociazione, psiche situazione
così molti pazienti, avanti del trapasso
conciliano col fato, intuito del sorpasso

la coppa e la piroga, silenzio di coscienza
creano cattedrali, creano storia e scienza
Storia vien da Istor, la figlia di Taumante
eterno testimone, lui vede ogni quadrante

oltre il velo dei fatti, segue l'intuizione
collega Istoria ai fatti, della transizione
Storia figlia a Omero, cieco poeta vero
radice del sapere, è suo interior pensiero
capace a devastare, se partorisce oggetto
potente ed incapace, di circolar contento

suo canto partorisce, Penelope ed Ulisse
cioè l'anima fedele, sposa dolce al cuore
vieni qui son Io, quell'animal tuo amato
l'essere rinato, di ciò che tu hai donato

Wirarìka pur detti, Huicholes della Sierra
tra gole e aridi piani, coltivano lor terra
hanno 2 stagioni, una secca e una piovosa
adoran molti Dei, che aggiungon alla Rosa

derivan loro storia, dai nomadi di caccia
Cervo loro emblema, e Mais assieme Rosa
Tago nel deserto, li guida in nuove terre
li sposa con il Mais, slash-e-burn e feste

Wiràrika nel mito, ricordano il passaggio
da nomade lor vita, fin stanzial villaggio
Watakame cacciatore, è Antenato errante
produsse loro etnia, ricordano alle danze

Martin alza e canta, leggenda Watakàme
incontro con fanciulla, Mais-Azzurro mare
Storia che sciamano, offre ad ogni festa
così che identità, del gruppo resti desta

vive Watakame, in capanna su montagna
insiem ad una vecchia, madre sua adottiva
sul lato soleggiato, vivevano della caccia
con arco con le frecce, vita dura e scalza

i sentieri gole e monti, valica ogni giorno
un giorno lui incontrò, fanciulla girotondo
quella si presenta, con piatto-Zucca piena
gli porge una bevanda, la giovan forestiera

Bevilo e sii sazio, è una Pianta della Vita!
insieme ai genitori, io sto su una Collina
indomani Watakami, veste e prende l'arco
con faretra su spalla, và cercar l'incanto

ai lati del sentiero, che sale su a zig-zag
coltivazion di Mais, distese può osservàr
Azzurre rosse e bianche, son tante varietà
e in cima una casetta, infine può avvistar

stupito Watakàme, arriva presso il ranch
l'accolgono due anziani, signori Mais di là
gli offrono scodella, di buon bevanda che
soddisfa a Watakame, che parla ora di sé

vorrei comprare un po, di vostro buono cibo
tengo per pagarvi, le micce del mio fuoco
del Pino resinoso, che uso a mo' di torcia
in notti buie assai, mi scaldo senza noia

il vecchio gli rispose, disseta alla sorgente
poi agitò lo scettro, di penne di un uccello
da casa uscì ragazza, e venne lor incontro
Yowime mais-Azzurro, il nome rende conto

Figlia vuoi seguire, il giovan cacciatore
oh Padre se tu vuoi, allor anch'io vorrò!

così che Watakàme, iniziò una nuova vita
divenne agricoltore, in Yòwime compagnia

Yòwime mais-azzurro, gli insegna preparar
tortiglie col Granturco, più l'Atole bevan da
gli insegna a decorare, le case magazzino
così bene propiziare, raccolti Mais divino

si sente or Watakame, liber da incertezza
da nomade sua vita, radici mette in fretta
taglia piante bosco, incendia le ramaglie
la cenere è tappeto, per Mais inseminare

Yowime fora il suolo, a mezzo d'un bastone
Spirito poi chiama, quan semi Mais depone
e Watakame invoca, le capricciose piogge
il Sole e protettori, del vento soffio forte

tempo di raccolta, accatasta le pannocchie
dentro case-tempio, lui usa un Mecapàl
quel cesto di raccolta, fatto con le canne
legato con bandana, su fronte sulle spalle

poi vecchio Watakàme, perse la compagna
Mais-azzurro muore, resta lui in campagna
lavora ancora duro, con gesti e con parole
intero ciclo Mais, Yowime amor commuove

e rivivono epopea, del vecchio Watakàme
nei campicelli sparsi, sassosi con calcare
a Giugno prime piogge, semin si può fare
assiem Fagioli e Zucche, Mais da legare

un piccolo cratere, è al centro campicello
coglie varie offerte, sangue di un agnello
swidden Mais coltura, or può stabilizzare
con musica e canzoni, raggiunge antenate

l’indio Huatakàme, ci insegna a coltivare
Mais bimbe-divine, in sterpi da spiazzare
Lui divide i campi, dà fuoco a centro lati
Mais-Azzurro al centro, gli altri mette ai lati

san Rosa Veracrùz, è sincretizzata al Mais
Lei abbandona il bimbo, nei campi seminati
è forza della pioggia, e tuono dei serpenti
protegge campi Mais, il Cervo e le sementi

il Cervo celestiale, è chiamato Káyümari
suo sacerdote Huichol, è detto Maràkame
antenato Kayumàri, li guida e fà sciamani
insegna lor canzoni, a curar oggi e domani

Insegna a loro guide, a far pellegrinaggio
ogn'anno a Wirikuta, rinnovano il passaggio
caccia a Hikuri-Cervo, raccolto Mais e fiòr
con riti a garantire, il cambio di stagiòn


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